Vinta (forse) una battaglia, ma non la madre di tutte le battaglie…

Ancora sulla votazione di lunedì al Consorzio del Brunello

 

Ieri ho avuto una serie di contatti telefonici con produttori di Montalcino e vari osservatori del “caso Brunello” e dal confronto di idee è emersa la constatazione che forse lunedì è stata vinta una battaglia, ma che la madre di tutte le guerre, ovvero quella per salvare il Brunello e per salvare gli altri grandi vini italiani monovitigno (Barolo, Barbaresco, Taurasi) è tutt’altro che vinta, perché a breve quella che ora appare una vittoria chiara e indiscutibile, potrebbe tramutarsi in una sconfitta.
Perché dico questo? Bene, seguite questo ragionamento che ho elaborato insieme ad alcuni amici.
Cosa potrebbe accadere ora? Bisogna fare una premessa. La richiesta di assemblea, espressa giorni fa dal 60% dei soci e diretta a far deliberare senza ombra di dubbio l’inviolabilità della norma sul 100% Sangiovese, era una richiesta formale, avanzata a norma di statuto. Quindi il Consiglio non poteva e non potrebbe ignorarla, se non rischiando l’accusa di infrangere il dettato statutario. L’assemblea, quindi, andrà comunque convocata, magari tra un mese, a fine novembre – inizio dicembre.
Dopo l’apparente “no pasaran” di lunedì, gli ingenui, che sono tanti, crederanno che la guerra sia vinta e le attenzioni sull’assemblea da convocare – complici il Natale, gli affari, il voto bulgaro e rassicurante del 28/10 – scemeranno enormemente, così come l’attenzione sui suoi contenuti e le sue modalità di svolgimento.
Ma è proprio su questo che gli astuti furbetti puntano. Lunedì la tensione si tagliava col coltello: parole, virgole e sospiri potevano essere pietre, andavano pesate con bilancino, interpretate, attentamente valutate. Nulla sarebbe sfuggito. Il punto cruciale, come qualcuno ha scritto, era però quello sulle modalità di voto e non quello sui quesiti. Il cui esito, approvata la regola del voto palese, era scontato, come puntualmente è stato e come dimostrano le percentuali bulgare registrate.
Ma attenzione. Il quesito che gli amministratori del consorzio sono stati richiesti di porre come punto unico all’ordine del giorno della prossima assemblea, e che non possono in alcun modo modificare, è molto esplicito. Ed è un’arma a doppio taglio: l’art. dello statuto relativo al 100% Sangiovese è immodificabile. Così sarà scritto sulla convocazione. Poi ci sarà l’assemblea.
Visto l’esito della precedente e il clima da “tutti a casa”, tanto per cominciare la partecipazione sarà scarsa. E’ poi probabile che, pensando di aver ormai vinto il 28/10, nessuno abbia voglia di accapigliarsi sui regolamenti e sulla lana caprina del come votare. Quindi si voterà come di solito, cioè a voto segreto. E qui cascherà l’asino. Forte della propria influenza, della propria capacità di condizionare e manipolare i singoli e di approfittare della distrazione avversaria, il partito del blend, del “disciplinare elastico” farà respingere la mozione. Ottenendo così due risultati: far cadere “democraticamente”, in quanto votato e approvato dall’assemblea sovrana, la richiesta all’odg; e, di conseguenza, inficiare anche il risultato dell’assemblea precedente.
Respinta l’inviolabilità del principio del 100% Sangiovese, basterà riconvocare l’assemblea in momenti di minore tensione e attenzione mediatico/giudiziaria, ungendo bene prima gli ingranaggi giusti e preparare a puntino la riunione per ottenere quello che ieri è stato respinto in modo bulgaro. O almeno per rimettere tutto in gioco: scommettiamo che l’assalto alla fortezza del Brunello continuerà ancora?

0 pensieri su “Vinta (forse) una battaglia, ma non la madre di tutte le battaglie…

  1. Franco,
    tutto ciò che scrivi è possibile, sebbene potrebbe anche non essere necessaria alcuna forzatura. Per quanto riguarda la famosa tolleranza del 3-5% basterebbe convincere Zaia ad applicarla a livello nazionale, in questo modo non sarebbe più a carico di Montalcino, il che gioverebbe ovviamente a tutti i produttori. Per la doc Montalcino, invece, credo che ci siano parecchi intenzionati a portarla avanti, proprio in virtù della futura applicazione della nuova regolamentazione europea. Comunque è sicuro che la battaglia non è affatto vinta.

  2. @ Roberto Giuliani.

    Non male l’idea della tolleranza a livello nazionale…

    Ho visto il blog di Zaia. Sembra ancora un pò un cantiere però sono stato raggiunto dalla tempestiva telefonata di uno dei suoi piu’ stretti collaboratori in occasione di un disguido.

    Di questi periodi non è poco…

    Traspare evidente la loro voglia di dialogare.

    Magari – senza US ambassador vicino – si riesce anche a far pervenire i nostri punti di vista…
    No…?

    Gianni “Morgan” Usai

  3. @Gianni
    questa possibilità della tolleranza a livello nazionale, che intendiamoci rimane uno specchietto per le allodole, è un’idea di alcuni produttori ilcinesi, rivolta ovviamente a decentrarne la responsabilità. Per una volta sarebbe una decisione spalmata su tutti, altrimenti apparirebbe come un privilegio e una furbata.
    Ovviamente io non la condivido, perché sappiamo bene che nasce da ben altre motivazioni ed esigenze.

  4. Fare il vino non è come purificare una proteina o estrarre un enzima da un substrato specifico dove a seconda del metodo e degli strumenti utilizzati si ottengono purezze diverse, qui si tratta di prendere l’uva e vinificarla. E quando si prende l’uva si sa esattamente quale qualità stiamo lavorando, se non lo sappiamo vuol dire che non sappiamo fare il nostro mestiere, oppure…
    E gli errori in cantina? Semplicemente non ci devono essere, come non ci devono essere in medicina ed in qualsiasi professione seriamente esercitata. Perchè le categorie medico sindacali non propongono una “Tolleranza” del 3% dei decessi per errori negli ospedali, oppure quelle dei commercilaisti un 7% di precisione nelle dichiarazioni dei redditi?
    E’ questo il messaggio da dare al ministro altro che tolleranza a livello nazionale!

  5. @ Roberto

    Caro Roberto concordo.

    L’alternativa mi fa pensare ad Orwell…

    Che farebbe lo stato-grande/fratello se non blindare il territorio “manu militari”?

    Perchè se si facesse qualche posto di blocco hai voglia cisterne in panne…!

    Gianni “Morgan” Usai

  6. Concordo con Carlo sul tollerare poco la tolleranza. Secondo me però Zaia potrebbe farcela, anche se i disonesti ci saranno sempre e comunque. Quelli al posto suo prima di lui… Lasciamo perdere…

  7. Questa sua visione del futuro per quanto possa sembrare bizzarra ha una sua logica …. Speriamo che il partito del blend non si muova così sinistramente
    ormai però si gioca solo di colpi bassi del resto non ci sono moderatori …

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