Master del Sangiovese A.I.S.: partito!

Con tredici partecipanti presenti, in una giornata che più invernale non si potrebbe, con la neve che imbianca le colline intorno a Dozza, ha preso il via la prima prova, quella scritta, consistente in un test di 22 domande cui i partecipanti devono rispondere, del Master del Sangiovese 2008, organizzato dall’Associazione Italiana Sommelier in collaborazione con il Consorzio Vini di Romagna e l’Enoteca Regionale Emilia Romagna.
Ai nastri di partenza sono presenti, elencati in rigoroso ordine alfabetico, i seguenti candidati:
Roberto Anesi
Arapi Rudina
Ariani Luca
Barison Annalisa
Bizzarri Simona
Correale Salvatore
Di Lizio Celeste
Linguerri Annalisa
Martini Luca
Rambaldi Antonella
Rinaldi Rudi
Staffa Davide
Tugnoli Fabrizio

Le loro provenienze sono diverse: c’é chi proviene dall’Emilia Romagna e c’é chi arriva da decisamente più lontano, dal Trentino come Anesi, dall’Abruzzo come Di Lizio, dalla Campania come Correale e dalla Toscana come Simona Bizzarri.

Nel test le domande sono di carattere vario, viticolo, enologico, legislativo, relativo alle denominazioni che vedono protagonista il Sangiovese nelle diverse zone vinicole italiane, dalla Romagna, dove ci troviamo, alla Toscana e alla Puglia, ma anche all’estero, perché due domande chiedono “in quale zona della Grecia viene coltivato il Sangiovese” e “in quale zona del Sud Africa é coltivato principalmente il vitigno Sangiovese”.
Tra le domande più “intriganti” quelle sulla denominazione italiana “dove si produce il vin Ruspo”, quelle sulla “sottozona più piccola e più grande del Chianti”, sulla “Doc compresa nei comuni di Marsala, Mazara del Vallo, Petrosino e Salemi che prevede la tipologia Sangiovese”, sul vincitore del “primo Master del Sangiovese”, sul numero di cloni di Sangiovese omologati, sul “vitigno di riferimento se si parla di cordisco uva di Troia”, sull’anno di nascita della Doc Colli di Imola e della Doc Colli di Romagna centrale.
Ci sono poi le domande, dovute alla fantasia (e ad un pizzico di “perfidia”) di Roberto Gardini, che le ha elaborate, che mettono alla prova il nozionismo e la cultura del vino dei partecipanti, ad esempio indicare se ed in quale annate, ovvero 1969, 1974, 1989, 1992, non é stato prodotto il Brunello di Montalcino riserva, oppure se nella Doc Rosso di Cerignola sia o meno presente il Sangiovese, ed in quale Docg toscana venga ancora utilizzato il legno di castagno, oppure in quale azienda di San Gimignano si produca un Sangiovese vinificato in bianco e quale sia il suo nome.
Altre domande vertono sui temi del corretto servizio dei vini e del miglior abbinamento cibo-vino, ad esempio la richiesta di abbinare “tre vini a base Sangiovese, Toscana e Romagna escluse, ad una zuppa di pesce elencando le principali caratteristiche del piatto”, o la richiesta di indicare “la corretta temperatura di servizio del Vin Santo Occhio di Pernice”, ma si tratta sicuramente di un insieme di nozioni che un grande conoscitore del Sangiovese come dev’essere un sommelier che aspiri a vincere questo importante Master deve assolutamente conoscere.

0 pensieri su “Master del Sangiovese A.I.S.: partito!

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  2. Franco,
    Mi chiedo, se sarebbe possibile sapere le risposte per alcuni domande come le sottoelencate…

    “sul vincitore del “primo Master del Sangiovese”, sul numero di cloni di Sangiovese omologati, sul “vitigno di riferimento se si parla di cordisco uva di Troia”

    Il Sangiovese, colonna portante della viticultura italiana, al centro dell’attenzione e’ senz’altro un gran bella cosa. Mi piacerebbe se ci fossero corso cosi anche qua da noi negli USA. Ci sara anche un master sul Nebbiolo e sul Aglianico?

    Grazie per la segnalazione e complimenti ai partecipanti

  3. Cari amici sommelier,recentemente ho iniziato a visitare i siti in cui posso trovare nuove informazioni sulle bellissime iniziative Ais.purtroppo parteciparvi non è cosi semplice.Mi presento.Sono una aspirante sommelier del corso di Venezia,splendida città lagunare nella quale ho operato per quasi venti anni.Ho voluto capire maggiormente la materia trattata per molti anni senendomi fortemente ignorante. ora lo sono molto meno,ma come spesso accade,soprattutto in momenti di forte crisi come quello che stiamo attraversando,è difficile anche semplicemente arrivare a conferire con uno chef,figuriamoci chiedere giorni di permesso per poter partecipare a un evento che indubbimente fa bene alla nostra professione,alla nostra curosià,alla nostra costante voglia di porre domande,sperando un giorno di poter dare risposte.Chiedo quindi ad alcuni sommelier professionisti di non smettere mai di deliziare chi come me non puo muoversi,con nuove e costanti iniziative,anche se ahimé vivibili in gran parte solo via Internet.Grazie.Viva il criollo,il forastero e il trinitario e i loro effetti benefici. Ciao a tutti.M.Teresa.

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