Südtiroler Vinschgau Riesling 2001 Befehlhof 2001

Ne avevo scritto cinque anni fa, nel febbraio 2003, anche qui, su questo sito Internet dove curavo una rubrica di vini… del Franco bevitore, ed è stata una piacevolissima sorpresa, trovata questa bottiglia in cantina, e poi portata a casa, messa al fresco e stappata scoprire che era non solo ben conservata ed in splendida forma, ma ottima.
Un Riesling (renano naturalmente) della Val Venosta di sette anni dovrebbe, secondo caratteristiche dell’uva, dei terreni, del microclima, di questo angolo estremo della vallata altoatesina, essere ancora vivo e scattante, ma non immaginavo davvero che questo vino prodotto dalla più piccola (una superficie vitata solo di 1,2 ettari e una produzione confidenziale di 8000 bottiglie annue) delle eccellenti cantine di questa zona dell’Alto Adige dove la coltura della vite convive con quella delle mele (e degli asparagi), potesse presentarsi così pimpante.
Invece il vino della Tenuta Befehlhof di Oswald Schuster, che avevo conosciuto anni fa come autore di un singolarissimo spumante base Riesling, il Sällent, prodotto con la consulenza ed il know how di quel grande spumantista d’altura che è Joseph Reiterer nella sua cantina Arunda-Vivaldi di Meltina, e con l’aiuto della figlia produce anche piccoli quantitativi di Pinot Nero, Zweigelt, Müller Thurgau e Bianco Fraueler, mi ha colpito, dimostrando di essere degno di una storia vinicola che nel maso Befehlhof è documentata dal 1313 ed è ripresa, in tempi moderni, nel 1971, e confermando come l’Associazione Vignaioli dell’Alto Adige comprenda al suo interno fior di virtuosi del vigneto e della cantina che meritano di essere conosciuti e apprezzati.
Questo anche se magari l’etichetta del vino è quasi totalmente in lingua tedesca, come se nella frazione Vezzano del comune di Silandro non fossimo in Alto Adige / Süd Tirol, ovvero in provincia di Bolzano, ma direttamente in Austria, Svizzera o Germania. Che bel vino, elegante, sinuoso, pieno di energia questo Rheinriesling d’antan!
Colore paglierino oro squillante pieno di riflessi luminosi e metallici, naso aperto, fresco, sapido, dove il carattere floreale, i fiori bianchi, si sposa alle note fruttate (pesca bianca e agrumi) e soprattutto alle note minerali di pietra focaia e di selce.
Vivacissimi i profumi, ma che meraviglia il vino sin dal primo sorso, scattante, pieno di nerbo, verticale nel suo disporsi in bocca, profondo, persistente, ancora freschissimo e vivo nonostante i sette anni, con una magnifica acidità a spingere, un grande equilibrio, una sorprendente eleganza e quel carattere petroso, minerale, salatissimo, che sa tanto di vino di montagna, da aria pura e atmosfere rarefatte, che conquista e invita magnificamente a bere.
E’ un po’ per i noti motivi più volte spiegati su questo blog, che non torno in Alto Adige, ma mi sa tanto che poiché l’amore per il vino ha delle ragioni che la ragione non conosce dovrò cessare presto, prima o poi, questo volontario “embargo”…

 

Oswald Schuster Befehlhof

Vezzano 14 Silandro BZ

Tel. 0473 742197

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0 pensieri su “Südtiroler Vinschgau Riesling 2001 Befehlhof 2001

  1. All’epoca, ossia nel 2002, costava meno di 10000 a bottiglia se comprato dalle mani del gentile Oswald.

    Assaggiato il 14 dicembre 2007 con queste note:

    Val Venosta Riesling 2001 Befelhof.
    Un riesling sussurrato, sia nelle nasali note idrocarburiche che si fanno pompelmo al palato, sia nell’acidità dritta ma percepita senza eccessi, sottolineata e non contrastata dalla moderata densità alcolica (l’etichetta dice 11,5%).

    se il padrone di casa permette metto anche un link esterno dove ho scritto le suddette note:
    http://www.gamberorosso.it/grforum/viewtopic.php?p=142638#142638

  2. ho assaggiato un 2009. Forse sarà stata l’annata sfortunata (anche il Mueller thurgau era così) o forse l’eccessiva giovinezza della bottiglia, fatto sta che ho trovato questo riesling davvero poco convincente rispetto – ad esempio – alle prove di altri produttori venostani: nessuna traccia della complessità di cui si legge qui sopra, ma un vino a dir poco glaciale, oltretutto poco acido e con tasso alcolico molto basso, che metteva in primo piano eterei sentori di pera e mela davvero poco tipici per il vitigno. Bocca scarica ed appena accennata nei toni minerali. Come ripeto, forse si tratta davvero di un vino che deve riposare molto in bottiglia per esprimere un personalità definita o forse semplicemente erano un paio di bottiglie sfortunate (mi riferisco anche a quella del mueller thurgau ovviamente)

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