Il nuovo Disciplinare del Turbinello di Collepianino – la finestra di Briscola

L’abbiamo lungamente attesa ed evocata nei nostri discorsi sul vino, chiedendoci cosa avrebbe scritto e con quale inimitabile stile delle vicende che hanno dominato l’italica cronaca vinosa degli ultimi mesi. Con un colpo d’ala, assolutamente a sorpresa, Briscola è tornata ed ecco dire la sua, con la consueta leggiadra-feroce ironia, con quel modo graffiante ma leggero e divertito di guardare alle enoiche vicende, sulla vexata quaestio del disciplinare del Brunello di Montalcino, pardon, del Turbinello di Collepianino
Buon divertimento!
f.z.

La Commissione per l’Aggiornamento del Disciplinare del Turbinello di Collepianino entrò in sala, annunciata da uno squillo di tromba.
“Ma che te soni?”, sussurrò uno dei membri della Commissione al trombettiere: “So’ du anni che stamo a fa incontri e riunioni e mitìng, nun gn’a famo più”.
Il trombettiere, che da due anni attendeva il momento fatale, ci rimase un po’ male.
In un trambusto sommesso di sedie e moquette, la Commissione prese posto. “Dunque – esordì il Presidente – il regolamento prevederebbe la lettura del verbale della seduta precedente”.
In un trambusto sommesso di sedie e moquette, la Commissione si alzò e si diresse verso l’uscita. “Va be’, ho capito – urlò il Presidente – facciamo che l’abbiamo letto e approvato, d’accordo?”.
La Commissione tornò al suo posto. Il trombettiere trombettò un motivetto. “Rimandiamo, grazie”, gli intimò il Presidente. Il trombettiere ci rimase un po’ male, ma ubbidì.
“Dunque, ci siamo riuniti in molti incontri”, continuò il presidente. “I luc is mugian”, commentò il rappresentante del nord Italia.
Il Presidente domandò: “Può esprimersi per cortesia in idioma nazionale?”. Il rappresentante tradusse: “L’associazionismo è talora sinonimo di debolezza individuale”.
Il Presidente sollevò un sopracciglio, dubitando dell’esattezza letterale della traduzione, e proseguì. “La questione, come tutti sapete, era la revisione del Disciplinare del Turbinello di Collepianino, resasi necessaria a causa di alcuni articoli pubblicati su alcuni giornali”.
Il referente dell’Italia dell’Est alzò una mano: “Mi scuso, ma avevo capito un’altra cosa: mi sembrava di aver capito che gli articoli fossero una conseguenza, non una causa. Mi pare, non vorrei sbagliarmi, che il problema fosse un non rispetto del Disciplinare da parte di alcuni produttori”.
In un trambusto sommesso di sedie e moquette, la Commissione si alzò e si diresse verso la porta. “Ma no, tornate qui, chiariamo in fretta, sedetevi”. La Commissione si fermò a una passo dalla porta, ma non accennò a sedersi.
Il trombettiere avvicinò la tromba alle labbra. “Lei non può, adesso, dopo due anni di riunioni, venir qui e stravolgere quanto deciso”, affermò il Presidente, redarguendo il referente dell’Italia dell’Est.
“Era chiaro a tutti sin da subito che se nessuno ne avesse scritto, il problema non ci sarebbe stato”. Il referente dell’Italia dell’Est chinò il capo. La Commissione tornò al proprio posto, fra sedie e moquette. “Però, visto che qualcuno ha pensato di scrivere quel che succedeva, c’è toccato di riunirci. Ed eccoci.
Allora, procediamo con la votazione. Il primo articolo del Disciplinare dice: “a nessun giornalista italiano o straniero sarà consentito di parlare del Turbinello, pena l’abbattimento fisico anche a vista, fatto salvo per quei giornalisti che possano garantire, a pagamento, la pubblicazione di articoli inneggianti al Turbinello, ai suoi produttori, vinificatori, imbottigliatori e amici”. Siete d’accordo?”. Si levò un coro di sì. “Trombettiere, dia uno squillo”, chiese il Presidente. Il trombettiere trombettò.
Secondo articolo: “siccome ci è parso che il sistema dei controlli sia stato lievemente inefficiente, forse a causa di distrazione o forse perché spesso piove a Collepianino, ma di certo fosse stato di martedì avrebbe funzionato, soprattutto negli anni bisestili, confermiamo il suddetto sistema, promuovendone i referenti a incarichi mondiali”. Siete d’accordo?”. Il coro gridò all’unisono : “Promoveatur ut amoveatur!”. Partì un applauso spontaneo.
Il Presidente continuò: “Per quanto riguarda le caratteristiche del vino, ci corre d’obbligo una premessa, che sarà il sottotitolo dell’articolo 3: e qui comando io e questa è casa mia. Trombettiere, avanti!”. Il trombettiere squillò il ritornello. “Pertanto – proseguì il Presidente – la zona di coltivazione del Turbinello è estesa ad infinitum, dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno. Collepianino caput mundi”.
Il coro assentì.
“Articolo 4, le uve. Tutte. Il Turbinello dovrà assumere un’identità ecumenica, comprendente Cabernet, Merlot, Riesling renano, Chardonnay, Pinotage del Sud Africa, Primitivo di Manduria, Nero d’Avola e un pizzico di Montepulciano che va sempre bene, perché mica vogliamo discriminare qui, e, se manca qualcosa, è ammessa anche la Coca Cola, ma soltanto nella versione millesimato”.Il coro applaudì.
Il referente del Sud Italia s’intromise: “Aggiungerei anche la Fanta, se possibile, a me la Coca Cola agita”.
La Commissione si alzò e si diresse verso l’uscita. “Tornate indietro, basta aggiungerlo a mano. Mettiamo anche la Pepsi, dai”. La Commissione tornò a sedersi.
“Articolo 5: visti i punti precedenti, ci sembra superfluo dare indicazioni sui sesti d’impianto e densità, tanto ognuno faccia come vuole e, del resto, non possiamo controllare quante lattine di Coca Cola si venderanno a Collepianino. Siete d’accordo?”.
Un silenzio dubitoso si insinuò fra i presenti: “Avrei un’idea – disse il referente dell’Italia del Centro – se noi applicassimo il sistema dei controlli sulla filiera della Coca Cola… “.
La Commissione si alzò di nuovo e si diresse verso la porta. “No, non esageriamo – asserì il Presidente – venite indietro, sedetevi”. La Commissione tornò.
“Perché non possiamo?”, insistette il referente dell’Italia del Centro. “Perché la Coca Cola non ha un Disciplinare!” urlò il Presidente. “Ma possiamo sempre decidere di farlo! Visto che siamo già qui, cosa ci costa?”.
La Commissione s’alzò nuovamente, qualcuno anche caracollando di corsa verso l’uscita.
“Fermi! Non se ne parla nemmeno! Finiamo questa storia del Turbinello e poi tutti a casa!”. La Commissione tornò.
Articolo 6 e ultimo: “facciamo che il disciplinare del Turbinello diventi un esempio per tutte le zone d’Italia. Passiamo un bel colpo di spugna su quel che è stato, tranne l’ignominoso atteggiamento di qualche giornalista, e tiremm innanz”. Siete d’accordo?.
Tutti applaudirono e chiesero in coro: “Abbiamo finito?”.
Il Presidente assentì. Il trombettiere trombettò. E mentre la sala si svuotava, qualcuno ebbe il timore che non fosse stato soltanto un brutto sogno…
Many kisses! Briscola

p.s. Siccome qui, su Marte, la posta arriva con un certo ritardo, ho pensato di aprire una casella di posta Hotmail, così potete scrivermi in tempo reale. La casella si chiama scriviabriscola@hotmail.it.
Scrivetemi ciò che più vi aggrada, ma evitate insulti e dichiarazioni d’amore: una via di mezzo va bene.

0 pensieri su “Il nuovo Disciplinare del Turbinello di Collepianino – la finestra di Briscola

  1. bravo Ziliani, applaudo al ritorno di Briscola con questo intervento spassoso ma profondo, che ci fa riflettere, sorridendo, sulla triste vicenda del Brunello di Montalcino. Ma che sia un ritorno in grande stile, con interventi regolari, e non solo una bellissima toccata e fuga!

  2. …forse ”nel finale”ci stava molto bene un brindisi con vino ”de-alcolizzato”(visto che lo vorranno fare)….

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