Vinellando 2008: simpatico appuntamento ma per il Morellino si deve fare di più…

E’ solo il continuo girovagare, non la mancanza di spunti validi di cronaca e riflessione, che mi ha sinora impedito di riferire, come avrei dovuto già fare, sull’edizione 2008 della nona edizione di Vinellando, la simpatica rassegna dedicata al Morellino di Scansano organizzata, sempre con efficienza e voglia di fare, dal Comune di quella splendida località dove è sempre piacevolissimo tornare che corrisponde al nome di Magliano in Toscana.
Quest’anno, a differenza dallo scorso anno, probabilmente anche per merito di una rinnovata presidenza delle giurie tecniche di degustazione affidata all’amico Stefano Tesi (che rappresentava con me ed il collega Andrea Gabbrielli – entrambi nella foto sotto – la componente “giornalisti”, completata da sommeliers quali il vicepresidente dell’A.I.S. Toscana nonché responsabile della delegazione di Firenze Massimo Castellani, nonché da enotecari e ristoratori maremmani, da Giuseppe Palmieri hotel manager delle Terme di Saturnia e Marzio Rainieri sommelier presso la Tenuta la Badiola), la degustazione ha visto una partecipazione più attiva dei degustatori.
Sempre di blind tasting rigorosamente alla cieca si é trattato, con l’anonimizzazione dei campioni assicurata dal notaio Bruno Gaudieri, e la supervisione del simpatico Sindaco Moreno Gregori, grand gourmet e cacciatore, ma quest’anno, anche se verranno resi pubblicamente resi noti solo i nomi dei vini che si sono piazzati al primo posto della classifica “di gradimento” e di quello che è stato giudicato “il più tipico”, a noi degustatori è stato comunicato il nome di tutti i vini che abbiamo degustato, di modo che ognuno di noi potesse abbinare un punteggio ed una valutazione sintetica data ad un produttore e ad un prodotto.
Intendiamoci, con solo 28 vini in degustazione – il regolamento del Concorso di Vinellando prevede che sia “ammessa la partecipazione delle aziende su semplice richiesta scritta” e “nessuno fa selezioni per l’ammissione”, quindi potenzialmente i vini in degustazione potrebbero essere molti di più – Vinellando non ha e non potrebbe avere la pretesa di “fotografare” una produzione che continua ad essere molto ampia e articolata e vede molti protagonisti ma forse nessun capofila riconosciuto.
Al Concorso pertanto si registrano sia la presenza di aziende note e meno note, ma anche l’assenza di altre che avrebbero titoli e notorietà e blasone per partecipare, ma che invece, per chissà perché non amano mettersi in gioco e prendere parte a quella che nel suo spirito vuole essere una vetrina al servizio del Morellino e una rassegna che contribuisce a farlo conoscere.
Questo mediante il Concorso, con i banchi d’assaggio aperti per due giorni in orario serale al pubblico, e tramite le degustazioni, con il servizio dei sommelier A.I.S., che si potevano fare presso il Centro Enoturistico di Piazza del Popolo dove si è svolta, la mattina di venerdì 29, la nostra prova.
Il mondo del Morellino vive un momento di ripensamento e viaggia verso l’acquisizione di una propria maturità e sta lentamente maturando consapevolezza che si può vincere solo se uniti e pertanto si può ancora sperare (la speranza è l’ultima a morire) che per l’edizione 2009, quella del Decennale, anche il “convitato di pietra”, il “grande assente”, ovvero il Consorzio del Morellino, possa decidersi a partecipare e fare la sua parte per sensibilizzare tante aziende rimaste alla finestra ad aderire a Vinellando. Questo per il futuro.
Per quest’anno, invece, 28 aziende si sono schierate ai nastri di partenza con i loro Morellino di Scansano annata 2006, e posso spingermi a dire, prima che il notaio mi richiami al silenzio, anche aziende di un certo blasone e di una indiscutibile notorietà e presenza sul mercato.
Il risultato è che al terzo posto della classifica di gradimento (secondo i punteggi in centesimi e le valutazioni da noi attribuite) si è piazzato il Morellino di Scansano Celestina Fé 2006 dell’azienda agricola Celestina Fé di Moira Guerri, al secondo posto il Morellino di Scansano Tempo 2006 della Tenuta Terre di Talamo Castello Bossi e al primo posto assoluto il Morellino di Scansano Pellegrone 2006 dell’Azienda Regionale di Alberese.
Un vino, il Pellegrone, che ha fatto l’en plein, visto che si è aggiudicato, con la sua formula Sangiovese 85% e 15% di altre uve (autoctone e non), il premio per il Morellino più tipico tra i 28 in lizza.
Questo per il Concorso di Vinellando (fatto, si noti bene, su campioni di vini acquistati non forniti dalle aziende, ovvero una verifica a misura di consumatore), mentre per quanto riguarda la degustazione, anche senza infrangere la consegna del silenzio sui partecipanti, devo dire di non essere personalmente rimasto molto soddisfatti della qualità generale dei vini.
Se i numeri hanno un senso (non troppo) e se esprimono, in cifre, un consenso piuttosto che un dissenso, con solo sei vini cui ho attribuito un punteggio da 80 punti in su (il massimo 88 punti dati proprio al Pellegrone dell’Alberese), e sei punteggi da 70 a 79, non posso dire di aver viaggiato nel paradiso di Bacco. Soprattutto se considero che a ben dieci vini mi sono trovato ad attribuire valutazioni inferiori di 60 centesimi o meno…  
Perché i Morellino degustati non mi hanno generalmente entusiasmato? Perché ognuno rappresentava una propria, personale idea di Morellino, senza un filo rosso riconducibile ad una personalità, ad uno stile ben determinato, alcuni giocati sulla piacevolezza un po’ piaciona e dolce del frutto, altri concentrati e potenti, altri ancora Super Tuscaneggianti con una prevalenza delle uve bordolesi o del Syrah sul Sangiovese, altri leggermente più freschi con una buona acidità ad equilibrare il frutto, altri con una prevalenza alcolica poco piacevole, altri, i più buoni, con una nota aromatica dove spiccano la ciliegia, la mora di rovo, la macchia mediterranea che caratterizza e rende particolare i vini, altri dominati da un intollerabile eccesso di legno.
Molti, troppi, vini hanno mostrato seri problemi di maturazione fenolica, con note verdi, raspose, geraniose e in bocca un tannino che mordeva e tendeva a finire asciutto, oppure, a naso, un carattere riduttivo, sentori poco piacevoli.
Se poi si aggiunge che diversi vini sembravano già in parabola discendente, surmaturi, molli e senza nerbo, poco equilibrati e con piacevolezza tutta da cercare, non si può certo dire di aver rilevato, lo ripeto, in base ai 28 campioni degustati, uno stato di salute della denominazione Morellino di Scansano da entusiasmarsi.
Per il resto Magliano in Toscana è stata, per i due giorni abbondanti della mia presenza, un vero spettacolo. Affascinante con la sua cerchia di mura che avvisti arrivando, con i camminamenti sulle mura, recuperati intelligentemente dal Comune da cui con le giornate più limpide puoi avvistare il mare ed il Monte Argentario in lontananza, i vigneti e gli oliveti che circondano il paese, il borgo storico conservato con ogni cura, i vari ristoranti (una citazione doverosa per Da Sandra e per il suo strepitoso coniglio in potacchio e per l’affidabile Osteria La Poventa) dove si mangia benissimo una cucina di territorio saporita e di gran gusto dove il cinghiale (che imperversa ovunque) ha larga parte.
E poi è lo spirito di questa manifestazione, simpatico, ludico, dove c’è spazio per degustazioni professionali ma anche per il caloroso simpatico “assalto” degli appassionati che salgono a Magliano per familiarizzare con il Morellino il venerdì e sabato sera, quello vincente, allegro il giusto ma non caciarone, tale da farti sentire a tuo agio e spingerti ad immaginare quando, magari con più silenzio e meno “vinosa folla”, tornerai a Magliano per qualche giorno, sostando, come me, all’ospitalissima Locanda delle Mura oppure in uno dei tanti accoglienti agriturismi nati in paese o nelle immediate vicinanze.
Un angolo di Toscana e di Maremma che vale davvero la pena di conoscere…

0 pensieri su “Vinellando 2008: simpatico appuntamento ma per il Morellino si deve fare di più…

  1. anche quest’anno mi sono perso Ziliani…
    Tutto giusto quello che dice, sopratutto sul fatto che si potrebbe fare di piu’, e che a farlo dovrebbe essere qualcuno di istituzionale che pero’ non si fa vedere ne sentire. Come se non fossimo nel 2008, ma nel medioevo. Continuiamo cosi’, diceva Nanni Moretti, …

  2. sarà una coicindenza, ma ho bevuto il Pellegrone proprio ier sera. Devo dire che da un lato l’ho trovato effettivamente *buonissimo*, dall’altra ho faticato a riconoscerlo come “il più tipico dei Morellino”: più tondo, più “bello”, più “vasto” dei Morellino che conosco. Cioè mi pare una altra rispettabile – e godibile – interpretazione della DOC. Ben buona, ma vagamente altra.

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