Riunione dell’Unione Agricoltori a Montalcino: un piccolo “verbale”

Ma come sarà andata la famosa riunione dell’Unione Agricoltori di cui ho scritto (qui) qualche giorno fa?
E’ andata bene, nel senso che se anche qualcuno voleva prendere come pretesto questa riunione per provare a cambiare le carte in tavola e proporre poi al Consorzio, che in questi giorni ha ben altre gatte da pelare, assurdi e ingiustificati cambiamenti di disciplinare del Rosso e del Brunello, la maggioranza dei partecipanti alla riunione “piuttosto affollata”, ha detto NO.
Per il resto, su come sia andata, quali siano state le proposte e gli interventi cedo la parola ad un produttore che ha partecipato e mi ha gentilmente fornito una cronaca breve, una sorta di “verbale” della discussione.
Questo ad uso e consumo dei lettori di questo blog e del mondo che guarda a Montalcino e a quel che accade con crescente stupore…

Il racconto della riunione

“La riunione dell’Unione Agricoltori è stata molto affollata. C’è stato uno sdegnato ed unanime rifiuto delle proposte 2,3,4 (vedi allegato qui  di seguito Proposte nuovo assetto disciplinari ) e sempre unanimemente è passata una mozione di “non azione”, cioè di non apportare alcun cambiamento in questa precisa fase né al disciplinare del Brunello, né a quello del Rosso, né alle varie proposte “tecniche” quali irrigazione di soccorso tolleranza di purezza e diminuzione delle rese di produzione.
C’è stato un certo dibattito sulle tolleranze di purezza. Marchesato degli Aleramici ha proposto un 3-5% per sopperire alle “impurezze” delle vigne e agli sbagli in cantina; la signora Giovanna Ciacci, consigliere del Consorzio nonché donna di ferro su posizioni molto rigide, e che personalmente condivido, ha controbattuto  che chi ha le “impurezze” in vigna farà bene a reinnestarle.
Il Signor (o Dottor) Cinelli ha controbattuto a sua volta, abbastanza arrabbiato, che suo nonno incrociando cloni ha prodotto involontariamente degli ibridi largamente impiegati nella sua azienda che pur essendo perfettamente identici al Sangiovese, Sangiovese non sono, ed ha avuto da questi qualche problema.
Comunque una volta rifiutati i cambiamenti del disciplinare, sulla tolleranza della purezza si è proposto di far decidere al Ministro in un’ottica di regolamentazione generale delle vinificazioni in purezza, l’irrigazione di soccorso tra l’altro sembra sia consentita dal codice civile. In conclusione tutti i partecipanti hanno sottoscritto il documento unitario, con grande soddisfazione della signora Ciacci che lo porterà in Consiglio.
Personalmente posso constatare che effettivamente c’è una generale presa di coscienza dell’idiozia del cambiare il disciplinare del Brunello, ci sono però molti pericoli che vengono dalla CIA ma su quelli posso raccontare poco. La riunione si è chiusa con un appello corale (quasi) alla…”.
E qui sfumo il racconto, lasciando che sia la cronaca dei prossimi giorni a testimoniare cosa sia stato chiesto nel corso della riunione e cosa sia ormai inevitabile e alle viste…  

0 pensieri su “Riunione dell’Unione Agricoltori a Montalcino: un piccolo “verbale”

  1. Un lettore, che ben conosce le vicende ilcinesi pur vivendo al nord, e che si é fatto un’idea “del modus operandi dell’Upa e della Confagricoltura” mi ha scritto annotando: “Franco, provo ad anticiparti le prossime puntate, che il tuo anonimo ma un po’ ingenuo amico non ha voluto o saputo intuire. Tutto è pilotato. Per salvare la faccia e la reputazione da “puri” dei soci Upa appartenenti al Consorzio, i vertici dell’Upa stessa, d’accordo ovviamente con il presidente nazionale e altri capataz che fanno e disfanno a livello toscano, hanno fatto in modo che la riunione si concludesse come descritto: no pasaran. Contemporaneamente, però, con abile mossa si affida al ministro la proposta (decisione) finale sui disciplinari, ben sapendo fin d’ora che la via “ministeriale” alla modifica degli stessi è ben più agevole e percorribile, nonché dialetticamente e forse perfino tecnicamente giustificabile, di qualunque altra. L’alibi è già pronto: la colpa è della CIA, cioè dei “comunisti”. Gli stessi con cui la “cupola” montalcinese e senese (unificata dalla condivisione di “cappucci” vari) governa da sempre in perfetto accordo i destini e le poltrone dell’agricoltura provinciale.
    A farne le spese saranno quelli fatti passare per duri e puri (Ciacci), ingenui e pasticcioni (Cinelli), “delatori” (Soldera), perché alla fine si farà in modo che le cose (cambio di disciplinare, sanatorie, indulti) non vengano decise dalla gente, ma imposte dalle circostanze (sentenze, crolli del mercato, cointeressi di alto profilo) in quando mancanti di alternative praticabili”. Sono riflessioni su cui meditare e che fanno spavento…
    Piuttosto letto il “verbale” redatto dall’anonimo partecipante, mi viene spontaneo un commento, suscitato soprattutto dall’intervento di Cinelli Colombini, che fa coerentemente seguito a quanto aveva proposto nel suo recente intervento qui pubblicato – vedi http://vinoalvino.org/blog/2008/09/cinelli-colombini-alias-fattoria-dei-barbi-si-impegna-ma-con-riserva.html Cinelli Colombini non si è reso conto di aver formulato una “excusatio non petita” della quale quasi tutti non hanno capito “l’accusatio manifesta.”. Inoltre se la richiesta del 3-5% di tolleranza passasse, una grande azienda come Castello Banfi si troverebbe a poter tranquillamente gestire 50 ettari di Merlot o Cabernet Sauvignon (l’equivalente degli ettari di una media azienda) come meglio gli parrebbe. Alla faccia delle tolleranze. E del Brunello di Montalcino…

  2. Signor Ziliani,
    ma quando cresceremo in Italia?

    Da inguaribile illuminista mi ribello all’idea che possano esistere solo due chiese, quella cattolica e quella massonica, che pretendono di indirizzare il lavoro…

    Il mondo, forse, prova ad andare avanti e noi torniamo alle “caserme” del pensiero degli anni ’50?

    Torneremo alle battaglie di Anghiari o Campaldino?
    Le cupole vanno bene in architettura non con il vino…!

    Gianni “Morgan” Usai

  3. Di solito si dice: cambiar tutto per non cambiare nulla.
    In questo caso interpreto così: non cambiar nulla, per cambiare tutto (il disciplinare).

    SENTO PUZZA di tresche sotterranee; sento un tanfo di intrallazzi; se fossi un produttore starei in guardia: penso che in questo momento le cimici stiano lavorando per farla in barba ai puri e agli onesti, che sono considerati un ostacolo da rimuovere.
    TANTO alle cimici cosa importa se il Brunello è ottimo o mediocre, che importa se il mercato strizzerà tutti quanti?
    A loro interessa mantenere sedie, poltrone, strapuntini.

    Il Consorzio dovrebbe SPALANCARE LE FINESTRE e creare una bella corrente d’aria.
    Rinnovamento generale: con mezz’etto di esprit de finesse e dieci grammi di esprit de geometrie si capisce subito che cosa è urgente fare.

    E se fossi un produttore medio grande – cioè senza straordinario potere, ma con un numero abbastanza elevato di bottiglie da vendere – sarei più che allarmato, sarei furente, e sappiamo tutti perché.

  4. “esprit de finesse e esprit de geometrie”, ma ocché ddici Giorgia?
    Ora magari si cercherà un bel capro espiatorio, facendo finta che il colpevole ed il reprobo sia solo quello… Ma tutti gli altri che facevano, mentre il capro espiatorio agiva e non agiva, faceva finta di niente, sapeva e taceva e copriva?
    p.s. scopro solo oggi questo scritto: http://www.benvenutobrunello.com/blog/?p=226 Non perdo tempo a replicare, ma voglio ugualmente segnalare all’attenzione dei lettori di questo blog, chiamato in causa come il sottoscritto, le parole del suo autore

  5. giudico sorprendenti le valutazioni del suo amico sul modus operandi dell’Unione Agricoltori. Nella riunione di ieri si sarebbe “finto” di decidere di non toccare il disciplinare del Brunello pensando invece di consentire, al ministro e a chi per esso, di cambiare radicalmente le carte in tavola. Un modo di fare che di fatto umilia i partecipanti alla riunione e li fa apparire come persone che non contano nulla. Secondo me il suo amico non conosce bene la realtà toscana per scrivere cose di questo tipo. Se vivesse in Toscana con ogni probabilità sarebbe arrivato ad altre conclusioni!

  6. Alessandra, l’amico vive e opera in Lombardia e non in Toscana, e conosce bene la realtà di Montalcino e del Brunello, ma credo che le sue valutazioni siano attendibili, anche se appaiono sorprendenti o stravaganti, ed é per questo che ho ritenuto opportuno pubblicarle

  7. Questa sera, in merito alla riunione di venerdì e alla situazione attuale a Montalcino, ho ricevuto queste amare riflessioni da parte di un altro produttore (vedo che cresce il numero di quelli che affidano i loro pensieri su quanto sta accadendo a questo blog…) Anche in questo caso sono segnali molto preoccupanti che non inducono ad essere ottimisti sul futuro del grande vino di Montalcino…
    “Caro Franco, nella storia degli ultimi trent’anni del Brunello la solita triplice U.A -Coldiretti – C.I.A. -ha sempre prevalso con la sua logica o meglio illogica politica e ha espresso quei Consigli e Presidenti che tu sai… A Montalcino ” non si muove foglia che la Triplice non voglia “…. Anche ora chi credi che decida sul cambiamento o meno del disciplinare? I produttori .?.. NOO ! sono sempre le segreterie politiche delle associazioni che decidono e i produttori si allineano ad esse perché hanno paura di ritorsioni personali perché credono che quella sia l’autorità costituita cui ci si debba inchinare e che se ha deciso che il Brunello debba cambiare ed aprire ad altri vitigni .. ebbene che sia …” l’ha detto il Papa”…
    Ma questo nessun osa dirlo e alla fine tutti si allineano… per codardia o quieto vivere. I produttori non hanno voce o meglio non vogliono averla e quindi che serve combattere contro i mulini a vento ?! Io credo Franco, che quei produttori sani e consapevoli che vogliono mantenere la purezza del Sangiovese, ed io come tanti sono tra quelli, continueranno a mantenere la loro linea, anche se i burattinai (tra cui molte grandi e medie imprese che vogliono l’odioso cambiamento ed hanno i numeri per farlo) decideranno le modifiche che più a loro convengono…. Allora che fare ? Faremo di tutto per evidenziare che il nostro Brunello è fatto con il 100 % di Sangiovese , bollino blu e quant’altro !!
    Che si può contro i poteri forti e le masse pavide ? L’unica speranza è che il Mercato, ora che lo tsunami scandalistico e giudiziario ha messo in ginocchio l’immagine del territorio e rivelerà da qui a non poco chi sono i dopatori, massificatori e mistificatori, possa infine valorizzare i puristi e i tradizionalisti, premiandoli con maggior attenzione e remunerazione ….. Che altro ?! Il danno ormai è fatto e solo la determinatezza degli onesti ad evidenziare la loro fedeltà al Sangiovese potrà limitarlo…
    Scusami lo sfogo.. ma questo giusto o sbagliato, è il mio pensiero…Ti apprezzo e Ti stimo, ma credimi questa è la dura realtà !”

  8. non capisco non capisco questo accanimento terapeutico sul brunello e in particolari ai piccoli produttori(ONESTI)accusati di non avere pelo sullo stomaco .Premesso che non sono di Montalcino,che non ho nessun conflitto di interesse,maneggio lamiera e vivo quel mondo di piccoli medi imprenditori (aristocrazia operaia)che giorno per giorno si fa su le maniche ma deve anche vendere.In ITALIA linlegalità è pane quotidiano il conflitto di interessi ognuno lo condise in tutte le salse (ZILIANI MA LEI NON HA VOTATO BERLUSCONI).Chiaro che il problema sul tarrocamento esiste, ma insistere di masturbarsi solo sul brunello questo sarebbe pelo? Ma i sommelier che riescono a sentire il sudore di cavallo nel vino e altre tante b……dove stavano,e i giornalisti,suvvia non raccontiamoci delle balle che si finisce per crederci.

  9. bene, adesso arriva anche la “aristocrazia operaia”, magari della provincia rossa modenese, in soccorso del Brunello, pardon dei produttori che stanno dimostrando che il coraggio é merce rara! Al Signor Rino, che scrive con “stile” spiccio e senza fronzoli, due sole risposte. Per chi abbia votato o meno non conta un tubo in questa discussione (per la cronaca, in questo blog ho detto che in occasione delle ultime elezioni sono rimasto a casa e non ho votato, tantomeno il premier dalla crescita dei capelli miracolosa) e inoltre io, per sua norma, non mi dedico a “pratiche autoerotiche” sul Brunello o su altro. Inoltre, ma non devo spiegarlo all’esperto di lamiera o di materie plastiche (al quale esprimo massima considerazione e rispetto per la sua attività in quel campo), personalmente ho la coscienza a posto perché sono anni che denuncio l’esistenza di un sacco di Brunello “taroccati” inspiegabilmente passati all’esame delle commissioni di degustazione della Camera di Commercio. Nessun “accanimento terapeutico” sul Brunello, ma solo una battaglia perché questo vino sia la cosa seria degna di rispetto che il suo blasone e la sua notorietà internazionale richiedono. Capisco che si deve “vendere”, ma possibilmente senza prostituirsi, grazie!

  10. Pingback: Tre anni (o trenta)? | TheWineBlog.net

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