Blitz nell’area dei Colli di Luni, dove il Vermentino “sente il mare”

Scendendo a Viareggio e ritornando da Viareggio per e dopo la Serata Barolo di mercoledì sera, non mi farò sfuggire l’occasione, essendo on the road, per una serie di visite, una all’andata e due al ritorno, a cantine tra le più rappresentative di una delle mie predilette zone da bianchi italiani, l’area della Doc Colli di Luni che nel Vermentino, “il vitigno che sente il mare”, per citare il titolo di un bellissimo libro a questa splendida uva dedicato, ha il suo simbolo e il cui territorio comprende 14 comuni in provincia di La Spezia e 3 comuni in provincia di Massa Carrara.
Non andrò ovviamente, anzi mi terrò a debita distanza, dalla più grossa tra le aziende che imbottigliano questo nobile, elegantissimo bianco dalla mineralità spiccata e dal corredo aromatico ricco di sfumature e di “mezzetinte”, perché produttrice di vini molto “furbetti” definiti dall’edizione 2009 della guida dell’Espresso “spesso poco in linea con il carattere dei vitigni locali” e “un po’ eterodossi dal punto di vista aromatico” (a me, quando è capitato di sentirli, mi è sembrato di essere in terra di Müller Thurgau o a Termeno…), ma farò visite ad aziende di cui mi è già capitato di scrivere e che ritengo tra le più rappresentative della denominazione.
Innanzitutto Ottaviano Lambruschi, l’azienda di riferimento, la numero uno, grazie al lavoro di Fabio che prosegue benissimo l’opera del padre Ottaviano e si avvale di vigneti tra i più vocati e ricchi di biodiversità dell’area, quindi La Pietra del Focolare, con il suo sempre ottimo cru Solarancio,  e infine (ma sarà la prima azienda che visiterò) Santa Caterina, dove Andrea Kilhgren applica ai suoi vini protocolli e soprattutto una filosofia del vino biologica-biodinamica con eccellenti risultati.
Altre piccole aziende avrei poi nuovamente visitato molto volentieri, Giacomelli, Il Monticello, La Baia del Sole, La Felce, alla ricerca di quell’essenza del Vermentino che tanto m’intriga e mi fa giudicare questi bianchi tra i più belli, completi, sapidi e seducenti prodotti in Italia, ma cercherò di rifarmi a fine mese, il 29, quando scenderò nuovamente in terra ligure, a Camogli, per celebrare come merita, insieme agli amici dell’A.I.S. Liguria il volume Vini di Liguria Vinidamare, dedicato ai vini di questa piccola, deliziosa terra di vini, stretta tra mare e montagne.
E visto che alla presentazione saranno presenti, nel banco d’assaggio previsto, anche i 79 produttori citati nel testo con una pagina interamente dedicata a ciascuno di loro, non mancherò di degustare, macché gustare, in quell’occasione, gli altri Colli di Luni Vermentino che in questa occasione mi sarò perso…

 

0 pensieri su “Blitz nell’area dei Colli di Luni, dove il Vermentino “sente il mare”

  1. E’ la mia zona, ottima la scelta di evitare quel…ehm, produttore i cui vini purtroppo imperversano ormai ovunque come la gramigna
    saluti, se mi riesce vengo domani sera a Viareggio
    Francesco

  2. ho bevuto venerdì sera il vermentino di lvni dell’innominato, furbissima anche la bottiglia da 0,50.
    Magari fosse la prassi evitare lo scontato che spesso è anche banale

  3. Se posso,aggiungo alla tua lista di produttori da conoscere assolutamente,Podere Terenzuola del giovane Ivan Giuliani,se ne parlera’ spesso nei prossimi anni,almeno spero,lo merita.

  4. Sono stato a Sarzana sabato e domenica all’agriturismo Il Monticello dove ho trovato un interessante rosso riserva e il sempre buono vermentino, poi sono riuscito a passare da Lambuschi (che non aveva più ne Sarticola ne Costa Marina!!!!) e da La Pietra dela Focolare. Ho conosciuto Fabio Lambruschi, persona molto affabile e disponibile, e suo padre Ottaviano, di poche parole, ma quelle giuste. Li sono riuscito a portare a casa il loro Golfo dei Poeti, il quasi vermentino base comunque piacevole, e l’Alessandro, sempre vermentino ma passato in legno che però non ho ancora assaggiato. Da La Pietra dela Focolare ho preso il Solarancio che mi è piaciuto molto (vinificato sulle bucce, un lavoro molto bel fatto) e l’Augusto, fresco, salato, secco e senza tanti fronzoli, tra l’altro mi hanno accolto i padroni di casa, due persone veramente squisite.
    I colli di Luni risrvano in effetti delle belle sorprese a chi riesce a trovarle, tra l’altro tutte bottiglie che prese in cantina hanno un ottimo rapporto qualità/prezzo.

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