Faccia a faccia sul Brunello: primi dati su cui riflettere

Primi elementi di riflessione sul dibattito sul Brunello che si è svolto, con una sorprendente partecipazione di pubblico (l’Aula Magna storica era stracolma e molte persone sono rimaste fuori dall’aula ad ascoltare), venerdì pomeriggio presso l’Università di Siena.
Ecco il comunicato stampa, con alcuni dati interessanti da tenere in considerazione (ad esempio il numero di persone che hanno seguito il faccia a faccia grazie alla diretta diffusa via Internet) diffuso dall’Agenzia Freelance di Siena, che ha curato, per conto dell’Associazione Vinarius, che ha organizzato il dibattito, la comunicazione dell’evento. Ricordiamo che la registrazione della discussione, che si è sviluppata per tre ore, è visibile sul sito Internet di Vinarius (vedi qui) e, parzialmente, anche qui.

Successo per l’iniziativa promossa da Vinarius, tanti i presenti fra cui una buona rappresentanza di produttori
Boom di accessi per la diretta on line sul portale www.intoscana.it
Ezio
Rivella insiste “Cambiamo il Disciplinare del Brunello”
Franco Ziliani
“Così si rischia di globalizzare il vino italiano e renderlo tutto uguale”.
Avevano promesso “battaglia” e così è stato in un dibattito serrato che ha appassionato la platea dei presenti.
Successo per l’iniziativa promossa da Vinarius, associazione di enoteche, “Faccia a faccia sul Brunello” tenutasi ieri, venerdì 3 ottobre, nell’Aula Magna storica dell’Università di Siena. Tantissimi presenti hanno gremito la sala, fra cui una buona rappresentanza di produttori, che ha ascoltato con interesse il dibattito partecipando attivamente con domande ai due protagonisti principali, l’enologo Ezio Rivella e il giornalista Franco Ziliani.
Da sottolineare il successo della diretta on-line che ha consentito ad un pubblico molto più vasto di seguire questo dibattito, che è in assoluto il primo fra due esponenti delle opposte correnti di pensiero su come si dovrà fare il Brunello nei prossimi anni.
Oltre 10mila i visitatori al sito da tutta Italia e dall’estero a dimostrazione di quanto ci sia bisogno di dibattere e di trovare altre occasioni simili a questa dove discutere sul vino toscano.
I due “sfidanti” hanno sostenuto fermamente le proprie tesi con convinzione per oltre tre ore con alcune domande giunte “da remoto” grazie all’attivazione di una casella e-mail dedicata. Costruttive le argomentazioni che i due relatori, insieme ai loro accompagnatori, l’enologo Vittorio Fiore per Rivella e il produttore di Barolo, Teobaldo Cappellano per Ziliani, moderati dal professor Armando Cutolo, hanno descritto ripercorrendo anche la storia del vino ilcinese, vissuta dalla loro esperienza di addetto ai lavori, l’uno e di comunicatore, l’altro.
“Cambiamo il Disciplinare del Brunello” così Ezio Rivella ha ribadito nei suoi interventi, “sono convinto che il primo requisito per un vino è essere buono – ha continuato – e se il Brunello “taroccato” ha avuto così grande successo a livello internazionale, perché continuare a produrre solo Sangiovese?”
Di diversa opinione Ziliani che ha affermato “Un disciplinare elastico come quello proposto da Rivella porterà ad un appiattimento della produzione vinicola nazionale e ad una globalizzazione tale da produrre vino italiano tutto uguale”.
Soddisfazione da parte di entrambi i “duellanti” comunque per questa occasione di grande civiltà e confronto che è servita anche a stemperare un po’ i toni in un momento di grande tensione nel panorama vinicolo italiano.
Francesco Bonfio, presidente di Vinarius, ha concluso l’incontro ringraziando i presenti ed esprimendo la sua soddisfazione per aver assistito ad un dibattito pacifico  augurandosi che appuntamenti del genere si ripetano in futuro.
Dal 6 ottobre sarà possibile vedere la registrazione del dibattito accedendo dall’homepage di www.vinarius.it

primi commenti e resoconti sul dibattito
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0 pensieri su “Faccia a faccia sul Brunello: primi dati su cui riflettere

  1. Un sentito grazie a Franco, paladino dell’aspetto umano e vero di espressioni di storia e tradizione, ma altrettanto a Cappellano che con la sua presenza esprime una luce per il futuro del Barolo e Barbaresco.
    Vogliamo combattere questa “prostituzione” del vino e della nostra storia?
    Che bisogno hanno le aziende taroccatrici delle DOCG? possono restarne fuori con i loro ottimi prodotti commerciali con cui hanno conquistato il mondo e lasciare la coerenza della tradizione a chi intende conservare i vini veri. Ad ognuno la sua strada, ma con RISPETTO.

  2. Tanto per iniziare stemperando:
    caro Franco, ti apprezzo di più nella foto a dx dello schermo seduto sulla sedia ed in maniche di camicia, che vestito come un testimone di nozze :-)).
    A parte questo, da produttore (non di brunello ma ciò vale per tutti), se proprio necessario i disciplinari si cambiano (mutate esigenze territoriali, climatiche, perchè no anche commerciali, nulla è immutabile), ma non dopo essere stati colti con le mani nella marmellata. è una questione di onestà intellettuale e di stile. Se no le regole cosa si fanno a fare se poi si cambiano a seconda di come tira il vento? Rivella poi è troppo intelligente per far finta di non sapere che il brunello che “ha avuto tanto successo” ,perchè non fatto con sangiovese puro, aveva successo anche perchè i produttori “infedeli” venivano considerati dei “fenomeni” dell’enologia, da certo giornalismo, per essere gli unici a saper superare le asprezze del sangiovese. Forse se i consumatori avessero saputo la verità non avrebbero decretato tutto quel successo, mettendo il Brunello al livello di tanti altri buoni vini ma non facendolo entrare nel ristretto circolo dei miti enologici legati ad un territorio magico. Non è certo solo a montalcino che cresce il sangiovese, la magia stava tutta nel fatto che lì, per merito della natura e dell’uomo diveniva qualcosa di speciale. meditate gente, meditate.

  3. …mi sono guardato il confronto in “replica”…
    CHE PERSONAGGIO IRRITANTE!!!!!!!!!!!!!!!
    Dalle sue parole sembra che il “rinnovamento” del disciplinare non sia una proposta ma praticamente già avvenuto!
    MAH….
    Una soluzione è il continuare ad arricchire la cultura (enologica) del consumatore.
    …sicuramente è un “pregetto” che richiede moooolto tempo,ma di sicuro risultato!

    P.S.
    nota curiosa…..
    l’unico microfono funzionante l’aveva Franco……..

  4. Io vorrei invitare tutti a riflettere sul fatto che se passasse il Rivella-pensiero, cioè eliminare i disciplinari per fare il vino con la formula 85%+15%, l’Italia vinicola non solo perderebbe tutte le proprie peculiarità (il patrimonio dei vitigni autoctoni), ma chiunque nel mondo sarebbe in grado di “riprodurre” i nostri vini. Dato che il vigneto non conta più e che le cantine sono dei veri e propri laboratori, è sicuro il Cavaliere di poter continuare a vendere 8 milioni di bottiglie di Brunello-cola? Lo dico perchè dietro l’angolo c’è sicuramente qualcun altro che il Brunello-cola lo sa fare meglio di lui, magari in Cina…

  5. Niente e nessuno vietano di fare il proprio vino “modaiolo”…

    Se si è “d’antan” lo si potrà chiamare “Raffaella Carrà”, se si è giovani “Madonna”, se si è papalini “Zuavo” ma non toccate le radici e l’anima di chi vuole perpetuare la tradizione… o il tradimento…?
    ( come la stessa radice letteraria suggerirebbe..)

    Gianni “Morgan” Usai

  6. Pensiero d’un malpensante

    Ove passasse la formula 85% + 15% ci si ritroverebbe tra due anni a richiedere di passare alla formula 70% + 30% ed infine arriveremmo alla IGT Italia con il Barolo fatto con il Primitivo e con Brunelli a base di taglio bordolese.

  7. Sono convinto che qualcuno abbia già oltrepassato quel limite e che stabilire una soglia di 85%+15% (oibò, ma non volevano abolire i disciplinari?) serva solo per mettersi al riparo da eventuali indagini delle procure.
    Resta il fatto che se riduciamo il vino ad una formula, tutti sono in grado di riprodurla, qualcuno anche meglio di altri. Aspettiamoci allora di trovare sugli scaffali delle enoteche il San Montalcino, tenuta Michelangiolo, prodotto in California…

  8. Pingback: Ziliani vs. Rivella: i commenti dalla rete : Vino24

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