Scandalo del Brunello: ora a parlare é la Procura di Siena!

Due giorni fa una nota azienda di Montalcino ha comunicato, alla sua maniera (leggete qui Banfi comunicato stampa), la notizia del dissequestro del suo Brunello 2003, ora, come tirata per i capelli – “le recenti notizie apparse sui mass media locali e nazionali in relazione all’inchiesta sul Brunello di Montalcino inducono a fornire alcune precisazioni per assicurare una corretta informazione a tutela di tutti i produttori e dei consumatori finali” – a parlare è la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena, con un comunicato stampa, firmato dal dottor Nino Calabrese e dal dottor Mario Formisano, che riporto qui in allegato (leggere con attenzione Comunicato stampa Procura di Siena e che vi invito a leggere con estrema attenzione, per le parole e per i numeri riportati.
Cosa dice la Procura Senese?
Tante cose importanti, ad esempio che “le investigazioni sono iniziate nel settembre 2007”, che “gli uomini della Guardia di Finanza di Siena e dell’Ispettorato Centrale del Controllo Qualità dei Prodotti Agroalimentari di Firenze” che hanno “eseguito numerosi interventi investigativi delegati dall’Autorità Giudiziaria di Siena”, con “perquisizioni a sedi aziendali ed abitazioni, acquisizione ed analisi documentazione presso il Consorzio del Brunello di Montalcino, ispezioni sui vigneti, rilevamenti fotografici da terra e da mezzi aerei, analisi di copiosa documentazione contabile ed extracontabile” hanno accertato che “molte imprese coinvolte hanno violato i disciplinari di produzione dei vini Brunello e Rosso di Montalcino”.
E ancora che le “risultanze operative hanno consentito l’emissione, da parte del G.I.P. di Siena di molteplici sequestri” e che sono stati sottoposti a sequestro preventivo “circa 6.500.000 litri di vino Brunello di Montalcino e circa 700.000 litri di vino Rosso di Montalcino”.
Si tenga poi conto, molto importante, che “in seguito al rigetto delle istanze di restituzione del prodotto sequestrato da parte del Tribunale del Riesame di Siena, e successivamente all’esito delle consulenze tecniche disposti per verificare il rispetto del Disciplinare di Produzione del Brunello di Montalcino D.O.C.G. 2003 che hanno accertato che nel prodotto analizzato non vi era il 100% di uva Sangiovese, la quasi totalità dei produttori vinicoli interessati, ha richiesto ed ottenuto il declassamento di parte del vino sotto sequestro in modo da poterlo commercializzare ugualmente. inora, nel complesso, sono stati declassati i seguenti quantitativi di vino:
circa 1.100.000 litri di vino Brunello di Montalcino sono stati declassati a I.G.T. Toscana Rosso;
circa 450.000 litri di vino Rosso di Montalcino sono stati declassati a I.G.T. Toscana Rosso.
Effettuato il declassamento, le imprese hanno richiesto il dissequestro del prodotto”.
Per quanto riguarda “le annualità 2004, 2005, 2006 e 2007, la Procura ha concesso il dissequestro limitatamente ai quantitativi di vino declassi, non sussistendo più i presupposti per il mantenimento del provvedimento restrittivo.
Gli eventuali dissequestri delle rimanenti qualità saranno invece subordinati ad esami di laboratorio, già eseguite per l’annata 2003, e controlli per verificarne la conformità ai disciplinari di produzione di riferimento. Per ciò che concerne il vino Brunello 2003 il dissequestro è stato concesso non solo in relazione al vino declassato, ma anche in ordine alle rimanente quantità di vino di cui è stata accertata, anche con esami di laboratorio, la conformità ai disciplinari di produzione di riferimento.
In relazione a due imprese, i vini sono risultati conformi ai disciplinari di produzione di riferimento. I prodotti di tali aziende non erano stati sottoposti a sequestro preventivo, non essendo emersi elementi probatori che inducessero a ritenere che il prodotto fosse stato miscelato con vini di diversa origine”.
Per concludere la Procura di Siena ricorda quali siano i quantitativi complessivi di vino ancora sotto sequestro:
“circa 4.400.000 litri di vino Brunello di Montalcino;
circa 200.000 di vino Rosso di Montalcino”.
Di fronte a queste notizie, a questi numeri pesanti come macigni, a questi notizie che parlano di “molte imprese coinvolte”, e che dimostrano la vastità dello scandalo del Brunello a Montalcino, con quale faccia di tolla si possono suonare le trombe e gridare vittoria e come si può continuare a negare, minimizzare, attenuare? Vergogna!   

0 pensieri su “Scandalo del Brunello: ora a parlare é la Procura di Siena!

  1. Quindi la procura ha accettato di far mettere in commercio del vino non conforme, quindi illegale, scendendo a patti con chi ha commesso il reato. Vergogna si, ma x la procura!

  2. Ciao Franco,
    pur leggendoti da tempo, è la prima volta che intervento nel tuo blog. Complimenti davvero per la passione, e la pertinenza, con cui stai affrontando l'”affaire Brunello”.
    In merito a quest’ultimo post, vorrei chiederti un chiarimento: non capisco, infatti, se il Brunello sequestrato, relativo all’annualità 2003, sia “sfuso” o già in bottiglia. Da come dice la Banfi, e da come scrive anche Roberto Giuliani, dovrebbe essere in bottiglia. E allora come si fa a declassarlo? Cioè l’azienda ritira le bottiglie di quell’annualità e le ri-etichetta con una nuova denominazione? Oppure, una volta dissequestrato, si può continuare tranquillamente a vendere il vino 2003 pur sapendo che non è Brunello 100%?
    Ti ringrazio e ti rinnovo i miei complimenti

  3. Anche se in modo sibillino e non del tutto chiaro, direi che il passo che riguarda Banfi è questo:
    “Per ciò che concerne il vino Brunello D.O.C.G. 2003, il dissequestro è stato concesso non solo in relazione al vino declassato, MA ANCHE IN ORDINE ALLE RIMANENTI QUANTITA’ DI VINO DI CUI E’ STATA ACCERTATA, ANCHE CON ESAMI DI LABORATORIO, LA CONFORMITA’ AI DISCIPLINARI DI PRODUZIONE DI RIFERIMENTO.”

  4. Lucia il suo nuovo intervento dimostra quanto sia faziosa e “ragioni” con uno spirito dichiaratamente di parte. La Procura di Siena non deve proprio vergognarsi di niente e può rispondere a testa alta del proprio operato.

  5. Scusate ma c’é qualcosa che non mi quadra. Se e´vero che :

    “la quasi totalità dei produttori vinicoli interessati, ha richiesto ed ottenuto il declassamento di parte del vino sotto sequestro in modo da poterlo commercializzare ugualmente. Finora, nel complesso, sono stati declassati i seguenti quantitativi di vino: circa 1.100.000 litri di vino Brunello di Montalcino sono stati declassati a I.G.T. Toscana Rosso;”

    Ma sono i produttori di 6.500.000 di litri ? (pari a bottiglie numero….. ?….)

    Ma quante bottiglie sono sul totale della produzione del distretto ? Non erano – vado a braccio- circa otto milioni di bottiglie ?

    Poi : ma se una partita di DOCG non viene trovata degna della qualifica, non veniva declassata a VdT ?
    Se é vero – non so se hanno cambiato il disciplinare – come si fa a chiedere ( e concedere) la declassificazione ad IgT di un vino la cui natura DOCG é sotto inchiesta ? Uno puo´chieder prima o dopo, non quando é sotto inchiesta !

    L’affaire mi sembra abbia proprorzioni molto molto piu´grandi di quelle finora lasciate intendere e nella sua doverosa limpiditá mi sembra che il comunicato della procura lasci ancora qualche
    zona d’ombra:: sará una questione di grammatica e sintassi ma non capisco bene neanche io (come Filippo Ronco) se i vini di Banfi sono stati dissequestrati perché in ordine o per …simpatia o per altri motivi.

    Alle luce di queste cifre si capisce bene perché cosi´pochi hanno ritenuto poter aderire alla Brunellos Sangiovese List.!!!!

  6. Bhà…patteggtiare un quantitativo da declassare e permettere la libera commercializzazione come Brunello DOCG di buona parte del sequestrato (parlo in generale, non x una azienda in particolare) non mi sembra una mossa di cui vantarsi, anche se ha sicuramente reso felici i montalcinesi (in toto, garantito!) Tradotto x far capire anche ai bimbi: è come se io rubassi 1000 euro e il giudice mi dicesse che se ne restituisco 200 le altre me le posso tenere e farci quello che mi pare…In che mani siamo? E dico questo contro tutto ciò che ho sostenuto fin’ora: ero io infatti quella che si augurava una conclusione frettolosa della vicenda x permettere all’economia di Montalcino di riprendersi il prima possibile…Sarò anche una spina nel fianco, ma non certo di parte. Quello invece mi sembra lei, caro Ziliani!

  7. La Procura di Siena dovrebbe essere ringraziata, altro che vergognarsi!
    Però io continuo a non capire come si procederà, tecnicamente, in riferimento all’annata 2003, dopo il dissequestro del vino declassato. Le bottiglie sono già in commercio. Verranno ritirate e rietichettate?
    Spero solo che non finisca tutto in una bolla di sapone, con i fautori del “disciplinare elastico” a commentare che si è fatto molto rumore per nulla.
    Anche grazie a Ziliani, teniamo alta la guardia…

  8. E’ evidente che ci sono ancora contraddizioni e qualcosa non torna. Quali sono le due aziende i cui vini non erano sottoposti a sequestro e che ora sono stati ritenuti conformi?
    Quali le aziende i cui vini sono stati declassati?
    Banfi parla di Brunello 2003 e non fa cenno a declassamenti. Il Brunello di Banfi era sequestrato.
    Direi che il comunicato chiarisce comunque poco…

  9. Come dice Roberto, c’e’ un “terzo incomodo”.

    Leggete il comunicato: hanno sequestrato 6.5m di litri di brunello, ne hanno dissequestrati 1.1m declassandoli. Poi dicono che ne rimangono sotto sequestro 4.4m. Quindi, mancano all’appello 1m di litri di Brunello, che sono quelli di cui come dice il comunicato (e come sottolinea Roberto) “e’ stata accertata la conformita’ ai disciplinari di produzione di riferimento”.

    Detto questo, Banfi ha avuto il suo vino dissequestrato. Per non saper ne’ leggere ne’ scrivere, visto cosi’ direi che c’e’ il 52.4% di probabilita’ che il vino dissequestrato a Banfi sia quello declassato (che quindi confermerebbe il mancato rispetto delle regole) e il rimanente 47.6% che Banfi aveva fatto il brunello giusto.

    Pero’, il comunicato di Banfi scrive che hanno dissequestrato il Brunello 2003 perche’ pienamente conforme al displinare. Non dice “tutto” il Brunello, ma dice “il Brunello” e dice “conforme al disciplinare”. Che e’ esattamente quello che scrive la procura di Siena.

    A me sembra che i due comunicati siano pienamente compatibili. Poi che 1.1m di litri di Brunello non erano conformi, su questo siamo tutti d’accordo. A quanto pare, pero’, questo Brunello non conforme non sembrerebbe essere quello di Banfi…

    ciao!

    bacca

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  11. Buongiorno.
    “molte imprese coinvolte hanno violato i disciplinari di produzione dei vini Brunello e Rosso di Montalcino”. Sì ma quante?
    ….sequestro preventivo “circa 6.500.000 litri di vino Brunello di Montalcino……….il che tradotto in bottiglie ammonta a 9.285.714 se la matematica non è un’opinione……
    Una domanda: ma nel 2003 come è stato possibile produrre tutta sta “roba”?

  12. @vocativo: esatto! centrato il problema. Banfi lunedì ha ripreso a vendere il brunello bloccato senza declassarlo. MA se le aziende con bru03 conforme alle analisi sono solo 2 e non avevano il vino sequestrato….ops qualcosa non torna! (e io mi tengo le 800 euro rubate!) eh! (nb ora la notizia la fa la Banfi ma questo vale anche x le altre aziende….che xò non frega nulla a nessuno…)

  13. @Ivan: il Brunello imbottigliato che deve essere declassato è SOLO quello sequestrato, quindi da sempre giacente in magazzino delle varie aziende. Viene facilmente stappato e rietichettato. Quello già sul mercato prima del sequestro non lo tocca nessuno. Mentre il Brunello imbottigliato dissequestrato (quindi conforme al disciplinare….si spera) verrà venduto esattamente così com’è. NB il Brunello commercializzato DURANTE il sequestro era solamente IMBOTTIGLIATO dalle aziende e non anche PRODOTTO, quindi libero da qualsiasi tipo di sequestro. Spero di averti chiarito le idee…

  14. La Banfi dice che il proprio brunello è stato dissequestrato perchè pienamente conforme al disciplinare e dunque lo rimetterà come tale prontamente in commercio.

    Se ciò non corrispondesse al vero penso che la Procura non perderebbe tempo ad effettuare un nuovo sequestro.

    Adesso, dopo il fiume di parole e di inchiostro giustamente spesi attorno a quello che comunque resta un grande e dannoso scandalo, se è vero che il Brunello della Banfi dopo le analisi è risultato pienamente corrispondente al disciplinare, ebbene, questa è o non è una notiziona ???

    Come è una notiziona che i sospetti di taroccamento abbiano in molti casi trovato conferma dalle analisi di laboratorio. Certo poi ci sarà un processo e solo li si dirà una parola definitiva….però, intanto di materiale da discutere ce ne è più che abbastanza.

    Ciao

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  16. Ma va? Sull’etichetta però c’è scritto Brunello, resta da vedere se la fascetta manca solo a quelle 3 bottiglie oppure a tutto il lotto.

  17. “Confermo che anche a Torino il Brunello 2003 è arrivato questa settimana sugli scaffali di Auchan, però non ha la fascetta docg.”

    Puo´darsi si tratti di una bottiglia o due dove la fascetta si sia scollata, ma correre correre subito da Auchan
    perché come dice ag non solo il Brunello senza fascetta non é Brunello ma é frode.

  18. Però se il Brunello di Montalcino di Banfi è stato dissequestrato dalla procura perchè verificato come rispondente al disciplinare è o non è una notiziona ???
    Dico questo perchè delle due l’una:

    1) la Banfi immette fraudolentemente sul mercato del Brunello taroccato ed ancora sotto sequestro dalla magistratura. E su questa fraudolenta immissione sul mercato ci emette sopra pure un comunicato stampa ufficiale che non sarà sfuggito alla Procura che subito lo farebbe sequestrare.

    2) il Brunello della Banfi è stato analizzato dalla Procura, è stato trovato rispondente al disciplinare e correttamente viene immesso sul mercato.

    Se risultasse valido il punto 2 sarebbe appunto una notiziona. Perché verrebbe smentito il fatto che dava la Banfi come una presenza sulfurea, semi diabolica in quel di Montalcino.
    Io la complicata situazione l’ho capita così, mi sfugge qualcosa ???

    Ciao

  19. @ bacca e @ vignadelmar: probabilmente sono io ad essere lento di comprendonio, detto senza ironia, ma
    a parte le enormi dimensioni del fenomeno, non credo la Procura abbia gettato luce completa, anzi, qualche dubbio in piu´lo ha gettato . E correggetemi se sbaglio nell’ interpretazione: Cito: ” In relazione a due imprese i vino sono risulatti conformi ai disciplinari. I prodotti di tale aziende non erano stati sottoposti a sequestro preventivo, non essendo emersi elementi probatori che inducessero a ritenere che il prodotto fosse stato miscelato con vini di diversa origine.”

    1) : Perché la Procura ha sentito il dovere di citare “due imprese” in modo particolare ?
    Due imprese su quante ? Se due imprese sono risultate in ordine che notizia é ? A meno che a chi legga il comunicato sia chiaro chi siano queste due imprese. A me – e a molti altri – non lo sono.

    2) : Per tutte le altre aziende esistevano “elementi probatori che inducessero a ritenere che il prodotto fosse stato miscelato con vini di diversa origine” ? Allora la Procura ha agito partendo dal sospetto di vino miscelato ma ha escluso queste due aziende. Infatti i loro vini non sono stati sottoposti “a sequestro preventivo”Perché ? perche´di chiara fama ? perché notoriamente oneste o troppo piccole ? perché originatrici della denuncia ?
    Perché questa differenza di trattamento ?

    3) : “Elementi probatori” : sono prove o supposizioni ? E se sono prove provate , perché il condizionale “inducessero” ? nella cronologia delle cose c’é qualcosa che non mi torna e se qualcuno ce ne capisce piu´di me leggo volentieri.

  20. Caro Carlo, per quanto ho capito io della vicenda, non bisogna neanche mettere la testa sotto la sabbia e far finta di niente rispetto alla vicenda Banfi.

    Tutti svicolano sul fatto clamoroso che il Brunello della Banfi abbia superato le analisi della procura di Siena e sia dunque rispondente al Disciplinare del Brunello DOCG.

    Questa è, secondo me, una notizia da prima pagina, a caratteri cubitali, da otto colonne.

    Perchè indipendentemente dal ruolo svolto da questa Azienda nel voler modificare il Disciplinare del Brunello, da molti era anche indicata come sicura taroccatrice dei Brunelli messi in commercio ed untrice (di manzoniana memoria) della peste taroccatrice a Montalcino.

    Ora tutto questo di colpo cade, frana, sotto i colpi delle rispondenze delle analisi fatte dalla Procura di Siena sui campioni di Brunello della Banfi.

    O no ????

    Ciao

  21. a parte il fatto che dal dettato del comunicato stampa della Procura di Siena si può anche evincere – e questa ipotesi di scuola non é assolutamente da escludere – che per avere il nulla osta alla commercializzazione del proprio Brunello 2003 la nota azienda ilcinese abbia accettato di declassare parte (non si sa bene quanto) del proprio prodotto, non resta che prendere atto che il buon vignadelmar, dopo essersi distinto come sostenitore e fan di Gaja, più gaiesco di Gaja se possibile, oggi si mette in mostra come supporter del produttore dell’Excelsus e del Summus. Questa sì che é una notiziona!

  22. Bene Franco, adesso in mancanza di fatti sei arrivato come tuo solito alle accuse/sfottò personali.
    Bene, questo è il tuo stile e nessuno te lo può togliere.
    Rimane il fatto che io sono un Oste ed un bevitore. Quindi posso essere il fan supporter di chi mi pare senza infrangere nessuna regola. Però in questo caso non sono il supporter di nessuno. Vado dietro a ciò che tu pubblichi e lo analizzo. Che poi le mie risultanze siano diverse dalle tue non è un problema mio.
    Invece tu sei un Giornalista, hai degli obblighi verso i tuoi lettori. Fra questi obblighi c’è anche l’onestà di giudizio, l’assenza di pregiudizio ed analizzare correttamente gli eventi per poi riportarli ed eventualmente commentarli.
    Bene, lasciatelo dire, sulla vicenda della Banfi da un paio di giorni a questa parte sei un po’ “riottoso” nell’analizzarla compiutamente ed a trarne delle conclusioni.
    Cosa questa, che altre volte, sempre riferite alla Banfi, ti riusciva sempre molto facile.

  23. @vignadelmar: mi ripeto ma guarda che il comunicato della Procura non fa franare un bel niente. O almeno poco: se rileggi lo scritto di winesurf (vedi link) e la “calibrazione” di Baccaglio vedi che anche il comunicato stampa di Banfi é, nella sua pur comprensibile gioiositá, o un eufemismo o non tutta la veritá.

  24. Ok, datemi una risposta sillabalica a questa domanda.
    Per quanto dato a sapere oggi il Brunello di Montalcino che la Banfi si appresta a immettere sul mercato è rispondente al disciplinare del Brunello di Montalcino???
    Risposte possibili: si, no, non so.

    P.s. Carlo un piccolo smottamento, se non una frana, sicuramente in un caso Aziendale c’è stato. Il brutto è che nessuno ha voglia di ammeterlo. Dico questo non con uno spirito di rivalsa, solo per chiarirci se siamo in uno stadio a far del tifo oppure analizzamo seriamente una nuova situazione che i due comunicati hanno creato.

    Ciao

  25. domanda del tutto superflua la tua caro Luciano. Non vi é alcun dubbio che il quantitativo di Brunello di Montalcino 2003 che la Banfi ha reimmesso sul mercato sia perfettamente corrispondente al disciplinare vigente, altrimenti i magistrati non avrebbero dato il nulla osta per sbloccarlo e commercializzarlo. Non é dato sapere, invece, a quale percentuale del Brunello 2003 che l’azienda aveva inizialmente previsto di produrre questo quantitativo cui ora é stato dato il nulla osta corrisponda. Come ho già detto, dal comunicato stampa della Procura si può tranquillamente desumere che anche nel caso del vino di Banfi una parte sia stata declassata a IGT Toscana rosso. E non credo che la stessa azienda possa affermare – e difatti non lo fa – che l’intero quantitativo di Brunello 2003 inizialmente previsto sia stato ora commercializzato. Come vedi la situazione é molto fluida e nessuno é legittimato, come ho scritto, a suonare grancasse, ad indulgere in trionfalismi oppure, come qualche fenomeno ha scritto, a pretendere scuse da chicchessia…

  26. Franco, scusa, visto che siamo ormai giunti all’analisi dei testi dei comunicati la Banfi afferma che: “La Procura di Siena ha disposto il dissequestro del Brunello di Montalcino 2003 di Castello Banfi, dopo averne determinato la piena conformità al disciplinare di produzione. L’annata 2003 è, quindi, nuovamente e COMPLETAMENTE disponibile per soddisfare le numerose richieste che, giunte da tutto il mondo, erano rimaste inevase durante i mesi della fase investigativa.” e continua poi affermando: “La decisione della Procura chiude definitivamente il caso del Brunello di Castello Banfi,……… “Con la definitiva “liberazione” del nostro Brunello……”

    Beh, per come interpreto io il comunicato della Banfi si evince che tutto il Brunello 2003 sia COMPLETAMENTE disponibile. Quindi non una parte, ma tutto.
    Continua poi affermando che l’Azienda non avrà null’altro a che fare con la Procura….quindi sembrerebbe uscire di scena dallo scandalo Brunello.

    Ciao

  27. In un post pubblicato sul suo blog sul sito di Wine Spectator, significativamente intitolato Brunello Should Be Brunello (il Brunello deve essere Brunello) James Suckling ci aiuta a capire come sia stato possibile arrivare alla commercializzazione del Brunello 2003 di Banfi, come avevo detto io attraverso un declassamento (leggere la parte in grassetto) di una parte del vino:
    I had a quick lunch yesterday at my office with Enrico Viglierchio, general manager of Banfi, the large American-owned Brunello di Montalcino producer, and he looked relieved as we drank a bottle of his 2003 Castello Banfi Brunello di Montalcino Poggio alle Mura. His company announced on Monday that the Banfi 2003 Brunellos, as well as the younger vintages, were no longer under legal impoundment after months of investigation into whether they were pure Sangiovese. Under Italian law, all Brunello di Montalcino must made of 100 percent Sangiovese grapes. (According to Viglierchio, the results for a very small percentage of the lots submitted for testing remained inconclusive, and Banfi has agreed to declassify those lots.)

  28. @vignadelmar: Tu vuoi una risposta decisa alla tua domanda e la risposta, allo stato delle cose secondo me é : non so.

    La Castello Banfi e´parte in causa. Quindi puo´fare tutti comunicati che vuole, ma non sono i garanti della veritá delle cose. Inoltre – ma questa é solo una mia opinione e lascia il tempo che trova – hanno avuto mesi di occasioni per uscirsene con una comunicazione chiara. Di norma se uno ti accusa tu lasci la parola alla giustizia, ma intanto una straccio di professione di innocenza lo fai eccome. Se sei innocente. Ora hanno il timbro liberatorio della Procura e questo dovrebbe mettere a tacere tutti. Io, per me, non so.
    C’é differenza tra essere lavati ed essere puliti.

    Ma qui nessuno, tanto meno io, vuole dare addosso alla Banfi. E´il sistema Brunello che prima ha taroccato e poi non ha avuto il coraggio commerciale e professionale di dire “scusate” ai proprii clienti. Guarda che non in tutti i paesi sarebbe possibile patteggiare una volta che ti hanno beccato con le mani nel barattolo dei biscotti. L’ immagine che si proietta é questa : prima tarocchi e finché le cose vanno bene continui a taroccare e ti becchi tutto il guadagno di una falsa dichiarazione, una frode in commercio, un prodotto che senza essere dannoso alla salute fa male alle tasche di quelli che invece dovresti coccolare carezzare e tenerti buoni, gli amanti del Brunello. Bella promozione ed ottimo esempio di management del rapporto con i clienti.

    Poi quando le guardie ti beccano in flagrante: “scusate scusate, declasso subito”. Sará anche permesso dalla legislazione ma non sempre quello che é legale é anche giusto. E non so quanto sia legale in veritá o quanto sia stato rabberciato per ragioni di rispetto sociale, connessioni economiche politiche, pressioni dall’alto, dagli USA (25% del mercato) etc etc. Soluzioni di compromesso che salvano fatturato, posti di lavoro, buon nome di questo e di quello possono anche starci, ma la figura rimane comunque peregrina.

    Oggi puoi acquistare a soldi quattro per esempio “Il 2003 di Argiano”, ma guarda che se la procura non interveniva tu il 2003 di Argiano lo pagavi come Brunello. Ricordati che all’inizio il Consorzio aveva taciuto e si era addirittura cercato di minimizzare la cosa ( “…solo l’un per cento dei vigneti etc..”). Ora si scopre che le indagini sono iniziate nel 2007 e che ci sono ancora 4.400.000 litro di Brunello sub judice.

    Sub judice non significa che tutto é taroccato e la quantitá é da dividere magari su quattro annate, ma
    cosi´a spanne stiamo dicendo che una bottiglia su cinque di Brunello é portatrice di falsa DOCG.

    Alla luce di quanto sopra quello che la Banfi dice lascia il tempo che trova, é rilevante solo per loro: l’affaire coinvolge la stragrande maggioranza dei produttori. Ora capisci perché Gaja fa le riunioni, Rivella si presta ai dibattiti, il Consorzio convoca, etc etc: tutte cortine fumogene. Ma tu lo hai mai sentito uno di questi personaggi storici dichiarare tranquillamente “Io il mio Brunello lo faccio solo con il sangiovese ?” Ora capisci perché solo undici patrioti hanno risposto con entusiasmo e positivamente alla sangioveselist un pó naif del Ziliani e di quel pirla di Carlo Merolli che gliela ha suggerita.

    Undici su duecento : prima pensavo che le ragioni potessero essere diverse e tutte giustificabili. Ora mi vado sempre piu´convincendo che veramente ce ne sono poco piu´ di undici che possono affermare tranquillamente di produrre il Brunello con il solo sangiovese. Spero di sbagliarmi.

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