Nicola G. alias R.G.: cronistoria di un caso umano

E’ così ieri, con un commento che riporto qui nel caso vi fosse sfuggito, una delle gramigne più infestanti di questo blog con i suoi commenti, tale Nicola G., è stato costretto a gettare la maschera e a rivelare la propria identità, inchiodato dal fatto che avevo scoperto che il suo indirizzo I.P. dal quale inviava i suoi sgradevoli e sgraditi messaggi era lo stesso di un tale che da tempo sospettavo in realtà fosse, ovvero il “conduttore del sito Wine Taste”, come si definisce, tale Roberto Gatti.
Non ci sarebbe da perdere tempo su questo episodio, visto che la Rete è piena di oscuri personaggi che trincerandosi dietro nickname insultano, denigrano e dicono cose squalificanti che non avrebbero mai il coraggio, da conigli quali sono, di affermare se dovessero farlo rivelando la propria reale identità, se questo tizio non fosse una persona che, con la competenza e la professionalità che lascio a voi giudicare, prova a scrivere di vino, ha un proprio sito Internet, viene invitato (o veniva invitato, perché ora disponendo di ampi elementi per capire con chi hanno a che fare mi auguro che Consorzi e associazioni varie che invitano noi giornalisti pensino in futuro di ignorarlo…) a far parte di commissioni di degustazioni di concorsi e a manifestazioni varie organizzate da Consorzi e Associazioni.
Un “collega” verrebbe da dire, anche se nel caso della persona in oggetto sarebbe parola troppo grossa e se io, e la stragrande maggioranza dei colleghi che esercitano, come me, il mestiere di cronista del vino, di degustatore, di collaboratori chi di riviste chi di guide, non avvertissimo, già a livello epidermico, e senza la necessità di approfondire la conoscenza, la nostra totale lontananza da personaggi del genere e con loro non avessimo nulla, ma proprio nulla a che fare.
Un tale, il Nicola G. poi rivelatosi essere invece tale R.G., con il quale il sottoscritto ha da tempo deciso, comunicandoglielo via mail e poi anche di persona, sul muso, di non voler aver nulla a che fare, anche se poi, per gli strani casi della vita, mi capita di incontrarlo e trovarmelo di fronte in manifestazioni alle quali, non si sa bene perché, venga invitato.
Bene, questo tizio, verso il quale bisognerebbe provare umana pietà, dato la problematicità del caso umano che rappresenta, invece di prendere atto di questa mia legittima volontà (siamo o non siamo liberi di salutare, frequentare, parlare solo con le persone che ci aggradano e non con quelle che non ci piacciono?) ha cominciato a tempestare questo blog, oltre ad intervenire più volte infestando forum vinosi vari con le sue uscite (molto spesso indirizzate contro di me e quel che scrivevo) ad inviare messaggi al blog, presentandosi non con il suo nome (perché dice che sarei stato “puntualmente censurato”) ma ricorrendo al nickname di Nicola G.
Da me sbugiardato e inchiodato alle sue meschinità, perché l’I.P. è la traccia indelebile che anche i bambini sanno bene che segna da quale p.c. inviamo le nostre mail, il tale invece di limitarsi a chiedere scusa e poi andarsi a nascondere ha replicato con questo messaggio che si commenta da solo:
“Nessun problema sig. Ziliani a qualificarmi con nome e cognome: Nicola è Roberto Gatti, il quale se fosse entrato qui dentro con il suo nome e cognome sarebbe puntualmente censurato. Eppoi mi spieghi lei sig. Ziliani cosa c’è di male ad entrare in un blog o forum con un nickname, quando il 99% dei frequentatori lo fanno, per uso e consuetudine consolidata ormai in internet, quasi ovunque?
( Su Vinix ad esempio invece ognuno entra solo con nome e cognome )
Per sua informazione e conoscenza le comunico che ho da qualche mese la tessera da giornalista iscritto regolarmente, e poi non credo proprio di avere mai detto ” cattiverie e falsità ” sul suo nome, ma ho solo espresso ciò che penso liberamente, senza offendere alcuno.
Se mi promette pubblicamente di NON censurarmi verrò a viso aperto ad esprimere le mie opinioni, che sono molto spesso discordanti dalle sue, ed ogni tanto possono pure concordare, ma è sempre piu’ difficile e raro ultimamente. Mi stia bene sig. Ziliani e buon lavoro. Roberto Gatti conduttore sito Winetaste”.
Allora, di fronte a questa iattanza e spudoratezza ho pensato fosse utile, anche per lui, ripubblicare solo una piccola parte dei commenti che questo tizio, presentandosi come Nicola G., ha inviato e che sono stati pubblicati su Vino al Vino.
Messaggi dove il tale oltre ad insultare me ed i lettori (altro che critiche!) arriva addirittura a dichiarare tre diverse identità, che testimoniano del suo stato di confusione mentale e fanno pensare che con ogni probabilità avrebbe bisogno di un bravo psichiatra.
E oggi questo tale, dopo aver imperversato con i suoi deliri e aver dato testimonianza di chi sia, ha la faccia di tolla di chiedermi ancora di poter intervenire sul mio blog “a viso aperto ad esprimere le mie opinioni se mi promette pubblicamente di NON censurarmi”? Che si vergogni, si vada a nascondere e giri alla larga, che su questo blog, nel libero e articolato articolarsi di opinioni espresse dai suoi lettori (che lei ha più volte definito “lecca…o”) non c’è spazio per le sue farneticazioni!

Piccola antologia di commenti di Nicola G. alias R.G.

Piu’ che Vino al Vino, questo blog dovrebbe chiamarsi :
” All critical wine “, ovvero il critico tritatutto, anche las pelotas. Criticare e ( tentare di ) demolire il prossimo è piu’ facile che costruire. est plus’ facile Nicola G.

@ Osvaldo scrive

” Ammetto di aver scoperto questo blog soltanto di recente ma ho l’impressione, e glieLo dico schiettamente, che la Sua critica a Wine Spectator, James Suckling o Bibi Graetz sia a prescindere, ed anche gratutitamente acida. ” caro Osvaldo vedo che non ci ha messo troppo tempo a capire “il personaggio”, ma se avrà la costanza e la pazienza di venire piu’ spesso, ogni giorno troverà una critica nuova per una persona diversa, ma sempre di critica acida e distruttiva si tratterà. Il nostro non sa fare niente di meglio, a quanto pare. Nicola G.

@ Gianpaolo
Il suo è uno dei pochissimi interventi scritto da una persona intelligente, e preparata su serio. Tutto il resto sono polemiche inutili, come sempre, ed interventi dei soliti lecca@@@o. Che noia, che barba, che barba, che noia
Nicola G.

Vedo con piacere che tutti i Nicola NON fanno parte del Ziliani Fans Club, che a fatica arriva ai 10 iscritti.
Nicola G.

Il testamatta è un vino ” per ricconi “, mentre il brunello del caro amico Soldera a 120/150 euro è cosa per tutti i poveri operai metalmeccanici. Per favore….
Nicola G.

P.S. ) All’inizio del post le avevo dato pure ragione, credendo fossero stati spesi soldi pubblici, invece ora vedo un suo accanimento, solo perchè di mezzo c’è WS, una rivista per la quale lei non scriverà mai, e lo vorrebbe tanto invece. Magari come responsabile del mercato italiano, ancora meglio se delle Langhe e di Montalcino ( cosi’ potrebbe dare un aiutino ai suoi amici )

Il siur ziliani scrive :
“nicola, rilegga le scempiaggini, oh yes, scempiaggini che ha scritto: “giustamente lei ha criticato WS che ha assegnato al suo amico di Montalcino, tale Soldera, un punteggio infimo : 68/100 che onestamente non si assegna nemmeno all’aceto da 0,25 euro al discount; poi lei si comporta nella stessa identica maniera con i vini di Banfi, Frescobaldi ecc. Perchè tentare di demolire pregiudizialmente il lavoro di qualcuno, che le sta antipatico ( vorremo conoscerne i motivi se fosse possibile ) , ed osannare invece gli amici e gli amici degli amici, quando si dimostrano produttori di vini di media qualità, e non certamente eccelsa ??”, ovvero mette sullo stesso piano il Brunello di Soldera ed i vini delle due aziende che cita e poi taccia, perché di bestialità ne ha già dette abbastanza… ”Francamente ” e poi taccia…” mi sembra un pochino dittatoriale non crede ? Se non vuole critiche chiuda il suo blog e buonanotte ai suonatori. Quando ho voglia e tempo da perdere, vengo proprio qua sul suo sito, siur ziliani, e di scempiaggini e bestialità se ne trovano a bizzeffe ogni giorno. Si rilassi e soprattutto si sgonfi, caro siur ziliani, ormai non le crede piu’ nessuno , se non quei pochi che la lisciano quotidianamente, e si ricordi che la maggiornaza dei suoi lettori viene a leggerla per farsi una sana risata quotidiana, ultima ma non da ultima le boiate che si è permesso di scrivere sul grande Giacomo Tachis, il padre del Sassicaia e l’artefice del rilancio della viticoltura siciliana e sarda. Ma lei queste cose le conosce o scrive solo per fare del casino gratuitamente ?
Nicola G.

Purtroppo, mi dispiace per lei sig. Ziliani, ma credo che Waldo ( coraggioso o no ha solo scritto quello che pensa di lei, e mi creda ormai il 99% degli addetti ai lavori ed appassionati la pensa nello stesso modo )abbia perfettamente ragione. Si limiti a fare solo il suo lavoro di cronista del vino, cerchi di farlo bene, e non predicare bene e razzolare male, come troppo spesso lei fa. Qualche esempio: giustamente lei ha criticato WS che ha assegnato al suo amico di Montalcino, tale Soldera, un punteggio infimo: 68/100 che onestamente non si assegna nemmeno all’aceto da 0,25 euro al discount; poi lei si comporta nella stessa identica maniera con i vini di Banfi, Frescobaldi ecc. Perchè tentare di demolire pregiudizialmente il lavoro di qualcuno, che le sta antipatico ( vorremo conoscerne i motivi se fosse possibile ) , ed osannare invece gli amici e gli amici degli amici, quando si dimostrano produttori di vini di media qualità, e non certamente eccelsa ?? Lei è come i preti : predica bene e razzola male, ma ormai non incanta piu’ nessuno, mi creda e se ne faccia una ragione. Lasci ognuno libero di esternare il suo pensiero, diversamente chiuda il blog, e soprattutto non offenda chi non la pensa come lei, che negli ultimi anni sono diventati una moltitudine di persone. Io e Waldo siamo solo la punta dell’iceberg. Grazie della pubblicazione, gliene sarò grato.
Nicola G.

@ il sig. le barone le barone, io non so chi lei sia, ma credo abbia preso un grosso abbaglio. Io non frequento i forum, ma quando mi capita questo sito del sig. Ziliani. Io abito in Campania, provincia di Avellino, dove il mio cognome è molto diffuso, ed ho scambiato il sig. Michele che ha scritto qui, con un certo Michele produttore campano ( di cui non menziono il cognome )con il quale ho avuto qualche noia. Buona giornata Nicola G.

@ Michele
Io mi chiamo Nicola Grassi e lei invece chi è ? Cosi vediamo se è lo stesso di cui mi hanno parlato, o se invece ho scambiato persona ! Le voglio solo precisare che il termine ” lecchini ” NON era rivolto a TUTTi i suoi lettori, ma solamente a un certo Michele ( se è il produttore di cui mi hanno riferito ! poi potrei avere scambiato persona ed a volte succede in internet ). Per quanto riguarda il maleducato, arrogante e cafonaggine, mi dispiace per lei, ma sono ” qualità ” che non sono mie, piuttosto si guardi bene allo specchio e ” rifletta ”
Signor Ziliani. Lei ha dimostrato ancora una volta, se cè ne fosse stato bisogno, di avere un pessimo carattere, che non le permette altresi’ di offendere le persone che la pensano diversamente da lei. Una connotazione molto autoritaria nel modo di pensare : o con me o contro di me, perchè ? Io non la vedo come lei, in un blog ognuno può esprimere liberamente le prorie opinioni, senza per questo dovere essere insultato dal ” padrone di casa “. Impari a rispettare le persone, se poi anche lei giustamente vuole essere rispettato, non crede ?

Un evento che passerà alla storia del vino italiano : Lei Ziliani ne uscirà con le ossa rotte, Rivella e Fiore le faranno fare una gran brutta figura….mi creda, ne conosco perfettamente capacità ed esperienza. Si ritiri finchè è in tempo.

Nicola G. ( perchè qua ce un’altro Nicola che scrive , siamo in due )

Una grande, pazzesca BOIATA, tanto per fare clamore. Questo non è giornalismo serio, ma solo voglia di fare sensazionalismo, allarmismo, scoop, chiamiamolo come vogliamo. Quando non ci sono prove certe e documentate siamo a livello di bar sport e basta.
L’argomento non interessa piu’ a nessuno, trovatene un altro Bel modo di dialogare, complimenti, lei dialoga solo con chi la pensa come lei, una persona molto democratica, a quanto scrive. Sono io che non aprirò piu’ questo blog, dal momento che il suo titolare esprime cosi’ poco senso democratico, e poche cose interessanti.
Addio ” Siur Franco ”
Nicola Baricordi (e questo non è un nickname )

0 pensieri su “Nicola G. alias R.G.: cronistoria di un caso umano

  1. Caro Ziliani,

    non sa quanto questo “dénouement” della verità mi abbia fatto un piacere quasi carnale.
    Mi sembra che la sua presentazione del “caso umano”, testimoniata da prove inconfutabili, non da ultimo l’ammissione di colpevolezza da parte del soggetto, abbia fugato ogni dubbi, a chi ancora potesse averli, che esemplare quasi unico e raro il signore in questione sia in realtà.
    Tra l’altro mi sono divertito parecchio leggendoquesto passaggio che mi riguarda da vicino:
    “@ il sig. le barone le barone, io non so chi lei sia, ma credo abbia preso un grosso abbaglio. Io non frequento i forum, ma quando mi capita questo sito del sig. Ziliani. Io abito in Campania, provincia di Avellino, dove il mio cognome è molto diffuso, ed ho scambiato il sig. Michele che ha scritto qui, con un certo Michele produttore campano ( di cui non menziono il cognome )con il quale ho avuto qualche noia. Buona giornata Nicola G.”

    Il Sig. R.G mi conosce eccome, visto che abbiamo anche degustato allo stesso tavolo nientemno che a casa sua, cosi come conosce anche il produttore da lui citato (tra l’altro persona integrissima e serissima sia a livello umano che professionale e non ultimo un caro amico) e i commenti nei confronti del quale respirano ingiustificatamente astio, risentimento ed invidia.
    Per concludere vorrei ringraziarla Sig. Ziliani per aver messo finalmente in luce le contraddizioni, le crisi d’identità, la maleducazione, l’astio e la poca capacità di rapportarsi con il prossimo (e mi fermo qui) che il sopracitato non smette mai di dimostrare.

    Un saluto di tutto cuore

    Alessio

  2. Vedo che la “GrATTIgna” cresce veramente ovunque: Dopo aver imperversato sul G.R. e su Rex Bibendi è arrivata anche qui. credo che i post pubblicati qui sopra dicano gia tutto del …peronaggio
    A proposito,….sul RBForum si era presentato anche come …OSTE(offendendo a destra ed a manca), ed anchè lì era stato “pizzicato” per il suo IP 🙁 🙁
    Sarei curioso di conoscere il numero della sua tessera di giornalista(?), visto che fino a qualche mese fa risultava “SCONOSCIUTO” all’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna

  3. La ringrazio dell’ampio spazio dedicatomi sul suo blog, ma non ne sentivo la necessità,mi creda, non ho bisogno della sua pubblicità.
    Ma di cosa si meraviglia Ziliani, del fatto che ho usato un nickname, non si ricorda che pure lei si faceva chiamare Monprivato ( o monfortino ? ) non ricordo bene, e non mi sembra nessuno ne abbia fatto un caso come vuole fare lei.
    Tutte le cose che le ho scritto come Nicola G. le ribadisco e gliele riconfermo come Roberto Gatti, dove sta il problema, quando lei quotidianamente butta fango ( per non dire altro, è già stato definito spalatore di m…a ) su tutto e su tutti.
    Le confermo, e lei da bravo ” Sherlock Holmes ” lo può verificare alla svelta, che io mi sono firmato SOLO ED ESCLUSIVAMENTE Nicola G., gli altri nickname sono di altre persone che la amano alla follia. Lo faccia al piu’ presto e corregga il tiro please.
    Il bravo le Baron farebbero bene a farsi i fattacci suoi, che provinciale è e tali rimarrà tutta la vita : il produttore da lui citato mai l’ho incontrato personalmente e MAI ho avuto il piacere di degustare un suo vino.
    I problemi credo siano solo nelle vostre teste, e per questo vi consiglio una visita specialistica, e finirò di usare i nickname quando su internet tutti lo faranno. Questa è la normalità, vi piaccia o meno.
    le Baron è un nome vero;
    Andytally è un nome vero ?
    Monprivato è un nome vero ?
    e potrei continuare all’infinito.
    Non penso di pertdere altro tempo con ” personaggi” del vs calibro che qualcuno in email private mi ha definito con un termine, che non oso riportare in pubblico.

  4. Quello che ho appena pubblicato é l’ultimo commento del tale che pubblicherò sul mio blog, che si firmi con il suo nome o con l’antico nickname di Nicola G.
    Da quello che scrive e come lo scrive deduco che non ha tratto alcun giovamento da questo suo pubblico sbugiardamento: contento lui… Voglio solo ricordare che ieri, nella mail che mi ha mandato per cercare un accomodamento prima di essere costretto a fare il suo “outing”, il tale mi scriveva: “se dovessi averla offesa ha tutte le mie scuse”. Per poi chiudere: “saluti e buone feste, in fondo non ho NULLA di NULLA contro di Lei, mi creda sulla parola”. E’ davvero.. “un caso umano”…

  5. Non ci resta che augurarci che finalmente il buon Roberto mantenga la promessa, troppe volte ciclostilata, di “smettere di perdere tempo con “personaggi” del (nostro) calibro”.
    Visti i precedenti, dubito però possa riuscire nel suo fiero e da TUTTI auspicato intento.
    NB) è una sfumatura, ma trovo vi sia una piccola diversità di comportamento e di stile fra chi usa un nickname (senza nascondere la sua vera identità) e chi, come il nostro, ne abusa per fini quanto meno censurabili (eufemismo).

  6. Franco, come diceva un grande Maestro: “Non ti curar di lor ma guarda e passa”…

    p.s. per inciso, io non pubblico almeno il 10% di interventi sul mio blog, che ritengo (forse in modo molto politicamente scorretto, ma il blog è mio e ci pubblico quel che mi pare…)offensivi, maleducati o scorretti nei confronti dei miei lettori. Se qualcuno ha qualcosa da dire sarebbe bello che avesse i co****ni di dirlo in faccia, con tanto di nome e cognome. è facile nascondersi dietro nick. quanto poi alla vis polemica e ai problemi psicologici, ognuno ha i suoi. non perdiamo altro tempo a giocare a Madre Teresa

  7. Non vorrei aggiungere nulla all’offuscato e disperato tentativo da parte di GattiSilvestro di graffiare prima di esalare l’ultimo respiro….anche perché ne sarei incapace visto che dovrei sintonizzarmi su meccanismi sinapsici che ormai non si vedono da qualche centinai di migliaia di anni.
    Ci tengo solamente a sottolineare come abbia del paradossale il sentirmi affibbiare (per l’ennesima volta)l’etichetta di provinciale da uno che per andare all’estero ha bisogno del traduttore, che non ha mai avuto esperienza di lavoro significative in ambito internazionale, che non riesce a scrivere correttamente una parola che sia una di inglese, che spara su certi vini solo in ragione del prezzo magari altino senza averli mai assaggiati e che dimostra una chiusura mentale degna del più devoto borghese vittoriano.
    Tra l’altro il buffo felino tenta di giustificare il suo operato prendendo come giustificazione l’operato della massa: lo fanno tutti, lo faccio anche io!Classico esempio di annullamento della propria individualità e di maldestra pratica di scarico di barile sulle spalle dei “soliti ignoti” che formano la popolazione di internet.
    Pensate se la massa decidesse di darsi alla sodomia cosa succederebbe!
    Un saluto a tutti, chiedo scusa a Ziliani per essermi dilungato ma ne avevo bisogno.
    Alessio Guidi (in arte Le Baron di nome forse di fatto forse un po meno ma comunque sempre me stesso in ogni situazione)

  8. Agli occhi di un produttore, che lavora sodo sulla terra, questa polemica dispiace proprio.
    Vedere due persone che si azzuffano fanno sempre male al cuore.
    Ognuno ha le sue ragioni, evidentemente, ma le denigrazioni degli altri sono sempre negative. E poi, aggiungo, la luce del sole fa sempre bene…

  9. Guardi, Gatti: lasciamo perdere la sgrammaticatura e gli svarioni contenuti nei suoi scritti, che poco onore portano alla vantata qualifica di giornalista. Una qualifica che dev’essere ben recente, anzi recentissima, se da un’indagine da me compiuta (come vede siamo tutti Sherlock Holmes) nel giugno scorso il suo nome non risultava tra gli iscritti all’OdG dell’Emilia Romagna. E che la dice lunga sull’irreversibile crisi della categoria, preda ormai di una sindrome suicida da “todos caballeros”.
    Personalmente non ho nulla contro di lei, anche se tempo addietro poco rispettosamente si permise di “quotare” (usò proprio questo verbo, no comment) su questo blog alcune mie opinioni non in sintonia con le sue, come se lei fosse l’oracolo. Avrei anche parecchio da dire sulle sue annose e abusive, in quanto lei abusante del titolo professionale di giornalista, frequentazioni di degustazioni, manifestazioni, conferenze e incontri riservati alla stampa, ai quali lei si è fatto invitare sapendo di fornire notizie false sulla sua professione e pertanto spacciandosi per chi non era. Per sorvolare su alcune surreali arrampicature sugli specchi della dialettica escogitate sul suo sito (cito testualmente: “La visibilità arrivata da Internet, per chi come me vive in un piccolo centro del Delta del Po è stata immediata, tanto da essere accettato come giornalista del web e soprattutto come giudice degustatore ai Concorsi Enologici Mondiali più prestigiosi”, con cui in pratica ammette di essere “accettato”, e pertanto di non appartenere alla categoria, e di svolgere in realtà un’altra attività, quella di degustatore e non di giornalista) allo scopo di salvare le apparenze, come se poi il potersi fregiare dell’iscrizione all’ordine desse chissà quale autorevolezza (figuriamoci).
    Nulla di personale, dicevo. E nulla delle sue pregresse ruggini con Franco Ziliani che possa interessarmi.
    Mi limito a commentare il caso di un certo Nicola G. (con il quale, guarda caso, non mi sono mai trovato d’accordo pur non sapendo chi fosse in realtà) che si sputtana da solo facendosi beccare a fare commenti anonimi su un blog che, pontificando, frequenta anche “in chiaro”, con nome e cognome. Una brutta figura irrimediabile (deontologicamente, in verità, da ormai “collega” giornalista qualcosa da dire ce l’avrei) e planetaria. Umanamente, sia chiaro, non me la sento di condannare il suo tentativo di difendersi, l’argomentare più o meno lucido in cerca di attenuanti o giustificazioni. La invito solo, lo dico per lei, a rendersi conto che, oltre un certo punto, insistere nella difesa dell’indifendibile è come nuotare nelle sabbie mobili: si affonda sempre di più.
    Lasci perdere poi il “fumo negli occhi” con i quali Franco Ziliani è visto in tanti ambienti: da giornalista con appena una ventina d’anni d’esperienza in più di lei, le dico che è un onore, non un difetto. Soprattutto se il fumo è negli occhi della pletorica marmaglia degli pseudogiornalisti o di chi è abituato a una stampa servile in quanto “lubrificata” e ubbidiente. A me capita spesso di essere in disaccordo con Ziliani, ma ciò non mi impedisce di apprezzarne la coerenza. Capisco che essere accomodanti e compiacenti sia molto più produttivo per chi campa di inviti, educational e casse di vino in regalo a ogni piè sospinto, ma al mondo esistono anche l’onestà intellettuale e una (ahimè residua) dignità professionale. E soprattutto la possibilità di essere critici senza essere “contro” a tutti i costi.
    Quanto lei racconta sul produttore che minaccerebbe di farla escludere dalle anteprime del Chianti Classico, mi pare raccontare un fatto gravissimo e su questo, come collega, ha tutta la mia solidarietà. Mi corre però l’obbligo di domandarmi perchè il produttore in parola non abbia chiesto la sua esclusione prima, quando evidentemente giornalista non lo era ancora.
    In conclusione, visto che più volte sottolinea di aver raggiunto l’agognato “tesserino”, dopo questo infortunio cominci ad accettare anche i pochi doveri che l’appartenenza all’OdG implica, cioè la rinuncia all’anonimato e l’acquisizione di un certo senso di responsabilità per ciò che si dice. Avrà solo da guadagnarne in reputazione e rispetto.
    Saluti,

    Stefano Tesi

  10. Gehtilissimo Paolo Cianferoni,sono daccordissimo ,ma sulla ”luce del sole che fa SEMPRE bene”un po’ meno….purtroppo (a volte)…”può ustionare”! (assolutamente non nel caso del tema di questo post un po’ ..”felino”)

  11. io non uso e non userò mai nickname. Non ho paura ad uscire allo scoperto. Tuttavia, caro Franco la mia storia su Pinocchio è stata confermata in pieno: qualche burattino che si muove con le corde tenute dal più famoso mangiafuoco (ovviamente vorrei tranquillizzare i suoi amici “satellitari” : tutto ciò è solo una metafora gentile e inoffensiva, senza l’astio che normalmente contraddistingue lei e il suo piccolo “branco”, molto, molto ingiurioso e maleducato). Ecco perchè sono caduti nello scherzo (ovvio) di Corioils come pesciolini in un laghetto di pesca sportiva. Con questo apro e concludo la mia presenza in questo sito che non parla di cultura del vino, ma solo e soltanto di vendette, ripicche, liti ed ha bisogno di una frangia maleducata e delirante su un altro sito satellite…. (I pesciolini usano tutti la nickname…come mai?)
    A mai più sentirci e cerchi di godersi il bellissimo mondo del vino e dei produttori senza il livore continuo che la perseguita
    buon lavoro e tanti auguri
    P.S.: temo comunque che non sarò mai pubblicato….

  12. ricevo questa incomprensibile e-mail da Enzo Zappalà del Circolo Tirso. Non capisco a cosa si riferisca visto che l’unica volta che ho parlato della sua associazione, in un commento sul forum Rex Bibendi scrivevo:
    “dubito profondamente che quelli del Circolo Tirso, http://www.circolotirso.net/ tra i quali ci sono fior di produttori e di persone serie, possano avere a che fare con quel tizio che si è manifestato su questo forum…”

  13. caro Franco,
    il mio post deriva da una cattiva interpretazione del suo commento, avendo inteso che “il tizio” fossi io, proprio l’iniziatore del suddetto circolo. Sono contento si tratti solo di un comprensibile quiproquo (sui blog capitano…). Ben diversa è la situazione su Rex Bibendi in cui sono stato attaccato e offeso in lungo ed in largo da personaggi che cercavano di vedere in me chissà quale losco figuro, sdoppiato in due, dieci, cento spioni pronti a carpirgli i segreti di cui sono depositari. E tutto perchè avevano abboccato ad un mio palesemente ironico articolo sulla forza di Coriolis e la rotazione del bicchiere, apparso poco tempo fa su Acquabuona. Un ulteriore invito a parlare di vino per la sua grande valenza culturale e non per sollevare lotte prive di qualsiasi fondamento.
    Continuo a seguire con interesse e quasi sempre con partecipazione le sue note degustative sui vini di produttori meno conosciuti da chi segue guide e guidette varie…

  14. Signor Ziliani,
    parafrasando i latini “…oportet ut “diatriba” eveniant”

    La querelle “gattiana” dimostra che non è piu’ rinviabile un dibattito serio sulla categoria.

    Anche alla luce della stupida divisione che fanno Enti Fiera, Enti organizzatori ed aziende ferme al Medioevo, tra chi scrive sulla rete e chi scrive sulla carta stampata.

    E’ evidente che la sindrome da “ultimo bunker della Cancelleria” oramai attanaglia tutti…

    Mi sono scontrato a Torino con quelli del Salone del Gusto, a Verona per Anteprima Novello, con quelli di Verona Fiere.

    Alcuni amici mi dicevano “.. ma guarda che nessuno parla male di Petrini e di Vinitaly…”
    Và bene, comincerò io a farlo; vista la supponenza che trasuda dalle suddette sigle che considerano serie B quelli che operano in rete…

    In ogni caso una piccola pezza potrebbe essere quella di imporre SEMPRE il fatto di doversi qualificare…

    In rete è poi difficile dire: … sono stato frainteso dalla Stampa…!

    Gianni “Morgan” Usai

  15. Sottoscrivo integralmente quanto dice Usai: la buona e la cattiva stampa non si distinuge dal supporto, ma dai contenuti e dal rispetto della deontologia. Basta intendersi sul concetto di “buona”: per me è quella seria, coerente, consapevole, equilibrata, attendibile, onesta e capace di tenere sempre separati i rapporti personali da quelli professionali; per altri è quella compiacente o telecomandata (nonchè ben lieta di esserlo, accontentandosi di misere prebende e/o di qualifiche altisonanti).
    Vallo però a spiegare a chi, come tantissima stampa (vinicola e non) è cresciuta in quel sistema e pensa che esso sia la normalità.
    Non c’è dubbio: è tra i giornalisti che bisogna fare pulizia e ristabilire i principi fondamentali, altrimenti ha ragione la gente a diffidare e a dileggiarci.
    Ma attenzione. Non basta nemmeno aprire un blog o registrare una testata on line per essere giornalisti, cioè per fare informazione. Prima bisogna saper fare i giornalisti e poi il resto.
    Saluti,

    Stefano Tesi

  16. Pur non facendo parte della categoria, da lettore faccio mie le parole di Usai e di Tesi.
    Volesse il cielo che la spiacevole vicenda che ha prodotto questo articolo contribuisse a far partire un dibattito serio sulla categoria dei giornalisti,
    non solo in campo enogastronomico, ovviamente.
    E’ ovvio che il concetto espresso da Tesi di “buono” andrebbe esteso a tutte le professioni, ma chi ha il potere di influenzare pesantemente gli altri dovrebbe essere il primo a dare il buon esempio.

  17. @Andrea Toselli.

    Gentile Andrea, il dibattito è serio ma la situazione è sfilacciata quasi dappertutto.

    Soprattutto a livello umano e personale.

    Qualche settimana fa sul forum personale di Camilla Baresani ( http://www.camillabaresani.it) mi sono scagliato contro Peppino Turani di Repubblica perchè nella sua rubrica del lunedi “Affari & Finanza” aveva messo il telefono di un suo amico fornitore di sublimi tortelli al Barolo…

    Una caduta di stile decisamente inaccettabile da qualsiasi punto di vista.

    La Baresani con sublime ironia mi faceva notare che è come fermare un tornado con un fuscello.

    Quanto dico è facilmente riscontrabile sul suddetto forum.

    Sono un realista e dico che le marchette ci stanno sommergendo, si facciano però, almeno, con un minimo di classe e di stile…

    Non Le dico i commenti che mi sono arrivati dall’area milanese di colleghi ed amici, semplicemente per avere dato una puntura di spillo ad un “senatore” che nelle sue rubriche finanziarie parla piu’ di ristoranti, feste, carampane e palle varie…

    Ecco è questo il punto.

    Bisogna parafrasare quel fim dal titolo “Alice non abita piu’ qui” e, al posto di Alice, mettere la parola senatore/giornalista…

    Per cui nessun giornalista; tutti giornalisti!

    In Inghilterra non esiste neanche l’Ordine dei giornalisti.

    Gli unici giudici sono la grammatica, la sintassi, il tuo pubblico ed il giudice penale se spari puttanate…

    Gianni “morgan” Usai

  18. …roberto gatti(chi?)….ah ah ah ah ah
    e gli hanno dato la tessera di giornalista? Ma se é così allora tutti i veri giornalisti e scrittori del settore si sentirano indignati ed oltraggiati… lei(e non posso scriverlo piu’ piccolo,perche’ non merita altro) in questo momento e’ la comica del settore vinicolo, per come parla e per come scrive,che sicuramente non e’ da giornalsta o da esperto del settore,e sicuramente si sentiranno offesi tutti quelli che (lei) definisce colleghi,
    ma si vergogni,si!,si vergogni di se stesso,per il modo che scrive che e’ indegno nei confronti di chi fa il suo lavoro,con amore e devozione e con serieta’, si vergogni,non era nessuno,non e’ nessuno e non sara’ mai nessuno. Ci sono persone serie nel mondo vinicolo,lei sicuramente non ne fa e non ne fara’ mai parte. E visto che non ha nulla da fare, perche’ a mio avviso,la sua pagina web non la seguono che quattro.. gatti (ma neanche per sbaglio aprono il suo sitoweb),viene in questo blog a disturbare,molestare e ancor di piu’ ad insultare ed infangare persone serie del calibro del signor Ziliani (che lui sì che un signore).
    saluti nessuno, perché non e’ degno neanche di questo
    Walter Gosso
    (perche’ io non mi nascondo dietro ad un nickname,come ha fatto per tanto tempo lei)

  19. Ringrazio Walter (sempre tanto gentile nei miei confronti, in maniera tale che quasi mi fa arrossire…) e prego lui e tutti gli altri lettori di non commentare più questo post. E’ il silenzio, l’indifferenza la migliore risposta a questo “caso umano” che ancora oggi mi ha scritto farneticando nel suo “migliore” stile… Fingiamo che non esista (del resto é un esercizio molto semplice da mettere in pratica…) e ignoriamolo

  20. ….la cosa che fa sorridere e’ che il triste signore di Codigoro, sul suo di sito non ha una sezione dove chiunque liberamente possa intervenire….e si guarda bene dal non averla…dico io……visto le cose che combina in giro e il grado di considerazione che ha nell’ambiente…..trovo molto scorretto che un giornalista vada con un nickname a parlare male e criticare su il blog di un altro giornalista……che tipo di credibilita’ puo avere una persona che si comporta cosi’ mi domando..???……

  21. Caro Franco,
    anch’io credo sia opportuno interrompere qui la polemica tra te e Gatti, sulla quale, credo, tutti si siano fatti un’opinione.
    Non credo invece debba essere chiuso, a costo di dedicargli un post nuovo di zecca, il dibattito (che mi sta molto a cuore) per la messa a fuoco della professione giornalistica nel mondo del vino e non, un concetto che per molti lettori (giustificati, in quanto noin addetti ai lavori) e molti “colleghi” (niente affatto giustificati) resta evanescente.
    Il caso in specie mi pare invece piovuto dal cielo proprio per tentare di fare chiarezza e, possibilmente, incentivare un po’ di pulizia in questo disgraziato settore.
    Colgo l’occasione per fare a tutti gli auguri di Buone Feste.
    Ciao,

    Stefano Tesi

  22. Stefano hai perfettamente ragione. Nemmeno io ho più intenzione di replicare (se proprio non mi obbligherà) a quel caso umano
    Faccio notare solo una cosa. Intervenendo in un thread sul forum del Gambero rosso, thread riguardante anche il suo caso lanciato da altra persona, il tale si lamenta scrivendo” Non capisco cosa c’entrano certe figure nelle beghe tra me ed il ” tritatutto ” ?? ed astenersi e farsi gli affari propri mai ?? Nessuno glielo ha insegnato al poverino che a farsi gli affari propri si campa 100 e piu’ anni….”. Questo dopo ieri mattina mi aveva scritto informandomi che “”Le anticipo che a breve lei avrà una grande visibilità sul web, perchè sarà su molti siti….” e difatti ha già cominciato a coinvolgere in questa assurda querelle altre persone che non c’entrano niente… Come si vede la sua coerenza è tutta particolare…
    Perché non capisce che di fronte a questa vicenda molto semplice (servendosi di un nickname e senza avere il coraggio di palesarsi prendendo il pretesto di censure ha continuato ad intervenire sul mio blog insultando) la cosa migliore per lui sarebbe il silenzio?

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