Enobestiario 1 – Feles Gloriosus Gloriusus – la finestra di Briscola

Allegria bella gente, è tornata Briscola, con il primo di una serie di interventi sul tema… enobestiario… buona lettura e buon divertimento!

f.z.

 

Gent.mo Signor Paulus

Le scrivo per comunicarLe un fatto straordinario. Ier sera, sul far del tramonto, mentre mi accingevo a serrar l’uscio di casa, ho udito un suadente suono provenir dalla vigna. Volti gli occhi alla verzura, vidi un animale mai prima visto, dal colorato manto sgargiante. Bello a vedersi, magico a udirsi. L’animale s’aggirava fra i filari, producendo un verso siffatto: “… zione, zione, zione…”. Lei, quale esperto zoologo, può indicarmi di che trattasi? Con stima, Angelicus

 

St.ssimo Angelicus,

voglia scusarmi il ritardo di questa mia, dovuta a ricerche approfondite. L’animale da Lei scorto corrisponde indubbiamente al Feles Gloriosus Gloriusus, anche volgarmente detto Gatto Fanfarone. Lo testimonia la stagione d’avvistamento.
Esso è solito mostrarsi infatti a fine anno anno, preferendo il tempo di stesura dei bilanci di previsione con allegata pianificazione per l’anno solare successivo. I luoghi da esso preferiti sono gli ambienti di vigna e di cantina. Mostrando splendide screziature di pelo, attrae per il suo verso che, contrariamente a quanto da Lei percepito, non è ‘zione ma, alternatamente, “promozione, comunicazione, valorizzazione, ottimizzazione” et similia. Egli sa null’altro fare che il proprio verso.
Per sua natura, predilige i luoghi caldi e i nidi altrui, in particulare le cantine, dove s’accasa per il tempo necessario allo spennamento del pollo. E’ notorio infatti che il Feles Gloriosus Gloriosus è solito nutrirsi di polli, a cui stacca penne e piume una ad una, sino a lasciarli implumi e soggetti a morte per sbalzo termico. Esso è animale solitario, poiché la società con simili lo porrebbe in ombra.
Al fine di preservare la propria solitudine, suole seminar zizzannia, facendola crescere come alta erba e siepe. Non disdegna la fandonia, pur di gettar discredito su avversari possibili e reali. Massimo assertore è di vane promesse, sperando in cuor proprio che i polli raggiungano l’Altro Mondo prima dello scader della promessa stessa. La sua preferenza va, come già detto, all’ambiente di vigna e di vino, di cui si professa ineguagliabile conoscitore.
Forza si fa del proprio concepimento, avvenuto in genere in qualche partito, spesso mai arrivato. A seconda dell’ora del giorno, narra però di sé concepimenti in partiti vari, millantando conoscenze e frequentazioni inesistenti. Cosa spinga i polli a prestargli credito, è presto detto: talor la disperazione, talor la cecità, talor la speranza. La fine per i polli, in ogni caso è scritta. Esso non ha preferenze, amando sia polli di ridotte dimensioni sia polli grassi e in batteria.
L’essenziale per il Gatto Fanfarone è, nel tempo della sua permanenza presso la cantina, l’apparir continuo in ogni occasione. A spese dei polli, tende ad esempio a rilasciar interviste a stampa e televisive, poiché il suo potere è commisurato al suo apparire. In tali occasioni, il Feles convince il pollo che tali apparizioni son necessarie alla valorizzazione della comunicazione promozionale all’ottimizzazione della visualizzazione. Stordito da tante –zione, il pollo acconsente, entusiasta. E lì cade una penna. A nulla valgon gli avvertimenti di tacchini, galline, anatre ed oche: il pollo è pollo, si sa.
Al pollo aggrada, per esempio, l’estero. “Che ne diresti – chiede il Gatto – di variar bottiglia in bottle?”. E il pollo esulta. Un’altra penna. “Che ne diresti – prosegue il Gatto – di variar il nome del tuo paese da Case Rosse di San Giacomo  al Colle in Red houses of Saint Jack to the hill?”. Il pollo va in sollucchero. Via una penna. “Pertanto – prosegue il Gatto – chiederò alla tipografia di stampare 8 milioni di etichette Red Houses of Saint Jack to the hill”. Il pollo, in un lampo di lucidità, domanda: “Ma io produco solo 100 bottiglie all’anno…”.
Il gatto ride: “Sciocchino, è così evidente: gli altri 7 milioni e 900 mila sono le bottles, non le bottiglie. E ti garantisco che nessuno andrà mai a controllare, ho i miei agganci. Vuoi o non vuoi esportare vino?”. Il pollo annuisce. “Quindi non puoi presentarti con 100 misere bottiglie! Devi dichiarare almeno, e dico almeno, eight milions of bottles”. Si staccan 3 penne.

 

Ecco, cotal è l’animale da Lei veduto.

Se ne guardi, i miei riguardi

Paulus

 

Many Kisses! Briscola

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