Parla il Sindaco di Montalcino: sul “caso Brunello” siamo sempre stati presenti!

Non mi sono di certo dimenticato di Montalcino, dove anche se non se parla accadono sempre cose interessanti, tipo l’assemblea dei soci del Consorzio del 14 scorso, che ha confermato quanto era già stato deciso nella notissima riunione del 27 ottobre, ovvero che si prosegue con la formula storia Sangiovese (di Montalcino) al 100 per cento per il Brunello.
Torno a parlarvi della nota località ilcinese per consigliarvi di leggere, se non l’avete già fatto, su Il cittadino online (redazione formata da “un pool di giornalisti della “carta stampata” che si è costituita con l’intento di offrire al lettore un’informazione libera da strumentalizzazioni e indipendente da qualunque schieramento politico”) l’ampia intervista sul tema Brunello e dintorni rilasciata dal Sindaco di
Montalcino Maurizio Buffi, intervista (leggetela qui) dove il primo cittadino della patria del Brunello dice la sua, a pochi mesi dal suo insediamento, sulla “tegola enorme” caduta “su Montalcino e sul suo prodotto principe” rispondendo alle domande di Roberto Cappelli.
Molto interessanti le sue risposte, soprattutto quelle dove parla dell’atteggiamento tenuto dagli amministratori ilcinesi nel corso di questo convulso semestre. In primo luogo il Sindaco Buffi afferma “se mi si chiede come ho reagito rispondo che dopo un primo momento di profonda indignazione ed anche di grande preoccupazione – sul Brunello si basa la realtà economico imprenditoriale del nostro territorio – la reazione è stata studiata, condivisa e concertata. Su questo voglio fare un inciso o meglio un ringraziamento a tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale che, senza strumentalizzazioni di alcun tipo ed era anche molto facile farle, hanno lavorato per la soluzione della questione condividendo le strategie intraprese. Da parte mia ho sempre tenuto tutti i gruppi costantemente informati degli sviluppi” e alla domanda “C’è chi dice che il Consorzio ed il Comune avrebbero dovuto tenere una posizione più determinata” replica: ” Sul Comune di Montalcino premesso che, come si può immaginare, diverse attività e contatti sono stati estremamente riservati e quindi non possono essere, ad oggi, divulgati, ritengo che il ruolo dell’amministrazione non poteva e non può essere se non quello di arbitro. Il duplice obiettivo che abbiamo sempre cercato di perseguire è stato quello di non arrivare a nessun tipo di spaccatura all’interno del Consorzio, di lasciar prendere autonomamente ogni sorta di decisione, anche perché ciò ci era stato richiesto in modo forte sia dai produttori che dalle associazioni di categoria, e soprattutto di difendere in ogni modo, a livello sia di immagine che economico, un settore che conta 250 aziende, 2500-3000 addetti (la metà della popolazione del nostro comune). Mi preme sottolineare che il contatto ed il confronto con i vertici del Consorzio, in questi difficili mesi, è stato costante, estremamente serio e responsabile”.
Il Sindaco ricorda poi che “il Brunello appartiene alla storia di Montalcino, al suo territorio, la sua produzione è inequivocabilmente e automaticamente associata alle nostre colline e grazie anche a questo territorio e all’impegno di generazioni di produttori è divenuto uno dei più importanti nomi del made in italy nel mondo. Al Brunello sono legati altri comparti della nostra economia, penso in primis al turismo ma anche, ad esempio  all’edilizia, pensate a tutti i recuperi dei poderi avvenuti nelle nostre campagne, alle cantine realizzate dai nostri produttori, quindi nell’agire non bisognava dimenticarsi che il Brunello non è patrimonio dei soli produttori ma dell’intera collettività”.
Il Sindaco Buffi ha  quindi sottolineato che “nella situazione che si era creata, di fronte ad opinioni completamente contrastanti ed a pressioni di natura diversa, non è stato facile anche per il sottoscritto tenere una posizione equilibrata, lavorare avendo come priorità la tutela del territorio e dell’economia senza cedere a spinte emotive ed impulsive. Comunque mi sembra che nella riunione del 27 ottobre i nostri produttori abbiano dato un bel segnale e come “l’arbitro”si auspicava manifestando anche una compattezza non scontata”.
Alla richiesta di “indicare i passaggi intrapresi dall’Amministrazione Comunale in questa intricata e delicata  vicenda” il primo cittadino di Montalcino risponde, com’è naturale, da politico, ricordando che “l’Amministrazione Comunale a difesa di Montalcino e del suo vino ha cercato fin dai primi momenti della vicenda di coinvolgere e di concertarsi con gli altri enti territoriali quali la Regione Toscana, l’Amministrazione Provinciale, la Comunità Montana. Ha più volte, come emerge dai vari comunicati stampa ed anche da dure prese di posizione, contrastato l’attacco mediatico che ha cercato di accostare il caso Brunello al vino adulterato.
Ha istituito un tavolo istituzionale ad hoc del quale hanno fatto parte oltre agli enti sopra citati, il Consorzio del Brunello, la Camera di Commercio, le associazioni di categoria del mondo agricolo, i sindacati dei lavoratori e su esplicita richiesta di tutti i componenti anche un rappresentante del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. E’ stata presa, su interessamento del Comune di Montalcino, attraverso un documento ufficiale una ferma posizione dalle Città del Vino.
L’Amministrazione Comunale si è attivata, attraverso questionari anonimi, per conoscere le opinioni di tutte le aziende in merito alla questione dei disciplinari di produzione. In tale occasione abbiamo chiesto anche di poter conoscere le prospettive di crescita aziendale in funzione della redazione del piano strutturale.
Ho incontrato personalmente il Ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia a Roma, colloqui che hanno preceduto la visita del Ministro stesso e dell’ambasciatore americano Ronald Spogli a Montalcino, dove è stata data notizia del superamento del problema delle esportazioni negli Stati Uniti”.
In un’ottica bipartisan Buffi ha poi rivolto “un sincero plauso alla disponibilità, all’impegno e alla concretezza di Luca Zaia per la difesa del nostro vino e di una delle eccellenze italiane nel mondo. Il Prefetto di Siena ci è stato costantemente vicino ed il suo contributo è stato veramente rivelante. Non sto a dire quanto volte ci siamo incontrati ma posso dire che in quanto rappresentante territoriale del Governo ha svolto una funzione importante di raccordo. Ci sono tanti che in questi mesi hanno operato per Montalcino in silenzio, dietro le quinte e c’è un lato estremamente positivo, anzi una convinzione che ho maturato durante questa lunga vicenda: Montalcino è circondato da tanti estimatori e tanti amici veri, più di quanti si pensi”…
Un ruolo di primo piano, da protagonista, da sapiente mediatore, curatore oculato degli interessi della comunità ilcinese verrebbe da pensare leggendo questa intervista.
Una sensazione che fa però a pugni con quella che si ha, invece, leggendo due articoli, Di Terra e di Uva e soprattutto De-istituzioni, firmate da Giordano Belloni e pubblicate su un molto discusso (ci dicono) numero del periodico di attualità, cultura, storia e curiosità del territorio montalcinese che risponde al nome di Gazzettino e storie del Brunello di Montalcino, al quale consiglio caldamente di abbonarsi.
Due articoli tosti, coraggiosi, dove si legge, cito fior da fiore, tra l’altro “ci sta crollando un mondo attorno, non ve ne siete accorti? Fingere che non stia accadendo niente non è la cura, è una terapia del dolore da stadio terminale. Un antalgico. Non sarebbe sconcertante se qualche azienda avesse commesso qualche truffa. Sarebbe ignobile, squallido, ripugnante, ma non sconcertante. Sconcertante è il silenzio e la chiusura di casta delle istituzioni. Del Consorzio del Brunello di
Montalcino ad esempio”.
E ancora: “l’immagine di Montalcino è stata coperta di vergogna dall’assenza della voce più importante, quella della comunità. Perché a parte le rarissime ma imbarazzanti uscite nelle quali il Sindaco diceva “il Brunello si vende sempre di più”, “tutto risolto con gli Usa”, non c’è mai stata una presa di posizione dell’amministrazione. (…) Allora, signor Sindaco, qual’è il vostro modo di far sentire la presenza dello Stato? Presenziare a qualche evento – rigorosamente scelto – dove se magna, se bbeve e se sta in mezzo a tantabellaggente?”.

E qui Belloni, che mi piacerebbe tanto conoscere, tira in ballo il famoso/famigerato dibattito sul Brunello che si svolse a Siena lo scorso 3 ottobre, con il contraddittorio tra Ezio Rivella ed il sottoscritto e rivolgendosi sempre al Sindaco di Montalcino dice: “lei non c’era. Cos’è, quel giorno doveva assolutamente cambiare la lettiera al gatto? Oppure era intento ad elaborare un piano per salvare il mondo? Qualunque sia stata la causa dell’assenza dell’amministrazione, è curioso che non abbia diramato un comunicato per spiegare perché né lei né nessun altro degli assessori o dei rappresentanti comunali fossero presenti. Si stava parlando del nostro futuro, lo sa? O credeva che Ziliani e Rivella disquisissero sull’opportunità di modifica del manuale della coltivazione in serra dei limoni?”.
Per Belloni “è enorme che l’atteggiamento dei rappresentanti della comunità – anzi, mi permetta, dei dipendenti della comunità, com’è più giusto dire – si limiti ad un attendismo tremebondo e passivo. Qualche malpensante potrebbe farsi l’idea che questa amministrazione è talmente pavida da infilare la testa sotto la sabbia nella ridicola speranza che quando la rialzerà, tutto sarà risolto per grazia divina”.
In conclusione, per l’articolista (anzi, mi dicono ex articolista, del Gazzettino e storia del Brunello di Montalcino), già titolare della rubrica Enomania, “forse a
Montalcino e soprattutto in questo momento delicato per il futuro dell’economia locale e dell’immagine, sarebbe ora che la politica occupasse di meno il proprio tempo con la prudenza e un po’ di più con il rivolgersi – con parole e fatti – ai propri datori di lavoro. Cioè noi”.
E questo solo per l’articolo De-Istituzioni.
Dell’altro, Di Terra e Uva, cronaca con riflessioni e considerazioni varie sul dibattito del 3 ottobre all’Università di Siena, parlerò e darò conto presto, in altro post. Intanto, prima che magari qualcuno a Montalcino pensi “bene” di far chiudere questo Gazzettino tanto irriverente da pubblicare articoli del genere, io vi consiglio di abbonarvi. Per informazioni: tel. 0577 846103 e-mail  

0 pensieri su “Parla il Sindaco di Montalcino: sul “caso Brunello” siamo sempre stati presenti!

  1. Caro Franco,
    ebbi un lungo incontro con il sindaco Buffi poche settimane dopo lo scoppio del caso Brunello e lo trovai comprensibilmente scosso e smarrito. Mi colpì in fatto che sottolineasse come il consorzio non avesse, all’epoca, preso alcun contatto con il comune o avesse fornito informazioni. Evidentemente le cose, dopo, sono cambiate.
    Non vedo però che ci sia da stupirsi delle dichiarazioni odierne di Buffi: è chiaro e forse anche giusto che a difesa del Brunello (inteso come caposaldo economico e sociale del territorio, più che come vino) si muovessero le lobby politiche, sindacali, trasversali. La battaglia si è combattuta infatti su due fronti: quella esplicita dei media e quella, più sotterrana, del potere. Ovvio che le sebbene rosse amministrazioni locali senesi dovessero fare pubblico elogio del ministro leghista Zaia il quale, pur di fatto mettendo in ombra loro e da parte il consorzio, aveva consentito con l’operazione Spogli/Usa di allentare la pressione sul Brunello.
    Ovvio anche che, nell’incertezza sull’esito della guerra, gli amministratori abbiano poi preferito non sbilanciarsi, per essere pronti a salire rapidamente sul carro di chi si sarebbe rivelato il vincitore. Non farei su questo facili moralismi: è la politica, bellezza.
    Piuttosto mi dicono che all’assemblea del 15, contrariamente alle mie previsioni, non c’è stata partita e il fronte del no-merlot ha stravinto ancora, stavolta però con l’assenza tra i banchi di parecchi grossi calibri molto coinvolti nella faccenda. Un segno definitivo di resa o un messaggio politico? Conoscendo come va il mondo, tenderei a preferire la seconda ipotesi. Ma posso sempre sbagliarmi.
    A presto,

    Stefano

  2. guarda guarda, appare su un blog “scomodo” un articolo da un giornale che questo mese non si trova da nessuna parte (la diligenza che lo portava in posta è stata intercettata dagli indiani?) di un articolista (o semplicemente cittadino di uno dei comuni più omertosi del centro italia?) che scopro pure diventato un ex??? quindi dopo i silenzi imbarazzanti delle istituzioni, gli enormi pasticci del consorzio, le ipocrite prese di posizione di aziende con nomi più o meno altisonanti, l’eterna altalena cambiamento si/cambiamento no, e potrei continuare ancora per molto…, dopo tutto questo dicevo, si mette per la strada anche chi ha il coraggio d’esporsi semlicemente dicendo la propria opinione??? ma la libertà di espressione??? solidarietà al signor Belloni quindi. e una vergogna infinita per coloro che si dichiarano miei concittadini, ma non sapevo che da queste parti ci fosse un allevamento di struzzi!!!

  3. @ Stefano

    Anch’io sarei per la tua seconda ipotesi.

    Propongo che a Montalcino si svolga il prossimo convegno mondiale sul Teatro dell’Assurdo…

    Vabbè hanno quello degli Astrusi… ma tra Beckett, Godot ed il Bukowski di ” A sud di nessun nord ” non c’è che l’imbarazzo della scelta…

    Gianni “Morgan” Usai

  4. di montalcino si parla anche qui:
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Cibo-lincredibile-doc/2050033&ref=hpsp

    ora, gli articoli dell’espresso sono particolarmente “sparati” e da prendere con le molle e non hanno neppure lontanamente la profondità che ha raggiunto qui e su altri forum il dibattito per cui invito alla prudenza. Spiace dirlo, ma lavorando molto anche nel settore agroalimentare devo dire che spesso alle roboanti sparate fa seguito ben poco (ricordo ancora un esilarante articolo su repubblica a proposito di latte di bufala in arrivo dalla bolivia (dove non ci sono bufale!!) e che, nonostante fosse in polvere veniva prelevato al porto dalle autobotti!!!)) e l’espresso, spesso spara un po’… a mitraglia, alla dove cojo cojo. buona lettura
    francesco

  5. E’ vero che articolisti senza scrupoli sparano a zero e non disdegnano di associare il “caso” Brunello alla più infima azione delinquenziale, come fa rilevare il nostro Sindaco (e condivido con lui)in una sua intervista del 17 novembre rilascata al “CITTADINO”)”…ma soprattutto per il vergognoso accostamento che è stato fatto tra il paventato, da parte di alcuni, non rispetto del disciplinare del Brunello e l’inchiesta sul vino adulterato a livello nazionale. Sbornia mediatica, come l’ho definita, che in apertura della più grande manifestazione enologica nazionale, il Vinitaly, ha avuto il vergognoso coraggio di accostare l’impiego di vitigni non previsti in un disciplinare con l’uso di sostanze anche nocive per produrre vino…”, ma da qui, a “crocifiggere” chi ha solo detto la sua opinione, o meglio, ha solo chiesto al Sindaco ed al Consorzio dove fossero in occasioni importanti dove si parlava del futuro del nostro territorio, mi pare che ce ne corra! il sig, Belloni, anzi, si è visto revocato l’incarico di collaboratore presso l’Azienda dei Barbi dove prestava la sua opera, si è trovato dall’oggi al domani, buttato sul lastrico… motivo? bhe: “è venuta meno la stima e la fiducia” e siccome oggi il lavoro si misura su questi parametri, se non dai più fiducia (e qui si intende: ti metti a fare di testa tua e a dire cose che non devi dire!!!) sei passibile di licenziamento. tutto regolare, no? che ne pensano i signori della sinistra: sindaco, giunta comunale, lavoratori (e stretti collaboratori in particolare) dell’Azienda citata che si dichiarano di sinistra? quelli che si sciacquano la bocca con i concetti di libertà, democrazia, antifasciamo… bel paese montalcino, paese di sinistra che predica bene e razzola… fino ai licenziamenti. infatti non una voce di indignazione si è levata dopo questa barbarie della democrazia. vergogna!!!

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