Master del Sangiovese: prova di abbinamento al piatto

Con la terza prova delle semifinali del Master del Sangiovese siamo passati ad una delle tematiche principe dell’A.I.S. e dell’attività del moderno sommelier, saper abbinare ad un piatto (nella fattispecie uno stinco di maiale) il più adatto, secondo il parere di ogni singolo partecipante, dei due vini che sono stati loro precedentemente serviti e che hanno descritto nella prova precedente.
Ai candidati viene richiesto di gustare e descrivere le caratteristiche del piatto (ad esempio la sua succulenza grassa, l’acidità, l’untuosità, la struttura, la consistenza) e quindi di decidere, in base ai due vini a disposizione, quale sia il più adatto. Oppure proporre, a loro discrezione, quale sarebbe stato invece, in base alle caratteristiche del piatto, il vino ottimale, la sua temperatura di servizio, la sua personalità.
Dodici minuti a disposizione per una prova che é decisamente molto più impegnativa, visto il poco tempo, di quel che si pensi, e dove forse conta una certa dose di “istinto”, una capacità di suggerire, secondo estro, esperienza, originalità e fantasia (doti che non devono mai mancare nel corredo di un bravo sommelier) l’abbinamento migliore.

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