Rassegna del Botticino Doc domenica 7 a Rezzato

I numeri, una trentina di ettari per una produzione intorno ai 1300 ettolitri (dati 2006) sono quelli che sono, ma quella di Botticino, località collinare alla periferia di Brescia sulla strada che conduce verso il lago di Garda, la cui economia si regge sulle lavorazioni tessili delle calze e soprattutto sulle attività estrattive del pregiato marmo Botticino, un marmo (vedi il Museo) che è stato impiegato dalla Casa Bianca di Washington alla statua della Libertà di New York, dall’altare della Patria di Roma al Tempio Capitolino di Brescia, è una piccola Doc che merita attenzione. La merita perché anche se piccola si esprime in un Consorzio che ha festeggiato nel 2008 i quarant’anni della Doc e comprende circa il 90 per cento delle aziende attive sul territorio, e perché rappresenta un esempio di quella viticoltura minore, con “vigneti aggrappati alle soleggiate pendici delle Prealpi che sopravvivono eroicamente alle pressioni urbanistiche” che salvaguarda oltre all’ambiente un importante patrimonio di tradizioni e cultura legate al vino.
Per conoscere questo valido vino, perfetto sulla cucina eminentemente a base di carne della zona (dal mitico spiedo valsabbino alle grigliate di carne alla tagliata di manzo, accompagnate dai funghi, dagli arrosti alla selvaggina: tutti piatti forti di un locale poco distante da Botticino che merita assolutamente una deviazione, la Trattoria Castello di Serle,), ma duttile negli abbinamenti a tutto quanto sia carneo e carnivoro, vino dalla particolare composizione ampelografica che vede concorrere uve già presenti in altre aree del bresciano seppure espressione di altre tradizioni viticole, come il Barbera, oppure i trentini Marzemino e Schiava, si raccomanda, domenica 7 settembre a Rezzato, vicino a Brescia, la Rassegna del Botticino Doc, in programma a partire dalle ore 10 presso l’elegante sede della splendida settecentesca Villa Fenaroli (via Mazzini 14, uscita consigliata Autostrada A4 Milano-Venezia: Brescia Est), in passato dimora delle nobili famiglie Avogadro e Fenaroli, oggi albergo e Centro Congressi.
Tutti i dettagli della rassegna, in questo articolo di presentazione, pubblicato sul sito Internet dell’A.I.S.
Per informazioni:
Comune di Botticino e-mail
Consorzio del Botticino tel.030 364755. 

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  1. Voglio aiutare questo mini consorzio a darsi una mossa,in quanto ha un potenziale enorme,ma fino ad oggi non è ancora stato in grado di esprimerlo.E poi,li in mezzo ci sono nato.Non a caso ho il cranio fatto con quel marmo!Mi permetto un appello:venite a degustare il Botticino e a dare un occhiata a quello splendore di Villa Fenaroli.Il biglietto costa 5 euro ed una parte andrà in beneficenza.

  2. Donni per la testa di marmo siamo in due….la prossima volta invece del franciacorta ci assaggeremo un bel botticino…a proposito non per far pubblicita’ alle aziende della zona, ma quali nomi fareste per il botticino?
    mea culpa devo dire che pur essendo in zona sono due anni che non ho in carta il botticino….

  3. ma per favore…. Adriano, ti prego, lascia che il botticino se lo bevano altri, che da quelle colline non è mai uscito niente di enologicamente decente. Neanche l’ormai famoso (in zona) Noventa riesce a metter insieme un vino che berrei volentieri…. piantassero trebbiano e lo vendessero a sud del lago di Garda…. ops, ma questo non lo si può consigliare.

  4. caro “il chiaro” contesto in modo risoluto la sua affermazione. Lo dico e lo spiegherò meglio nei prossimi giorni con un articolo, dopo essere stato alla Rassegna del Botticino ieri, aver degustato una ventina di vini, grazie ad un servizio offerto dall’A.I.S. delegazione di Brescia alla stampa (insomma, a quei pochi giornalisti, quorum ego, presenti), aver parlato con diversi produttori, essere stato in giro un po’ per vigneti, aver pranzato, molto bene, da Eva a Botticino. Altro che piantare Trebbiano! Devono continuare, con lo stesso impegno che diverse aziende stanno mettendo ora, a lavorare nel solco della tradizione del Botticino, con quelle uve, con ancora più cura in vigneto ed in cantina. Poi non saranno mai, i loro, vini ruffiani e da degustazione (menomale dico io) ma vini che funzionano alla grande su una cucina saporita a base di carne e di cacciagione come quella della loro zona, dotata di un fascino speciale anche se la città, Brescia, é ad un tiro di schioppo (definizione non casuale, trovandoci in terra di cacciatori…)…

  5. Senti “il chiaro”,si potrebbe piantare anche muller o altro,da vendere a sud del lago,oltre al trebbiano.Ops,anche questo non lo si può consigliare.Credo che in provincia di Brescia sia la zona che possa produrre i migliori vini rossi.Diamogli ancora qualche vendemmia,i vini sono migliorati notevolmente e i terreni sono adatti alla viticultura e non al grano turco.Enologicamente parlando…Vieni a dare un’occhiata..

  6. Possibile che non si possa parlar bene di un vino, di una zona o di tutto un territorio senza ogni volta coinvolgere altri vini, zone o territori e parlarne male?
    Ha ragione Ziliani , il Botticino ha una sua identità, piaccia o meno al Sig. Chiaro. Nessuno l’obbligherà mai a berlo.

  7. Affermazione difficile la tua caro Donni, supportarla con qualche degustazione?
    Dimmi dove e io ci sarò.
    Poi magari io mi ricredo sul Botticino e tu su altro.
    Aspetto fiducioso.

  8. caro “il nero” se lei che credo non abiti lontanissimo da Botticino, si fosse mosso, ieri mattina o ieri pomeriggio, spostandosi in quel di Rezzato, avrebbe potuto toccare con mano, con naso e palato, questo miglioramento in corso e la presenza di vini che meritano attenzione…

  9. Caro Ziliani, risponde Lei al posto di Donni?
    Non dubito certo che ci sia un miglioramento in corso, ma affermare che sia la miglior terra di rossi bresciani forse è una piccola esagerazione.
    Con stima

  10. Caro Nero,ho scritto:”CREDO che in provincia di Brescia sia la zona che POSSA produrre i migliori vini rossi.Diamogli ancora qualche vendemmia,i vini sono migliorati notevolmente…”.Sai benissimo che il mio coinvolgimento con il Garda è decisamente superiore,per interesse per passione e per fascino(sai quanto io ami quel lago),rispetto alla “meno attraente”zona di Botticino,ma io stesso,avendo degustato questi vini,ritengo ci siano i presupposti per produrre ottimi rossi.Per il Garda credo in un utilizzo intelligente del groppello,che rimane,dal mio punto di vista,l’unico dato distintivo di quella zona vinicola,assieme magari al chiaretto.Poi ci sono dati tecnici che andrebbero confrontati,magari durante una degustazione,che mi piacerebbe moltissimo fare!Cieca,dove e quando vuoi tu,con vini della stessa annata.Io,tu e Franco?

  11. Abbiamo un’amico in comune che gestisce un paio di localini graziosi in zona medio lago, che ne dici, potrebbe essere interessante.Decidi tu il giorno, pranzo o cena indifferentemente. A presto.
    Confrontarci sulla viticoltura bresciana e non ci farà sicuramente bene.

  12. Il nero, se la proposta é rivolta anche a me oltre che a Donni, io sono disponibilissimo! Dimenticavo: più che “il nero” dovresti firmarti bianconero visto che purtroppo tieni a quella squadraccia…

  13. Certo che si, e se altri si vogliono aggiungere, ben vengano.
    Però Sig. Ziliani, non parli di calcio per favore. Lei è bravo, ma suvvia, da un’interista, è come se io parlassi di catechismo con il Papa. A presto

  14. Attenzione Nero a non invitare i “guru” della degustazione.A parte che quelli,ad un confronto diretto si sottraggono sempre,nonostante si mostrino come eroi della patria e cavalieri dell’ordine oscuro dell’onestà intelletuale,dando a me del pazzo visionario,diffamandomi con amici e “parenti”…Su una cosa hanno ragione:Io sono pazzo,solo non sanno quanto.Riguardo alla viticultura Bresciana hai ragione,però l’importante è non raccontare che in quella zona si producano straordinari vini(o grandi vini)quando questi incredibili prodotti,non solo non esistono,ma tecnicamente non è nemmeno possibile immaginarli,per ora(ma credo anche in futuro).A raccontare palle si fa passare per stupidi i consumatori e si diventa attaccabili da ogni lato.Facciamocene una ragione.Meglio un Botticino che cresce un passo alla volta,con umiltà e impegno,che una qual si voglia altra zona,che dall’oggi al domani,dice d’essere grande terra per grandi vini,e in tutto questo,mancano proprio i vini.Che figuraccia!Sei d’accordo?UMILTA’,PASSIONE,DEDIZIONE,IMPEGNO.Dopo,solo dopo,il mero interesse.

  15. Caro Sig. Farina non solo Botticino e Cellatica ma a tutta la provincia di Brescia e alla sua produzione vinicola va fatto un plauso. Non raggiungeremo forse vette incredibili ma certamente di buona e in alcuni casi di buonissima qualità. L’umiltà, la dedizione, la passione e l’impegno certamente non mancano caro amico Donni, vedrai che lavorando tutti insieme otterremo risultati che ci stupiranno. Un affettuoso saluto a tutti.

  16. Ha ragione il Sig. Farina,anche Cellatica ha i suoi onori,ma in quella zona prevale una D.O.C.G. di indiscusso interesse per chi produce.Caro Gianni,sono assolutamente d’accordo con te:otteremo risultati che ci stupiranno.Per quanto concerne il “lavorando tutti assieme”,io per farlo,ho bisogno che la persona risponda a tutti e quattro quei requisiti,come ne rispondi tu del resto.Quelli con “tre su quattro” li scarterei se sei d’accordo…Con estrema simpatia.

  17. Donni, volevi forse dire che il Botticino è l’unica grande zona da rossi della provincia di brescia? comunque sia concordo, anche se questo tuo nuovo interesse mi fa pensare che sotto sotto tu stia covando qualcosa!Non sono d’accordo sulla belleza di villa Fenaroli, credo sia un esempio di pessima ristrutturazione di un edificio storico. essere una zona da grandi bianchi fa poi così schifo? essere la miglior zona da rosati è da sfigati? i rossi sono proprio cosi necessari per dare blasone enoico a un territorio? Dennis Conner ( tu donni da buon velista sai chi è) diceva che per vincere la coppa america bisogna avere tre cose:atteggiamento, atteggiamento e atteggiamento.Le stesse tre cose servono per fare un gran vino, bisogna però aggiungere il territorio, con tutto l’atteggiamento del mondo nelle paludi pontine non si può fare un gran vino!Cambiando argomento, la questione Wine Spectator-trattoria mai esistita la vogliamo proprio lasciar cadere? la casta non parla della casta.
    solo per oggi cambio nik-name anzichè polluce sono “il caustico”

  18. Che dire, L’INTREPIDO , grande osteria milanese li ha bidonati.
    Sarebbe assurdo però pensare che tutti coloro che scrivono di ristorazione o di vini siano degli ingenui dilettanti come questi. Come sempre non generalizziamo, e cerchiamo di avere fiducia in chi lavora di penna e calamaio.
    Sono un grande aiuto per tutti, non dimentichiamocelo.
    Se dovessimo dire il contrario saremmo dei bugiardi.

  19. Tremate,tremate le streghe son tornate!Polluce,mi hai forse sentito affermare questo?Non mi risulta.Ho scritto:”voglio aiutare questo consorzio a darsi una mossa” e se il consorzio sarà d’accordo,si,gli darò una mano,ma senza convincere i produttori che nelle loro terre si possano produrre,chissà quali fantasticherie,per renderli felici,”arrostendo”loro quattro soldi,nello stesso modo con cui si rubano le caramelle ai bambini.Fai bene a pensare che io stia covando qualcosa,(ma di cosa ti preoccupi,non avete forse scelto il “top”della consulenza,il principe della degustazione,voi?)ma ciò che “coverò”non sarà mai viziato da un conflitto d’interessi(se dovesse esserlo sarà dichiarato pubblicamente,prima dell’inizio dei lavori)o per mia pura gratificazione personale.Se vai in comune,troverai le fotografie di quando Villa fenaroli era splendida,nei primi del ‘900,e noterai che rispetto al restauro conservativo attuato oggi,non è cambiato molto(il comune ha stabilito regole ferree per il restauro)mancano solo,statue,colonne e altro,che è stato rubato da ignoti,nel corso degli ultimi trent’anni.Essere zona da grandi bianchi o rosati,non è assolutamente da sfigati,anzi!.Credo sia da sfigati affermare ciò che sappiamo bene,non possa essere,e beffa nella beffa,cercare di far credere la cosa ai consumatori.Le palle hanno le gambe corte.Sbaglio?Mi pare che,per quanto riguarda la tua zona,siamo entrambe dalla stessa parte.Rivolgiti ai tuoi colleghi e al vostro esperto consulente che vi ha convinto di questo.
    @ Oste fiducioso:non è l’intrepido ad averli bidonati,ma bensì li ha smascherati come pagliacci!Ho molta fiducia in chi lavora di penna e calamaio,ma,quando messi alla prova si mostrano dei bluff,rimangono dei bluff!Senza generalizzare,ma senza fare del proprio interesse la giustificazione per tutto e tutti.

  20. oste fiducioso, sono il primo a sostenere il giornalismo sopratutto se d’inchiesta, come già scrissi i giornalisti devono scrivere per i governati e non per i governanti (noi italiani ne sappiamo qualcosa di conflitto d’interessi)le guide devono essere scritte per dare dei consigli ai consumatori ( che le acquistano e le pagano profumatamente) e non per guadagnare con punteggi che sanno molto di articoli redazionali a pagamento.Se poi da wine spectator lavorano “ingenui dilettanti” cosa dobbiamo aspettarci dalle nostre guide,banchieri e dipendenti postali prestati al vino? Lungi da me dunque l’idea di fare di tutta l’erba un fascio,continuo ad avere fiducia di chi assaggia e scrive di vini credo però che l’argomento meriterebbe un approfondimento.
    Donni, conosco perfettamente la tua generosità ed integrità morale ed era solo mia intenzione sorridere con te di questo tuo nuovo interessamento per il botticino. Ti prego però, non darmi del “voi” il plurale majestatis mi sembra eccessivo, se altresì con “voi” intendevi dell’altro non mi includere, quelle scelte non le ho fatte e non le condivido,mio malgrado me le trovo.E vero, le balle hanno le gambe corte, in questo caso sono come le lumache, strisciano sulla bava.Aspeterò sul ponte e i cadaveri passeranno,è solo questione di tempo.”Il bosco è magnifico e profondo all’imbrunire e io ho promesse da mantenere e miglia da percorrere prima di dormire.Mi hai sentito Butterfly, miglia da percorrere prima di dormire…”

  21. Poetico Polluce,non potevo non mettere “voi”,sai com’è…So benissimo quanto siamo d’accordo su tutto quanto,e sai benissimo quanto io ti stimi,per la tua capacità di anteporre la realtà delle cose,al tuo interesse personale e per l’amore che mostri per il tuo lavoro,ogni giorno.A dire il vero il Botticino ha stupito anche me,durante la degustazione e credimi,possiamo trovarci davanti un bicchiere o su di una barca e sorridere di tutto questo.Tra noi il sorriso non verrà mai meno.Mai,te lo posso garantire.

  22. Ma dite davvero?
    L’unica zona bresciana che ha una dignità e che ogni tanto tira fuori delle cose interessanti per me è la Lugana.
    In Franciacorta si insiste a spremere uva, spesso foresta…ops non lo si può dire neanche questo forse, ma i risultati sono quelli che sono. A Cellatica l’unica czntina che aveva dellepotenzialità sta puntando sul Franciacorta.
    Botticino…. ma dai, a parte qualche bottiglia (non etichetta) di Noventa, volete veramente dirmi che i vari Franzoni, Scarpari, Tognazzi e compagnia spremente vi appassionano?
    Vi do il nome dell’unico vero vignaiolo della provincia bresciana, l’unico che fa vini fascinosi: Gigi Balestra, non posso neanche vantarmi di averlo scoperto io, infatti Sangiorgi gia anni fa aveva dedicato un bellissimo articolo su quella che ritengo la più bella rivista che parla di vino: Porthos.
    saluti.
    PS: io di Botticino ne ho gia bevuto fin troppo, adesso basta.

  23. Chiaro,forse non ti è chiaro,che la Lugana è terra bresciana solo a metà.Presente Verona?Ecco,Verona no è una frazione di Sirmione.Per quanto riguarda l’uva foresta che giunge in franciacorta,ti ricordo che se non hai i dati concreti di quello che dici,potresti finire come un tale che è stato querelato dal consorzio,per aver riportato una dichiarazione simile su di un noto quotidiano nazionale.Gigi è una brava persona e un ottimo vignaiolo,ma,visto che dici che sia il solo,mi daresti,gentilmente,la tua definizione precisa,di vignaiolo?Per il resto delle tue domande,trovi le risposte negli interventi precedenti al tuo.Rimango in attesa che tu possa dare concretezza a tutto quello che dici,magari con una degustazione,dove,sono certo,illustrerai tutto alla perfezione.

    PS:speriamo davvero che a questa degustazione,tu non beva troppo di tutto.

  24. donni….ti ricordi chi ho citato come produttore franciacortino alla tua ultima visita?….gigi balestra appunto.
    mi ricordo un fantasmagorico chardonnay del 95 assaggiato nel 2002..un oro brillante carico ed una evoluzione in bicchiere da dragster…non so se sia cambiato…spero di no…lo andro’ a trovare presto.

  25. Cari amici del vino come me, voglio solo ricordarvi che il vino rosso è figlio della COLLINA e del TERROIR.. a mio avviso l’unica zona vocata in tal senso, in provincia di Brescia, è Botticino, insieme forse a Cellatica(che purtroppo ormai si sta perdendo). Tanto è vero che a Botticino si allevano in maggior numero viti di Barbera e Sangiovese, e non i soliti Cabernet e Merlot che fruttificano anche dove una volta c’erano solo paludi.
    Questa è la mia modesta opinione di amante del vino buono, sano e genuino.un saluto, Laura

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