Aspettando Natale: i quesiti di Briscola

Ovviamente Buon Natale a tutti, ma senza immolarci all’altare del consumismo natalizio, senza cedere anche noi alla retorica festaiola da un tanto al chilo, all’inflazione della festa, rimanendo presenti a noi stessi, non perdendo lo spirito critico e l’indisponibilità a versare il cervello all’ammasso anche in questi giorni nel corso dei quali, ci dicono mentre scorre melassa a fiumi, dovremmo essere tutti più buoni. Auguri dunque, ma sempre con un pizzico di sana “cattiveria” e di “cinismo” se volete, come ci suggerisce, con questi interrogativi, l’ineffabile Briscola…
f.z.

1) Che fine ha fatto Gesù Bambino?

In questo santo Natale, vorrei sensibilizzarvi alla proporzione Babbo Natale sta a Gesù Bambino come Halloween sta ad Ogni Santi. Nei tempi della mia infanzia, non protostorici, Babbo Natale esisteva soltanto negli spot della Coca Cola. I doni li portava Gesù, quello che nasce (Natale, ricordate, si chiama la festa?), non un vecchietto che compare una volta all’anno, fa “oh- oh” e sfrutta indegnamente un tiro di renne. Fine dell’azione e del beneficio. In quanto all’azione, trasferita nella nostra tradizione mediterranea dovrebbe essere al più un tiro di asini a condurre il carro di Babbo Natale. Da cui “vedere gli asini volare”. Vi sembra una cosa seria?

2) Perché a Natale ci informano che è Natale?

Da un paio di settimane, il motivo conduttore di ogni telegiornale è il Natale. Da tali sorprendenti servizi, ripetuti ogni anno, scopriamo che la gente mangia a Natale, che esiste il panettone, che si innalzano alberi di Natale e altre cose che mai ci saremmo aspettati che accadessero a Natale. Il vero scoop sarebbe che quest’anno, a Natale, Natale non c’è. Accadendo da 2008 anni, siamo tutti abbastanza sulla notizia.

3) Cos’è il boom del prodotto tipico enogastronomico natalizio?

Fra i vari servizi giornalistici, si legge e si sente in questi giorni che la gente preferisce quest’anno il prodotto tipico enogastronomico. E’ sicuramente vero, ma anche il 20 agosto, il 15 maggio e il 17 febbraio abbiamo fatto la spesa sotto casa, senza esaltarci per questo. La gente, banalmente, compera il salame dal salumiere. E quando s’inizia a regalare salami, è perché la gente ha fame.

4) Natilometro 1:  Il vino è il Diavolo?

Come in ogni dicotomia che si rispetti, accanto al Bene ecco arrivare il Male, incarnato nel Natale 2008 dal vino, causa di ogni causa. Con un tempismo di marketing strategico da urlo, a tre giorni dal Natale è uscita l’ipotesi di ridurre il tasso alcolico consentito per la guida. Ciò in contemporanea al fatto che proprio in questo periodo le aziende del vino stanno spedendo il loro vino e cercando di venderlo e che i ristoranti attendono prenotazioni per cene e pranzi. Piccola riflessione natalizia e dintorni: molti, molti, molti anni fa, il Bambino che nasce il 25 dicembre trasformò l’acqua in vino e lo chiamarono miracolo. Molti, molti, molti anni dopo, adesso, qualcuno vorrebbe trasformare il vino in acqua. Come lo chiamereste?

5) Natilometro 2: i parroci sbandano?

Cosa berranno i parroci durante l’Eucarestia, se si riduce ancor di più il tasso alcolico? Potranno ancora bere un sorso di vino oppure rischieranno, in caso di controllo etilometrico successivo, il ritiro della patente? Serve una dispensa dal Codice della Strada, ma rientra nei Patti Stato – Vaticano?

6) Natilometro 3: generazione alcolica?

I giovani non sono tutti alcolisti al volante, ma si dividono in due categorie: furbi e cretini. Ciò accade in ogni età della vita. Per furbo, intendo uno che non provoca danno perlomeno a sé. Per cretino, uno che provoca danno agli altri e a sé. Nel mezzo, pare di intuire che qualcuno voglia collocare i produttori di vino, che provocherebbero vantaggio a sé e danno agli altri. Se così fosse, anche chi produce badili sarebbe da considerarsi un furbetto senza scrupoli, perché un badile nella mano di un cretino può provocare un danno gravissimo.
Ora mi è chiaro perché sul libretto di istruzioni della macchina fotografica è specificato: “non avvolgere la cintura intorno al collo. Non ingerire le pile. Rischio soffocamento”. Siamo considerati tutti dei cretini! Suggerisco di apporre sulle etichette del vino la dicitura obbligatoria: “Non versare nelle orecchie, evitare di aspergere gli occhi, non inalare. Non è un detergente per capi delicati. Non va utilizzato in mescita con latte per neonati. Ne è vietato l’uso come carburante per autoveicoli. Attenzione: si può ingerire il solo contenuto della bottiglia. La bottiglia non è commestibile, evitate di masticarla”.

7) Porno wine?

Stanno spuntando in rete i primi siti Hard Wine. Sono quelli che richiedono per l’accesso la dichiarazione (autodichiarazione!) di aver l’età per poter consumare vino. In Italia tale età, se non sbaglio, non è 18 anni, ma 16. In altri Stati, l’età cambia. Eppure nei siti italiani, che sono un po’ paternalistici, il limite è 18, come la maggiore età in vigore in Italia. Presumibilmente, la motivazione consiste nel fatto che tali siti fanno anche e-wine commerce.
Per acquistare il vino, è però necessario fornire una serie di dati anagrafici che annullano il senso della dichiarazione preventiva d’accesso. Peraltro, chi controlla la veridicità delle dichiarazioni? Peraltro, dal momento che tornando sul sito vengo automaticamente collegato all’home page, non si tratta di phishing, cioè di tracciato e memorizzazione non lecita dei dati forniti?
Peraltro, la richiesta di maggiore età era richiesta una volta per l’accesso ai siti pornografici. Il vino è pornografico? (Alcuni vini, sì, diciamolo, rasentano la pornografia, ma il vino in genere… è hard?). Se sì, vuol dire che può aiutare? (Wow!)

8) Cosa abbinare al caviale del pranzo dei poveri?

Leggo oggi che una partita di caviale di contrabbando del valore stimato in 400.000 euro è stata donata dalla Forestale alle mense dei poveri di Milano per il pranzo di Natale. Mancando il pane, avanti con le brioches (l’altra volta avevano tagliato il collo a quella delle brioches, tanto per ricordare com’era andata a finire). Vendendo il caviale, forse si sarebbe potuto ottenere di più in termini di solidarietà, ma evidentemente l’operazione non è stata considerata. Volendo completare il quadro, vorrei segnalare che esistono in Italia diverse partite di vino sotto sequestro in attesa di sviluppi, non tossico, che potrebbero generosamente essere abbinate al caviale di contrabbando.

Many Kisses! Briscola

 

0 pensieri su “Aspettando Natale: i quesiti di Briscola

  1. Se Briscola è così pungo-satir-spassoso, quando appariranno Tresette e Scopone ci sarà da ammazzarsi dalle risate. Non è ironia, mi sono proprio divertito. Un Natale con il sorriso è sempre meglio di uno con il tartufone.
    B.N. a tutti.

  2. “Volendo completare il quadro, vorrei segnalare che esistono in Italia diverse partite di vino sotto sequestro in attesa di sviluppi, non tossico, che potrebbero generosamente essere abbinate al caviale di contrabbando…”
    Ma il Brunello non ci sta mica tanto bene con il caviale… 😉

  3. Per Giulio: invece il caviale alle mense dei poveri si abbina da Dio! 🙂 (e, poi, chi l’ha detto che il riferimento era al Brunello? Maliziosetto! 🙂

  4. Grazie grazie grazie per queste riflessioni che hanno suscitato un sorriso spontaneo.Non avrò caviale per cena ma un brindisi con del buon vino stasera lo dedicherò a Briscola.Saluti Maresa

  5. invece di continuare a spargere a piene mani sospetti ed incompetenza da parte degli organi di stampa, quasi tutti, ed ancor di più da parte di tutti i nostri cervelli legislatori, sarebbe stato meglio cominciare ad insegnare, fin dalle scuole secondarie e maggiormente nelle università, cos’è il vino, anzi, cos’è la vite, l’uva , la sua trasformazione in vino, le sue proprietà, i suoi effetti benefici se bevuto con moderazione, e sono tantissimi, ed i suoi effetti deleteri che è uno solo: l’abuso di alcool, ma non quasi mai quello del vino che se buono costa caro, che fa male sempre e comunque.
    Ma come si può concepire un mondo basato sul consumismo, dove come per incanto, prima si spara pensando addirittura di scrivere sull’etichetta delle bordolesi “il vino nuoce gravemente alla salute”, e poi, cambiato vento, (governo), si pensa di ridurre il tasso alcolico alla guida allo 0,2%. Bene, continuiamo così, che il proibizionismo dilagherà senza problemi.
    Mai nessun politico ha pensato di fare un’indagine sulle popolazioni per sapere quanto ognuno di noi può reggere l’alcol (almeno il vino) per così far annotare sulla patente i propri limiti; mai nessun politico ha pensato di preparare persone atte a divulgare negli organi di stampa lezioni del buon bere; mai nessun politico ha pensato di far veder in televisione programmi sulle proprietà benefiche del vino, trasmettendo finalmente ai telespettatori non quel profumo o quel sapore di frutta mescolato a sentori di tabacco etc. etc….., ma facendo conoscere finalmente il “modo del buon bere”, le sue misure benefiche, cosa contiene il vino e quali proprietà terapeutiche trasmette alla salute di noi tutti……… Il continuo alla prossima puntata
    buone feste con un buon bicchiere di vino italiano
    france(sco)

  6. Pur se in parte condivisibili, trovo utopiche le parole di Francesco, dovendo fare i conti con il progressivo degrado qualitativo del nostro sistema scolastico, aggravato da una burocrazia perversa al limite del masochismo.
    Gli innumerevoli esempi sono sotto gli occhi di tutti.

  7. Auguri di buon post-natale a tutti. Con le sagaci annotazioni di Briscola.
    E a proposito di caviale: i rossi sono da considerare (anche il Brunello), importante che non siano dei “vinoni” spessi e marmellatosi, ma dei rossi trasparenti e con la giusta acidità. Per ricordare ai baby storioni l’epica della terra.
    Buone Feste.

  8. se tutto in questo mondo è utopia e perverso, se i cittadini non possono esprimere le loro idee, se le realtà dettate dalla scienza sono bischerate, se la scuola è sempre più un degrado, non rimane altro da parte dei pessimisti più neri che rinchiudersi in casa e piangere.
    io spero sempre che il mondo migliori, anzi la gente, pur con una crisi che fa tremare le brache a milioni di persone.
    Comunque la salute, troppo spesso dimenticata da tutti, è il primo bene che ogni essere vivente dovrebbe apprezzare ed amare, per cui insegnare intanto il bere buono e bene darebbe sollievo a tanta gente (produttori e consumatori).
    salute
    francesco

  9. Francesco, le mie poche righe possono effettivamente venire interpretate come un inno al pessimismo, ma il lamento sottintendeva la sfiducia in una scuola che, faticando a trasmettere ai discenti i fondamentali (leggere e scrivere in un buon italiano), ben difficilmente riesce ad inculcare altri sani principi (es. il merito).
    Tornando alle tue osservazioni, sappi che “…persone atte a divulgare negli organi di stampa lezioni del buon bere” esistono già da anni e sono i relatori dei corsi ANAG per Assaggiatori di Grappa ed Acquaviti. Una delle lezioni del Corso di 1°livello è proprio dedicata ai pericoli legati all’uso dell’alcol.

  10. Extra Wine: Caro Gesù Bambino, riesci ad isolarmi dal paesino della Carnia isolato, quello dove arrivano turisti, giornalisti, elicotteri, telecamere, gatti delle nevi e non so chi altro? Temo anche per l’inquinamento ambientale del paesino della Carnia isolato, perché frotte così numerose e improvvise di visitatori arrecheranno certamente disagi, soprattutto trattandosi di un paesino isolato, dove assicurano che festeggeranno ugualmente il Capodanno (eh meno male, questo è parlar da eroi!) e dove il sindaco non perde colpo per comparire in tv (le tv arrivano con il teletrasporto, si sa) a dire che tutto va bene, malgrado l’isolamento. Ti ringrazio anticipatamente per questa richiesta di dono fuori tempo, ma il caso di un paesino isolato da una frana (isolato?) non s’era mai visto sulla Terra, come dimostrano i media in questi giorni.

    Many Kisses 🙂
    Briscola
    P.S.: scusate il francesismo, ma… HIKEPALLE!

  11. Grande Briscola!!! Vorrei, santa Klaus alcolizzato e sfruttatore di renne permettendo, dire la mia. Io sono una che odia le feste, gli alberi di Natale, le lucine colorate e tutto il contorno. Sono una che a Natale è più bastarda del solito, perchè sono buona tutto l’anno e non sopporto che si debba essere buoni solo a Natale. Sì, il vino è il diavolo, perchè IN VINO VERITAS, e la verità non piace a nessuno. E anche in tortellino veritas, perchè l’unica cosa salda in un mondo allo sbando sono le proprie tradizioni familiari (vorrei sottolineare la mia emilianità…). Per quanto riguarda i parroci, per me potrebbero dire messa anche con la coca cola, non essendo io religiosa. Altro invece è il sano consumo di vino, che apre le arterie e fa circolare meglio il sangue nel cervello (sempre che uno lo abbia…).
    Il vino è pornografico? Sì, se è un vino del ca**o. E sì, se è un vino buono che allenta i freni inibitori degli inibiti (molti, troppi…) e fa spazio a un po’ della sana e vecchia possessione dionisiaca. Sempre che si abbia una mentalità predisposta al sacro. Sacro profano naturalmente… Buon anno a tutti, con vino buono, senza buonismi politici, senza tv spazzatura, senza facili consumismi, senza retorica, senza sms idioti, senza paura per il futuro. Fino a quando si troverà del brunello giusto il mondo non finirà!!!

  12. Andrea,
    anche in “vino e salute” associazione che vede riunite le città del vino, università, comune di montalcino e consorzio, ci sono personaggi di elevatura scientifica notevole che dimostrano sempre di più quanto il bere bene (vino) giovi alle molteplici sfaccettature di deleterie forme (malanni) della salute umana, riuscendo in molti casi a prevenire forme di malattie gravi.
    Lungo sarebbe il disquisire, ma mi interessa sapere dell’associazione ANAG, perchè, nonostante possa capire e conosca bene i problemi derivati dall’abuso di alcol, mi torna veramente singolare che proprio intorno alla Grappa ed Acquavite, di per se sempre pericolose per la loro alta gradazione, si riesca a far lezione del bere moderato e salutistico, o forse o capito male io.
    Forse in ambo i casi è evidente, nonostante il nome di “vino” che è salutare o “grappa”, secondo me un pò meno, l’impegno a far conoscere sempre e comunque i limiti del bere con le loro sfaccettature benefiche alla salute umana?
    E poi che ne pensi se tutte queste associazioni, per il bene di tutti, ogni tanto si confrontassero, si riunissero, (che l’unione fa la forza), almeno per scambiare idee e confrontarsi su risposte scientifiche?

  13. @francesco
    Alcune curiosità sull’ANAG le potrai soddisfare visitando il sito http://www.anag.it.
    La politica di promuovere il bere consapevole, da sempre nella didattica ANAG e particolarmente in evidenza da alcuni anni, sta diventando una scelta strategica anche per molti produttori di superalcolici.
    Nessun alimento, assunto in dosi eccessive, è salutare ed i superalcolici oltrepassano la soglia di pericolosità a dosaggi molto bassi, ma la Grappa ha il vantaggio, rispetto ad altri prodotti da “sballo”, di prestarsi molto meno a venire ingurgitata senza ritegno.
    Sull’auspicio del confronto e dell’unione fra associazioni, filosofia che condivido e che ho sempre cercato di promuovere dando il buon esempio, la vedo di difficile realizzazione su ampia scala, visti gli interessi, la smania di visibilità e gli sponsor che spesso si celano dietro ad alcune associazioni ed agli uomini che le dirigono.

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