Piccole riflessioni sparse in notturna. Ancora a proposito della vicenda Brunello

Sulla vicenda Brunello ho il piacere di ospitare il contributo della giovane giornalista senese Alessia Bruchi, collaboratrice delle riviste Il Chianti e le terre del vino e Grandi Vini di Toscana.
Sono riflessioni che un po’ tutti abbiamo fatto in questi mesi e che ancora oggi, di fronte agli ultimi (per ora) sviluppi dello “scandalo Brunello”, reputo più che legittime.
f.z.

“Ma in fondo in fondo, pensandoci bene…. cosa ne deve sapere di tutta questa storia oggettivamente un po’ antipatica, uno che si dichiara un semplice consumatore di vino, uno che insomma si fa un’idea di ciò che sta bevendo unicamente fidandosi di ciò che dice l’etichetta?
Uno che in definitiva del Brunello sa generalmente due cose, primo che viene dalle famose, suggestive e toscanissime (e chi più ne ha più ne metta…) colline di Montalcino e secondo, che si tratta di Sangiovese in purezza. Considerando che questo più o meno è sempre stato il contenuto informativo passato sotto la voce Brunello, mi viene quasi spontaneo chiedermi cosa debbano pensare oggi di questa benemerita etichetta la stramaggioranza dei consumatori esteri  – e dico esteri perché noi italiani siamo tristemente abituati alle cose non troppo “trasparenti”, per usare un eufemismo – … e non oso darmi una risposta.
Per quanta limitata possa essere la mia esperienza fino ad adesso accumulata nel mondo del vino, mi sono trovata un paio di giorni fa ancora una volta a curiosare fra le migliaia di pagine web dedicate a questa vicenda, perché in fondo, confesso, un po’ me ne dispiace e un po’ me ne vergogno anche in prima persona, soprattutto di fronte ai miei amici americani, che ormai, dopo tutte queste storie poco edificanti sul made in Italy, vedono gli italiani come un popolo di “santi, navigatori e… peracottari”. Vabbuò, camma fà, non drammatizziamo, tanto detto con l’accento californiano fa ridere.
Insomma, alla fine,
leggendo qua e là i vari commenti di esperti e non, mi è paurosamente venuto in mente come tutto ciò non avrebbe potuto che avere la tipica conclusione italiana appunto… Manco a dirlo, è di qualche giorno fa la notiziona del dissequestro
delle bottiglie di Brunello prodotto dall’azienda Banfi, una delle più note fra quelle coinvolte nell’inchiesta sul presunto mancato rispetto del disciplinare.
La Procura ha detto: “Piena conformità al disciplinare”. Bene, ok penso io… ma allora, in tutto questo tempo infinito di scandali, polemiche, sospette frodi commerciali supportati da colori e gusti palesemente molto poco aderenti al
Sangiovese, di che cosa abbiamo parlato????
E cosa aveva mai analizzato il laboratorio di Asti a cui erano state affidate le
consulenze chimico biologiche nei primi giorni dello scorso mese di maggio? Potrei ironizzare e pensare che il personale fosse tutto in preda ai piaceri del Brunello. Prosit, allora.
O forse, perdonatemi la franchezza, mi chiedo se si tratti di un bel “condono”, di un vizio, purtroppo, ancora tutto italiano, per salvare la faccia e mettere ogni cosa a tacere, ben sapendo che prima o poi, come di consueto, tutto finirà nel dimenticatoio.
Partendo dal presupposto che tutti noi saremmo felici del fatto che il requisito minimo per la maggiore etichetta ilcinese fosse davvero sempre stato non solo la qualità ma anche un’indiscutibile aderenza al dettato del disciplinare, il dubbio che mi assale ora è chiaramente lecito e penso che più o meno a parte ai mur(l)i, sia sorto un po’ a tutti…
E soprattutto, visto che la Procura parla di “piena aderenza”, mi domando perché questi signori non abbiano esibito le prove della loro totale aderenza al disciplinare fin da subito, anziché dar modo alla stampa di sollevare il caso, provocando il blocco delle esportazioni e una indiscutibile perdita di credibilità.
Tanto rumore per nulla, come si chiedono alcuni o semplicemente, l’ennesima conferma che in Italia “basta un poco di zucchero e la pillola va giù….”? Ok, ok, per adesso non facciamo domande “difficili”, altrimenti qui nessuno mi assume…

Alessia Bruchi

0 pensieri su “Piccole riflessioni sparse in notturna. Ancora a proposito della vicenda Brunello

  1. Hai ottimamente messo in risalto alcune delle caratteristiche tragi-comiche di noi italiani proprio come in uno dei migliori film di Sordi. Auguriamoci però che non restino le sole e che si possa recuperare credibilità, nonostante la dubbia utilità dei concerti Mozartiani nelle vigne del Cignozzi. Brava Alessia. Ciao.

  2. WALTER: Hai varcato la linea!
    SMOKEY: Eh?
    WALTER: Spiacente, Smokey, hai varcato la linea. Non vale.
    SMOKEY: Cazzate. Segna otto, Drugo.
    WALTER: No, no, scusa. Segna zero. Niente punti.
    SMOKEY: Balle, Walter. Dammi un otto, Drugo.
    WALTER: Questo non è il Vietnam, è il bowling, ci sono delle regole.
    DRUGO: Ehi, Walter, andiamo, non fare così. Quello è Smokey, gli è scivolato un po’ il piede. È solo una partita.
    WALTER: È una partita di torneo, che determina chi passerà il prossimo turno. O mi sbaglio?
    SMOKEY: Sì, però io non ho…
    WALTER: O mi sbaglio?
    SMOKEY: Sì, ma non ho passato la linea. Dammi il pennarello, mi segno otto punti.
    WALTER: Smokey, amico mio, stai per entrare in una valle di lacrime.
    DRUGO: Walter, mettila via.
    WALTER: Se ti segni un otto, entri in una valle di lacrime.
    SMOKEY: Ma io…
    WALTER: La valle di lacrime.
    SMOKEY: Drugo, di’ qualcosa al tuo compagno.
    WALTER: Allora il mondo è impazzito! Sono il solo da queste parti che abbia il rispetto per le regole e segna zero?
    DRUGO: Stanno chiamando gli sbirri, metti via il ferro.
    WALTER: Smokey, segna zero!
    DRUGO: Walter, metti via quel ferro.
    SMOKEY: Walter…
    WALTER: Tu credi che io faccia per scherzo? Segna zero!
    SMOKEY: Va bene, hai visto? Ho scritto zero. Sei contento, stronzo sciroccato?
    WALTER: È una partita di torneo.

    dal film “Il grande Lebowski”, di Joel e Ethan Cohen, 1997

  3. Grande! Un grazie ad Emiliano Brunori! Una sequenza di uno dei più bei film degli ultimi 10 anni rende esattamente la questione della legalità in Italia.
    E sono felice per aver rivissuto quella sequenza 🙂

  4. Anche Mariani, proprietario Banfi, si allinea …..
    Vedi articolo pubblicato su winenews.
    E l’accorato appello di Ezio Rivella?
    Bravo Franco!

  5. Ho scoperto questo link per caso.Ho letto con interesse e con piacere l’articolo di questa giovane giornalista. Brava!! Pungente!! Ha illustrato in poche parole una storia tipicamente nostrana della quale non possiamo che vergognarci.
    Ancora complimenti!!

  6. Complimenti, veramente. Ho avuto la conferma, di tutto ciò che mi è stato raccontato di te.
    Diretta e pungente allo stesso tempo, con una svirgolata di ironia, che negli articoli di indagine o similari, ha più effetto di mille accuse dirette o parolacce varie.
    Ne sono stati maestri negli anni passati i vari Bocca, Biagi e Montanelli. Adoro questo tipo di scrittura, anche perché meglio riflette il mio modo di essere, dire sempre quello che penso, ma per farlo capire a tutti, non disdegnare mai l’ironia.
    Sono felice per te e spero che tu possa continuare su questa strada fino a trovare un tuo posto fisso nel mondo del lavoro.Te lo meriti sicuramente.
    Ciao e un abbraccio
    Antonio

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