Garda Doc Garganega Paroni 2007 La Prendina

Avevate mai pensato che la Garganega, la nostranissima uva che si esalta in quel vino italico e veneto per antonomasia che é il Soave potesse combinarsi bene con quell’uva raffinata e altolocata, sempre con un pizzico di birignao sotto il naso e un po’ algida come il Riesling?
E vi aveva mai sfiorato l’idea che il teatro di questo mariage un po’ spregiudicato potesse essere la zona, non certo “upper class”, che rientra in una Doc forte nel nome e nella riconoscibilità, un po’ meno nei risultati, come Garda?
Bene, proprio nell’entroterra gardesano, in quell’area tutta memorie risorgimentali (San Martino della Battaglia, Villafranca, Custoza) ma anche dedita al culto del tortellino – ovviamente di Valeggio sul Mincio – che è posta tra la provincia di Verona e di Mantova, nasce un vino che mette perfettamente d’accordo le due uve e fa sì che la Garganega “da sempre viene coltivata sulle colline del Garda” ma un po’ carente di aromaticità e di freschezza se usata da sola, riesca, con questo “aiutino” ad acquisire un fascino tutto particolare.
Merito di questa scelta di mettere insieme generosa anima veronese e noblesse austro-tedesca, scegliendo di piantare, sono quasi vent’anni, un po’ di Riesling in azienda è di Luciano Piona, la cui famiglia non contenta di avere già una bella realtà produttiva, e che realtà! come La Cavalchina in area Bianco di Custoza (Doc di cui è una delle aziende più significative) pensarono bene di raddoppiare estendendosi con La Prendina all’area della provincia di Mantova dei Colli Morenici.
Alla Prendina lavorano molto, com’è tradizione radicata, con le uve bordolesi, Merlot e Cabernet Sauvignon, e poi anche con la Corvina, temperata da un pizzico di Marzemino e Barbera, e con il Sauvignon, il Pinot bianco ed il Pinot grigio, ma il vino che a me piace particolarmente, con questo connubio studiato per integrare le carenze (aromatiche) della Garganega, é il Garda Garganega Paroni, “frutto del vitigno Garganega ma di grande nerbo per l’armonicità e per la freschezza del Riesling”.
Intendiamoci nulla di sconvolgente, nessun vino da effetti speciali, (niente uso del legno, nessun residuo zuccherino furbesco, niente concentratore, né appassimenti, ne robe strane), ma un bianco simpatico, beverino, scandito da un’acidità effervescente e pimpante, perfetto per accompagnare i cibi, per sgrassare preparazioni a base di pesce di lago oppure per esaltare la salinità di frutti di mare, carpacci di pesce, antipasti freddi.
Colore paglierino verdognolo brillante con riflessi metallici, ti balza subito al naso per quegli aromi inconfondibilmente freschi, fragranti, fini, eleganti e sottili che svariano dai fiori bianchi ad un fruttato in forma di mela, pera williams, agrumi, accenni di pietra focaia e di frutta secca a comporre un insieme aperto, aereo, vivo. Questo nonostante i quattordici gradi alcol dichiarati in etichetta.
In bocca l’attacco è vivo, diretto, asciutto, nervoso, con scatto perentorio, con bella articolazione e dinamismo, incedere verticale e insinuante più che largo ed un finale dove spiccano la mandorla e la nocciola fresca non ancora tostata ed un’acidità perfettamente calibrata e sostenuta. Come aperitivo e amuse gueule su stuzzichini e antipasti freddi cosa volere di meglio? 

0 pensieri su “Garda Doc Garganega Paroni 2007 La Prendina

  1. W la Garganega: a parte che La Prendina è a 5 km da casa mia e mai sono andato a visitarla ne mai ho assaggiato i loro vini, comunque fà piacere che questa grande uva non sia di solo ed esclusivo appannaggio del Soave per essere eccellente, ma viene bene anche in Valpolicella, e da adesso in poi ci sono le colline moreniche a un tiro di schioppo dal Garda e dal suo bianco tradizionale, ovvero il Lugana.
    Max Perbellini

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