Rivella-Ziliani: faccia a faccia sul Brunello venerdì 3 ottobre a Siena

Ricevo e vi giro pari pari, senza commenti, essendo parte in causa, il seguente comunicato stampa ricevuto questa mattina.
Venerdì 3 ottobre, alle 15 presso l’Aula Magna storica dell’Università degli Studi di Siena, al I°piano del Palazzo del Rettorato in via Banchi di Sotto Faccia a faccia sul Brunello
Le posizioni dell’enologo Ezio Rivella a confronto con le idee sul Brunello del giornalista Franco Ziliani curatore del blog Vinoalvino.org L’iniziativa è promossa dall’associazione di enoteche “Vinarius”.

La vis polemica di Ziliani e le provocazioni di Rivella, sono il piatto forte del primo faccia a faccia sul Brunello che si svolge dopo le note vicende che hanno coinvolto il più famoso dei vini italiani.
Due posizioni estreme, due mondi differenti che il professor Cutolo, nel suo ruolo di moderatore, tenterà di portare verso una sintesi costruttiva.

Venerdì 3 ottobre alle 15, presso l’Aula Magna storica dell’Università degli Studi di Siena, nel Palazzo del Rettorato, si terrà l’incontro “Faccia a faccia sul Brunello”, organizzato dall’associazione di enoteche italiane “Vinarius”.
L’Associazione Vinarius è stata costituita il 1° aprile 1981 nel corso del I convegno nazionale delle enoteche svoltosi a Gorizia nell’ambito della fiera Bianco&Bianco. E’ un’associazione senza scopo di lucro che unisce punti vendita specializzati nella scelta e proposta del vino al fine di migliorare i servizi per i consumatori, creare un’immagine qualitativa rigorosa e inoltre favorire scambi di informazioni tra gli associati.
La tenzone verbale del 3 ottobre vedrà protagonisti il giornalista Franco Ziliani, curatore del blog www.vinoalvino.org accompagnato dal produttore di Barolo Teobaldo Cappellano, e l’enologo Ezio Rivella per molti anni amministratore delegato di Villa Banfi, accompagnato dall’enologo Vittorio Fiore.
Il tutto moderato dal professor Dino Cutolo, docente presso l’Università di Siena, antropologo e appassionato di vini.
“Questa querelle sul Brunello – afferma Francesco Bonfio, presidente di Vinarius – e più in generale sulla filosofia che sta alla base della produzione del vino, interessa molto ai Vinarius perchè noi siamo l’anello di congiunzione fra l’azienda e il cliente che acquista il vino e lo beve. E dobbiamo essere in grado di spiegare con cognizione di causa al consumatore cosa è successo, perchè e dargli un’informazione equilibrata e corretta”.
I “duellanti” si sfideranno fino all’ultima parola nel sostenere le proprie tesi e il tutto sarà diffuso in diretta streaming sul portale www.intoscana.it e su www.vinarius.it
L’appuntamento è quindi per venerdì 3 ottobre, al primo piano del Palazzo del Rettorato, in Via Banchi di Sotto, 55 a Siena. Ufficio stampa Agenzia Freelance 0577 219228 e-mail Sonia Corsi 335 1979765 Nicoletta Calonaci 335 1979425. “.
Aggiungo solo che il comunicato è già on line su In Toscana.it a questo indirizzo e che prossimamente, su Vino al Vino, avrete altri dettagli e anticipazioni su questo interessante appuntamento…
P.S.
Il testo del comunicato stampa che annuncia il dibattito del 3 ottobre a Siena anche in inglese
Brunello: Face to Face
Oenologist Ezio Rivella and journalist Franco Ziliani author of VinoalVino.org face off  and debate the future of Brunello di Montalcino presented by Vinarius, the Italian Association of Wine Retailers
Controversial wine writer and blogger Franco Ziliani and outspoken wine industry veteran Ezio Rivella “face off” in this historic “face to face” public forum.
In the wake of the recent Brunello controversy, Ziliani and Rivella will debate the future of the Brunello appellation and proposed changes in Brunello regulations that would potentially allow for the use of international grapes (currently the appellation requires that the wine be made with 100% Sangiovese grapes grown in Montalcino).
Franco Ziliani (wine writer, author of VinoalVino.org and co-author of VinoWire.com ) and Ezio Rivella (ex-A.D. Banfi) will be joined by traditionalist Piedmontese winemaker and founder of the Vini Veri movement Teobaldo Cappellano and noted Italian oenologist Vittorio Fiore.
The debate is presented by Vinarius, the Italian association of wine retailers, and will be mediated by Professor Dino Cutolo, anthropologist, University of Siena, and winelover. “Vinarius members are interested in the Brunello debate and winemaking philosophy in general,” says Vinarius president Francesco Bonfio, “because we are the link that connects the producer and the consumer who buys wine and drinks it. We need to be able to explain what has happened to our customers and need to understand its causes so that we can provide balanced and factual information.”
Founded in 1981 at Bianco & Bianco fair, Vinarius is a non-profit organization that unites wine retailers and promotes education and professional services among associated members. The debate will be “streamed” live at www.intoscana.it  and www.vinarius.it.

Media inquiries:
Agenzia Freelance Tel. 011 39 0577 219228
Sonia Corsi 011 39 335 1979765
Nicoletta Calonaci 011 39 335 1979425 (for inquires in English)

N.B.

Intanto il dibattito comincia ad essere annunciato su Internet:
su Do bianchi di Jeremy Parzen
su Sommelier.it sito Internet A.I.S.
sul Wine Camp blog di Craig Camp
su Chroniques vineuses di Hervé Lalau
su VinoWire di Jeremy Parzen
su The World of Fine Wine
sul sito Internet di Luciano Pignataro
su Esalazioni etiliche di Roberto Giuliani
ancora su Esalazioni etiliche di Roberto Giuliani
su De Vinis di Joan Gomez Pallarès
su Able Grape di Doug Cook
sul sito Internet di Vinarius
su Kelablu di Massimo Bernardi
su Seriously wine
su Appunti di gola di Stefano Caffarri
su Divinoscrivere blog
su Comunicatistampa.net
sul sito Internet dell’A.I.S. di Napoli
su Acquabuona
su Acquabblog
su Vinit.net
sul sito Internet di Radio Siena
su Agricoltura italiana on line
su Vino24
su Teatro naturale
su Agi news
su Siena news
su Valdelsa.net
su Tigulliovino
su Aristide
su Nove Firenze
su Vino da Burde

 

 

 

0 pensieri su “Rivella-Ziliani: faccia a faccia sul Brunello venerdì 3 ottobre a Siena

  1. Lucida i bicchieri ziliani. Il cavaliere in fatto di strategie se ne intende. Una volta citando un grande stratega mi disse: “…nessun piano di battaglia è così perfetto da calcolare l’impatto sul nemico nel campo di battaglia”.

  2. Caro Franco,
    questa sarà certo l’occasione per un bel dibattito e sicuramente qualcosa di buono verrà fuori. E’ da tempo che ci penso e approfitto per dare, molto modestamente, anche la mia opinione in merito così, se crede, lei o altri lettori mi farete il piacere di dirmi cosa pensate.
    Ovviamente ritengo anch’io che il Brunello dovrebbe essere prodotto esclusivamente da uve sangiovese, è la sua storia e la sua identità e condivido apertamente quanto scritto da Alvaro Pavan in un commento al post del 26 Agosto 2008. Detto. Firmato e sottoscritto questo mi faccio una domanda.
    Siamo sicuri che l’identità del Brunello sia messa in pericolo solo dalla possibilità di utilizzo di uve diverse dal Sangiovese? Se fossimo degli ipocriti certamente. La verità, e mi pare nessuno ne abbia ancora parlato, è che esistono pratiche enologiche consentite anche per il Brunello come per tutti i vini prodotti in Italia e in Europa (es. osmosi inversa dei mosti, acidificazione e disacidificazione dei mosti e dei vini, aggiunta di tannini, aggiunta di polisaccaridi, gomma arabica, mannoproteine e quant’altro) che sono in grado di agire con decisione sui caratteri organolettici e strutturali dei vini. Questo per dire che l’effetto vellutato, ammorbidente e “internazionalizzante” che potrebbe essere conferito con l’aggiunta di piccole percentuali di merlot o cabernet (per esempio) si potrebbe ottenere anche con l’esecuzione di determinati trattamenti in cantina. Non saremo mica qui a dire che anche se il risultato è, in entrambi i casi, ugualmente deviante in un caso è accettabile e nell’altro no?
    La realtà è che credo sia impossibile codificare in un disciplinare la fedeltà ad un territorio e ad una denominazione e, allo stesso modo impossibile, codificare il buon senso. Ci vuole l’uomo. Non c’è altra strada. Tutto il resto è illusione; e poi il fatto di essere in Italia aggrava ulteriormente la questione dato che c’è l’abitudine diffusa di dichiarare, in tutti i campi, cose diverse da quelle che poi si fanno.
    E’ mia opinione, quindi, che si possa dirimere la questione solo in due modi.
    Il primo è lasciare le cose come stanno e non autorizzare più l’impianto di uve diverse dal sangiovese nella zona Docg, pianificando i tempi dell’espianto per i vigneti già presenti e produttivi. La realizzazione di un sogno. Scenario affascinante ma credo di difficile realizzazione.
    Il secondo, più pragmatico e realizzabile è accettare la soluzione, a suo tempo proposta dal direttore dell’Assoenologi Giuseppe Martelli, il quale in un articolo di mesi fa sul Sole 24 ore proponeva di consentire che un massimo del 5% di Brunello e Rosso potessero provenire da vitigni a bacca rossa diversi dal Sangiovese, presenti a Montalcino. In qualche modo una soluzione ripresa dalla proposta n. 5 di variazione del disciplinare letta nel blog. Ricordiamoci che “possibilità” non significa “obbligo” perciò chi vorrà rispettare l’identità di vino e vitigno lo potrà fare in vigne e in cantina magari certificando ufficialmente le sue scelte tramite un ente terzo. . Il mercato gli darà ragione? Speriamo siano in molti………

  3. Ha perfettamente ragione signor Geretto,bisognerebbe appurare,quanto certe tecniche “snaturino” un vino.Ma per ora,molte di queste pratiche sono legali e ahimè non necessitano neppure,di essere descritte e spiegate al consumatore.Quindi,cominciamo con una cosa alla volta,iniziamo a stabilire delle regole basilari e a controllare con la massima attenzione,che vengano rispettate da tutti.Una cosa alla volta…

  4. Da adesso fino al tre ottobre senza dormire per l’apprensione creata da questo fatal incontro……come farò ???
    Boh, mi devo procurare assolutamente dei sonniferi.

    Ciao

  5. ma non eri già in spasmodica attesa per l’incontro con il tuo “amato” Angelo del Langhe Nebbiolo in gennaio? Guarda che non sei costretto né a partecipare, né a seguire il dibattito via Internet…

  6. Un evento che passerà alla storia del vino italiano : Lei Ziliani ne uscirà con le ossa rotte, Rivella e Fiore le faranno fare una gran brutta figura….mi creda, ne conosco perfettamente capacità ed esperienza. Si ritiri finchè è in tempo.

    @Vignadelmar
    Perderò il sonno pure io in attesa del grande evento

    Nicola G. ( perchè qua ce un’altro Nicola che scrive , siamo in due )

  7. Appunto !!!
    Due incontri che cambieranno l’altrimenti normale corso dell’enologia italiana in un così ristretto periodo di tempo sono obbiettivamente troppi.
    Per il bene della mia salute mentale dovrei evitare di seguire almeno uno dei due….quale???
    Mannaggia, non so decidermi, troppo importanti entrambi; speriamo che la notte porti consiglio.

    Ciao

  8. Nicola G. il suo ragionamento, mi perdoni la franchezza, denota poca intelligenza ed un ragionare che trovo ingiustificato. Questo non é un incontro di pugilato e non si tratta di spaccare le ossa o “uscire con le ossa rotte”, ma di confrontare punti di vista molto lontani. E di contribuire a mantenere vivo un dibattito sul Brunello e sulla situazione dei vini di Montalcino che questo blog, con i miei interventi ed i vostri commenti, ha sicuramente innescato e mantenuto in costante tensione. Baldo Cappellano ed io non pensiamo assolutamente di “ritirarci” vista che l’idea del dibattito é stata mia, che Rivella ha signorilmente accettato di partecipare, come pure Fiore e Cappellano. Trovo il suo “ragionamento” come “l’ironia” di vignadelmar, che in giugno quando lanciai l’idea del confronto http://vinoalvino.org/blog/2008/06/modesta-proposta-al-cavalier-rivella-un-confronto-pubblico-sul-tema-brunello.html era molto interessato e sosteneva la validità di questa iniziativa, decisamente fuori posto

  9. Franco, usi spesso nei miei confronti, sul mio presunto aprioristicamente considerare Gaja come il Giove Tonante dell’Enologia Italiana, tutta la ficcante ironia che vuoi e poi definisci “decisamente fuori posto” la mia ironia sul tuo incontro con Rivella ???
    Non va mica bene, bisogna essere alla pari fra pari. E poi già da allora, quando lanciasti l’iniziativa dell’incontro dialettico ti dissi che avrei preferito un bel duello alla spada o alla pistola, come un novello enoico Stendhal !
    Ma così va il mondo, non ci sono più quei bei duelli di una volta, sotto le mura dei conventi, all’alba di un nebbioso giorno ilcinese !

    Ciao

  10. e no carissimo Luciano! Io ho ironizzato sul tuo essere con Gaja, per Gaja, dalla parte di Gaja sempre e comunque mentre tu oggi, dopo aver in giugno sostenuto l’idea del dibattito con Rivella ora che il dibattito viene annunciato intervieni quasi alludendo che questo incontro sia una cosa di nessun conto. Nessuno, né il sottoscritto né tantomeno il cavalier Ezio, che ha accettato l’incontro per sostenere le proprie idee non per mettere al tappeto il sottoscritto, pensa che questo incontro cambierà le sorti del Brunello, né nessuno di noi, a parte qualche fanatico che é già intervenuto, pensa che si tratti di un incontro di pugilato con vincitori e vinti, ko e ossa rotte. Si tratta solo di un pubblico confronto di idee e nessuno pensa di enfatizzarne il senso e l’importanza. Piuttosto mettiti d’accordo con te stesso e decidi se pensi che sia una bischerata o una cosa seria… Questo detto con il consueto affetto Luciano! 🙂

  11. Gianni “Morgan” Usai
    come ho scritto non è una mia citazione, ma un motto che il cavaliere usa sfoderare spesso. (in ogni caso credo W. Churchill). Saluti.

  12. Benissimo, ancora uan prova della potenza della rete. Dalla discussione “virtuale”, si passa al duello di romantica memoria e poi, magari, ai fatti conseguenti ad un dibattito che si preannuncia interessante. Peccato non essere a Siena per assistere. In bocca al lupo e che il risultato vada, comunque sia, nella direzione della chiarezza. Il mondo ci guarda. Monica

  13. Guardate cosa mi tocca fare, difendere Ziliani e amici.
    Meglio fare brutta figura, ( ammesso che esprimere con garbo e giudizio le proprie idee voglia dire questo )uscirne con le ossa rotte, almeno sanno di averle caro Nicola e camminano dritti a testa alta piuttosto che starsene rintanati e strisciare fuori ogni tanto per volere altrui.
    Cordialmente

  14. Da alcuni commenti apprendo, con profondo sgomento, che avere idee coincidenti con quelle di Ziliani, sulla nota vicenda, predispone a fare figuracce; sopraffatto dal dolore che consegue tale condizione, faccio comunque molti auguri a Franco; coraggio, non sei solo, ad abbaiare alla luna.

  15. Ma andiamo sig. Ziliani, in po di ironia non guasta, non trova ? Quando parlavo di ossa rotte era in senso ” metaforico “, credo che Fiore e Rivella abbiano piu’ ” frecce ” ( sempre in senso metaforico )al loro arco, di quante ne possa avere lei.
    Tutto qua

    @ Michele
    Se lei è un produttore di vino ( e da quanto mi risulta, se bene mi hanno informato piuttosto scarso ) è meglio che si impegni nel suo lavoro, piuttosto che rincorrere questi ” scambi di vedute “, perchè poi alla fine a seguire troppo gli interessi degli altri ….vanno a male i propri
    Nicola G.

  16. @ Nicola G: che lei intervenga con questi “commenti” esclusivamente per provocare è ormai chiarissimo. Ma come si permette di rivolgersi a Michele in questi termini? Ma chi crede di essere? Per me solo un gran maleducato. E un arrogante.

  17. Se le informazioni che mi hanno dato sono esatte, mi permetto eccome !
    Poi mi deve spiegare dove sono stato ” maleducato ” ed ” arrogante ” ?
    Quando uno dei suoi lettori non è d’accordo con lei ed i suoi ” lecchini “, allora diventa ” maleducato ed arrogante ” ?
    Bel modo di intendere la dialettica e lo scambio di opinioni, proprio lei Siur Ziliani, con tutto quello che scrive su tutti e non sempre ( anzi quasi mai ) in maniera positiva ed elogiativa ?
    Non le sembra ? Ci rifletta un attimo serenamente e non potrà non condividere questo pensiero altrui

  18. @ Nicola G. confermo: lei é maleducato e arrogante. E spero che i lettori di questo blog che lei, con rara cafonaggine e grande disprezzo chiama “lecchini” (un consiglio, quelli li cerchi altrove…) le replichino come merita. Piuttosto perché non fa una bella cosa e va a commentare altrove? Qui la sua presenza é del tutto sgradita, però, se persisterà a commentare, mi vedrò costretto a pubblicare le sue uscite, perché censure qui non se ne fanno e lasciamo che ognuno sia libero di intervenire e nel caso di fare le brutte figure che fa ripetutamente lei.

  19. …mm…..invece di nicola ho paura che lei si chiami Roberto o chissà quale altro nome, perché a lei piace cambiare identità….che tristezza…..Magari é pure nonno e fa ancora sti giochini? Provo pietà per lei……

  20. a domanda non richiesta, un tizio dichiara, se vuol sapere di quella azienda,
    io per sentito dire, le posso dare tutte le informazioni che vuole, l’altro
    che nulla aveva chiesto, gli rispose, sa che io ho sentito dire che lei è un
    cretino, questi si è ritenuto offeso….risposta, ma non sono che lo dice ho
    solo sentito dire. E’ proprio vero un bel tacer non fu mai scritto.

  21. Le voglio solo precisare che il termine ” lecchini ” NON era rivolto a TUTTi i suoi lettori, ma solamente a un certo Michele ( se è il produttore di cui mi hanno riferito ! poi potrei avere scambiato persona ed a volte succede in internet ).
    Per quanto riguarda il maleducato, arrogante e cafonaggine, mi dispiace per lei, ma sono ” qualità ” che non sono mie, piuttosto si guardi bene allo specchio e ” rifletta ”
    Signor Ziliani.
    Lei ha dimostrato ancora una volta, se cè ne fosse stato bisogno, di avere un pessimo carattere, che non le permette altresi’ di offendere le persone che la pensano diversamente da lei. Una connotazione molto autoritaria nel modo di pensare : o con me o contro di me, perchè ?
    Io non la vedo come lei, in un blog ognuno può esprimere liberamente le prorie opinioni, senza per questo dovere essere insultato dal ” padrone di casa “.
    Impari a rispettare le persone, se poi anche lei giustamente vuole essere rispettato, non crede ?

  22. @ Michele
    Io mi chiamo Nicola Grassi e lei invece chi è ? Cosi vediamo se è lo stesso di cui mi hanno parlato, o se invece ho scambiato persona !

  23. non commento questa ennesima uscita di “nicola g.” o “Nicola Grassi” che sia e invito anche i lettori di questo blog, che prima il tizio definisce “lecchini”, poi dice che si riferiva ad uno solo, a fare altrettanto. Certi “personaggi” vanno ignorati e basta, le loro “provocazioni” hanno proprio stufato…

  24. @ Michele

    Il produttore a cui mi riferisco è zona Campania, ma qui non posso scriverne il cognome per evidenti motivi di privacy.
    E’ lei il citato ?
    Se è lei ribadisco quanto scritto
    Se non è lei chiedo venia

  25. mi sembra siamo andati un po’ fuori tema.. rispetto all’argomento del post inziale.
    Non trovate???
    Andrea

    Ps mi interessa parlare di vino e cultura,, il resto lo lascio ad altri.

  26. allora cominci a scusarsi perché il produttore Michele non vive in Campania, ma in Toscana. Ed i suoi vini sono eccellenti, come ho più volte scritto. E se anche fosse il produttore campano “scarso”, come ha detto lei, niente e nessuno l’autorizzava a rivolgersi a lui come ha fatto. Con rara cafonaggine.

  27. Non le rispondo ulteriormente altrimenti dovrei offenderla, e poi sarei censurato, ma
    ” la rara cafonaggine ” la respingo al mittente , con annessi e connessi !
    Buona domenica
    Nicola G.

    P.S. ) Avevo già chiesto venia nel caso non fosse il campano, ma se lei scrive :
    “….. ma in Toscana. Ed i suoi vini sono eccellenti, come ho più volte scritto.”
    mi fa risorgere di un nuovo dubbio….
    ma lo tengo per me questa volta, non voglio altre polemiche sterili di cui ben poco mi interessa in questo momento.
    Ognuno si tenga le proprie idee, ma senza offesa per alcuno : va bene sig. Ziliani ?

  28. Caroi Franco,
    lo spiacevole ping pong in corso dimostra la bontà di un argomento a me caro: il peggior limite della rete è che consente l’anonimato. Hai mai pensato a inserire l’obbligo per i lettori del blog di firmarsi con nome e cognome, cosa che io e te siamo abituati a fare? Così sarebbe molto più facile dare autorevolezza alle proprie opinioni (assumendosene la responsabilità, ovviamente) e si dissuaderebbero quelli che usano sparare nel mucchio camuffandosi dietro un nickname.
    Lo so, firmarsi pinco pallino non è garanzia tecnica di identità, ma sarebbe comunque un grosso passo avanti e eviterebbe allusioni e scambi di persona.
    Ciao,

    Stefano

  29. @ Stefano Tesi.

    Perfettamente centrato l’argomento.
    Chi vuole esprimersi deve qualificarsi.

    Come faccio io, in rete, dappertutto.

    Ho solo dovuto aggiungere il nome di battaglia di “Morgan” non per vezzo, ma a causa del mio omonimo attore… proprio per non avere equivoci di sorta…

    Il dibattito a Siena, ossa o non ossa, è importantissimo.

    Darà modo a chi non vuole o può parlare a Montalcino, di venire fuori o perlomeno di sentirsi in campo “quasi” neutro.

    A Milano tra qualche giorno comincerà la kermesse della moda…
    Ho sondato alcuni buyer chiedendo loro della querelle Brunello negli Usa.
    Quasi tutti – una decina – mi hanno riferito di essere seriamente intenzionati a guardare verso altri nuovi vini italiani…

    Gianni “Morgan” Usai

  30. Visto il tenore dei commenti non vorrei che quest’incontro si risolva con stoccate di fioretto (be’, già la VEzzali si farebbe toccare dal Cavaliere, come in un duello cortese di 800 anni fa… ehm ehm…).
    Un’altra cosa: Gianni, mi sa che ti confondi con qualcosa di ben più “infuocato” del sangiovese (a proposito di Duvall) 😉 ma in questo caso direi che ci sta benissimo viste le scintille provocate…

  31. @ Stefano Tesi

    Gentile Stefano,
    sono d’accordo 100% con quanto da lei scritto, ed ultimamente mi sono ritrovato anche in altri suoi interventi sulla vicenda brunello ecc., cosa che invece non avevo riscontrato molto tempo fa .
    Il limite ed il vantaggio di internet, blog e forum è proprio questo:
    non sai con chi hai a che fare ( limite )
    scambio immediato in tempo reale delle notizie e/o pareri ( vantaggio )
    Con cordialità
    Nicola G.

  32. Il buon Nicola Grassi (cognome vagamente codigorese…ma và) non perde occasione per dimostrare la sua pochezza a livello umano ed intellettuale attaccando impunemente e senza ragione professionisti che manco conosce dimostrando un livello di educazione e “savoir vivre” alquanto rivedibile.
    Non capisco perché codesto personaggio, che é riuscito a farsi malvolere su diversi forum, si diverta a seminare zizzania in ogni sede possibile ed immaginabile solo perché nessuno se lo fila.
    Un bagno di umiltà e di buon senso non basterebbero a questo personaggio del quale non si sente mai la mancanza.

  33. Per impegni di lavoro non potrò essere presente all’incontro che si preannuncia interessantissimo.
    Ho sottoscritto il manifesto sul Brunello di Montalcino pubblicato dal sig.Marco Arturi su Porthos e ne condivido in pieno il pensiero.
    Sono sicuro che saprai ben difendere le tesi sul Brunello che mi accomunano a te a Marco Arturi e ad altri e ti formulo un caloroso in bocca al lupo.

  34. @ Vocativo.

    Luigi la mia era una provocazione voluta.

    So bene che il colonnello Kilgore, in Apocalypse now, parla di napalm…

    La provocazione era rivolta a favore del ” si riempiano i granai, si svuotino gli arsenali”.( La frase era di Sandro Pertini…)

    Gianni “Morgan” Usai

  35. Gentile Nicola G.,
    il problema è che questo non è un blog qualsiasi, ma un qualcosa a cavallo tra il blog e l’informazione, dove si danno notizie e non solo fantasie e dove qualcuno è anonimo e qualcuno no. Ciò crea un’asimmetria pericolosa nei modi e nei meriti. Poichè ho scelto di intevenire senza far mistero della mia professione di giornalista, a maggior ragione ho ritenuto doveroso firmarmi con nome e cognome, ma per le ragioni dette riterrei giusto e corretto che lo facessero tutti.
    Saluti,

    Stefano Tesi

  36. la notizia gira su alcuni blog e siti.. ma non ne trovo traccia (chissà perchè) sul sito del consorzio brunello di montalcino.
    Anzi, leggendo bene, le news su quel sito sono ferme al 29 luglio!!
    Andrea

  37. Andrea, quelle “aggiornatissime” pagine Web (ma a Montalcino non hanno stanziato 250 mila euro e più per un progetto di comunicazione che non comunica un tubo?) e un noto sito Internet non daranno mai quella notizia. Per loro quel dibattito non esiste. E sono curioso di capire (ma ho già le mie idee in proposito) quale sarà l’atteggiamento dei produttori di Montalcino. Se verranno nella poco distante Siena (40 minuti di strada massimo) per seguire di persona il dibattito o faranno gli gnorri… Si accettano scommesse!

  38. @ Vocativo.

    Caro Luigi,
    piu’ che Wagner mi sembra che ci voglia lo Schubert di Barry Lindon…
    Soprattutto alla fine quando il pianoforte prende il posto del violino suggerendo la fine della vita…

    Forse è anche indicato per il ciclo di vita del Consorzio del Brunello.

    Allora meglio un “deguello” alla Miles Davis…

    Ma a Montalcino, a parte il circolo Arci e la minuscola ma gentile libraia in centro, lo conoscono Miles Davis…?

    Oppure viene scambiato per un ricco americano, potenziale cliente delle tristi enoteche del posto…?

    Signor Ziliani, anche se dovesse perdere la scommessa sulla presenza dei produttori ci sarà sempre il positivo momento del confronto che lei ha combinato, in barba a cupole, cappucci o cappuccini di fresco ingresso…

    Gianni “Morgan” Usai

  39. Montalcino “Jazz’Wine”, qualcosa avrà insegnato.
    Intanto molti hanno sbarrato gli occhi… anche se non hanno visto: EYES WIDE SHUT.

  40. Mica tutti vendemmiano in prima persona.
    Sarà interessante, in un momento così delicato, vedere QUANTI produttori saranno presenti (dopotutto non c’è solo Ziliani, c’è anche Rivella)e quanti, con applausi o mugugni manifesteranno in favore dell’uno (Ercole) o dell’altro (Maciste). Oppure i produttori preferiranno – ancora una volta – lasciare che ad esprimersi siano i giornalisti, inclusi quelli che non ne hanno la patente, ma solo le maniglie.

  41. @ Nicola A.

    Da una mia indagine molto empirica, il jazz a Montalcino viene vissuto come una tassa da pagare per sembrare acculturati…
    Siamo sempre ai soliti motivi delle regole…

    In maniera forse fortuita, lei, citando Eyes wide shut, centra il problema del territorio e del consorzio.

    I valori umani di Cruise e della Kidman si regolano dentro un supermercato.
    Mi spiace ma vedo arrivare molta desolazione umana e commerciale in zona…

    D’altra parte se si gioca con i poteri cosiddetti forti, quelli alla fine ti presentano il conto, forse perchè hanno adocchiato altri cavalli/vini con cui giocare…

    Gianni “Morgan” Usai

  42. x Gianni”Morgan” Usai.

    Per quanto riguarda la desolazione umana e commerciale. Credo che il problema è nato nel 2000/2001. Quando il brunello era al top, e a Montalcino, non arrivavano i tedeschi con i sandali, ma fior fior di importatori: americani,inglesi, isdraeliani, giapponesi ecc., + una marea di turisti. In seguito non è stato gestito bene tutto quel ben di Dio. Non solo riguardo al vino, ma anche alla gestione dell’aspetto dell’offerta turistica, prezzi alle stelle, e pollai valutati come ville. Ho lavorato li per un anno, in quel periodo.
    Per quanto riguarda Kubrik, se lo cito, lo cito a modo, ho avuto la fortuna – oltre a conoscere il suo lavoro – di incontrarlo in una breve circostanza, che mi ha permesso di vedere quel capolavoro di essere umano.

  43. @ il sig. le barone

    le barone, io non so chi lei sia, ma credo abbia preso un grosso abbaglio. Io non frequento i forum, ma quando mi capita questo sito del sig. Ziliani.
    Io abito in Campania, provincia di Avellino, dove il mio cognome è molto diffuso, ed ho scambiato il sig. Michele che ha scritto qui, con un certo Michele produttore campano ( di cui non menziono il cognome )con il quale ho avuto qualche noia.
    Buona giornata
    Nicola G.

  44. Pingback: Vino da Burde - » Montemassi viola di Syrah, e Carlo Ferrini fa un pronostico su Ziliani-Rivella…

  45. @ Nicola A.

    Sono invidioso della sua conoscenza diretta con Kubrik…ma mi compiaccio con fraterna amicizia.

    Kubrik era capace di aspettare per 2 anni la luce giusta…

    Magari avrebbe illuminato diversamente qualsiasi pollaio a Montalcino ma non avrebbe permesso la deriva morale…

    Chissà se si sarebbe concesso una casa nel rione Travaglio…

    No!
    Orrore!
    Quella è già destinata agli amici di via Rovani…

    Mah?

    Gianni “Morgan” Usai

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