I produttori dicono “Brunello al Sangiovese”, ma va in scena il teatro dell’ipocrisia

Prime riflessioni sui risultati dell’Assemblea del Consorzio del Brunello di Montalcino

Impegnato ieri sera a Modena, con i carissimi amici della locale delegazione A.I.S. in una veramente fantastica (ne riparleremo) degustazione verticale dello straordinario Barbaresco riserva Bricco dell’azienda Dante Rivetti di Neive, non ho potuto darvi in diretta o in tempo utile (pur venendo telefonicamente informato degli sviluppi dell’assemblea) i risultati della votazione per l’eventuale cambio di disciplinare del Brunello e del Rosso di Montalcino che si è tenuta ieri pomeriggio, protraendosi fino a serata inoltrata, nella celebre località vinicola toscana.
Per conoscere i risultati, che hanno visto una nettissima, inaspettata, sorprendente,  e poco chiara affermazione dei fautori del Sangiovese in purezza, senza ricorso ad altre uve, non posso che rinviarvi, per chi conosce l’inglese, a VinoWire (leggi qui), Montalcino Report (leggi qui) e in italiano Esalazioni etiliche (leggi qui), e le pagine di Siena dell’edizione on line della Nazione (leggi qui), o l’articolo di Chiara Dino sul Corriere Fiorentino (leggi qui).
Quando alla domanda “siete favorevoli al cambio di base ampelografica per il Brunello di Montalcino 662 voti dicono un chiaro e nettissimo no e solamente trenta voti dicono sì (540 no e 162 per il Rosso di Montalcino), resta poco da dire se non fare punto a capo e, per dirla con Adriano Pappalardo prorompere in un fragoroso “Ricominciamo”.
Dovrei essere felice per questa decisione, che suona come un “giù le mani dal Brunello”, e che dovrebbe preludere ad una nuova fase, ad una vera e propria “rifondazione del Brunello”, ma ho l’amaro in bocca perché con quel voto “bulgaro”, quella schiacciante maggioranza di no ad ogni ipotesi di cambiamento del disciplinare credo che ieri a Montalcino sia andato in scena il trionfo dell’ipocrisia, del tatticismo, della furbizia, perché mi risultano avere votato no persino note e grandi aziende che qualche giorno fa erano uscite pubblicamente allo scoperto chiedendo un disciplinare aperto e una tolleranza del 3-5%. O che nei pour parler sotterranei avevano lasciato capire di considerare la formula del Sangiovese in purezza come una palla al piede, come una iattura.
Mi viene da chiedermi, oltre a dove stiano di casa per taluni il pudore e la coerenza, che fine abbiano fatto quelle “molte imprese coinvolte” che secondo una recente dichiarazione della Procura di Siena “hanno violato i disciplinari di produzione dei vini Brunello e Rosso di Montalcino” e hanno prodotto vini dove truffaldinamente, da cialtroni, accanto al Sangiovese di Montalcino figuravano altre uve. Proibite, non consentite dal disciplinare. E perché non abbiano avuto la coerenza di votare secondo le loro convinzioni tecniche, commerciali e di marketing.
Francamente avrei preferito che il voto di ieri pomeriggio avesse portato alla luce due schieramenti chiari, nitidi, ben contrapposti, ognuna con le sue (legittime) ragioni, in grado di contrapporsi e di proporre, alla luce del sole, una loro idea per il futuro del Brunello e non questa maggioranza bulgara, francamente pinocchiesca, al cui interno coesistono, in una maniera spudorata, sia coloro che la formula aurea del Sangiovese (di Montalcino ça va sans dire) in purezza hanno sempre condiviso e rispettato e coloro, invece, se vogliamo prendere per serie le dichiarazioni dei magistrati senesi ed i risultati delle analisi dei vini che hanno disposto, che alla sacralità del Sangiovese in purezza per il Brunello di Montalcino non hanno mai creduto. Tanto da produrre, infrangendo le leggi, vini molto più simili ad un Sant’Antimo e ad un Super Tuscan che ad un Brunello.
Mi fa orrore, anzi, mi nausea, questa maggioranza assembleare, perché per quanto sia giusto credere ad improvvisi pentimenti sulla via del Sangiovese e a taroccatori che oggi hanno capito come sia il Sangiovese, l’incrollabilità della formula del Sangiovese in purezza, l’ancora di salvezza del Brunello, mi viene da pensare – e non è un processo alle intenzioni – che ieri ci siano stati produttori che hanno votato a favore del Sangiovese, contro ogni ipotesi di cambiamento del disciplinare del Brunello, pensando poi di continuare a fare come hanno fatto sinora, ovvero “aggiustando” i vini in cantina e contribuendo a creare quello scandalo che ha messo in difficoltà il grande vino toscano.
E’ questa falsità, questa ipocrisia, questo tartufismo, questo scoperto doppiogiochismo che mi indigna e non mi induce ad esultare e mi lascia l’amaro in bocca.
Resto poi dell’idea, che se parole come dignità, coerenza, buon senso hanno ancora un senso, anche nello stravagante mondo del Brunello, chi ha deciso di portare in assemblea questi cinque quesiti, queste cinque ipotesi di cambio dei disciplinari, ovvero il Consiglio di amministrazione del Brunello, incassati questi sonanti cinque no dovrebbe avere il buon gusto, la decenza, di togliere il disturbo, dare le dimissioni e lasciare spazio ad una nuova dirigenza (magari estesa anche al direttore, che non si capisce, o si capisce benissimo… perché continui a rimanere al suo posto) che inauguri davvero una fase di rifondazione del Consorzio del Brunello, una nuova epoca dove si possa ragionare insieme, rilanciare questo grande vino, comunicare al mondo che il Brunello continua a voler profumare di Sangiovese e non d’altro.
Questo teoricamente, perché con quel voto ipocrita, con quel dire no pensando invece sì o forse, con quella confusione stagnante temo davvero che il Brunello di Montalcino continuerà ad avere dei problemi. Si è vinta una battaglia, certo, ma temo che la guerra, anche se di guerriglia sotterranea si tratta, continuerà. Tanti auguri, caro Brunello, credo che tu continui ad averne un disperato bisogno…

0 pensieri su “I produttori dicono “Brunello al Sangiovese”, ma va in scena il teatro dell’ipocrisia

  1. “If you cannot beat them, join them.”
    Contenuto del fumetto che aleggia sulle teste (zucche) di quelli che, vista la mobilitazione (con conseguente ottima figura) di alcune ‘majors’ del Brunello, visto il risultato della suddetta mobilitazione, hanno stabilito che ‘anche noi ci stiamo’, quanto meno PER DIMINUIRE l’eclatante risultato di coloro che si son dati da fare. Così è, anche se ce pare strano, ma in quel del montalstrano “ie piace falo strano“. E più strano di così: da veri pervertiti…

  2. Caro Franco, complimenti come sempre
    ora abbiamo la conferma del brunello di montalcino al 100% sangiovese…che non esiste (al 3-5%)!
    bella cosa!
    ciao

  3. ecco, in quest’altro articolo, i numeri precisi della votazione di ieri:
    http://www.italiaatavola.net/articoli.asp?cod=5982
    Molto interessante – e divertente nello stile – questo racconto della riunione di ieri che mi é stato inviato questa sera da un produttore di Montalcino, leggete: “Carissimo Franco, ieri abbiamo assistito ad un evento pari al passaggio ravvicinato della cometa di Halley. Il delegato di Banfi che ribadiva l’esigenza (dico ribadiva non affermava) del Sangiovese in purezza. Ma andiamo per ordine. Il clima che si respirava era abbastanza palpabile. I giochi (a parole) sembravano fatti, circolava nell’aria l’equazione modifica del disciplinare = taroccamento in maniera molto percepibile. Gli interventi sono stati tutti (dico tutti!) contro la modifica dei disciplinari dei due vini. Ti assicuro che però i furbacchioni sono subito individuati e smascherati.
    Questo è stato per aver sostenuto, insieme alla proposta buonista della non modifica del disciplinare due argomenti apparentemente innocui, due autentiche manfrine nella sostanza.
    1) L’esigenza di un criterio di tolleranza della purezza, sostenendo che in natura non esiste la perfezione e quindi neanche il concetto matematico di “100%”;
    2) La necessità di garantire a tutti i soci il diritto del voto segreto, garanzia costituzionale del predicare bene e razzolare male. La vera e sostanziale votazione è stata proprio sulla segretezza del voto e qui si sono scaldati veramente gli animi, ci sono state battutacce, e si sono soprattutto potute contare le fazioni. Non ti dico chi era per il voto segreto, ma te lo puoi immaginare. Per esigenza di conteggio ponderato, tutti i sostenitori del voto segreto sono stati messi a verbale e quindi regolarmente schedati!! Avere quella pagina di verbale purtroppo è come pretendere di disporre delle fotocopie del terzo segreto di Fatima.
    L’intervento più interessante è stato quello di Leanza, lucidissimo e coerentissimo, il migliore. Non sto qui a raccontarti tutti gli interventi, ma devo segnalare quello ti riguarda di un misterioso e sconosciuto medico milanese in pensione proprietario della piccola azienda Bucine che ha replicato a Banfi dicendogli senza mezzi termini di non capire la sua posizione sul Sangiovese in purezza alla luce di quanto Rivella aveva affermato nell’incontro senese con Ziliani, ovvero che il Sangiovese da solo non bastava a fare un grande Brunello. Ovazione di applausi, risate ed altri lazzi, Il delegato di Banfi rideva anche lui ma non sembrava rilassato!!!
    Una volta approvato il voto palese era fatta. Votare in quel clima per il cambio di disciplinare non era più possibile, tutti lo hanno capito e qualcuno ha addirittura non votato per andare a cena prima. Certo, sono d’accordo con te, ieri ho visto materializzarsi almeno una mezza dozzina di aforismi di Ennio Flaiano sugli italiani, ma ti assicuro che eravamo comunque felici e contenti. La citazione del medico milanese è stata l’unica su Ziliani, ma la tua ombra si percepiva, soprattutto quando una signora milanese da qualche anno trapiantata a Montalcino nella sua difesa abbastanza incazzata del voto segreto, ha dichiarato essersi stufata di vedere sempre verbali delle riunioni sui blog di internet…
    Ti assicuro che la riunione è stata molto più divertente del previsto. Certo siamo al punto di prima, cisterne di Cab-Sauv. e Merlot continueranno a viaggiare impunite lungo la provinciale 14 “Traversa dei Monti”, ma almeno la categoria astratta di “Brunello prodotto con Sangiovese in purezza” è salva. E non è poco. All’orizzonte si sta profilando un’altro grosso problema, quello della “tolleranza” manfrina molto più subdola ed insidiosa, capace di fare pure lei molti danni”

  4. A me non risulta sia stato proprio così, ne per quanto riguarda la presa di posizione di Banfi (a favore del 100% Sangiovese )ne per quanto riguarda alcune interessanti omissioni . Si verissimo che qualcuno si è prodigato nel dagli all’untore …. ma sempre e ribadisco sempre ai soliti di “montalcino ” agli altri untori che hanno detto “”và tutto bene così non cambiamo niente”” (scusate ma non erano taroccatori fino a ieri ? ) bella faccia ci vuole davanti a tutti ad ammettere ciò e qualcuno li ha pure applauditi…. qualcuno proprio c’ha la mente corta o il prosciutto sugli occhi … Io ritengo che il voto segreto ieri era d’obbligo ! e lo dico perchè quando sei terrorizzato di essere “linciato” dalla moltitudine perchè la pensi diversamente come si fà ad uscire dallo scoperto ? Avrebbe fatto la differenza ? Sicuramente no ma come ha detto il “buon Ziliani ” almeno ci sarebbero stati due schieramenti e non un falsa unanimità ! Il voto è sempre stato segreto (chi è che sbandiera che vota per Berlusconi ? eppure vince le elezioni non è vero ? Signor Ziliani non trova che sarebbe stato più democratico il voto segreto ? Libertà di pensiero sempre !! Ma a Montalcino la libertà non esiste più …questa è la triste verità… si vive di ipocrisie !

  5. voto palese o voto segreto a mio parere non fanno alcuna differenza e in una situazione normale (che a Montalcino evidentemente non esiste) non ci dovrebbe essere alcun problema ad esprimere pubblicamente e senza timori il proprio punto di vista in merito all’ipotesi di una modifica di un disciplinare di produzione di un vino. Evidentemente, come ci fa capire “diapasonr6”, a Montalcino oggi si ha paura (ma perché?) di esprimere apertamente le proprie opinioni, di dire che si vuole un Brunello interamente a base Sangiovese oppure un Brunello corretto con altre uve. E questo é veramente preoccupante e dà la misura del malessere, della situazione assurda che si é venuta a creare (per colpa di chi, di grazia?) in questo splendido borgo del vino toscano celebre in tutto il mondo…

  6. L’utilizzo del voto segreto o meno nelle assemblee in genere, è sempre regolato da norme statutarie. Perfettamente lecito chiederlo ed altrettanto lecito negarlo. Non si può accusare una norma di essere antidemocratica ed ingiusta quando non torna comoda e viceversa e neanche dare etichette di buoni o cattivi in base ad una legittima richiesta. Se coloro che hanno richiesto il voto segreto sono stati visti con una luce particolare, si deve fondamentalmente al momento sbagliato nel quale sono stati posti i quesiti, e nel modo stesso con cui sono stati posti.

  7. “a Montalcino oggi si ha paura (ma perché?) di esprimere apertamente le proprie opinioni” …forse xchè se lo fai ti ritrovi l’azienda sotto sequestro?

  8. con questo intervento, come sempre sopra le righe e strumentale (perché propone un’idea di una Montalcino dove esprimere apertamente e pubblicamente le proprie opinioni sia proibito a causa del dominio delle Oscure Forze del Male) lucia conferma l’assunto di questo post, ovvero che il voto di lunedì rappresenti il trionfo dell’ipocrisia e che parecchi produttori abbiano votato contro l’ipotesi di cambiamento di disciplinare pur pensando(desiderando?) il contrario… Sono davvero messi male a Montalcino per ragionare così!
    Ha detto bene Franco Biondi Santi, come si legge nell’articolo del Corriere Fiorentino di ieri: “«il voto segreto va bene per le elezioni politiche, mica per questioni come queste. Qui ognuno deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte». Come dire: chi vuole cambiare il Brunello lo dica a voce alta e ci metta la sua faccia.

  9. E’ vero: sono davvero messi male a Montalcino per ragionare così! Ma è la scoperta dell’accqa calda…Niente di nuovo sotto il sole del Leccio!

  10. Mi sarebbe piaciuto ascoltare l’intervento di Leanza, dato che in estate ho avuto modo di sapere direttamente da lui come la pensa circa lo scandalo e mi è sembrato un uomo integerrimo, il cui pensiero in larga parte condividevo.
    Ne parleremo presto anche su divinoscrivere.

    Intanto, prendiamo atto di quanto espresso lunedì sera. In seguito, quando ci saranno motivi per dubitare della veridicità di questo successo del sangiovese in purezza, vedremo cosa accadrà.

  11. Succederà quello che sempre successo e sempre succederà… chi vuol esser lieto sia del domani non v’è certezza ….
    P.S : la faccia di dire come si pensa davanti a tutti ce l’hanno pochi a Montalcino e poi sì ….. Come dice la Sig.ra Lucia : vuoi cambiare il disciplinare? aspetta che ti frughiamo nelle braghe fino in fondo .TAROCCATORE!
    CITAZIONE DEL GIORNO
    Disse il “taroccatore”: Abbiamo tante aziende ma come viene il Sangioveto a Montalcino …. da nessun altra parte ….MENO MALE ! (se lo dice lui saprà)
    Chi ha orecchie intenda ……
    A Montalcino le democrazia esiste solo sui dividendi non sulle note dolenti .

  12. non pensa, diapasonr6, che a Montalcino un importante cambiamento, di mentalità e culturale, si potrebbe avere quando persone come lei, come lucia, che scrivono trincerandosi dietro ad un nickname, decidessero di esprimere le stesse convinzioni declinando, con nome e cognome, le proprie generalità?

  13. Caro Franco,
    condivido molte delle parole scritte sul tuo articolo, soprattutto quando dici che le aziende, che “probabilmente” non hanno ben chiaro il significato di 100%, abbiano votato a favore del 100% Sangiovese, portando ad una schiacciante “vittoria”.
    da persona molto bene informata dei fatti, posso però dirti che la richiesta delle 5 domande è stata SI idea del CDA del consorzio, ma su una precisa richiesta della commissione di garanzia, formatasi dopo li scandali dei mesi passati, dove si chiedeva un’idea chiara sui disciplinari di produzione. domanda: quale organo migliore dell’assemblea dei soci poteva decidere?
    al CDA interessava l’esito preciso dei quesiti soltanto per avere un’idea chiara sull’operare futuro. che poi ci sia qualcuno (o molti) che abbiano votato mordendosi la lingua questo è un altro discorso, che riconduce alle tue prime parole che per altro condivido

  14. Ci tengo a precisare che con Montalcino io non ho niente a che fare e posso spiegare brevemente la mia posizione :
    -si! sono a favore del cambio del disciplinare.. ma io la vedo così sono per svecchiare un po’ tutto nel comparto vinicolo italiano (vedo solo un sacco di truffe dietro la situazione attuale ) capisco che il mio punto di vista scontenta molti .
    Io purtroppo non voto e non ho potere di voto !

    Prendo atto che sono in minoranza e che il disciplinare non cambia ma almeno signori da oggi cominciate a fare le cose per bene.!
    Sono stanco di bere sangiovesi 100% puri con 400 di antociani…ah no è il Terroir ! Ah no sono i vostri cloni speciali !
    Un toscano insoddisfatto !

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