Piacere Barbaresco, ma com’è andata? Male, grazie, come i produttori raccontano…

Avete presente quella manifestazione semi-clandestina denominata “Piacere Barbaresco”, (sottotitolo: Piacere di non comunicarne l’esistenza o di comunicarlo solo a chi fa piacere e non disturba i manovratori), che si sarebbe tenuta, dicunt, qualche tempo fa, dal 12 al 15 settembre tra Barbaresco, Treiso e Neive?
Non essendo stato invitato, pardon, nemmeno ritenuto degno di ricevere uno straccio di comunicato, non ho testimonianze oculari da riferire, ma ho provato a sondare gli umori di quelli che avrebbero dovuto essere i veri protagonisti della manifestazione (parlo ovviamente dei produttori, non dei “signori” organizzatori), e le risposte sono state sconfortanti. Proprio come mi ha riferito anche qualche collega (estero, con gli italiani non ho ancora parlato) letteralmente stupefatto perché i wine writer sono stati costantemente, salvo qualche raro momento, tenuti lontani dai produttori, come se lo spirito della manifestazione non prevedesse un costante dialogo e un’interazione tra loro.
Bene, per testimoniarvi cosa pensino i produttori di Barbaresco, ho pensato di pubblicare qui di seguito le riflessioni di cui mi hanno reso partecipe.
Unica avvertenza non riportare i nomi delle mie fonti per semplice prudenza e tutela di chi ha parlato (e ci provi qualche “fenomeno” a parlare di delatori piuttosto che di persone che hanno pagato, sono insoddisfatti e ne hanno le scatole piene di certi sistemi!), perché anche se siamo nella Langa del Barbaresco non si sa mai…  Buona lettura e meditate produttori di Barbaresco, Neive e Treiso, meditate…

Produttore numero uno
“Caro Franco, che dire del “grande evento” Piacere Barbaresco??!! Niente…avrei un sacco di cose da scrivere su come questo evento è stato ben organizzato, partendo dalle cose basilari, ma mi viene il nervoso… L’unica cosa che ti posso dire è che quelli dell’Enoteca del Barbaresco, non si meritano proprio niente neanche il fiato e i neuroni sprecati per ricordarli…
Loro non vedono oltre la soglia di ingresso dell’Enoteca…e quando ti parlano insieme non si degnano neanche di guardarti negli occhi…e porgerti un saluto degno di umanità… Che gente ragazzi!…
Hanno “organizzato” se così si può dire un bel buco nell’acqua, sfruttando la generosità di tutti i produttori, che con il vino devono campare…e sul territorio hanno investito tutto, vita e famiglia…
Lo scopo iniziale dell’evento doveva essere un qualcosa di alternativo al tanto criticato Alba Wine Exhibition, per fare un qualcosa di più mirato al nostro territorio e cioè al Barbaresco, ma…. in questo modo stanno distruggendo quel poco che c’è… perché come possono dei “poco competenti” mettersi in competizione con chi di organizzazione ne ha da vendere?
Quello che mi chiedo io è: perché non hanno chiesto alla signora Minetti un semplice colloquio-aiuto? Certo è che si parla sempre più di Barolo e meno di Barbaresco, ma sinceramente parlando….  quelli del Barolo hanno una marcia in più rispetto a noi, ma in fondo hanno anche un po’ più di storia… e sicuramente anche loro altre volte hanno sbagliato, ma qui invece si sbaglia sempre… chissà qual è l’interesse a non fare niente e lasciare tutto tranquillo… penso di sapere quali sono le motivazioni…”. Produttore numero due
“Caro Ziliani, è stata davvero una manifestazione in sordina. Nessun comunicato stampa prima della manifestazione (che io sappia), l’annuncio sul sito dell’Enoteca è uscito solo un paio di giorni prima dello scadere degli accrediti, le informazioni incomplete, nessun commento rintracciabile su Internet fino all’ultimo.
Kerin O’ Keefe, la giornalista americana che come lo scorso anno ha fatto da coordinamento tra organizzazione e giornalisti, si è letteralmente prodigata affinché i giornalisti avessero la miglior situazione possibile e penso ci sia abbastanza riuscita. Ha ottenuto la collaborazione di Aldo Vacca per le presentazioni in inglese, ma non le è stato facile. Ha dovuto combattere in diverse situazioni.
In realtà l’organizzazione è stata un tantino raffazzonata, ma nell’insieme l’immagine non è stata pessima come si temeva. Però abbiamo visto e toccato con mano le enormi lacune, ma non tutti. Indubbiamente gli inviti sono pervenuti solo ed unicamente alle persone scelte dall’Enoteca, anzi da alcune persone dell’Enoteca.
Evidentemente per evitare alcune persone “scomode” hanno scelto la strada del silenzio totale e della scarsissima partecipazione. Ho però sentito dichiarare cifre di accrediti molto alte, che in realtà io e altri non abbiamo affatto riscontrato.
La partecipazione alle verticali fatte nei tre paesi con i Barbaresco 2000 e 2003 sono andate quasi deserte come pure la giornata di lunedì, dedicata agli operatori. L’affluenza generale è stata per noi deludente, molto inferiore alla precedente edizione. In pratica credo che tutta la manifestazione sia stata fatta solo per i 9 giornalisti presenti (e non tutti così importanti).
Che dire? Una manifestazione di tale importanza senza pubblico e senza alcuna risonanza è, a parer mio, fantascienza. La cosa carina è che i produttori hanno ripetutamente chiesto notizie e programmi per settimane, ma a nessuno è passato per la testa che forse una riunione sarebbe stata lecita per informarci e sentire le nostre opinioni.
In effetti le “iniziative collaterali”  come le degustazioni guidate o altro sono state fantasmi per noi, forse reali per qualcuno, ma non se ne è saputo nulla.  Qualcuno mi ha raccontato del tentativo andato a vuoto di invitare più giornalisti e non tagliare fuori assolutamente chi già aveva partecipato alla prima edizione. La proposta era di un numero maggiore di giornalisti, magari per una rassegna da tenersi ogni due anni, ma che avesse un senso logico. Queste persone sono rimaste molto stupite e un tantino incazzata per il silenzio massonico, ancora di più per il silenzio non corretto nei confronti tuoi e di qualche altro tuo collega presente lo scorso anno.
Per ora dall’Enoteca abbiamo ricevuto un solo comunicato: il prezzo delle mappe delle menzioni geografiche. Non è male come inizio. Ora aspettiamo la rassegna stampa, spero arrivi prima di Natale e non prima di Pasqua come nel 2007!”.
Produttore numero tre
“Franco, causa gli impegni in vendemmia non so dirti molto riguardo l’affluenza, ma ho l’impressione che si sia fatta davvero troppo poca informazione e la comunicazione è stata relativa anche a livello locale!! Non si sapeva nulla neppure in zona e questo mi è spiaciuto! Per quanto riguarda il tour dei giornalisti, credo sia stato interessante… Le degustazioni sono avvenute nei tre differenti paesi con i vini dei tre comuni. C’era la possibilità di assaggiarli da seduti , in buone condizioni per la degustazione… ( credo e spero!)
Io sono andato nel pomeriggio di sabato a Treiso, quando i circa 20 giornalisti erano lì presenti per degustare i vini . C’è stata la presentazione delle due annate da parte di Montaldo e a seguire la degustazione. Purtroppo ( così a detta anche di qualche giornalista ) sarebbe stato più opportuna la presenza di più produttori durante la degustazione, in modo tale che i giornalisti potessero avere l’opportunità di parlare con noi produttori e chiedere informazioni pareri, idee…etc… per il prossimo anno speriamo ci sia maggior partecipazione! in conclusione…anche questa edizione è passata, per mio conto troppo in sordina… non so ancora i numeri…partecipanti, bottiglie stappate e vendute…. Insomma, c’è molto da rivedere e soprattutto da pubblicizzare molto di più la rassegna, anche perché senza dubbio è una bella manifestazione, ma l’ideale sarebbe renderla biennale”.
Quarto produttore
“Cosa vuoi che ti dica? Non essendo stato comunicato a dovere i risultati sono stati quelli previsti. La cosa stupida è che i produttori non erano presenti e ne erano presenti sono 5-6 massimo”…

Queste le testimonianze di alcuni produttori. Magari ora gli organizzatori, con simili testimonianze, tra le svariate possibili, fornite dai committenti del loro lavoro avranno il “coraggio” di parlare comunque di un “grande successo” di Piacere Barbaresco… Con certa gente, si sa, todo es possible…

0 pensieri su “Piacere Barbaresco, ma com’è andata? Male, grazie, come i produttori raccontano…

  1. …Sono a treiso quasi ogni giorno e vivo a La morra…ma di questa manifestazione non ho proprio sentito parlare!
    Ma non c’è da meravigliarsi…
    sabato 27 mi hanno portato le comunicazioni per la Festa del Vino ad Alba che era il 28…così non va!

  2. Chi è il presidente del consorzio? Chi è l’assessore regionale?
    Perchè in Piemonte le manifestazioni enogastronomiche di settembre/ottobre si svolgono tutte nelle stesse date?
    Se non si è capaci neanche di gestire un calendario da un anno all’altro, allora è bene che qualche testa salti.
    2 domeniche fa, in provincia di Torino, se ne tenevano contemporaneamente 4 di livello nazionale nel raggio di 30/35 km.
    Poi i risultati, spesi i soldi dei contribuenti, si vedono…

  3. Beh, vorrà dire che il Barbaresco resterà in cantina. Oppure che lo si troverà in giro a prezzi ridotti, con le enoteche che lo svendono (segnalo che una enoteca in centro a Lugano sta “promozionando” a cartoni da 6 bottiglie, il Barbaresco Pora del ’97, dei Produttori del Barbaresco, a 21,60 Euro a bottiglia).

  4. Sì, infatti, avrei voluto un pochino più di comunicazione dalla parte degli organizzatori.

    Ho sentito parlare di Piacere Barbaresco meno di una settimana prima, quando ero, per caso, da un produttore a Barbaresco, che mi ha gentilmente invitato alla manifestazione. Purtroppo, a quel punto non ho potuto cambiare la data del mio ritorno a San Francisco. Se avessi saputo un pochino prima, forse avrei potuto organizzare il mio viaggio diversamente. Un vero peccato, perché il Barbaresco è tra i miei vini preferiti del mondo, e per me è sempre un grande piacere potere degustare queste belle espressioni del Nebbiolo, e parlare con i produttori.

    Molto diverso dall’evento descritto qui sopra è il mio ricordo della manifestazione precedente, il Barbaresco Wine Festival, a cui sono stato un paio di volte. Manifestazione aperta, onesta, semplice, ambiente accogliente. “Festival” era la parola giusta, perché vini speciali come il Barbaresco vanno celebrati e divisi fra amici, invece di essere nascosti dietro porte chiuse.

  5. Avevo partecipato alla prima edizione e mi sarei aspettato almeno una mail per segnalare l’evento; ho scoperto grazie a Ziliani che ci sarebbe stato anche quest’anno quando ormai gli accrediti erano chiusi.
    Penso che se ci sono dei responsabili, come credo, debbano avere la decenza di dimettersi.
    Solo una considerazione: non penso che settembre sia un periodo ottimale per promuovere una annata già in commercio da parecchi mesi e quando spesso i produttori hanno già esaurito i vini, inoltre un giornalista a settembre credo abbia già avuto modo di degustare buona parte dei vini dell’annata dopo i vari vinitaly ecc.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *