Stefano Bonilli licenziato “per giusta causa” dal Gambero rosso

Non cercate più, a questo indirizzo, il blog Papero giallo di Stefano Bonilli, per anni eminenza grigia del Gambero rosso editore, direttore e conducator di quella “gioiosa macchina” da guerra (gioiosa oggi non direi proprio…) che ha segnato, piaccia o meno, un capitolo importante nella storia dell’editoria enogastronomica italiana degli ultimi vent’anni. Con una decisione brutale, a sorpresa ma non troppo, Bonilli, come si può leggere in questo post nel nuovo indirizzo del blog del Papero giallo (il precedente era stato simpaticamente oscurato…) è stato “licenziato per giusta causa”.

Quale sia la causa, quali le motivazioni di questa cessazione del rapporto di collaborazione tra casa editrice ed il baffuto gourmet bolognese (che conosco dal lontano 1987, quando collaborai, incredibile dictu, alle prime due edizioni della guida Vini d’Italia di Gambero rosso/Slow Food), non si può che rimanere esterrefatti dai modi (che ricordano quelli con cui fu oscurato e chiuso il blog di Enzo Vizzari direttore generale del settore enogastronomico del gruppo Espresso) in cui questa rottura è stata decisa.
E naturalmente, come ha fatto Paolo Marchi sul suo blog dando la notizia, ed i lettori che stanno inviando commentando sdegnati ovunque la notizia sia data e se ne discuta, (anche qui, in un territorio quanto mai delicato…) esprimere, anche se non sono un  suo amico, la più sincera e convinta solidarietà per l’accaduto e gli auguri a Bonilli per le attività future che vorrà intraprendere in questo campo sempre più nevrastenico e tutt’altro che sereno del mondo dell’informazione e dell’editoria sul wine & food, dove gli interessi in ballo sono diventati molto pesanti, tanto da portare a decisioni, sconsiderate, del genere.

p.s. per Antonio Tombolini mio “editore” sui generis: che intenzioni hai per Vino al Vino?

44 pensieri su “Stefano Bonilli licenziato “per giusta causa” dal Gambero rosso

  1. La giusta causa è stata dichiarata dallo stesso Bonilli…e francamente mi pare sfiori la follia… : “per avere danneggiato la società quando, ai tempi del rinnovo del contratto raisat-gambero rosso channel, ho denunciato sul mio blog papero giallo il mio allontanamento dalla direzione del canale”
    A meno che non ci sia stata una clausola nel precedente licenziamento non vedo cosa ci sia di dannoso… E se la clausola c’era era peggio;-)

  2. Da tempo spiravano forti venti di “regolamento di conti” al Gambero e anche chi non è ammanigliato aveva sentito qualche spiffero. Peraltro la rivista, ovvero la ragion d’essere del Gambero Team, segue già da tempo una triste deriva modaiola-mercantilistica (da ultimo, ci si sono messe anche le classifiche glamour che poco hanno a che fare con qualcosa di più squisitamente giornalistico, almeno vecchia maniera). Questa linea ha tolto ulteriore credibilità ad un blasone già decisamente appannato. Ora Bonilli è stato congedato senza troppi complimenti. Soci forti con interessi nel vino? Sarebbe un clamoroso autogol; se così fosse, farebbero bene a rimanere nel segreto (se ci riescono). Vediamo che succede. Tra gli altri, chissà se Carlin Petrini, che da un pò mostra segni di insofferenza nemmeno troppo velata, deciderà (aspetti legali permettendo) di sciogliere il matrimonio editoriale di maggior successo degli ultimi 20 anni nella storia del giornalismo enogastronomico. Prosit.

  3. volevo solo sdrammatizzare ed evitare che si cominciasse anche qui a piangere per il povero direttore a spasso come se fosse un operaio licenziato dalla zanussi. Se ho turbato la sensibilità di qualcuno mi scuso.
    Ma della faccenda ne so talmente poco (vedi tutti i retroscena di cui si favoleggia ovunque) che non riesco a capire chi ha ragione e chi no, ammesso che la questione si possa pensare e discutere in questi termini.

  4. Secondo voi è una cattiveria o una stupidaggine mettere in relazione la nuova posizione di direttore di Cernilli, con un suo atteggiamento vagamente conciliante nella forma, seppur magari duro nella sostanza, circa la questione del Brunello?
    Luk

  5. ma questo l’avevate letto?
    Il Comitato di redazione del mensile Gambero Rosso e l’Associazione stampa romana prendono atto con sconcerto e con rammarico del licenziamento in tronco di Stefano Bonilli, direttore nonché fondatore del Gambero Rosso (azienda editoriale che pubblica la rivista mensile, le guide dei ristoranti, dei vini e dei bar d’Italia, oltre a libri e guide tematiche diverse, che è partner con Rai del canale televisivo satellitare e che gestisce le Città del gusto di Roma e di Napoli).
    Il Cdr e Asr esprimono la piena solidarietà a Stefano Bonilli e stigmatizzano come comportamento antisindacale l’atto del Consiglio di amministrazione di GRH spa che ai sensi dell’art. 34 del Cgnl avrebbe dovuto comunicare la sua decisione almeno 72 ore prima ai rappresentanti sindacali della redazione. Inoltre, Cdr e Asr denunciano il fatto che – nonostante insistenti richieste – i vertici aziendali si siano finora negati a un incontro con i rappresentanti sindacali della redazione e con l’Associazione Stampa Romana.

    Il Cdr del Gambero Rosso

    Marco Bolasco
    Eleonora Guerini
    Stefano Polacchi

  6. Scusate ma io non riesco a scandalizzarmi per questi regolamenti di conti, anche se fatti nei modi più rozzi. Il Gambero Rosso aveva perso la propria indipendenza e credibilità da tempo ed il fatto stesso che ad oggi, non si sappia chi ne sia il vero proprietario la dice lunghissima su questa saga di potere. Una volta scrissi a Bonilli per chiedere come si sentisse nel sapere che la moglie dell’allora curatore della guida ed attuale direttore, avesse preso un “generoso” incarico da oltre 300.000 euro grazie ad un produttore e che, miracolosamente, questi prendesse un meritato “tre Bicchieri” forse, ingiustamente negato in precedenza? La risposta fu una minaccia di querela, alla quale replicai con tale dovizia di particolari, che consigliarono il buon Bonilli a recedere dai propositi legali e ad oscurare tutti i miei interventi in merito dal Blog del Gambero Rosso (viva la democrazia e trasparenza!!!).
    Oggi è successa una cosa simile a lui, c’è forse da strapparsi i capelli per questo? Penso invece che ci sia da moralizzare il settore e soprattutto che ci sia da auspicarsi che Bonilli ci dica chi è il vero proprietario (quello che prende le decisioni!) del Gambero Rosso e chi ha organizzato il Tour di degustazioni dove 50 produttori partecipano “spintaneamente” versando circa 45.000 (quarantacinquemila) euro a testa? provate a fare il totale degli introiti!
    Penso che questi siano i veri problemi che debba affrontare il Gambero Rosso e la sua nuova proprietà, se si vuole ridare credibilità alla Testata e non le guerre interne dove uno degli storici soci, prende il posto dell’altro.

  7. Forse si è cercato un bersaglio x giustificare altre magagne, un’eccessivo portare ai limiti il wineandfood bussiness?? Business is finished???

  8. pecunia non olet…………..
    scurdiamoce o passato……
    io personalmente ho chiesto di uscire dalla prossima guida…e strano a dirsi non sono l’unico….. grandi nomi stanno decidendo di non partecipare alla tre forchette…chiacchiere da bar? vedremo.

  9. A me bonilli non è mai piaciuto.

    E come cliente del GR tutte i sui interventi mi allontanavano anzioché avvicinarmi.

    Forse bonilli è più idoneo per l’utenza business anziché per quella prosumer quale appartengo.

    Preferisco cernilli a bonilli mille volte.

    A mio avviso se la nuova linea editoriale sarà improntata sul carattere di cernilli, toni amichevoli, confidenziali, lezioi rpesentate come fossero consigli di un papà totale assenza di snobismo, spocchia e boria… beh GR andrà lontano.

    N nulla mi può interessare se gli tolgono di mano una sua creatura, è gisto che GR cresca si evolva dalla stagnazione in cui regna (in particoalre tv e giornale)

  10. Pingback: Quinto quarto » Analisi di una notizia: cancellato il blog di Stefano Bonilli

  11. Io non esprimo la mia solidarietà a Bonilli, perchè non mi sembra proprio il caso. La mia opinione personale è che lui stesso abbia contribuito fortemente a creare quel mostro a più teste che è diventato il GR negli ultimi anni. E da quel mostro è stato sbranato. Se Bonilli ha gli attibuti e se veramente gli interessa promuovere e proteggere le eccellenze gastronomiche nazionali, allora può benissimo creare col suo nome un libero blog, come lo è questo del sciùr Franco, dove liberamente ci si possa confrontare.

  12. Tolto che un licenzimento èsempre “sradevole”, tolto che ognuno può avere simpatia più per l’uno che per l’altro, ma un bel “chisseneimporta” non lo vogliamo dire?
    GR era, è e sarà sempre un’azienda dove quel che conta è far quadrare i conti.
    Nell’imprenditoria spesso delle teste devono rotolare, è toccato a Bonilli (mi spiace per lui) come è toccato chissà a quanti, ma che non avevano la sua visibilità.

    La storia del conflitto di interessi poi…. perchè prima di questo fatto non esisteva? Qualcuno mi risponde?

  13. la verità comincia a venire a galla…
    leggete cosa posta Bonilli su Kelablu raccontando alcuni significativi dettagli del suo licenziamento, il comportamento “pilatesco” del nuovo direttore, ed i contatti avuti con un personaggio, editore e produttore di vino, di cui da tempo si dice che faccia parte della nuova proprietà!
    Scrive Bonilli su Kela: “Il nuovo papero giallo ha il server fermo per troppo traffico e allora vengo qui per far chiudere anche kela con i miei commenti.
    La vicenda ha tratti interessanti: a maggio si presentano in CdA, di cui io ero presidente, senza avermi avvisato prima e dicono che c’è una perdita, che si azzera il capitale e bisogna ricostituirlo. Io che ho il 32% e che l’anno prima ci avevo messo 500.000 euro dico che non ci penso proprio e che anzi esercito la put, cioè vendo la mia quota, come da contratto.
    Scoppia la guerra e in un nuovo CdA mi trovo Cernilli schierato contro di me, e con aumento di capitale mi sbattono fuori dalla proprietà poi mi propongono, per non fare causa, 150.000 euro in 3 anni e le dimissioni 🙂
    Arriviamo a ieri: la giusta causa sarebbero le mie dichiarazioni al momento del siluramento da direttore di gambero rosso chanel, motivazione risibile, ci vedremo davanti al pretore del lavoro e vincerò 🙂
    Ma quello che più mi ha colpito è il silenzio di Cernilli, le sue frasi generiche sul mio licenziamento, eppure è uno che era presente mentre leggevo la lettera di licenziamento alla redazione e non è stato capace di dire nulla.
    Sarà stato lo spirito di servizio di cui parla? :-))
    Ps
    Ma chi sono? vi chiederete. Bella domanda, sono la Compagnia Fiduciaria, di più non è dato di sapere, io comunque due anni e più fa sono andato a parlare insieme con Cernilli a un signore di nome Paolo Panerai :-)”
    Conflitti di interessi no, vero? Ma ce ne sono altri, di cui torneremo a parlare presto…

  14. Sig. Valentino scrive :
    Una volta scrissi a Bonilli per chiedere come si sentisse nel sapere che la moglie dell’allora curatore della guida ed attuale direttore, avesse preso un “generoso” incarico da oltre 300.000 euro grazie ad un produttore e che, miracolosamente, questi prendesse un meritato “tre Bicchieri” forse, ingiustamente negato in precedenza? La risposta fu una minaccia di querela, alla quale replicai con tale dovizia di particolari, che consigliarono il buon Bonilli a recedere dai propositi legali e ad oscurare tutti i miei interventi in merito dal Blog del Gambero Rosso (viva la democrazia e trasparenza!!!).

    Credo che questo passo sia molto importante, delicato e se confermato di una gravità estrema, per chi svolge questo lavoro. Ma lei sig. Valentino è proprio certo di quello che ha scritto, trincerandosi però dietro un nickname ? Lo ha solo sentito dire, o lei ha prove certe e inconfutabili di quello che ha messo nero su bianco ?
    Ne ho forti perplessità, fino a quando non si firmerà con nome e cognome
    Nicola G.

  15. non voglio affermare,non ne ho le prove, che esista, come sembra alludere Valentino (una persona molto ben informata, mi sembra, forse un addetto ai lavori…) un rapporto di causa ed effetto tra l’incarico alla consorte del nuovo megadirettore del Gambero ed i tre bicchieri arrivati, ipso facto, a quel produttore di cui la signora é diventata consulente. Dico solo e lo scrivo tranquillamente da anni, ad esempio qui
    http://www.winereport.com/winenews/scheda.asp?IDCategoria=21&IDNews=1352
    che esiste un enorme conflitto d’interessi tra l’apprezzatissima attività professionale della Signora Thompson Cernilli, che si svolge anche nel campo del vino, e l’attività del consorte, che magari rischia di premiare con la sua guida aziende di cui la consorte é consulente. Vogliamo parlarne o meglio far finta di niente?

  16. Per ovvi motivi non posso rivelarmi,
    ma tra produttori è risaputo che dalla guida 2004, da quando la moglie di Cernilli lavora al “Mulino di Grace”, i tre bicchieri fioccano per questa azienda (meritatamento o no è da vedere, anche perchè all’epoca i vigneti dovevano ancora essere costruiti o entrare in produzione…)
    comunque non c’è da scandalizzarsi: questi comportamenti sono comuni in ogni ambiente dove il denaro circola.
    Allora, più in generale, discutiamo di questo mondo in mano al dio denaro!

  17. x Giorgia: nonostante l’ironia, il fatto che il GR sia nato dal Manifesto e che adesso adotti certi comportamenti non è una contraddizione, anzi. A Liberazione adesso stanno mandando via decine di collaboratori ‘precari’, dopo averli sfruttati ben bene, magari per scrivere articoli sui padroni e il precariato…

  18. se non ho letto male Bonilli afferma di avere o aver avuto,prima di esercitare un put su tali azioni,il 32% della quota azionaria del Gambero rosso.Quindi azionista al 32%,oppure ex azionista dopo il put.Inoltre era direttore di tutto, assunto in qualità di “dipendente” o “consulente”, non ho capito esattamente con quale tipo di rapporto contrattuale.
    Col 32 % non si comanda una società,a meno di patti parasociali,la cui validità è da stabilirsi in opportuna sede.Se poi ,dopo l’esercizio di un put,il tuo pacchetto azionario passa sotto il 32 per arrivare anche a zero,pesi ancora meno.
    In sostanza il 68% o più della società ha preso la decisione di mandare via Bonilli.
    I numeri consentono a questo 68% o più di farlo.Le ragioni di tale decisione verranno approfondite nella sede giudiziale,mi pare di aver capito.
    Dov’è la sorpresa?Lo scandalo?Normale amministrazione.Perchè si tratta del G.Rosso?Perchè Bonilli è il fondatore?Ma il mondo gira,la gente vive,le cose cambiano.Le strade si sono divise,e basta.Ognun per sè,come sempre.E il più forte comanda.Salvo il diritto di opporsi.Bonilli avrà altre occasioni per tentare nuove iniziative.E chi rimane al G.Rosso avrà da sudare un bel pò per spingere avanti un organismo così complesso.
    Conflitti di interesse,furbizie,porcherie,di tutto può succedere.Ovunque.Nessuna meraviglia che anche in questo settore possano capitare cose del genere.
    Il consumatore lo deve tenere presente ogni volta che legge queste “bibbie enogastronimiche”, e deve fare una congrua tara.
    Leggere,fidarsi il giusto,non accettare il verbo come verità assoluta.Lo fanno per mestiere,per venderci qualcosa.Noi ,con l’attenzione del consumatore avveduto,lo dobbiamo considerare sempre.

  19. @ chiantigiano (con il permesso e la gentilezza di FZ)
    se l’assenza di conflitto di interessi fosse un requisito essenziale per poter essere sempre credibili (e secondo me lo dovrebbe essere) molti giornalisti, molti collaboratori di guide e un certo numero di blogger dovrebbero occuparsi d’altro. Non si può però chiedere a nessuno di attenersi a principi di eticità e deontologia in una società dove regna il familismo amorale, il culto della furbizia e delle scorciatoie. Una soluzione però c’è: se non si occupano loro di altro me ne occuperò io. Con rispetto.
    Buona sera a tutti.

  20. Pingback: Bonilli che va, Cernilli che viene | Le pubbliche relazioni del vino

  21. Sto seguendo la polemica che è scoppiata sul blog
    http://blog.gamberorosso.it/kelablu/node/1039#comment-15517

    Adesso si sta delineando una nuova, bellissima immagine di noi scrivani: i compatitori di Bonilli e i leccaculo/detrattori di Cernilli.
    Come sempre ci stiamo dimostrando delle portinaie…
    Sono d’accordo con Maraf: sarebbe forse il caso di fare una seria riflessione su deontologia e professionalità. Magari nostre prima che altrui.
    Scusate se mi indigno.
    Mi pare umano e logico compatire il povero Bonilli (che è mio compaesano oltretutto, e anche se non mi sta particolarmente simpatico, ritengo sia stato trattato con metodi di epurazione stalinisti).
    Adesso credo asissteremo a una serie di omaggi e inginocchiamenti davanti all’altare di Cernilli (che mi sta ancora meno simpatico, forse a causa di un’amarena acerba che non ho sentito in una degustazione, ma questa è un’altra storia).

    Caro Franco, visto come vanno le cose, ritengo davvero che l’unico valore sia la completa libertà di essere se stessi, di dire cazzate magari, ma in uno spazio libero, come il tuo blog. Non asserviti ai potenti di turno, che giocano con la tua testa. Liberi e poveri…

  22. Lo sapevo……. tutti malati di troglismo :-O)…di la’ mi han dato pure del genio eroesenzaguide….. franco sa che e’ la mia verita’. forse e’ per quello che ogni tanto ci scorniamo. comunque io penso che mancano davvero troppe persone indipendenti che pensino e parlino con la loro testa…sbagliando anche…ma cazzo che onore cadere in battaglia ! abbasso gli omologati e correntisti a tutti i costi…… adesso scateno un putiferio:
    DEBERLUSCONIZZATEVI!

  23. messaggio Per Nicola:
    ciao Nicola,
    tutto quello che ho scritto è nei fatti e documentato voce per voce come sono stati impegnati i soldini ricevuti dall’Agenzia Thompson e sempre restando sul tema, posso scrivere un libro su episodi simili. Penso che la veridicità di quanto ho scritto è nel fatto che pur sapendo bene gli interessati i miei dati e pur avendo minacciato di denunciarmi, ad oggi, purtroppo, ancora nessuna denuncia mi è arrivata. ho detto purtroppo perchè sarebbe ora che i fatti diventassero ufficiali e certificati da un giudice, almeno le persone come te, potrebbero cancellare ogni ragionevole dubbio dalla propria mente.
    Quì siamo partiti da una guida che doveva dire ai consumatori quelli che erano i migliori vini d’Italia secondo i suoi curatori (lasciamo stare le pseudo-commissioni)e stiamo andando a finire, se è vero come sembra che ci sono produttori dietro la nuova proprietà, che ci ritroviamo la guida dei nuovi ricchi del mondo del vino italiano. Io sono un poveraccio innamorato del mio lavoro e con questi soggetti penso di non avere nulla a che spartire ……. per fortuna!
    Scusami se mi sono accalorato ma, mi da fastidio che di fronte ai “fatti”, si pensi che io sia un Nick name al servizio di non so chi; sono un produttore non allineato, mi piace cercare di fare buoni vini senza dovermi comprare premi o addirittura tutta la casa editoriale.

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