Brunello 2003: Vini d’Italia imbocca la strada del rigore e della prudenza

Scorrendo l’elenco dei Brunello di Montalcino della controversa, super discussa annata 2003 (quella che ha dato la “stura”) al famoso scandalo i cui effetti sono ancora al centro delle nostre discussioni, che le varie guide, ho scelto le quattro più note e diffuse, più Vini Buoni d’Italia, che ha un’influenza decisamente minore, hanno scelto di premiare come “i meglio Brunello del bigoncio”, emergono interessanti elementi di riflessione.
Nessun vino, ça va sans dire, ha messo d’accordo tutti, e due, il Brunello del Greppo di Franco Biondi Santi, ed il Brunello di Poggio di Sotto di Piero Palmucci, hanno ottenuto tre “nominations”, rispettivamente da parte di Espresso, Gambero rosso/Slow Food e Duemilavini, e da parte di Espresso, Duemilavini e Vini Buoni d’Italia.
Analizzando poi i Brunello 2003 premiati dalle varie guide scopriamo che l’Espresso ne ha scelti tre, la Guida Veronelli (la più generosa) tredici, Duemilavini sei, Vini Buoni d’Italia e Vini d’Italia uno solo. Ma analizziamo in dettaglio le nomination, guida per guida, prima di fare qualche considerazione. 

Vini d’Italia
Brunello di Montalcino 2003 Biondi Santi

I Vini d’Italia Guida Espresso
Brunello di Montalcino 2003 Biondi Santi
Brunello di Montalcino 2003 Il Colle – Carli
Brunello di Montalcino 2003 Poggio di Sotto

Vini Buoni d’Italia Vini della Corona
Brunello di Montalcino Docg 2003 – Cerbaiona
Brunello di Montalcino Docg 2003 – Fattoria Poggio di Sotto
Brunello di Montalcino Docg 2003 – Salvioni-La Cerbaiola
Brunello di Montalcino Docg Selezione Madonna delle Grazie 2003 – Il Marroneto

Duemilavini
Brunello di Montalcino 2003 Biondi Santi
Brunello di Montalcino 2003 Fattoria Poggio di Sotto
Brunello di Montalcino 2003 Lisini
Brunello di Montalcino 2003 Tenuta Il Poggione
Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2003 Casanova di Neri
Brunello di Montalcino Greppone Mazzi 2003 Ruffino
Brunello di Montalcino Piaggione 2003 Salicutti

Guida Veronelli
Brunello di Montalcino 2003 – Tenute Donna Olga
Brunello di Montalcino 2003 – Fanti – Tenuta San Filippo
Brunello di Montalcino 2003 – Tenuta Oliveto
Brunello di Montalcino 2003 – La Cerbaiola
Brunello di Montalcino 2003 – Tenuta La Fuga
Brunello di Montalcino 2003 – Cerbaiona
Brunello di Montalcino 2003 – Fattoria La Fiorita
Brunello di Montalcino 2003 – Tenuta Valdicava
Brunello di Montalcino Altero 2003 – Poggio Antico
Brunello di Montalcino I Poggiarelli 2003 – La Mannella
Brunello di Montalcino Manachiara 2003 – Tenute Silvio Nardi
Brunello di Montalcino Montosoli 2003 – Altesino
Brunello di Montalcino Tenuta Pietranera 2003 – Società Agricola Centolani

Una prima cosa appare certa, quella alta qualità, che per i degustatori della Guida Veronelli è diffusa, con tredici vini premiati, di cui due riconducibili alla stessa proprietà, anche in un’annata oggettivamente non grande e per vari motivi da prendere “con le pinzette” come il 2003, e che è abbastanza rintracciabile, tutto sommato, anche per altre tre guide, nel caso della più influente (attenzione ho detto influente, non autorevole) guida, ovvero quella co-edita da Gambero rosso e Slow Food, diventa rarissima, scarsamente percepibile, quasi inesistente.
Lasciamo stare l’edizione 2008 della guida, dove erano stati premiati 15 Brunello, di cui tredici riserve 2001, una riserva 1999 e un cru 2001 (vedi elenco), ma basta prendere l’edizione 2007, dove i “fatidici” tre bicchieri erano andati a 14 vini, (vedi qui elenco), oppure quella 2006 (leggi elenco) dove erano stati premiati sei 2000 e nove 1999, per avere un’idea di come in casa Vini d’Italia fosse tradizione premiare un cospicuo numero di Brunello di Montalcino.
Con l’edizione 2009 e dovendo avere a che fare con lo spinoso “caso Brunello 2003” cosa fa la Guida di riferimento? Inaugura, dopo tanta generosità, a mio parere persino eccessiva, e generosissima in taluni casi, l’epoca del rigore e della selettività.  Oppure della Sapienza e della Prudenza, come in quadro (vedi illustrazione d’apertura) di Francesco Rustici, detto il Rustichino.
E dovendo scegliere di premiare un Brunello 2003, invece di correre il rischio di andare a premiare un vino che magari domani le indagini dimostreranno non essere esattamente un “Brunello”, perché magari addizionato di Petit Verdot, Merlot, Cabernet o chissà che, decide di puntare sul sicuro, premiando, perché non solo è buono, ma perché è un mito, indiscutibile, incontestabile, al di sopra di ogni sospetto e di ogni discussione, perché a premiarlo si fa comunque bella figura, il Brunello di Franco Biondi Santi.
Scelta indubbiamente conservativa, prudente e tattica, (ovviamente risultato delle degustazioni incrociate fatte dal sinedrio che decide e assegna i massimi riconoscimenti della guida), ma una scelta che, oggettivamente, sembra lasciare al loro destino e in qualche modo “ripudiare”, non si capisce bene perché, alcune aziende che, basta scorrere gli elenchi dei vini premiati anno dopo anno, erano in qualche modo “abbonate” al triplice calice e sono diventate mediaticamente importanti e hanno costruito fortune commerciali anche grazie al giudizio di “super eccellenza” attribuito dalla guida del gambero & della chiocciola.
Come la prenderanno, viene da chiedersi, talune aziende lungamente coccolate e portate di mano da Vini d’Italia, quelle che si avvalgono della consulenza degli enologi Re Mida dalla mano fatata che tramutano in oro tutto quanto toccano, questa svolta diciamo lungamente meditata (a me verrebbe in mente un altro aggettivo, molto diffuso a Roma e dintorni) e  prudentissima della guida diretta dal mitico Robert Parker der Tufello? E quale idea si faranno di questa scelta all’insegna del rigore i lettori di questo baedeker enologico?

0 pensieri su “Brunello 2003: Vini d’Italia imbocca la strada del rigore e della prudenza

  1. Concordo con te Franco. Avevo pensato proprio a come si sarebbero “giostrati” nei confronti del Brunello…e il tuo ragionamento nonchè verità mi trova completamente d’accordo!

  2. sacrosante parole, LEI SIG. ZILIANI ha saputo leggere perfettamente i voti della lista del gambero,perche’ quest’anno nessuno aveva ancora capito questa austerita di 3bicc. nei confronti del brunello,nel loro forum tutti preoccupati perche’ non c’erano certe aziende o certe case vinicole ma nessuna ha saputo capire il gesto politico,economico e giornalistico della guida,
    diretto a salvarsi la faccia,se per caso avessero premiato uno di quei brunelli caduti nello scandalo. per me LEI rimane un grande esperto ed un grande critico.

  3. si e vero,
    come sempre sono degli enosborroni,
    la verita’ che parlano di vino,ma di vino non sanno niente,
    che pena……………
    al contrario di un suo collega del g.r.,LEI si che conosce il mondo del vino,e tutto quello che lo circonda,pero’ LEI e’ sempre stato umile e rispettuoso nel criticare un vino o chi lo produce,
    non capisco perche’ certe gente che scrive si crede il GURU del vino…..
    e poi non accetta le critiche degli altri…
    meno male che c’e’ gente como lei…..

    grazie

  4. @Walter
    Suvviaaa !! Non esageriamo con l’esagerazione … Vabbè che siamo a casa di Mr. Ziliani ma non perdiamo il controllo !

    La prenda con simpatia questa critica …..

  5. Più leggo le guide (o ne sento parlare) più divento allergica. Non sarebbe il caso di abolirle definitivamente?
    Anche perchè, girando in giro, ormai, a parte i mostri sacri, ci sono più guide che vini.

  6. La situazione per il G.R. deve essere effettivamente un po’…ehm…imbarazzante, non le pare Franco?Però ancora una volta chi ci rimette la faccia è il Consorzio del Brunello che mi pare avesse dichiarato che il 2003 era un’annata a quattro stelle.Allora era o non era un’ottima annata ?

  7. Il fatto è che, ormai da molti anni, Vini d’Italia asseconda il mercato ed il gusto, invece di guidarli (come dovrebbe fare una guida).

    Gravner non piace? Lo scordiamo.

    Torna di moda? Giù una diluviata di bicchieri.

    Il Brunello è in crisi? Lo dimentichiamo, e in una annata media come la 2003 premiamo solo l’intoccabile degli intoccabili.

    Dimenticando quei tanti produttori che lavorano bene.

    Coerenza critica buonanotte, insomma.

  8. @ Walter: ha ragione diapasonr6 “non esageriamo con l’esagerazione”! Trovo un po’ eccessivi e imbarazzanti (non mi credo né un dio né un guru, sono semplicemente un cronista del vino che scrive quello che pensa e cerco di dare un modesto contributo alla riflessione sul fenomeno vino) i suoi complimenti. Che fanno sempre piacere, intendiamoci, ma espressi in forma più “asciutta”, sarebbero più graditi e non offrirebbero elementi, altrove, per dire che su questo blog si pratica troppa “compiacenza” (eufemismo, là hanno usato altri termini meno eleganti) nei miei confronti. Il che non é vero, perché su questo blog, accanto a commenti di consenso a quanto scrivo vengono regolarmente pubblicati anche commenti piuttosto critici.
    Segnalo poi che sul forum del sito del Gambero rosso, nell’ambito di una vivace discussione sul tema Brunello 2003 premiati dalle guide http://www.gamberorosso.it/grforum/viewtopic.php?t=47853&start=75&postdays=0&postorder=asc&highlight=
    un lettore Gianluca 1975: ” Biondi Santi con il Brunello Base è stato premiato solo due volte in 21 anni di guida (1983 e 2001), è possibile che il terzo Tre Bicchieri venga assegnato con l’annata 2003???”. Non é mai troppo tardi per andare sul sicuro e non rischiare di premiare vini di cui poi magari si può scoprire che non erano proprio Sangiovese in purezza..

  9. Pingback: Link sul vino del 2 novembre 2006 : Vino24

  10. E si potrebbe andare avanti all’infinito… L’anno scorso, recatomi alla mostra di Kandinsky a Milano, ebbi modo di sostare di fronte al quadro “Composizione VII” abbastanza a lungo nel tentativo, più che di capire qualcosa del quadro in sè,di ricavare una qualche sorta di sensazione, foss’anche lontanamente parente con la sfera delle emozioni. Durante quella, purtroppo infruttuosa sosta, mi si offrì l’insperata occasione di ascoltare alcuni commenti. Senz’altro autorevoli. Alle mie orecchie si affacciarono le più disparate nonchè interessanti, interpretazioni dell’opera. Ora la mia mente è più aperta e ricca di prima ma, un altro pittore astrattista, mi piacerà? Forse le guide, assolutamente indispensabili, non andrebbero criticate. Non sarebbe più utile usarle ed, eventualmente, criticare i vini, previo assaggio naturalmente? Ciao.

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