A Siena, sul caso Brunello, un’informazione un po’… “incappucciata”

Elementi utili per capire su che cosa si voterà lunedì

Bisognerà prima o poi dedicare, a bocce ferme, magari meno pressati dall’attualità brunellesca che incombe, qualche riflessione a come l’informazione a Siena, intendo le pagine di Siena della Nazione ed il Corriere di Siena, tanto per non fare nomi, si sono comportati in questi mesi di fronte all’affaire Brunello e come hanno dato le notizie relative allo scandalo del celebre vino Docg base Sangiovese.
Anche oggi abbiamo visto come i due giornali abbiano correttamente riportato – e non si poteva proprio fare diversamente – il comunicato stampa della Procura di Siena che abbiamo pubblicato ieri, e come di fronte ad una presa di posizione dei magistrati senesi che suona oggettivamente come una precisazione e una chiara volontà di raccontare come siano andate effettivamente le cose dopo che Qualcuno aveva preferito raccontare i fatti a modo suo, ci sia stato chi abbia preferito sfumare, usare il silenziatore e magari andare al bar a prendersi un… “cappuccio” oppure “incappucciarsi” prudenzialmente per non vedere esattamente le cose come stanno.
Libera informazione in libero stato verrebbe voglia di definirla, magari sempre pronta ad usare le grancasse quando si tratta di dare una notizia favorevole ad una nota azienda di Montalcino, un po’ più distratta, diciamo così, quando quello che si deve scrivere non è proprio graditissimo in quel di Sant’Angelo scalo e dintorni… Atteggiamenti… “compassati” della stampa senese a parte, (e bisognerà raccontare prima o poi come certi poteri, più o meno occulti, abbiano avuto un ruolo in questa vicenda…), avvicinandosi la data di lunedì 27 ottobre, quando si terrà a Montalcino l’Assemblea dei soci del Consorzio del Brunello, occorre ricordare come si presenti il mondo produttivo del Brunello a questo importante appuntamento e su che cosa i produttori dovranno pronunciarsi.
In soldoni, le aziende saranno
chiamate ad esprimersi in merito ai disciplinari di produzione dei quattro vini tutelati ed in particolare “se si desidera mantenere l’attuale impostazione del Disciplinare del disciplinare del Brunello di Montalcino che prevede il 100% di Sangiovese. oppure se si vuole che venga modificato prevedendo l’inserimento di altri vitigni”. Per fare capire bene la posta in gioco, ho deciso di pubblicare due documenti. Il primo – leggete qui Comunicato produttori Brunello – è la chiara presa di posizione con la quale “Mercoledì 15 ottobre sono state depositate nelle mani del Presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino 149 firme di soci (su 248) del Consorzio del Brunello che chiedono un’assemblea per stabilire una volta per tutte che l’articolo 2 del Disciplinare di produzione del vino Brunello di Montalcino (quello che stabilisce il 100% sangiovese) non deve essere cambiato. I 149 rappresentano circa il 60% sia dei voti e che dei soci del Consorzio”.
Il secondo – leggete qui
scheda votazione Assemblea– consiste nella lettera di convocazione dell’assemblea dei soci e nel facsimile della scheda, con i “quesiti referendari” che verranno presentati ai soci lunedì.
Nel caso del primo documento si tratta davvero di “una dichiarazione che ha un profondo significato etico e morale, sia nei confronti del territorio ilcinese – in cui essi operano – sia nei confronti degli appassionati di quel vino e della terra che lo produce”, nel secondo di un contributo, senza incappucciamenti e giri di compasso, pardon, di parole, per capire quello che viene proposto ai produttori di Brunello, se restare a Montalcino e ribadire lo strettissimo legame, anzi, l’identificazione di quel vino con il Sangiovese di Montalcino in purezza, oppure diventare “internazionali”, con un “disciplinare elastico” alla Rivella, perdere radici e identità e diventare un vino come tanti altri.
Con questa base di partenza, con 149 firme che “rappresentano circa il 60% sia dei voti che dei soci del Consorzio”, dovremmo essere assolutamente sicuri, anche se rimane il rischio di ipotetici “franchi tiratori” che magari dopo aver firmato e chiesto di non toccare la formula Sangiovese in purezza poi nel segreto dell’urna, con assoluta coerenza, finiranno per dichiararsi favorevoli alla modifica della base ampelografica del Brunello e del Rosso. Cosa che se si verificasse sarebbe di una gravità assoluta e solleverebbe nubi minacciose sulla credibilità della denominazione e dei suoi protagonisti, per non dire peggio.
Per cui, fino a che non ci sarà la conta definitiva dei voti, rimane un margine d’incertezza su questa votazione. Ma voglio sperare che anche solo per una forma di pudore voltafaccia e voltagabbana, doppiogiochisti e bugiardi, non salgano alla ribalta e non diventino i protagonisti di questa libera e democratica consultazione dove i produttori del Brunello possono dire la parola fine e offrire un contributo di luce e di chiarezza a questa vicenda oscura che li attanaglia da mesi. 

0 pensieri su “A Siena, sul caso Brunello, un’informazione un po’… “incappucciata”

  1. Il problema dei franchi tiratori, dei voltafaccia e dei voltagabbana si risolverebbe con una bella votazione palese.
    Ma mi par di capire che così non sarà.
    Il voto segreto è espressamente previsto dallo statuto del Consorzio oppure è stato deciso “ad hoc” per questa votazione?
    Speriamo bene…

  2. Anche il trade, inteso come enoteche, è incappucciato in quanto super-preoccupato…

    Sono di rientro da Milano, dove ho appreso dalla viva voce di una famosa enoteca in centro, che hanno giusto venduto ieri, appena 6 bottiglie di Brunello dopo una stasi di 2 mesi, ai quali bisogna aggiungere il naturale letargo commerciale di luglio ed agosto…

    Ho anche scambiato due parole con alcuni colleghi di una famosa redazione economica.
    A New York oramai, broker o non broker, si brinda con l’ineffabile vino “Bella Sera” dal costo di 7 USdollars…

    Se non è allarme rosso questo…!

    Gianni “Morgan” Usai

  3. …ma il problema non dovrebbe esistere!
    Visto il fatto che 1 voto di BANFI vale più di 1 di SOLDERA (che Dio ci perdoni anche questa!) il voto non potrà che essere dichiarato,o sbaglio?

  4. …Mi sono letto tutto il forum…..
    Ovunque Franco Ziliani scriva crea battibecchi…. MAH!!
    Chiedevo “solo” una cosa:
    il vino sequestrato era già nelle bottiglie???
    Se era in altri “contenitori” e quindi non ancora assemblato…..
    Vado a cercare 1 bottiglia di Poggio alle Mura 2003,lo voglio proprio degustare,se è D.O.C.G.!!

  5. Gianni, dico sul serio: c’e’ la massoneria dietro questa storia del brunello? E nel caso: da quale parte sta? Dalla parte dei taroccatori o dalla parte che ha fatto scoppiare il caso?

  6. caro Filippo “dalla parte che ha fatto scoppiare il caso” direi proprio di no, perché con incappucciati e illuminati vari il sottoscritto non ha né vorrà mai avere nulla a che fare… Piuttosto diciamo, come ho scritto, che una parte dell’informazione senese e rami della produzione brunellesca hanno piuttosto a che fare con logge e compassi…

  7. Franco, con “parte che ha fatto scoppiare il caso” non mi riferivo a chi ha dato rilievo mediatico all’inchiesta (fra cui in posizione prominente tu stesso), bensi’ a chi ha determinato l’avvio dell’inchiesta stessa.
    Curiosamente questa tesi del ruolo della massoneria nella questione l’ho risentita proprio non troppi giorni fa, dalla bocca di un “ben informato”.

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