Giovani aziende di Langa crescono: Sobrero a Castiglione Falletto

Piccoli produttori di Langa crescono, si affermano, salgono alla ribalta, e basta girare per le loro cantine, assaggiare con attenzione e senza spocchia i loro vini per accorgersi come accanto ai classici, ai nomi ai quali tutti guardiamo con rispetto, e che con termine inglese potremmo definire benchmark, emergono e trovano un loro spazio realtà più piccole o di più recente storia.
O che magari grazie ad uno di quei ricambi generazionali favorevoli (e bisognerà scrivere, prima o poi, una storia di quello che hanno significato, nel bene e nel male, determinati ricambi generazionali nelle magnifiche terre del Barolo e del Barbaresco) acquisiscono un livello qualitativo e una determinazione a fare qualità più forte che in passato, quando in cantina ed in vigna a comandare erano padri, zii e nonni.
Una di queste aziende che ho visto crescere e dei cui vini da anni (mentre altri chissà perché non lo facevano) scrivo è un’azienda proprietaria di una quindicina di ettari a Castiglione Falletto, l’Azienda Vitivinicola Sobrero o Sobrero Francesco & Figli, produttrice di un Barolo “base” il Ciabot Tanasio, che nella recente degustazione di un mese fa per The World of Fine Wine a Londra si è classificato al terzo posto su ben 55 vini degustati da Nicolas Belfrage, da Roy Richards e dal sottoscritto.
Un’azienda, oggi guidata dal giovane e sveglio Flavio Sobrero, che comincia a prendersi qualche soddisfazione anche a livello mediatico, visto che la guida che meglio di ogni altra dimostra di perlustrare e raccontare le Langhe, la guida dell’Espresso, I Vini d’Italia, nella sua edizione 2009, la definisce “uno dei nomi di nicchia del mondo del Barolo. Ancora poco conosciuta presso il grande pubblico, gode però di un ristretto numero di amatori che ne esaltano lo stile tradizionale”.
Oltre al Barolo base, ora denominato Ciabot Tanasio, assemblaggio di uve provenienti dai vigneti Valentin, Piantà, Ornato (si tenga conto i Sobrero sono anche proprietari di una frazione di Villero, ma ci hanno piantato nientemeno che Barbera e Dolcetto, da cui ottengono vini di sicuro valore), producono nelle grandi annate anche un Barolo riserva, il Pernanno, rivendicato come singolo cru dall’annata 1993, e proposto come riserva a partire dal 1998.
Un vigneto tra i molti importanti di Castiglione Falletto, 1,3 ettari di proprietà, oltre sessant’anni d’età, per un appezzamento su terreno argilloso – roccioso con venature calcaree esposto a sud ovest, da cui i Sobrero ottengono circa diecimila bottiglie.
Di questo Pernanno insieme ad alcuni amici (leggete qui) ho avuto modo di fare tempo fa una bellissima degustazione verticale, di alcune annate, 1991, 1996, 1997, 1998, 1999 e 2000 (inframezzate da un 1995 che non era Pernanno, ma solo Barolo annata), che racconto in questo articolo (leggete qui) pubblicato nello spazio delle news del sito Internet dell’Associazione Italiana Sommeliers.
Buona lettura e se vi capita di passare da Castiglione Falletto, non mancate di fare visita ai Sobrero. Piccole aziende di Langa crescono, non accorgersene sarebbe un grande errore…  

3 pensieri su “Giovani aziende di Langa crescono: Sobrero a Castiglione Falletto

  1. Caro Franco, a proposito di aziende di Langa emergenti, volevo chiederle se conosce Erbaluna, dei fratelli Oberto, a La Morra; non è nuova, ma ha cominciato a imporsi sul finire degli anni ’80, lavorano con il biologico e fanno maturare i vini in botti da 30 hl; il vino che preferisco è il Barolo Vigna Rocche; leggendo le sue opinioni ed il suo modo di “leggere” il Nebbiolo, credo potrebbe essere un vino “nelle sue corde”; mi piacerebbe sapere cosa ne pensa, logicamente se la conosce.
    Cordialmente
    Nicola

  2. L’altra sera ho bevuto un 67 di Sobrero. Non so se sia lo stesso, ma era mondiale.
    Difficilmente ho bevuto un vino vecchio di quella freschezza e pulizia. Senza contare la dolcezza del frutto.

    • lei ha bevuto sicuramente un vino strepitoso, il Barolo di un grande che non c’é più, Violante Sobrero, che ebbi la fortuna di conoscere, tanti anni fa, a casa sua, nel corso di una visita fatta in compagnia di un altro immenso personaggio del mondo del vino e della ristorazione che ho avuto la fortuna di conoscere e frequentare: Franco Colombani, indimenticato patron, sommelier e deus ex machina del Sole di Maleo http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/29/Addio_patron_del_Sole_Maleo_co_0_96052910871.shtml il ristorante dove cenò per l’ultima volta, prima di un tragico incidente che ce lo portò via mentre tornava a Milano, un altro grandissimo, un Maestro: Gioann Brera fu Carlo.
      E mi alzo in piedi ricordando, e qui la politica non c’entra niente, due grandi geni padani, due figli del Po, due Signori. Due di quelle persone che oggi, purtroppo, non nascono più…

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