Niente vino per chi guida: ed il proibizionismo è dietro l’angolo…

Il Governo italiano ha annunciato come prossima una proposta di legge che inasprirà la normativa attuale che stabilisce come valore limite legale per guidare il tasso di alcolemia di 0,5 g/litro e prevede sanzioni molto pesanti per chi viene trovato anche con 0,2 grammi litro. In altre parole basterà bere un bicchiere di vino per rischiare il ritiro della patente e pesanti sanzioni.
Ma così facendo non si esagera non si arriva ad assurde e innammissibili forme di neo-proibizionismo? Produttori di vino e soprattutto ristoratori non verranno messi in ginocchio da questa misura e la libertà dei cittadini italiani (e dei turisti) non viene pesantemente condizionata?
Di questo problema ho parlato in un ampio articolo (leggete qui) pubblicato sul sito Internet dell’Associazione Italiana Sommeliers.
E voi cosa ne pensate di questa prospettiva che vedrebbe il consumo di vino nella ristorazione (se si guida non si può bere nemmeno un bicchiere) totalmente criminalizzato?
p.s. qui in allegato
cause d’incidente la tabella Istat relativa alle cause d’incidente
sull’argomento segnalo anche un lucido articolo di Carlo Macchi, che sottoscrivo, pubblicato su Wine Surf: leggete qui

0 pensieri su “Niente vino per chi guida: ed il proibizionismo è dietro l’angolo…

  1. Indignazione di prima mattina.
    Già il vino italiano (notevole fonte di guadagno) è penalizzato da una serie inenarrabile di casini, dei quali stiamo parlando da mesi.
    poi ci si mette sta novità.
    chi c’è dietro? i costruttori di fialette? Già, perchè tra un po’ faremo le degustazioni dei vini come per i profumi: una fialetta e via.
    O l’associazione degli autisti? Chi vorrà permettersi di bere due bicchieri dovrà prendere un taxi o noleggiare una macchina con autista per tornare a casa…
    O è l’ennesima bomba di Bin Laden & soci?

  2. Che inasprire le pene anche sui quantitativi minimi aumenterà il numero di ubriachi fradici.
    Se mi impalano anche solo con un bicchierino, tanto vale farmene 12.
    In filosofia del diritto sovente si fa l’esempio della Cina medievale, quando tutti i reati erano puniti con la pena di morte.
    Il numero di omicidi aumentò a dismisura: se m’ammazzano per una forma di formaggio, tantovale che faccio fuori anche il commerciante.

    Però – tornando a noi – credo che la casalinga di Voghera sia rincuorata.

  3. in germania è in vigore da anni e bevono quasi più alcol di noi, nonostante mi sembri una grossa stronzata, non sono così pessimista, finirà come il fumo nei locali dopo un primo momento di shock e in ogni caso, voglio davvero vedere come faranno a farlo rispettare con l’assiduità dei controlli attuali

  4. Paradosso: se sei sfortunato e ti beccano con un bicchierino di vino nello stomaco ti ritirano la patente (e tanti sghei di multa)..
    Se sei fradicio al volante e falci un gruppo di pedoni è, ad andar male, omicidio colposo (il che, con tutti i vari meccanismi processuali) si traduce in pena appena sopra lo zero

  5. E’ oramai risaputo che, per nostra natura, qualunque novità viene vissuta inizialmente con un rifiuto, salvo poi elaborarla e successivamente accettarla (speriamo non sia così anche in altri campi…).
    Trovo perciò le osservazioni di Gori piuttosto sensate. Anche perché gli incidenti pare proprio che siano provocati da chi ha ben più di 0,5 g/litro di alcol. Ciò significa che mancano adeguati controlli, e non che basta abbassare la soglia di legge per risolvere il problema.

  6. Aggiungo, a titolo esemplificativo: per ridurre la velocità in autostrada, e di conseguenza il numero di incidenti gravi, non è servito abbassare a 90 o 100 km/h (ricordate il famigerato decreto Ferri?) il limite, ma applicare la tecnologia Tutor, cioè controlli assidui e incontestabili.

  7. io sono persuaso che se verrà varato il provvedimento i controlli verranno fatti e comunque lo spettro dei controlli e del ritiro della patente sarà sufficiente al dissuadere le persone dal consumare vino, anzi dall’andare del tutto, al ristorante. Contare sul fatto che passato l’iniziale momento di paura poi tutto si sistemerà e potremo tornare alle antiche abitudini é a mio avviso un ragionamento tipico indice della superficialità e dello spirito accomodante e pressapochista italiano

  8. Un conto è una novità, un altro è questo continuo accanirsi nei confronti di chi esce dal ristorante. Perché i vigili non fanno gli straordinari, e fanno controlli fino alla mezzanotte, mentre i problemi veri avvengono con i ragazzi che escono fradici dalle discoteche, dopo le due di notte.
    Quindi: quelli che fermano alle 23, o sono i ragazzi che stanno andando in discoteca (e che fino a quel momento non hanno bevuto) o le persone che escono dal ristorante dopo due bicchieri di vino e che per questo vengono massacrati.

    Questo è terrorismo! E mettere in difficoltà ristoranti, produttori di vino, locali… Insomma, già l’economia è in crisi…

  9. Egregio Ziliani, sono d’accordo con lei sullo spirito italico prevalente. Devo e voglio però puntare il dito su chi di volta in volta ci governa (non sto facendo qui distinzione tra destra, sinistra ecc.), perché sceglie il modo più comodo e sensazionalistico (a proprio tornaconto, ovviamente) per affrontare un problema così serio e imporre delle soluzioni che coprono altri problemi.
    Mi spiego: perché allora dovrebbero aumentare i controlli una volta entrato in vigore questo nuovo limite? Forse si assumeranno 10000 agenti preposti esclusivamente a questi controlli?
    Credo proprio di no! E allora, perché non aumentare ora i controlli, visto che l’attuale limite garantisce comunque una sufficiente sicurezza, ma consente anche di poter uscire tranquillamente a cena e bersi un bicchiere in santa pace?!?

  10. Ritengo che tutte queste regole abbiano solo una funzione: quello di far vivere male la vita, avendo una spada di Damocle che può colpire chiunque, magari proprio dopo un bel e soddisfacente pranzo. Va bene le regole, ma quando si esagera è controproducente.
    Soprattutto poi i ristoranti, cantine dove si degusta il vino, territori storici di produzione vinicola e altro, sarebbero oppressi. La cultura del sano abbinamento vino – cibo, tipico italiano, potrebbe compromettersi a favore… della CocaCola.

  11. visto che che un bel numero di gole profonde va cianciando di incidenti provocati da ubriachi al volante, qualcuno sa dirmi dove è possibile avere numeri, numeri veri ulla percentuale di sinistri causati di conducenti positivi al controllo anti alcool? e di questi, qual è la distribuzione delle fasce di alcolemia?
    la mia sensazione è che l’ebbrezza come causa, o almeno come concasua di sinistri sia solo una percentuale modesta, e che all’interno di questa percentuale una quota ancora più modesta riguardi una fascia alcolemica attorno allo zero-cinque.
    perchè io di vivere in un posto che sta diventanto il paese dei divieti – piazzati perloppiù a capocchia – ne ho strapiene le tasche.
    Sono d’accordissimo con Ziliani.

  12. il limite attuale è più che sufficiente, essendo, nel mio caso (170cmx65kg) superato già solo con due bicchieri di vino, non vedo motivi razionali per abbassarlo.
    io però non sono mai stato fermato per un controllo alcolico in 12 anni che guido. la legge però deve essere generale ed astratta, concordo con l’esempio cinese. la selezione dove deve essere fatta? in sede di applicazione delle legge.
    chi causa incidenti stradali? i giovani, ubriachi, e spesso anche fatti, a tarda notte o prime ore del mattino dopo la discpteca.
    non i 50enni, alle 11e30, dopo una cena al ristorante. ora se la legge non distingue queste due ipotesi, l’oridnamento nel suo complesso deve però farlo, altrimenti non avrebbe ragione d’essere (principio di ragionevolezza) e si ricadrebbe nel caso cina medioevale.
    e allora che ciò avvenga: si tappezzino le strade prpvinciale e regionali di pattuglie tutte le notti, o per comodità, esattamente fuori dai parcheggi delle discoteche (da rendere obbligatori).
    è chiaro che qualcuno potrà sfuggire, ma meno di adesso.
    in questi casi, peraltro, le pubblcità shock, secondo me invece servono, però sono poche.

  13. Viviamo in uno strano paese. Le regole valgono sempre per gli altri e quando ve ne sono di nuove, sono sempre ingiuste e studiate per colpire gli interessi di qualcuno. Basta guardare i commenti per rendersi conto quanto poco interessino contenuto e motivazioni,e quanto invece si preferisca accanirsi sul legislatore di turno. Ognuno è libero di pensarla come gli pare, questo è evidente. Il mio modestissimo pensiero è che sia giusto e, sopratutto, giustificato. Ammesso che si voglia incidere significativamente su talune pessime abitudini. Il fatto poi che nel nostro paese vi siano lacune da tutte le parti, non vedo come questo c’entri con la questione. Ci volgiono più controlli, certo, ma se non ci sono che facciamo, non si legifera più? Il fatto rende meno grave il problema? Chi viaggia molto sa benissimo che strade ed autostrade sono piene di persone che si siedono al volante appesantite da pasti abbondanti innaffiati spesso da abbondanti dosi di vino. Io non mi voglio trovare sulla loro traiettoria,nemmeno se soppostano bene il limite di 0.5. Io amo il vino, ma se bevo non mi siedo al volante. Mai. E questo io lo chiamo essere responsabile. Ciao a tutti.

  14. @gori: vero. La tolleranza zero non penalizza il consumo del vino nella ristorazione. Anzi: nel caso di gruppi o compagnie di piu´persone, per il “malcapitato” prescelto guidatore che beve solo acqua e bibite analcoliche, ci sono gli altri che “degustano” senza remore di sorta. I singles: giá i singles. O si trovano qualcuno con cui uscire e dividere le gioie della gastronomia (il che rientra un po´anche nella funzione sociale del vino) o vanno ad acqua. Una tassa sul celibato ? Magari si, ma sempre meglio che andare a finire sotto le ruote di un incosciente che si é messo al volante dopo tre quattro bicchieri di vino.
    E per trecentonovantamila saggi (molti tra quelli che hanno contribuito a questo dibattito) che sanno moderare il loro pasto con solo un bicchiere e solo due, ce ne saranno tre quattro che non sanno moderarsi e pensano di essere in grado di guidare. E ammazzano il prossimo. Ma mettersi alla guida pensando di non essere sotto l’ influenza dell’alcool, pur avendo bevuto qualcosa, e´un atto irresponsabile. Se poi succede l’ incidente dovrebbe entrare automaticamente in atto l’intenzionalitá e non relegare sempre il tutto a “omicidio colposo. Poi: ci sono statistiche di quanto sia il vino piuttosto che non il superalcolico
    ad essere coinvolto negli incidenti ?

  15. Sposto la prospettiva in chiave ristorativa: credo che i ristoranti, soprattutto quelli “del vino”, cioè con una proposta enoica importante, dovranno offrire sempre di più alloggio.
    O, se impossibilitati, stipulare accordi coi tassisti.
    O qualcosa del genere.

  16. E’ curioso rilevare che in un post pubblicato sul blog Kelablu http://blog.gamberorosso.it/kelablu/node/1374 un ristoratore commenti così: “Siccome non sono d’accordo con lo sdegno generale vorrei dire che a Kela piace la proposta di legge che dimezza il limite del tasso alcolemico dallo 0,5% allo 0,2%.” Pensa forse che questa misura, se approvata, non creerà problemi alla ristorazione già abbastanza in difficoltà?

  17. io ho qualche amico con cui divido ogni tanto buone serate e buone bottiglie, una volta a casa mia e una volta a casa loro. Visto il mio stipendio il risorante lo vedo molto raramente… Ogni tanto mi capita anche di uscire senza la morosa a bere una birra e necessariamente devo spostarmi da solo! Mi capita anche durante le feste di stare davanti a pranzi e cene pantaguelici dove il buon vino non manca di certo.
    Adesso che faccio: mi tumulo in casa o smetto di bere???

  18. Di male in peggio.Ho ricevuto diverse mail di ristoratori da tutta Italia…Questa cosa ha davvero poco senso e difficilmente servirà a qualcosa,se non a mettere ancor più in difficoltà il mondo del vino nel nostro paese.

  19. Tra Stefano che se ne andrebbe a vivere in un altro paese perchè l’Italia è piena di divieti,Gabry che si chiuderebbe in casa per non smettere di bere e Francesco che se ne berrebbe 12 per non sminuire i controllori, questa proposta rischia di generare una vera ecatombe. Che io vorrei contribuire ad evitare, allora forse si potrebbe suggerire alle alte sfere di sostituire l’autovelox in dotazione ai “municipali” con degli etilometri. Avremmo dato più soldi ai comuni, ci sarebbero più controlli e meno “bevuti” sulle strade. resta poi il problema dei recidivi: soluzione cinese? Saluti.

  20. Ho fatto la prova sul sito francese: pranzando con un bicchiere di barbera d’Alba sono a 0.22 mg al momento del caffè e devo attendere 1 ora e mezza per ritornare a norma di legge.
    Percorro 60.000 km l’anno e non ho mai creato incidenti, ma se sono stanco mi fermo sempre per un pisolino.
    Mi sembra sufficiente il limite a 0.5 mg, però moltiplicherei i controlli.

  21. io (ristoratore su kelablu in questione) dico che già adesso con lo 0,5 la gente è terrorizzata e angosciata e non bevono nonostante distribuisca le tabelle e gli dimostro che possono bere due bicchieri senza problemi. Credo che per il limite a 0,2 cambierebbe poco. Però sicuramente si capirebbe che non è così che si evitano QUEI morti che pensano loro per via dell’alcol

  22. All’estero usano questo sistema: quando si esce a ristorante almeno uno si sacrifica e non beve, riportando a casa tutti. La volta dopo tocca a un’altro, e così via. Vuoi vedere che i ristoranti ci guadagnano perchè in questo modo arrivano più clienti alla volta?

  23. bella soluzione: ma se ad uno capita di girare spesso, per lavoro, da solo cosa fa? non beve, si astiene, cambia mestiere, si fa accompagnare da un autista? Ottima idea peccato che giornalisti del vino, enologi, sommelier, rappresentanti non siano uomini politici che possono contare su auto blu. Pagate da noi…

  24. questo governo risponde a qualsiasi (qualsiasi) questione/problema sempre e solo con la “militarizzazione” della presunta soluzione. vai a puttane? in galera! scrivi sui muri? in galera! ti fai una canna? in galera! ti fai un goccio? in galera! sporchi x strada? in galera (ma solo al sud)! sei un accattone! multa e foglio di via (ma x andar dove?)sei straniero? via, classi separate (addio full immersion..)e buoni semmai, in galera!
    qualsiasi cosa è subito gridata, sparata, con faccia feroce, tanto poi di ricercare soluzioni meno mediatiche ma più efficaci non interessa un bel nulla. non si discerne più nulla, e per fortuna che si dicono liberali…ci fosse il medesimo accanimento per altri reati forse si starebbe meglio.
    prosit!
    PS i problemi non li da sicuramente quello che beve due o tre bichieri di vino a pasto, oggi ero a firenze x lavoro ed abbiamo bevuto 2 bottiglie di vino bianco in 6, nessuno di noi era non dico ubriaco, ma neppure alticcio…

  25. Sono stato investito nel ’03 da un pirla ubriaco, ci ho guadagnato una frattura molto brutta al femore e altre due craniche meno importanti, adesso è quasi finita dopo 1 mese di ospedale, 4 di stampelle e 5 interventi -forse altri 2 da venire – e il non poter piu’ andare a correre che era la mia grande passione. E’ certo che se si arriva a questo punto un motivo c’è, non so che vita fate Voi ma io ne ho piene le scatole di andare in giro alla sera e vedere una marea di neopatentati che si sbronzano e provocano danni seri agli altri. Concludo dicendo, da bevitore, che magari il problema no si risolve cosi’ ma, almeno al mio paese, si sta bene attenti a mettersi al volante dopo aver bevuto, se non ci si vuole giocare la patente: giusto o meno non lo so, è certo che mi piacerebbe tornare a correre, ma non posso per un pirla a cui non è stata ritirata la patente.
    un saluto a tutti e viva il barolo
    Edoardo

  26. Caro Frank sapessi quanti la pensano come me … e non te lo dicono. I ristoratori hanno fatto solo del male al mondo del vino con i loro avidi ricarichi… Evviva.

  27. “caro” un par de ciufoli Giuseppe, non mi può essere caro chi fa del qualunquismo becero un tanto al chilo come fa lei! Che ci siano stati e ci siano fenomeni ingiustificabili di ricarichi eccessivi sul vino (e sui cibi) é vero, ma non si può di certo rallegrarsi come fa lei (un po’ da iena…) per i problemi cui la categoria della ristorazione andrà sicuramente incontro se questo decreto annunciato dal Governo verrà approvato. Domanda: i ristoratori sono colpevoli, secondo lei, anche degli incidenti stradali e della pioggia senza fine di questi giorni?

  28. Caro Ziliani, sapesse quante volte ho visto ristoratori, enotecari ecc somministrare ulteriore vino a persone che erano palesemente ubriache pur di incassare qlc euro in più … Non gliene fregava nulla se quelli dovevano poi guidare. E Lei difende questa categoria ?

  29. Può darsi che Lei viva sul pianeta Mirc, dove vivo io quella che è riportato è la pura e triste realtà. Ed è ora che le cose cambino. Radicalmente. Ad majora.

  30. In molti paesi europei leggi severe per chi beve e guida gia’ esistono da anni, e non mi pare che questo abbia messo in crisi la ristorazione.
    E’ chiaro che ci vorra’ un po’ di tempo per organizzarci, ed e’ anche chiaro che ci saranno delle rinunce da fare. Posso portare l’esempio dell’Inghilterra che conosco meglio. Vado spesso in giro per lavoro, ed il mio lavoro e’ vendere vino; spesso sono accompagnato in macchina da rappresentanti dei miei distributori, e quasi sempre e’ prevista una sosta a pranzo da un cliente. Logica vorrebbe che si bevesse del vino, ed invece no, chi vende vino per lavoro e pero’ deve guidare non beve. Semplice.
    Ma non mi risulta che il lavoro si sia fermato. Mi risulta invece che in UK anni fa avevano un numero di morti alla guida come il nostro (circa 8-9000 all’anno) ed oggi ne hanno un terzo.
    Pensare che il vino si possa difendere con gli argomenti che fa bene alla salute e he in fondo bere un paio di bicchieri e guidare non fa male a nessuno, beh, io penso che alla lunga non porti nessun beneficio al settore, perche’ fondamentalmente non e’ vero.

  31. Io sono un produttore,quindi parte in causa. Penso che ormai ci siano dati statistici e scientifici che permettano di decidere se uno è un pericolo pubblico anche con poco piu’ di zero di alcol nel sangue.Se si, applichino la legge in maniera radicale e aiutino quelli del settore come me a cambiare mestiere perche’questo succederà (in parte sta gia succedendo con il limite attuale).Se no smettiamola con questi atteggiamenti estremistici ed allarmistici. Piuttosto esigiamo che ogni ristorante abbia un etilometro per controllarci prima di metterci alla guida e manteniamo il limite attuale

  32. Vivo a Barbaresco e produco vino. Dal centro del paese al centro della città di Alba ci sono circa 10 chilometri. Ogni anno su questo tratto stradale transitano decine di migliaia di viaggiatori per visite alle cantine (con annesse degustazioni) e per meravigliose cene nei ristoranti locali.
    Ho solo 50 anni, ma non ricordo incidenti causati dal tasso alcolico eccessivo del conducente. Posso invece testimoniare di decine di incidenti ogni anno ed in particolare in orario diurno a causa del manto stradale eccessivamente sdrucciolevole per le condizioni dell’asfalto.
    Parlando di giovani e neopatentati… possibile che non abbiano delle famiglie che si occupino e preoccupino della loro stessa salute? Mancano attenzioni, regole e credibilità. E queste cose non si ottengono con le leggi restrittive.

  33. ormai si parla solo di ubriachi, mettendo tuuti sotto questo cappello anche chi ha solo un bicchiere innocuo nel sangue. Ma perchè non dire che nei casi più gravi di incidenti non vi è solo quel poco ed inutile vino in più, ma anche la droga? L’ultimo caso è lampante: poco più dello 0,5 (in bella evidenza) e poi (quasi nascosto) che era anche drogato. Probabilmente si fa come in america in cui l’alcool è un vizio e la droga è una malattia (e quindi maggiore indulgenza), oppure è perchè i “potenti” guadagnano più con la droga che col vino? E poi, se vogliamo sconfiggere i veri ubriachi, perchè non fare i controlli a TUTTI quelli che escono dalle discoteche PRIMA che si mettano in macchina e non quando sono già in azione? Questa sarebbe una legge sensata che farebbe prevenzione e non punizione. Con molta meno spesa in polizia (basta metterla nei punti focali ed aspettare l’uscita degli avventori). Nessuno la potrebbe farla franca…. soprattutto i drogati e rincoglioniti dal rumore. Ma, come al solito in Italia si cercano le soluzioni che facciano pagare salato. Degli incidenti, al governo, interessa ben poco…

  34. @ Gianpaolo
    letto il suo commento mi viene una curiosità come dovrebbero comportarsi secondo lei i vigili di Verona al prossimo Vinitaly? Lo chiedo perché delle due l’una: o questo è un provvedimento di puro stampo proibizionista-moralista oppure va fatto rispettare sempre e comunque, a prescindere da ipocrisie e convenienze. Attendo risposta.

  35. Tutti i miei amici vanno al Vinitaly in treno o in camper e restano a dormire li. chi si è fatto una giornata intera a bere e poi si mette in macchina per farsi qualche ora in autostrada è comunque un irresponsabile.
    hasta la vista
    Edoardo

  36. Gianpaolo, però quella di Marco Arturi é una domanda sensatissima di fronte ad un caso limite, quello del Vinitaly, dove migliaia di persone reduci dalla fiera, dove sicuramente almeno un bicchiere di vino l’hanno bevuto, sarebbero passibili di ritiro della patente, arresto e pesante multa se solo si azzardassero a salire sulle loro autovetture. Allora é più onesto e coerente proibire lo svolgimento del Vinitaly o pretendere che tutti arrivino a piedi o in autobus!

  37. ribadisco, è la solita sparata (che se arriva a bersaglio farà male) di una politica becera e moralista. ha ragione ziliani, chiudiamo baracca e burattini e arrivederci, perchè dura lex sed lex!
    @ giampaolo: ho viaggiato parecchio nei paesi della tolleranza zero, UK e USA (ci sono addirittura le dry county!)e non ho mai visto peggiori bevitori, un orgia di binge drinkin, se è quello che vogliamo anche qui (ed in parte, specie x i giovani è già così, del resto il vino è uscito dalla quotidianità x entrare nel limbo dell’edonismo e del consumo da happy hour)facciano pure, quanto ai morti sulle strade vorrei ci fose la stessa attenzione anche per:
    – condizione strade
    – auto (potenza, età di guida, velocità etc)
    a quanto mi risulta la maggior parte degli incidenti avviene x l’elevata velocità, perchè continuiamo a fare bolidi che vanno a 250 km/h? Di km ne macino molti x lavoro e qualche volta pigio anche sull’accelleratore (si, lo so, qualcuno non lo avrà mai fatto, ma io purtroppo sono umano ed ho dei difetti)ma le assicuro che si vedono cose da paura in giro. Ho più paura del cretino che mi piomba addosso a 200 in autostrada o zigzaga come un matto tra le corsie (ieri, un idiota sulla FI-PI)che di uno che si è bevuto 2 -3 bicchieri di vino a pasto.
    saluti
    francesco

  38. Mi pare che come sempre si mescolino piu’ o meno incosapevolmente le carte quando si parla di sostanze come l’alcol. Nessuno parla di proibire il consumo di alcol, figuriamoci io che sono su posizioni opposte anche per altre sostanze. Si parla solo di impedire che chi legittimamente usa bevande alcoliche (o altro) non si metta alla guida. E questo, Francesco, non ha neanche nulla a che vedere con la prevenzione dell’abuso di alcol, che peraltro in Italia e’ probabilmente inferiore che in altri paesi, ma solo che chi beve non guidi e non rappresenti un pericolo sociale. Per me si puo’ bere fino a farsi male, basta che non ti metti alla guida e non uccidi qualcun altro. Se poi si vuole mettere in dubbio che il consumo di alcol, anche in piccole quantita’, non rallenti i riflessi e non causi un aumento di pericolo, fatevi pure avanti ma credo che ci sia una bibliografia mondiale sterminata difficile da mettere in dubbio.

    Capitolo Vinitaly. Io ho partecipato alla London Wine Fair, alla Prowein di Dusseldorf, e ad altre fiere ed eventi Europei e non. Di sicuro nessuno, ma proprio nessuno in quesi paesi si metterebbe a sindacare sul fatto che ci sono delle leggi che impediscono a chi va a quelle fiere e beve di mettersi alla guida di un veicolo.
    La soluzione e’ piu’ semplice di quello che si pensi: copiare dagli altri. Certo molto pochi (per non dire nessuno) in Germania o in Inghilterra penserebbero di andare ad una fiera del vino guidando una automobile, ma andrebbero in autobus, in taxi, in metropolitana. E’ cosi’ che avviene nel mondo civile, rassegnamoci ed impariamo.

    Mi si dira’ “ma il Vinitaly a Verona non ha mezzi pubblici adeguati”. E allora? Si adegui, oppure si trasferisca in altre strutture piu’ moderne e adeguate alle esigenze di civilta’. E sapete cosa? Non sarebbe neanche un male, anzi, perche’ se si aspetta che l’Ente Fiera si adegui da solo, senza che abbia le spalle al muro, hai voglia ad aspettare.
    Ma certo avanzare l’ipotesi che siano le leggi, ormai patrimonio comune delle nazioni piu’ civili, ad adeguarsi all’Ente Fiera di Verona (tanto per dire), e’ alquanto paradossale se non ridicolo.

  39. Sebbene non sia d’accordo con quello che sta facendo il governo (il limite a 0,5 secondo me è già molto stringente) però le considerazioni di Gianpaolo mi trovano d’accordo al mille per cento. A dusseldorf i treni della metropolitana arrivano dentro alla fiera e per gli operatori che esibiscono il pass si può viaggiare gratuitamente sui mezzi pubblici, treni compresi, in tutta l’area metropolitana di Dusseldorf e dintorni. E’ totalmente assurdo che la grandissima parte di chi partecipa a Vinitaly si muova in auto, con in corpo ben più di 0,5 g/l di alcool.

  40. Condivido in pieno anch’io le considerazioni di Edoardo e Giampaolo, pur essendo convinto che l’attuale limite di 0,5 possa essere mantenuto senza ulteriori restrizioni.
    Le loro considerazioni si basano su quelle che sono le realtà esistenti in altri paesi, non esclusivamente su opinioni personali pur rispettabilissime.
    D’altronde, credo che la maggioranza dei frequentatori di manifestazioni vinicole vada là anche per il piacere di degustare qualcosina, non solo per ammirare le etichette. Ed è altrettanto normale che il limite venga facilmente superato, tanto più che spesso si “stuzzica” qualcosa per accompagnare i vari assaggi, piuttosto che fare un pasto completo e abbondante che in qualche modo può contribuire ad una assimilazione più ritardata dell’alcool.

  41. In America e in Inghilterra la gente usa il taxi quando vuol andare al ristorante o passare una serata in discoteca.La tariffa del taxi è circa il 25% di quella italiana e si possono trovare ovunque,vedi New York dove ci sono 3 taxi ogni 4 auto in strada. Allora abbinata a questa legge sull’alcool una che liberizzi il mercato delle licenze dei taxi con clausola prezzo della tariffa proporzionato ai paesi sopracitati, aumento dei treni nelle piccole medie tratte,licenze per driver di automobili private etc.. forse così i nostri politici potrebbero trovare posti di lavoro per la gente che ne ha bisogno

  42. @Paolo. Infatti e’ proprio cosi’. Ne avevo scritto l’anno scorso sul mio blog sul fatto che da una parte si vuole disincentivare l’uso dell’automobile anche per le cose che stanno scritte qui (giusto) e dall’altra non si da la possibilita’ alla gente di scelte alternative. Dei miei clienti inglesi, professionisti del settore e alcuni di loro italiani, l’anno scorso vennero in visita da me, gli trovai l’albergo e gli consiglia di andare ad un ristorante a pochi chilometri. Siamo all’Argentario, a fine stagione, e per fare una decina di chilometri tra andata e ritorno si sono visti richiedere 200 euro. Ovviamente sono andati in macchina loro ed hanno rischiato, ma tanto che vuoi, siamo in Italia il rischio e’ relativo. Lo stesso il giorno dopo e’ successo a Castellina in Chianti.
    Se parliamo di liberalizzazione, e in particolare dei taxi, sfondi non una porta, ma un portone di quelli di 10 metri di larghezza.
    Pero’ non si puo’ prendere come scusa l’arretratezza del paese per non adeguarsi di fronte a fenomeni come quello della guida dopo aver bevuto. Io sono sicuro che se le cose si metteranno nel modo serio che hanno proposto (pero’ sono scettico su questo) si apriranno di conseguenza un sacco di armadi con scheletri dentro, a partire dalle liberalizzazioni delle licenze, al trasporto pubblico, all’organizzazione di eventi in posti non adeguati, al cominciare a ragionare sulla mobilita’ moderna in senso serio. Non credo che la gente rimarra’ a casa, e credo che ci sara’ una domanda che inevitabilmente trovera’ una risposta nel mercato. A patto che questo sia, almeno relativamente, libero. Il che non e’ il caso. Pero’ o si fa cosi’ o senno si piantano delle belle piantagioni di banane e si rinomina la Repubblica in modo conseguente.

  43. @ Gianpaolo, Corrado ed Edoardo
    La mia voleva essere una provocazione. Lo stesso signor Gianpaolo si dice scettico sull’applicazione con metodi seri del provvedimento, del resto. Esattamente ciò che io intendevo. Questo è uno dei tanti progetti moralistici attraverso il quale un governo (anzi, un’inrtera classe politica) palesemente incapace di offrire risposte efficaci ai problemi del paese tenta di coprire la propria inadeguatezza. E allora prendiamocela con tutti i migranti perché qualcuno tra loro delinque e con chiunque beva due bicchieri di vino perché in giro si trova gente che guida ubriaca e strafatta di coca. E allora prostituzione e sfruttamento sia, purché lontano dai nostri occhi, peraltro attraverso un decreto firmato da chi sulla mercificazione del proprio corpo ha costruito un’intera carriera.

    Lo 0.2, diciamocela tutta, è un limite ridicolo: praticamente non posso nemmeno più permettermi un buon bicchiere di dolcetto a pasto e poi mettermi al volante a cuor leggero. Ciò che serve (servirebbe) è il senso della misura, da parte di chi si mette al volante come da parte di chi legifera. Ma qui cominciamo a parlare di educazione e senso civico e il discorso comincia a farsi forse troppo complesso. Comunque a parer mio non è togliendo la patente a chi ha bevuto due bicchieri di vino a tavola con gli amici che si fermano gli idioti che fanno strage falciando decine di persone in attesa dell’autobus.

  44. Tutto questo si traduce in una parola: educazione.
    Certo che se nel nostro PAese si lavorasse sin dai banchi della scuola elementare sull’educazione vera sarebbe più semplice far capire dei concetti elementari come quello che impone di comportarsi rispettando le regole in modo serio e intelligente.
    Se si beve non si guida. Punto.
    E’ chiaro che i deficienti si faranno beffe dei divieti mentre chi come me magari si gode un buon bicchiere (anche per lavoro..) e poi torna a casa rischia la gogna pur non essendo davvero considerabile alcolista; ma se si deve porre un principio lo si faccia fino in fondo.
    Certo che con la stessa fermezza bisognerebbe anche valorizzare la cultura
    Ci saranno ripercussione economiche di sicuro: ma la base di tutto sono l’arretratezza culturale e lo scarso senso civico di chi vive in Italia.

  45. io penso che le cause di distrazione e di errata o tardiva reazione alle varie situazioni di pericolo alla guida possano essere molte : la stanchezza,i problemi personali (molta gente prende antidepressivi e guida lo stesso),l’uso anche corretto del telefono comunque distrae.Possibile che bisogna essere così estremisti da voler colpire quella fascia di persone che se sta nei limiti di 0,5 difficilemnte creerà problemi di alcun genere. Sappiamo che tanto non colpiremo chi veramente eccede anzi, come dice un giornalista sul Foglio di oggi ,qualcuno potrà essere indotto a fare questo ragionamento: visto che rischio la sospensione della patente anche se bevo un solo bicchiere, tanto vale che mi beva tutta la bottiglia

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