Il vino fa chic produrlo, ma berlo… che volgarità: David & Victoria a Milan(o)

E’ stata solo una toccata e fuga, ma ha già fatto capire a cosa andremo incontro nei prossimi due-tre mesi, con la presenza a Milano e al Milan del mediatico duo di celebrità del jet set David Beckham e Victoria “Posh” Adams, calciatore, quando trova il tempo per esserlo tra svariati impegni pubblicitari, il primo, ex cantante e componente del gruppo delle Spice Girls la seconda.
C’è tutto lo “stile” Mediaset e Milan ed un tentativo di recupero dell’atmosfera della “Milano da bere” d’antan, con il noleggio, o che dire, l’ingaggio a tempo limitato di questo biondino nato per fare il modello e per far impazzire le solite ragazzine cretine pronte a sdilinquirsi per il belloccio di turno, che il suo meglio nel calcio che conta lo ha già dato da tempo.
L’arrivo a Milano sull’aereo privato del Berlusca, la conferenza stampa con le solite quattro parole quattro in “italiano” della star straniera che cerca di compiacere con un buonasera e un “amo la Italia e sono felice di essere qui stasera” la platea del momento, la residenza in un hotel da Vip, in pieno triangolo della moda, e poi, prima della passerella a San Siro prima della partita del Milan con l’Udinese, il momento clou di questa prima due giorni milanese della coppia, the “shopping time”, l’ora delle visite, con codazzo di fotografi e di adoranti ammiratori, di Victoria, raggiunta poi da David, alle boutique di qualche griffe della moda.
Il primo incontro, come ci racconta bene il Corriere della Sera on line in questo articolo (leggete qui) è ai vecchi amici Domenico Dolce e Stefano Gabbana, che con le loro creazioni avevano aiutato a suo tempo David a conquistare (regalo dopo regalo) Victoria. Visita all’atelier, ore passate a provare decine di abiti per poi “accontentarsi”, pare, di una decina, e poi puntata in via Mozart per un pranzo “Dieci invitati in tutto. Gli stilisti e la signora. Qualche amico. Un paio di conoscenti” in casa del duo. All’appuntamento, riferisce il Corriere, la signora Beckham si era “presentata con un paio di bottiglie di rosso californiano della loro tenuta, la numero cinque, in Napa Valley. Con tanto di autografo: David&Victoria! E dedica: «for» Stefano&Domenico. Così, come una qualunque ospite di una qualunque domenica. Wine&chic”.
Di “loro tenuta” non bisognerebbe parlare, perché se anche qualche mese fa i tabloid inglesi si erano scatenati dicendo che “David and Victoria Beckham have reportedly purchased a California vineyard to indulge their collective love of fine wines. Self-proclaimed “wine buffs” e che Beckham “purchased the vineyard for his wife’s birthday”, David aveva acquistato un vigneto in Napa Valley per fare un regalo originale in occasione del compleanno della moglie, in realtà non avevano acquistato nessuna proprietà, né un immaginario Château Posh, bensì si era limitato ad acquistare per la moglie “a membership in the super-exclusive “Napa Valley Reserve Club” l’affiliazione in un Vip wine club in Napa dove gli affiliati oltre a divertirsi, fare feste, spendere dollari in quantità, si possono far produrre il loro vino da uno staff tecnico-enologico.
Conversazione “impegnata” dunque a casa Dolce & Gabbana domenica a pranzo, “dove posso andare a correre?”, è stata una delle prime domande. E poi: “Ci sono delle buone spa?”. Ma siccome la donna non è una sciocchina — sennò non sarebbe dov’è — via con le richieste a seguire: «Quando ritorno mi piacerebbe andare alla Scala». E poi: «Antiquari? ». E ancora: «Bicchieri, mi piacerebbero molto…». «Non si è fermata neppure per un solo attimo — dicono i Dolce&Gabbana — curiosa, curiosissima della vita milanese. È stata una colazione-ripasso dello Milano life style, divertente”, ma a pranzo “fra uno spaghetto al pomodoro e un pesce al forno con verdure grigliate” sorseggiando solo acqua, perché, non si sa bene se ci abbia gioco solo il Corriere attribuendo a Victoria questa battuta, oppure sia espressione del “Posh pensiero”, “il vino fa chic produrlo, ma berlo… che volgarità”.
Ma che ci frega a noi, che non siamo nemmeno milanisti (non sia mai!) di quello che pensa sul vino il duo David & Victoria venuti a Milano per fare un po’ di shopping e conoscere, dopo quella di Madrid e di Los Angeles, anche la Dolce vida meneghina? Francamente nulla, ma conoscendo un po’ il mondo del vino italiano, la sua frivolezza e compiacenza verso l’effimero non escluderei che in occasione di questi pochi mesi milanesi del modello e della sua algida consorte, con il pretesto dei Beckham “wine buffs” qualche p.r. in vena di stravaganze e di trovate ad effetto e qualche casa vinicola alla ricerca di notorietà mediatica pensassero di invitare il duo in azienda o magari volessero organizzare un wine tasting per pochi intimi e happy few (ma tanti fotografi di modo da scattare tante immagini da ammannire poi alle varie riviste inutili pronte a pubblicarle con tanto di titoli enfatici dei loro servizi), con David & Victoria nella veste di wine testimonial.
Facciano quello che vogliano, tanto stupidaggine più stupidaggine meno, il mondo del vino italiano non si sbugiarderà certo di più per una simile trovata, ma a loro, ai Beckham, del vino, di quello che significa, rappresenta, del valore sociale, storico, culturale che riveste, della sua poesia, non gliene può fregare di meno. Per loro è solo un “giocattolo”, un qualcosa di trendy e modaiolo nel quale spendere una parte degli incredibili introiti realizzati solo per il semplice fatto di apparire bene, di trovarsi in perfetta sintonia con questa società dell’immagine e dell’effimero, di esserne ideali interpreti e simboli, e non certo per quello che sono. Very inutil people, altro che Vip!, per i quali, anche se Natale incombe, se dovessero ancora occuparsi di una cosa che non li riguarda, cioè il vino, mi sembra giusto riesumare un gioco di parole e un calembour dei tempi di WineReport: “ma và a dà via el cru!” Per la traduzione, si rivolgano pure ad Adriano Galliani…

0 pensieri su “Il vino fa chic produrlo, ma berlo… che volgarità: David & Victoria a Milan(o)

  1. Nella mia Spagna fece notizia la risposta della Adams alla domanda “cosa pensa di Madrid?”: “Che puzza d’aglio”. Non me la immagino che vada oltre l’insalatina scondita e il pescetto al forno da ospedale, almeno per quanto riguarda la sua glaciale immagine pubblica… Che poi spesso di questo si tratta: di costruirsi un’immagine per far parlare.

  2. Caro Franco,
    capisco forse che la tua posizione sia di criticatutto e che allo stesso tempo sei anti-berlusconiano e anti-milanista, allo stesso tempo ci sono molte persone come me che ringraziano DIO di non essere interisti.
    Sono sicuramente daccorso che il vino rappresenta storia e cultura di una certa zona o paese, ma comunque non giudico chi preferisce godersi il vino in modo diverso e anche trattarlo come un “giocattolo” se vuole.
    Buon Natale

  3. A me però fa una gran tristezza vederla così magra. Se il motivo è davvero solo quello di dover mantenere un’immagine pubblica, le consiglierei, per far pace con se stessa (perché deve essere un bel sacrificio cibarsi solo di “insalatina scondita” e “pescetto al forno”) di approfittare – finché è qui – della magnifica cucina italiana e gustarne le specialità, accompagnandole magari con un bicchiere di buon vino. Ovviamente, sorseggiandolo con stile, così non smetterà di sentirsi chic e non rischierà di essere volgare…

  4. Nonostante la stima che ho per Lei fortunatamente neanch’ io sono interista, specialmente da dopo le intercettazioni (e gli stralci) e da quando gli errori arbitrali sono diventati sviste…
    Perchè dare ancora risalto a figure come Beckam e moglie? Sono fenomeni da ragazzine…e fenomeni per far soldi…
    Da milanista la reputo un pura operazione commerciale; speriamo …e sperimo di non vedere in campo uno che “Non usa il sinistro, non sa dribblare, non sa tirare di testa, non sa contrastare, segna poco. A parte questo è un buon giocatore.”
    Per quanto riguarda il vino9 meno male che personaggi di questo calibro non sono nel settore. Probabilmente quello è un modo di vita a cui approcciare per la totalità delle cose…

    Colgo l’ occasione per ribadire a Galliani che lui e il Presidente devono vergognarsi delle ultime 4 campagne acquisti.
    Attendo l’ aiuto di Alex F. grande milanista 🙂
    OK…OT

  5. Buongiorno.
    Caro Franco,
    2 commenti su 4 sono di donne………. suggerirei di inserire almeno un post alla settimana di cronaca rosa e non sempre e solo cronaca “rossa” come nostro (di noi frequentatori abituali del tuo blog) solito.
    Buon pomeriggio.

  6. Franco, …non siam tutti milanisti? , mica tanto qualche milanista che legge c’è!. cmq che dire… l’unica strada x smontare questi “montati” è appunto igrorarli.
    ciao a auguri di buone feste a tutti (campioni d’inverno inclusi) SB

  7. Che affronto a tutti coloro che pensano di essere vip solo perchè non bevono altro che etichette famose! Bere vino è volgare! Ah, Ah mi faccio una bella risata!

  8. Da milanistissima: mi pare proprio un’operazione retro-pop. Forse c’è ancora qualcuno che gli sta dietro, a gente come quella, ma a me pare che deprimano il senso dell’esser milanisti dei milanisti.
    Quanto al vino: provato mai a ordinare vino in un buon ristorante milanese?
    Ce n’è di strada da fare, ce n’è tanta.
    (v. “il senso dei ristoranti per il vino”)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *