Come è andato nel 2008 l’export del Brunello? Da Montalcino e dintorni tutto tace…

Arrivati a dicembre è ozioso, provocatorio, oppure solamente inutile (perché tanto si sa che dall’altra parte fanno gli indiani, orecchio da mercante, finta di niente) chiedere a chi dovrebbe darci queste informazioni se l’affaire Brunello, lo scandalo del Brunello di Montalcino scoppiato ormai sette mesi fa, abbia condizionato o meno l’andamento dell’export non solo del celeberrimo vino base Sangiovese ma del vino toscano in genere nel corso del 2008?
E’ lecito, oppure equivale, come qualcuno vorrebbe dire ma non può, a “rompere i corbelli”, chiedere che da Montalcino, dallo spazio più istituzionale, ovvero il sito Internet del Consorzio del Brunello di Montalcino e dallo spazio, di recente creazione, intitolato “A proposito di Brunello. Filo Consorzio dal Consorzio del Brunello di Montalcino”, o dal titolato ufficio stampa Barabino & Partners qualcuno ci dica come è andato, nel primo semestre e ancora di più in questa seconda parte del 2008, l’export, ovvero le vendite di Brunello di Montalcino e degli altri vini ilcinesi su quei mercati esteri che costituiscono una voce importantissima nel bilancio commerciale del vino creato da Clemente Santi e Ferruccio Biondi Santi?
Questi interrogativi e altri, ad esempio sapere perché interrogato dalla giornalista del Sole 24 Ore Silvia Pieraccini, autrice di un articolo sull’andamento dell’export dei vini toscani “il Consorzio del Brunello non ha risposto alla mia richiesta di conoscere l’andamento del mercato e la situazione dell’export”, sono l’argomento di un articolo, che riprende e rilancia quanto apparso sul principale quotidiano economico italiano, che ho pubblicato come commento nello spazio delle news del sito Internet A.I.S.
Un articolo, che potete leggere qui, dove osservo, per inciso, che “prima o poi, lo si voglia o meno, i numeri bisognerà darli, magari in occasione del prossimo Benvenuto Brunello, vetrina istituzionale prevista, come ogni anno, in febbraio a Montalcino – a proposito: appello alle Poste Italiane, non è ancora arrivato, sicuramente perché è andato perso, il mio invito alla manifestazione, si prega cortesemente di ritrovarlo e di recapitarmelo… – e non ci si potrà nascondere dietro ad un dito o tergiversare e temporeggiare, se le statistiche indicheranno, com’è naturale e logico prevedere, che un calo di vendite, legato non solo all’annata non trascinante in commercio, il 2003, ma a tutto quanto è successo, c’è stato” e sul quale vorrei conoscere il vostro punto di vista. Non vorrei che tanta prudenza e reticenza nel dare le notizie sconfinasse in qualcosa che in Sicilia chiamano non mi ricordo più come

0 pensieri su “Come è andato nel 2008 l’export del Brunello? Da Montalcino e dintorni tutto tace…

  1. Caro Franco, buongiorno.
    Dobbiamo ammmetere che la situazione economica mondiale dei prima sei mesi del 2008 è stata difficile, il dollaro valeva fino a 1,6 €, che l’annata 2003 ha “stranamente” perso invecchiando almeno un paio di stelle di valutazione e che nel frattempo la reputazione del pòro Brunello (per colpa di spioni e diffamatori) ha preso i suoi bei colpi….. ecco in questa situazione congiunturale, credo che si possa dire che l’export dei vini di Montalcino assommi più o meno a quella figura che richiama giusto giusto il cerchio di una botte o di una barrique…….
    ma non temiamo, l’ottimismo è ricomparso nella seconda parte dell’anno 2008, le previsioni per il 2009 sono raggianti, la fama del prodotto è sempre più consolidata e, per finire, ci sono solo 10-11 mln di esemplari di 2004 da vendere nel 2009 (più giusto quei 2 o 3 rimasugli di cantina): sono facile profeta del dichiarare fin da ora i prossimi 12 mesi una vera cuccagna…..
    Buon pomeriggio
    Buon pomeriggio.

  2. Ho appena finito un post sulle esportazioni di vino rosso VQPRD di Toscana Piemonte e Veneto che pubblichero’ tra qualche giorno, e vi posso dire in anticipo che il vino toscano e’ l’unico che sta in qualche modo tenendo il mercato (parliamo di un -4% sui primi 8 mesi dell’anno contro un +1.7% delle esportazioni totali di vino imbottigliato). Piemontesi e Veneti fanno molto, molto peggio intorno a -13/-15% sempre per il segmento “vini rossi VQPRD”
    Ovviamente Toscana non significa Brunello, pero’ questi numeri mi hanno abbastanza sorpreso…

    A presto

    bacca

  3. Signor Baccaglio questi numeri sorprendono e non poco perche’ negli ultimi 12 mesi c’e stato un crollo nelle vendite dei Supertuscan, poi se ci mettiamo un flessione sui vini di Montalcino a me questo -4% in Toscana mi risulta poco veritiero, cosi’ come il -13/-15% in Piemonte Veneto penso che sia una esagerazione basti pensare alle richieste di Amarone che non hanno avuto nessuna flessione ed anche le Valpolicella stesso dato, uguale dicasi per Barbera e Dolcetto, quindi questa flessione cosi’ importante non so da dove scaturisce. saluti

  4. non capisco come mai ti stupisci marco, la Toscana dal punto di vista marketing e promozione è sempre stata la regione più avanzata e in momenti di crisi come questo, conta sempre più il marketing e putroppo sempre meno la qualità assoluta, che invece almeno negli ultimi anni, ha sempre visto primeggiare il Piemonte.
    Per il Veneto credo c’entri sia il ridimensionamento del fenomeno amarone ma anche una contrazione di Soave e altre doc bianche mentre il prosecco dovrebbe aver retto…

  5. @ operatore newyorchese
    Che i numeri siano sorprendenti sono d’accordo con lei, sul fatto che non siano veritieri penso sia un commento fuori luogo. La invito a scrivermi in privato in modo che possa metterle a disposizione i dati, cosicche’ anche lei potra’ rendersene conto. Se poi ISTAT ha pubblicato dei dati sbagliati, questo e’ un altro paio di maniche…
    La verita’ e’ che molto spesso quello che succede nel mondo e’ diverso da quello che ci aspettiamo o da quello che pensiamo, perche’ noi (io per primo) tendiamo a generalizzare i nostri comportamenti e le nostre sensazioni.

    @ Andrea
    Sul marketing penso tu abbia ragione. Sul veneto, tieni conto che si sta parlando di soli vini rossi VQPRD, quindi iil Soave e le DOC bianche non c’entrano.

    @ ag
    La sensazione e’ negativa. Che i vini delle regioni di punta facciano cosi’ male quando il vino imbottigliato italiano fa +2% significa che (1) i nostri grandi vini rossi, soprattutto piemontesi e veneti, stanno perdendo terreno, (2) che il mix delle nostre esportazioni stia peggiorando, mettendoci così in piu’ diretta competizione con i paesi del nuovo mondo. Insomma, non ne penso per niente bene, anche se sono in un periodo in cui vedo le cose piuttosto in grigio (lavorando in Borsa, puo’ essere comprensibile…)

    bacca

  6. @Marco Bagaglio
    sui dati da LEI citati ho un po’ di dubbio,non dico che non siano veritieri,ma ho dei dubbi,io in questo momento sono all’estero(vivo tra l’Italia ed altri paesi,per lavoro) ed ho riscontrato un calo di vendite e di richieste,dei vini della toscana,ma devo dire della zona di Montalcino perciò Brunello, Rosso, e poi anche del chianti,nessuna flessione riguardo la zona di bolghieri.Riguardo alle zone piemontesi,ho riscontrato tutto l’opposto,c’e’ stato un incremento di richiesta dei vini barolo,barbaresco e piu’ di tutti il dolcetto,poi anche di barbera e di alcuni bianchi,che mi stupisce ma mi rallegra,(sono langarolo,non puo’ che rallegrarmi) e anche di un forte aumento dei vini veneti,e su di tutti l’amarone ed il valpolicella,punti di forza di questa regione,continua la forte richiesta del pinot grigio(che il vino piu’ venduto negli Stati Uniti d’America e Canadaa) e poi anche essendo langarolo,sono molto contento dell’aumento di richiesta dei vini del sud,su tutti la sicilia,questo mi rallegra molto perche’ sono un grande estimatore dei loro vini,
    una cosa che volevo dire,e’ che certe case vinicole della toscana,cadute nell’infamia dello scandalo del brunello,non temono alcun calo delle loro vendite, perché essendo,come si dice(c..o e camicia)con alcuni esponenti del mercato vinicolo americano,e di alcune riviste ben note a tutti noi,non rischiano molto,ma mi dispiace per altre case vinicole,serie ed oneste,che per colpa dello scandalo del brunello,si, che vedono scendere le loro vendite nel mercato estero,e questo mi dispiace molto,perché per colpa di questi falsi difensori del brunello in purezza,la paga sempre chi non ha colpe…….

    cordialmente

    WALTER

  7. In un’intervista rilasciata all’ottimo Andrea Settefonti di Italia oggi, Piero Antinori, presidente dell’Istituto del vino italiano di qualità Grandi Marchi, interpellato a proposito dell’andamento dell’export dei vini toscani dichiara: “All’estero c’è “sete” di vino italiano e di Brunello. Le partite di 2003 uscite dall’inchiesta sono state vendute nel giro di una settimana. Certo sono vicende da evitare, che non fanno bene all’immagine. Anche se è presto per dare un giudizio, sembra tuttavia che l’effetto sia già stato dimenticato negli Usa, mentre permane in Germania”. Nessuno ha motivo di dubitare di quanto dice il celebre imprenditore toscano, ma ve lo immaginate voi un grande produttore toscano come Antinori dichiarare che le cose non vanno bene e che l’export é in calo?…

  8. …vorrei vedere le partite vendute in una settimana,erano solo brunello,o era compreso anche quello declassato a igt?
    …e non vorrei neanche immaginarmelo Antinori dicendo che il mercato delle vendite va male…
    e che strano,gli americani hanno gia’ dimenticato,ma i tedeschi no!
    …qui gatta ci cova………

  9. Io purtroppo non ho da qualche mese il polso diretto del mercato ma conoscendo personalmente produttori in quasi tutte le aree a denominazione credo che il mix di sovrapprezzo, sovrapproduzione e congiuntura stia facendo danni gravi in questo mondo. Io credo che le cantine di quasi tutte le aziende siano “belle” piene, visto che lo sono gli scaffali delle enoteche e visto che sulle tavole dei ristoranti girano a occhio almeno un 30% in meno di bottiglie in numero e almeno un 40% in valore rispetto al 2007. Senza tener conto della difficoltà degli incassi.
    Ripeto, il dato è assolutamente empirico, ma brutto.

  10. Fare una valutazione sulle vendite adesso che siamo sotto Natale, regali e cesti con mix di Barolo, Brunello ed Amarone, mi sembra prematuro. Riparliamone dopo la Befana.

  11. ..si ma la tragedia si abbatte sulla toscana,ed in particolar modo sul Brunello………
    non facciamo di tutte le erbe un fascio, Langhe e Valpolicella non sono Montalcino….lo scandalo ha un luogo esatto e ben identificato……………..che poi faccia male e dia una immagine grottesca all’Italia,non lo discuto……

  12. Buongiorno.
    Gentile Walter, io conoosco indubbiamente meglio la realtà toscana ma il mercato è mercato: per quanto noi qui ci divertiamo a dissertare, l’affaire brunello interessa giusto noi e pochi altri. E non creda (o voglia far credere) che altre zone vitivinicole a denominazione siano immuni da certi intruglii, per favore.
    La crisi del vino, come ho detto sopra, ha altre cause: sono economico-gestionali prima e congiunturali dopo. I responsabili sono i produttori in primis, i consorzi di conseguenza e le istituzioni dopo. Gravi errori di comunicazione hanno dato una mano.
    L’immagine dell’italia è grottesca presso ignoranti che hanno in testa solo sterotipi e senso di inferiorità. Il mondo ci ama perchè siamo così: belli, fighi e inaffidabili.
    Buona giornata.

  13. Buongiorno gentilissimo AG,lei conosce meglio la realtà toscana,senza dubbio,e non discuto il fatto che ci possano essere altre zone vinicole esenti da certi intrugli,ci mancherebbe,ma fino a prova contraria………….
    e mi dispiace molto che la zona di Montalcino sia stata fatta a pezzi da questo scandalo,ridicolizzata e sbattuta in prima pagina,come vergogna della realtà vinicola italiana,sono amante del vino,non un politico o un interessato alla demonizzazione del vino toscano,pero’,quello che io volevo far notare e che la richiesta del vino italiano,é scesa per la zona del brunello,le altre realtà vinicole hanno avuto un incremento,magari di altri tipi vini che in anni precedenti non avevano avuto una forte richiesta,ma comunque non hanno avuto un calo di richieste come si e’ voluto far credere in certi casi,
    la crisi c’é, ma non per tutti,e quella del Brunello e dovuta a certi fattori che ben conosciamo………………

  14. Caro Walter
    (passo al “caro” e al “tu”) mi dispiace contraddirti la crisi c’è per tutti, vale per tutti. Io è dal 2001 che prego moderazione con costi, prezzi e numeri, e oggi i risultati della mia prudenza sono davanti ai miei occhi.
    Quella del brunello (minuscolo), come ho scritto e riscritto, è una crisi di personalità (per favore interpreta il termine) di gente (ho usato altri termini più appropriati in altri post) che semplicemente non è preparata a stare dove (bada bene) è stata messa da operatori economici, stampa, moda e comunicazione in genere, e, prioettata in mondo che neanche immaginava, ha pensato che fosse proprio.
    Caro Walter per quanto riguarda le zone che lei dice, l’unico competitor mondiale (e anche migliore, spesso) per il Brunello (maiuscolo) è il Barolo.
    Tutto il resto è un’altra fascia, un altro target. E vada in certe cantine e si faccia assaggiare quello che contengono certi tank.
    Buon pomeriggio.

  15. Sig. Walter,
    devo dirle che il suo risentimento, con un atteggiamento verso la Toscana e i suoi vini a priori denigrati, non mi piace. In Toscana, come in Piemonte e in ogni angolo del mondo, c’è il bello e il brutto, il buono e il cattivo. Non faccia confusione mettendo tutto e tutti sullo stesso piano. C’è mai stato in Toscana?

  16. allora, mi dispiace di essere stato frainteso,
    @ AG,il tu va a pennello,io utilizzo il LEI per abitudine..
    con quello che scrivi,concordo pienamente,sono state messe persone a gestire una zona,come quella del Brunello,che sinceramente non avevano alcuni idea di come gestire la zone o la cantina produttrice,e oltre tutto hanno peccato di presunzione,e si sono visti i risultati, e su quello che tu consigliavi,cioé moderare i costi,i prezzi ecc.sono altrettanto d’accordo…
    @ Paolo Cianferoni
    mi dispiace davvero che LEI mi abbia frainteso,
    io,come dice LEI,non ho alcun risentimento verso i vini Toscani la sua terra, non discuto il fatto che in ogni luogo di questo mondo ci siano i buoni ed i cattivi,il bello ed il brutto,ci mancherebbe…….pero non mi può negare il fatto che la questione del Brunello ha danneggiato l’immagine di quella zona ed anche un po’ della Toscana,e questo mi dispiace davvero….
    SI! io non ci sono solo stato in Toscana,la quale adoro ed amo la gente che ci vive,ma ho vissuto in Toscana e non molto tempo fa’ e venuta a mancare una persona che conoscevo, che consideravo un uomo di quelli veri,che faceva solo bene all’immagine del brunello,di Siena e di tutta la Toscana…….
    @ AG e @ Paolo Cianferoni
    io vivo all’estero e ci vivo anche per questioni di lavoro perché non sono solo un amante del vino,ho visto e comprovato che e’ scesa la richiesta dei vini di Montalcino,ma non della Toscana intera,la zona di Bolgheri continua ad avere una richiesta incredibile,ma le devo riconfermare che altre zone vinicole italiane,e non solo il Piemonte,hanno avuto un incremento di richiesta dei loro vini,e le zone per le quali si é avuto il maggior incremento e proprio il sud della nostra bella ITALIA….
    questa purtroppo é la realtà,e mi fa male,e volevo chiarire che non condivido o non preferisco certe case vinicole Toscane(e di anche altre zone)per la loro ipocrisia nel fare vino e per il sistema di commercializzazione che hanno,e l’hanno dimostrato pienamente con il caso del Brunello,e per me queste case vinicole sono quelle che fanno male alla Toscana……..e danneggiano i produttori seri ed onesti,non solo della Toscana ma di tutta l’ITALIA………
    Walter

  17. Caro Walter, 3 appunti:
    1)quell’uomo era anche amico mio e ci stimavamo nonostante fossimo diversi come pochi altri
    2)i miei inviti alla moderazione mi sono costati il posto in due aziende
    3)la pulizia (economica e morale) necessaria, te lo dico io, non sarà fatta. Tu, io e altri, però, i nostri piccoli sforzi possiamo farli e comunicandoli, far capire.
    Buona notte.

  18. In questo articolo pubblicato lunedì sull’edizione on line del Corriere della Sera, dedicato all’andamento della vendemmia 2008 nel nostro Paese – link – http://www.corriere.it/economia/08_dicembre_09/fausta_chiesa_vendemmia_record_italia_abd5f2a0-c5be-11dd-a2ac-00144f02aabc.shtml si leggono queste parole: “Dopo anni di crescita ininterrotta, le bottiglie made in Italy esportate negli Usa nel primo semestre del 2008 hanno registrato un calo del 3,5 per cento e questo anche per colpa dell’indagine sul mancato rispetto dei requisiti del disciplinare del Brunello di Montalcino”. Attenzione Corriere della Sera a scrivere queste cose e a parlare se non benissimo di Messer Brunello e delle sue vicende, perché poi scatta l’ostracismo anche nei tuoi confronti a Montalcino e a Benvenuto Brunello!
    Ho letto difatti ieri sul nuovo blog che il produttore, scrittore, esperto di viticoltura Monty Waldin (autore del recente volume Chateau Monty http://www.amazon.co.uk/Chateau-Monty-Waldin/dp/1906032289) conduce sul sito Internet di Decanter – vedi http://blogs.decanter.com – un post che dice: “Brunello bans Monty Waldin “Silvana and baby Arthur come to collect me at Rome’s Fiumicino airport after my first ever foreign sales trip to promote my “Chateau Monty” wines. Some nice and not-so-nice news greets me. The good news comes from my best friend from school, Dominic, who has just sold two (12-bottle) cases of Chateau Monty red 2007 on eBay for £250 each. He paid £80 for them. He has three more cases left. Over dinner Silvana then gives me the bad news. After my rather critical article from an insider’s view on the Brunello scandal it seems local producers are letting it be known I ‘won’t be welcome’ at the annual wine tasting held each February in Montalcino to showcase the region’s Brunellos and other wines.I point out the irony that ‘Benvenuto Brunello’ translates as ‘Welcome to Brunello’. Silvana says Italian wine writer Franco Ziliani has also be told he won’t be welcome. He published my article in Italian on his website.I make a mental note to warn Jancis Robinson who published it in English not to make any travel plans for next year’s Benvenuto Brunello; and the members of the Circle of Wine Writers who also published my article in their in-house magazine.The Brunello scandal combined with the credit crunch means selling highly-stroke-overpriced Brunello must be tough – so banning about 70% of the world’s best-known wine writers from your showpiece media event could be seen as a tactical error. Silvana pretends not to hear me when I suggest I should invite the Brunellistas to Chateau Monty as a peace offering”. In effetti a differenza da altri colleghi italiani cui è arrivato da un mese, a tutt’oggi, sicuramente per un disguido postale e non per altro, non ho ancora ricevuto il consueto invito (che mi arriva da una decina d’anni) a partecipare a Benvenuto Brunello, che si svolgerà a Montalcino il prossimo febbraio. Vuoi vedere che davvero anch’io, come Monty, sono diventato un ospite sgradito e magari, chissà, un nemico di Montalcino e del suo Brunello?

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