New entry nei Piedmont top wines secondo Suckling: do you know il Barolo Etereo di Oriel?

Dobbiamo essere grati a “Giacomino” Suckling, l’ineffabile esperto (beh, parola grossa…) di vini italiani di Wine Spectator, perché non solo con i suoi articoli e le sue classifiche ci procura (bisognerebbe che qualcuno lo informasse di questo involontario effetto…) grande divertimento e supremo spasso, ma perché ci regala autentiche sorprese.
Così, non contento di averci reso edotti (in base alla comicissima classifica dei Top 100, che ho già commentato spassionatamente qui), che il Barolo 2004 di Pio Cesare e lo sconosciutissimo Barolo 2004 di tale Stefano Farina, rappresentano il top della barolesca produzione in questa annata classica, in una tabella denominata James Suckling’s Top-Scoring Wines From Piedmont che apparirà sull’uscita del 15 dicembre della celebre rivista statunitense e che potete leggere qui in allegato file pdf – Suckling Best Piedmont  – Giacomino dopo aver posto, come sempre, in testa alle sue preferenze il Langhe Nebbiolo Sperss 2004 di Gaja, i grandi vini di Bruno Giacosa e Roberto Voerzio, i vini di Azelia, Aldo Conterno, Ceretto, Corino, Silvio Grasso, l’Ornato 2004 di Pio Cesare (incredibile!), il Barolo del neo barolista Pecchenino (ma non era “l’ayatollah” della nouvelle vague del Dolcetto di Dogliani, pardon Dogliani e basta?), pone nelle primissime posizioni delle sue preferenze, con un punteggio ipotebolico di 95/100, per un costo contenuto in 75 dollari, un Barolo, 2001, denominato Etereo, di un’azienda di cui vi sfido a dire se avete mai sentito parlare e sapete di cosa si tratti, Oriel.
Una rapida ricerca tramite Google e arrivati al sito Internet Orielwines.com ecco spiegato l’arcano, quello che noi provinciali non conoscevamo: si tratta di una linea di vini, fornita da “un genere completamente diverso di wine company”, che propone, dice, “assoluta qualità”, solo “annate di qualità”, vini dotati di un “carattere regionale”, dal “prezzo molto conveniente”.
Oriel wines è una società di selezione e distribuzione, fondata dall’inglese John Hunt, con corporate office a New York ed emanazioni internazionali, che seleziona vini, in Francia, Spagna, Italia, Australia, California, Germania, Nuova Zelanda, ecc. che vengono prodotti da winemaker che collaborano con la società e vengono commercializzati, soprattutto negli States, con nomi di fantasia che vanno da Altezza per un Brunello di Montalcino, a Palio per un Montepulciano d’Abruzzo a Taralula per un’Igt Toscana a Femme Fatale per un Rosé di Bordeaux a Trifola per una Barbera d’Alba a Il Gattopardo per un Nero d’Avola.
Gli Oriel Wines contano su un wine club che consente l’acquisto a prezzi di favore e su un sostegno mediatico assicurato dalle consuete testate che contano, tra cui, ovviamente in pole position, Wine Spectator con il suo puntuale european editor Mr. Suckling.
Che cos’è Etereo? E’ un Barolo, curato da un winemaker, Giuseppe Albertino, di cui confesso di sapere solo che ha lavorato al Podere Rocche dei Manzoni di Monforte, da uve, come dice il sito Internet, provenienti da “
Sand and chalk soils in the Monforte d’Alba region of Barolo. Temperature controlled fermentation. Aged for 30 months in French oak barrels (100% new) and bottle aged for 6-8 months before release”. Un Barolo di stile moderno, come assicura l’affinamento di trenta mesi (anche per l’annata 2003 proposta sul sito) in barrique. Probabilmente mi sarò perso qualcosa non avendo ancora assaggiato questo vino e chissà quali mirabilie enologiche riservano ai fortunati potenziali clienti americani i vini di questa linea.
Viene solo da chiedersi che talento e che fiuto speciale, quasi da trifulau, abbia Giacomino Suckling per aver pescato questo etereo Barolo, prontamente promuovendolo con una valutazione di 95/100, manco fosse un Oreno, nell’Olimpo dei grandi vini. Almeno quelli che lui giudica, per motivi vari, tali… 

0 pensieri su “New entry nei Piedmont top wines secondo Suckling: do you know il Barolo Etereo di Oriel?

  1. beh dai, non esageriamo, Farina potrebbe offendersi! Ricordo di avere degustato il suo Barolo Franco Farina 2001 ad Alba wines, che non era niente male. Certo da qui a collocarlo fra i “maestri” ce ne vuole…

  2. ..questo giacomino e’ davvero un bel “puffo”………..
    dimostra ancora una volta tutti i suoi interessi economici,
    e dimostra ancora una volta che di vini,non capisce nulla, il problema sorge,quando uno pensa che nel mercato piu grande(e forse anche piu’ importante)e’ mosso da gente come lui,perche’ per mia esperienza e per quel che ho visto,non e’ il solo ad essere cosi’!!!!!!!! la professionalita’ in ws davvero e’ un miraggio,in un deserto immenso che non ha limiti,ma di piu’ mi fa paura,l’ignoranza di che vede queste riviste e questi esperti(se cosi’ si possono chiamare)come vere guide o guru del mondo enologico………..
    dio mio dove finiremo…………… dovrebbe andare LEI SIG. ZILIANI ad insegnare cose’ la professionalita’ e la serieta’ di un vero esperto di vini e di cultura enologica……….ad ws….e company………….

  3. non deve far parte del sistema ws,perche’ deve rimenere in italia,(fuga di geni,e fra noiper il bene del vino deve rimanere)ma darle un master ogni tanto…………..perche’ fanno davvero pena….

  4. Io credo che invece adesso gli articoli del Wine Spectator cominciano davvero ad avere un fine: la commedia.
    Direi che possiamo passare finalmente dalla critica del vino a quella fumettistica, perchè bisogna ammettere che questo articolo fa veramente ridere!!!
    E allora prendiamoli per quello che sono: il Vernacoliere del vino.

  5. Queste classifiche/segnalazioni (non sto dicendo le sue Sig.Ziliani servono ormai a farsi il “sangue buono” ovvero a ridere ridere ridere ridere ridere ridere ridere ridere …

    😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀

  6. Ziliani, perchè non fondiamo l’associazione trifolai del vino? Andiamo in giro a cercare nuovi vini anche noi. Naso un po’ (io) e tantissimo (tu e altri) lo abbiamo.
    Facciamo spettacolo,sicuramente ci divertiamo, magari qualcosa di buono lo troviamo…
    wine trifulators… che ne dici?

  7. Non avendo mai provato questo Barolo (anzi, non l’ho mai nemmeno sentito nominare) sospendo il giudizio. Certo comunque che un simile voto per un marchio praticamente ignoto ai più è una performance davvero rimarchevole…

  8. Ziliani, perché invece di giudicare e di sfottere il lavoro dei suoi colleghi, pratica rozza e patetica che le serve solo a raccattare qualche consenso in loggione, indegna di un giornalista che si rispetti, non si limita a fare ciò che fanno gli altri, e ciò che lei se vuole sa fare bene, ovvero giudicare i vini? Assaggi questo vino e ci dia il suo parere, se ci tiene. Altrimenti lo ignori. Quando fa così il suo non è giornalismo ma pettegolezzo da Cronaca Vera.

  9. Purtroppo, mi dispiace per lei sig. Ziliani, ma credo che Waldo ( coraggioso o no ha solo scritto quello che pensa di lei, e mi creda ormai il 99% degli addetti ai lavori ed appassionati la pensa nello stesso modo )abbia perfettamente ragione. Si limiti a fare solo il suo lavoro di cronista del vino, cerchi di farlo bene, e non predicare bene e razzolare male, come troppo spesso lei fa.
    Qualche esempio :
    giustamente lei ha criticato WS che ha assegnato al suo amico di Montalcino, tale Soldera, un punteggio infimo : 68/100 che onestamente non si assegna nemmeno all’aceto da 0,25 euro al discount;
    poi lei si comporta nella stessa identica maniera con i vini di Banfi, Frescobaldi ecc.
    Perchè tentare di demolire pregiudizialmente il lavoro di qualcuno, che le sta antipatico ( vorremo conoscerne i motivi se fosse possibile ) , ed osannare invece gli amici e gli amici degli amici, quando si dimostrano produttori di vini di media qualità, e non certamente eccelsa ??
    Lei è come i preti : predica bene e razzola male, ma ormai non incanta piu’ nessuno, mi creda e se ne faccia una ragione.
    Lasci ognuno libero di esternare il suo pensiero, diversamente chiuda il blog, e soprattutto non offenda chi non la pensa come lei, che negli ultimi anni sono diventati una moltitudine di persone. Io e Waldo siamo solo la punta dell’iceberg.
    Grazie della pubblicazione, gliene sarò grato.
    Nicola G.

  10. solo il 99% Nicola G.? Facciamo il 100% e se vuole il 150 per cento così é più contento, signora “punta dell’iceberg”…
    Comunque definendo “tale Soldera” il proprietario di Case Basse di cui mi onoro di essere amico, ha dimostrato chi lei sia e di che pasta sia fatto…

  11. Io oltre ad essere un appassionato del mondo del vino sono anche un appassionato fumatore di sigari, conosco quindi Mr. Suckling anche come European editor per la rivista Cigar Aficionado, che è l’equivalente di Wine Spectator per il mondo del sigaro (o poco ci manca). Quando recensisce un sigaro scrive (o dice, se si tratta di un video…) le medesime castronerie di quando sforna questi splendidi articoli dedicati al vino.
    Se volete farvi un paio di risate guardatevi la rubrica Cigars Wars sul sito:
    http://www.cigaraficionado.com/Cigar/Free/Video/0,4696,,00.html

  12. lo é sicuramente alla “punta dell’iceberg” e alla “moltitudine di persone” che non la pensa come me, ovvero “il 99% degli addetti ai lavori ed appassionati” di cui Nicola G. é l’esponente più fulgido

  13. @waldo
    @nicola g.
    ..sinceramente credo voi siate la punto ed il culo dell’iceberg…………
    siete rimasti soli,come gli highlander(ne rimarra soltanto uno,speriamo,o meglio nessuno)
    voi criticate il SIG.ZILIANI,ma lo criticate su una cosa,che anche i piu’ ignoranti saprebbero vedere,che ws e’ridicolo,sempre di piu’,ed a mio avviso,e non me ne frega se sono il solo,il SIG. ZILIANI e’ una delle persone più affermate ed esperte del mondo del vino italiano e non, perciò il suo attacco e’ una difesa della stampa e delle persone serie che ci sono nel mondo del vino,e si espone a querele e critiche,ma sempre con educazione e conoscenza dei fatti,
    voi,visto che sembrate infastiditi dei suoi articoli,andatevene a scrivere in un forum,molto frequentato da “enosboroni”,che pensano di saperla sempre piu’ degli altri,quello e’ il vostro posto,ci cadete proprio a pennello, e questo non vuol dire che non potete esporre le vostre opinioni,ma se non vi piace quello che scrive il SIG.ZILIANI,ANDATEVENE su un altro blog……..,
    perche’ se a me non piace un giornale,non me lo compro……..e non lo leggo………….
    distinti saluti
    walter

  14. ringrazio walter, ma per favore non esageriamo con i complimenti che poi finisco per credere a giudizi tanto gentili nei miei confronti…
    a me fa invece piacere che persone come waldo e nicola g. intervengano su questo blog e dicano liberamente la loro facendosi apprezzare per le loro idee…

  15. E’ ovvio, Walter, che lei non ha capito un tubo ma credo, da come scrive, che sarebbe troppo complicato spiegarglielo. Lei sta trasformando questo dibattito in una lotta tra bande tipo stadio. Io leggo estremamente volentieri le recensioni vinicole del SIG.ZILIANI tutto maiuscolo come lo scrive lei. Nel momento in cui il SIG.ZILIANI attacca (non importa se ha ragione o meno, lo capisce questo concetto?) un collega si comporta esattamente come quei produttori di vino che invece di parlar bene del proprio vino parlano male di quello del vicino. Non è serio, non è professionale. Ma certo suscita una piccola hola in qualche stadio di periferia…

  16. …ha ragione SIG. ZILIANI,adesso che ci penso fanno la stessa fine di WS,si rendono ridicoli,cosi possiamo farci due risate………
    pero’ e’ che mi da fastidio vedere e leggere come certa gente che attacca chi fa bene il suo lavoro,e lei lo fa bene,e se io dovessi non essere d’accordo su qualcosa che lei dice o su qualche critica sua, esporrei le mie riserve, però con le dovute maniere ed educazione,non sparando m…….e, senza sapere quello che dico………….
    purtroppo di gente come waldo e nicola,il mondo del vino(e non) e’ pieno………

  17. Aggiungo, se può essere più chiaro: io credo che Suckling di vino italiano NON CAPISCA UNA BEATA MAZZA (nella migliore delle ipotesi) ma io sono solo un appassionato, non un giornlaista. Ziliani lo è e secondo me dovrebbe comportarsi in modo più professionale. Io non difendo WS, non me ne potrebbe fregare di meno,credo solo che in ogni ambiente professionale ci si dovrebbe comportare diversamente da come fa Ziliani talvolta, tutto qua.

  18. mi sa che lei non capisce un tubo,o non sa quello scrive,si rilegga i suoi post…………..
    lei attacca Ziliani per il semplice motivo che denuncia l’aspetto ridicolo in come scrive e come giudica certi vini il sig. giacomino,
    e mi sembra molto corretta e professionale la sua critica,perché mi sembra giusto rendere noto al consumatore e appassionato di vino,che c’e’ gente che scrive sui vini ma non ne capisce una mazza…….
    e fa solo i suoi interessi personali e non! e le assicuro che il Ziliani e’ molto professionale nel suo lavoro,ed e’ molto rispettato nell’ambiente vinicolo,e quando giudica un vino,lo giudica con professionalita’ e non si fa influenzare da amicizie o altre cose,
    le vorrei ricordare il caso porthos di report… percio prima di attaccare un professionista come il signor Ziliani (é lo é)si guardi bene intorno…………….

  19. Waldo scrive :
    “Aggiungo, se può essere più chiaro: io credo che Suckling di vino italiano NON CAPISCA UNA BEATA MAZZA (nella migliore delle ipotesi) ma io sono solo un appassionato, non un giornlaista. Ziliani lo è e secondo me dovrebbe comportarsi in modo più professionale. Io non difendo WS, non me ne potrebbe fregare di meno,credo solo che in ogni ambiente professionale ci si dovrebbe comportare diversamente da come fa Ziliani talvolta, tutto qua.”

    Questo è esattamente ciò che penso anch’io, tutto qua.

    Walter scrive :
    ” ..sinceramente credo voi siate la punto ed il culo dell’iceberg…………”

    ed allora io aggiungo Walter o water per me sono la stessa cosa.
    Cordialmente
    Nicola G.

  20. A questo punto, però, sarebbe interessante avere un’informazione completa e diretta riguardo al protagonista dell’articolo: basta acquistare una bottiglia di questo Barolo (non ci spaventeremo mica per “soli” 75 dollari…?!?) e scriverne a ragion veduta… che ne pensa Ziliani?

  21. Mah, io la metterei cosi´: se Franco Ziliani avesse iniziato ieri sera ad interessarsi di vino, forse avrebbe
    avuto molto peso la valutazione di waldo. Visto che qualche bicchiere di Barolo nel tempo lo ha pure degustato, forse non sbaglia dubitando del fatto che una etichetta privata possa raccogliere tanto onore alla prima uscita, d’acchitto, e – aggiungo io – all’ immodesto prezzo di settantacinque dollarozzi.

    D’altra parte la figura del negociant, del selezionatore di vini fa parte della storia antica e recente del Barolo come del Borgogna e del Bordeaux: visto che il negociant statunitense si presenta su internet in modo chiaro citando anche il nome del consulente enologo, io – che sono ottimista di natura – concordo con Tommaso Farina e sospendo il giudizio fino all’assaggio.

    A parte la difficoltá di recuperare la campionatura (“James: e manna sta boccia a Ziliani!, please.”)
    rimane un altro fatto che deporrebbe peró a favore delle intuizioni di Franco Ziliani : il vino é un prodotto agricolo e piu´alta ne é l’individualitá agricola meglio stiamo tutti. Ora vadano pure i negociants e le etichette private, ma sempre che in etichetta o retro si dichiari chiaramente la provenienza con nome cognome indirizzo azienda agricola cantina sociale e quanto di piu´chiaro possa esistere.

    Altrimenti si cancella la figura di chi il vino lo ha prodotto e si allontana il consumatore finale da chi ha lavorato proprio per lui/lei. In altre parole: mettiamo che questo Barolo Oriel sia veramente una Ferrari
    dei Barolo. E che fai, nascondi la targhetta e lo scudetto giallo con il cavallino rampante ?

    Cosí, visto che qualche bicchiere di Barolo l’ho degustato anche io, cosi´ad occhio e croce, azzarderei l’opinione che si tratta certamente di un Barolo buono e ben fatto ma un po´cerchiobottista e che come prezzo é largamente superiore alla qualitá che c’é in bottiglia.

    Scommettiamo ?

  22. Buongiorno Franco.
    Sono un tuo lettore ed andando aldilà delle quisquiglie verbali vorrei farti una domanda a cui sono sicuro saprai rispondere data la tua conoscenza internazionale del mondo vinicolo.
    Quale pensi sia l’effetto economico di un 95 “regalato / elargito” da James Suckling in termini di accettazione del prodotto da parte del mercato e di aumento del relativo prezzo di vendita ?
    Se immagino la tua risposta significa che i lettori / consumatori di WS pagano due volte: dapprima l’abbonamento alla rivista, poi per comperare i vini che WS “consiglia” facendo spendere più soldi di quello che sarebbe il vero valore.

  23. Lei non ha risposto sig. ZILIANI ( maiuscolo ) alla mia domanda, ed ha tentato di glissare, come è da par suo, come mai ?
    Le ripeto la domanda qualora le fosse sfuggita :
    Qualche esempio :
    giustamente lei ha criticato WS che ha assegnato al suo amico di Montalcino, tale Soldera, un punteggio infimo : 68/100 che onestamente non si assegna nemmeno all’aceto da 0,25 euro al discount;
    poi lei si comporta nella stessa identica maniera con i vini di Banfi, Frescobaldi ecc.
    Perchè tentare di demolire pregiudizialmente il lavoro di qualcuno, che le sta antipatico ( vorremo conoscerne i motivi se fosse possibile ) , ed osannare invece gli amici e gli amici degli amici, quando si dimostrano produttori di vini di media qualità, e non certamente eccelsa ??
    Lei è come i preti : predica bene e razzola male, ma ormai non incanta piu’ nessuno, mi creda e se ne faccia una ragione.
    Allora ??
    Restiamo in trepida attesa sig. ZILIANI

  24. Credo ci siano un paio di cose da chiarire, la prima è che chi afferma “Lei è come i preti : predica bene e razzola male” non deve far altro che vergognarsi.
    La seconda è che chi giudica il lavoro altrui ha l’obbligo morale di farlo seriamente, anche perchè certe classifiche condizionano il mercato. Le “trovate” del signor “Giacomino” sono irricevibili e per niente credibili oltre che dannose all’immagine del vino italiano. Il dovere di chi conosce il mondo agricolo e del vino è quello di respingere al mittente chi giudica in modo così tendenzioso l’altrui lavoro.

  25. nicola, rilegga le scempiaggini, oh yes, scempiaggini che ha scritto: “giustamente lei ha criticato WS che ha assegnato al suo amico di Montalcino, tale Soldera, un punteggio infimo : 68/100 che onestamente non si assegna nemmeno all’aceto da 0,25 euro al discount; poi lei si comporta nella stessa identica maniera con i vini di Banfi, Frescobaldi ecc. Perchè tentare di demolire pregiudizialmente il lavoro di qualcuno, che le sta antipatico ( vorremo conoscerne i motivi se fosse possibile ) , ed osannare invece gli amici e gli amici degli amici, quando si dimostrano produttori di vini di media qualità, e non certamente eccelsa ??”, ovvero mette sullo stesso piano il Brunello di Soldera ed i vini delle due aziende che cita e poi taccia, perché di bestialità ne ha già dette abbastanza…

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  27. Forse Franco vale la pena che per un pò ignori le malefatte di James Suckling & co.
    Probabilmente sta / stanno sghignazzando nel vedere quanto fa / fanno parlare sia nel bene che nel male. In un certo senso anche queste diatribe fanno aumentare la loro notorietà secondo il detto “tanti nemici, tanto onore”.
    Hai visto come la “bolla” speculativa ha sgonfiato il mondo finanziario … probabilmete anche WS è vicino a sgonfiarsi da solo, e sicuramente di spallate ne hai date tante.
    Ormai WS ed il suo sito assomigliano più ad una patinata rivista mix di lifestyle e pettegolezzo con il “vero” vino come optional …

  28. @ nicola
    primo mi chiami WALTER,e cerchi di non essere un bambino,insultando il nome proprio altrui,ma per come scrive,più che di un bambino(magari fosse un bambino,sarebbe piu’ intelligente)
    da come scrive,si capisce che lei e’ come giacomino,non capisce una mazza,ne di vino ne di giornalismo,e lo dice anche il SIG.CARLO,
    perché le ripeto,visto che e’ duro d’orecchi o magari ha delle difficoltà a leggere,che il SIG.Ziliani,attacca Giacomino perché con i suoi giudizi insensati e sinceramente sbagliati,insulta e distorce la pura realtà enologica italiana agli occhi del mondo,e le ricordo,che purtroppo ws negli states é molto influente,e questo danneggia chi il vino lo fa con serietà ‘qui da noi,e per fortuna di aziende serie ce ne sono, e sicuramente non sono quelle che difende lei,che hanno dimostrato un ipocrisia nel caso del Brunello, a mio avviso colossale………….ma questo e un altro caso (che per lei,visto il suo quoziente di intelligenza, quello che traspare da come scrive, e’ molto difficile da capire)………..
    perciò e’ logico, opportuno e professionale da parte del Signor Ziliani difendere la realtà vinicola italiana,e attaccare chi scrive in modo ingiusto ed inadeguato sulla nostra terra,perché di buffoni che si credono esperti sui nostri prodotti(al di fuori dei nostri confini),ce ne sono gia’ troppi…………………..
    e le ricordo che il Signor Ziliani sia in Italia che al di fuori dei nostri confini e’ una persona rispettata e autorevole del mondo enologico…..
    e sarebbe meglio che si confessi in chiesa perche’ tra bestialità e bestemmie ha già superato i limiti massimi……………..
    cordiali saluti
    WALTER

  29. Il siur ziliani scrive :
    “nicola, rilegga le scempiaggini, oh yes, scempiaggini che ha scritto: “giustamente lei ha criticato WS che ha assegnato al suo amico di Montalcino, tale Soldera, un punteggio infimo : 68/100 che onestamente non si assegna nemmeno all’aceto da 0,25 euro al discount; poi lei si comporta nella stessa identica maniera con i vini di Banfi, Frescobaldi ecc. Perchè tentare di demolire pregiudizialmente il lavoro di qualcuno, che le sta antipatico ( vorremo conoscerne i motivi se fosse possibile ) , ed osannare invece gli amici e gli amici degli amici, quando si dimostrano produttori di vini di media qualità, e non certamente eccelsa ??”, ovvero mette sullo stesso piano il Brunello di Soldera ed i vini delle due aziende che cita e poi taccia, perché di bestialità ne ha già dette abbastanza… ”

    Francamente ” e poi taccia…” mi sembra un pochino dittatoriale non crede ? Se non vuole critiche chiuda il suo blog e buonanotte ai suonatori.
    Quando ho voglia e tempo da perdere, vengo proprio qua sul suo sito, siur ziliani, e di scempiaggini e bestialità se ne trovano a bizzeffe ogni giorno.
    Si rilassi e soprattutto si sgonfi, caro siur ziliani, ormai non le crede piu’ nessuno , se non quei pochi che la lisciano quotidianamente, e si ricordi che la maggiornaza dei suoi lettori viene a leggerla per farsi una sana risata quotidiana, ultima ma non da ultima le boiate che si è permesso di scrivere sul grande Giacomo Tachis, il padre del Sassicaia e l’artefice del rilancio della viticoltura siciliana e sarda.
    Ma lei queste cose le conosce o scrive solo per fare del casino gratuitamente ?
    Nicola G.

  30. sciur Nicola G, le propongo una cosa: perché non si fa conoscere di persona, dicendo come si chiama e chi é invece di nascondersi, con ben poco coraggio, dietro ad un nickname? Così potrò dire al signor X.Y. e non ad uno sconosciuto com’é attualmente lei che quelle che dice sono emerite sciocchezze per non dire peggio…

  31. …Signor Ziliani, i conigli si fanno sempre riconoscere,sia dal modo di parlare che da quello di scrivere,ed il sig.(di signore ha ben poco) sicuramente non ha il coraggio per dichiararsi chi e’,e da questo suo atteggiamento,ci fa capire di che pasta sia fatto……….e’ talmente ipocrita,che sta difendendo le dichiarazioni del Sig.Tachis,e questo e’ incredibile,perche’ anche il piu’ ignorante in materia vinicola,leggendo queste dichiarazioni resterebbe allibito,e poi nessuno mette in dubbio la grande carriera di Tachis,ma le sue ultime affermazioni,che ha esternato a tutto l’ambiente vinicolo italiano,e detto da tutti,fuori luogo……. Al “signore” dico che nessuno le impedisce di venire su questo blog e farsi due risate,ma le assicuro che ce ne facciamo più noi a leggere i suoi commenti………continui cosi’ a rallegrarci le giornate………….

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