Riviera del Garda Bresciano Chiaretto Comincioli 2007: un Chiaretto con i controfiocchi

Mi dà maledettamente fastidio dare (parzialmente) ragione a quel “cocomero” del mio amico Gianni Briarava, ottimo oste in quel di Salò (Antica Trattoria alle Rose e Osteria dell’Orologio, vedi sito Internet) che conoscendo la mia passione per i rosati qualche tempo fa mi invitava a provare il Riviera del Garda Bresciano Chiaretto 2007 che Gianfranco Comincioli, produce nella sua azienda di Puegnago sul Garda, in quella zona del bellissimo entroterra gardesano di sponda bresciana che è la Valtenesi.
Non sarà sicuramente, come dice con clamoroso orgoglio campanilistico Briarava – che si definisce gardesano d’occidente per tacere di altri titoli che arbitrariamente si è dato – “il miglior rosato italiano”, questo è un Chiaretto del Garda ed i rosati, lo abbiamo visto qualche mese fa anche ad Italia in rosa a Moniga (leggi qui), sono ben altra cosa, soprattutto quando sono i grandi rosati prodotti in Abruzzo dal Montepulciano ed in Salento dal Negroamaro, ma un Chiaretto del Garda con i controfiocchi quello sicuramente sì.
Anzi, mi azzardo a dire di più: se tutti i Chiaretti gardesani fossero come quello di Comincioli, allora sì che sul Garda potrebbero guardare con legittimo orgoglio a questa tipologia e ambire ad una leadership, non solo chiarettistica, ma nell’intero panorama dei rosati italiani.
Degustato, anzi bevuto, grazie a Briarava, nel corso di una bella serata (ne scriverò prestissimo) che con un gruppo di amici abbiamo dedicato ad una degustazione, rilassata ed in simpatia, di una dozzina di Franciacorta, più un ospite, degustazione, ma annunciamolo!, che ha visto l’affermazione dell’ottimo San Cristoforo Brut prodotto dal simpatico Bruno Dotti nella sua piccola azienda di Erbusco, il Chiaretto di Comincioli, base ampelografica classica, Groppello 70%, Barbera, Marzemino e Sangiovese 30%, produzione con la collaudata tecnica che prevede la separazione del mosto e delle bucce dopo breve contatto, mi ha convinto senza se né ma.
In primo luogo perché vi sfido a trovare, ora a fine ottobre, un altro Chiaretto del Garda in forma splendida e pimpante come questo, senza toni aranciati, mattonati, grigiastri nel colore, ancora vivacissimo, brillante e luminoso con il suo sangue di piccione, cerasuolo scarico, buccia di cipolla, e con un corredo aromatico di grande finezza e freschezza e vivacità, integro, profumato di piccoli frutti di bosco e di fiori bianchi, estremamente sapido, quasi ad annunciare l’aria del magnifico lago nella cui zona nasce.
E poi quale croccantezza e quale nerbo in bocca, con un frutto ancora succoso e rotondo, una perfetta coerenza naso-bocca, una vena leggermente minerale, un’acidità perfettamente calibrata e mordente il giusto a rendere il vino vivo, verticale e lungo nel suo modo di proporsi, elegante, piacevolissimo e soprattutto fresco e goloso, senza alcuna ombra di stanchezza, senza quei toni ormai pesanti, maturi, quella fiacchezza, quella carenza di sprint che caratterizzano, non solo in questo momento, ma, ahimé già in periodo estivo, l’era in cui dovrebbero essere perfetti e farsi bere copiosamente, troppi Chiaretti bresciani! Chapeau a Gianfranco Comincioli (che magari dovrebbe essere un tantino più cordiale con i giornalisti che lo contattano…) e bravo, una volta tanto, anche a Briarava (foto sopra), che sul vino (lunga storia e lunghe discussioni) non sempre ci azzecca, ma questa volta, da bravo ristoratore gardesano qual’è, ci ha visto bene, difendendo l’immagine ed il prestigio dei Chiaretti di casa sua anche con un inveterato rosatista quale il sottoscritto…

 

0 pensieri su “Riviera del Garda Bresciano Chiaretto Comincioli 2007: un Chiaretto con i controfiocchi

  1. Ha ragione caro Franco, è spesso difficile trovare dei rosati (almeno nel nord Italia) così in forma in concomitanza con l’uscita sul mercato della nuova anata, che per alcuni sarà addirittura prima di Natale; Comincioli da sempre pone in commercio i suoi vini dopo attenti periodi di controllo e cura in cantina. Ci sono per fortua tanti ormai che seguono questa strada, ovvero di porre in commercio il Chiaretto dopo qualche mese di bottiglia, e non dopo 15 giorni; a tavola oggi, in famiglia, ho consumato ancora con tanto piacere il vincitore del trofeo Molmenti, ovvero il chiaretto di Turina; sò che Gianni (e non solo lui) insiste sul fatto che i Chiaretti più autentici sono quelli di Puegnago (oltre a Comincioli è ancora in forma splendida anche Leali di Monteacuto), però anche questo Turina mi ha dato belle soddisfazioni.
    Garda Classico, o meglio ancora Valtènesi, credo se ne sentirà parlare più spesso in futuro (o almeno lo spero).

  2. Ho sempre apprezzato il chiaretto del Garda e, scusate, l’azzardo, penso che in questa zona si producano meglio questi tipi di vini che quelli rossi. Sicuramente hanno una riconoscibilità più che in altri posti dove tentano di fare rosati, a parte il Salento del negroamaro ed il cerasuolo d’Abruzzo. Questa è una mia opinione, non ho la pretesa di dettare sentenze e mi piacerebbe essere smentito se qualcuno mi facesse assaggiare rosati di altre zone in grado di dare grandi risultati…
    Cordiali saluti

  3. Caro Bargelloni,
    proviamo a chiedere al consulente del consorzio del Garda Classico,per altro,giornalista pubblicista Veneto,che ne pensa a riguardo.So che “sta lavorando”(pur non essendo un tecnico)sulla realizzazione dell’ennesima D.O.C.della zona(un record per una zona così piccola).Visto che legge sempre(come tanti)questo blog,vorremmo sentire la sua.
    Grazie

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