Simposio internazionale sul Sangiovese da oggi a Firenze: da Montalcino (120 km.) quanti parteciperanno?

Si apre oggi a Firenze (leggere qui l’articolo di presentazione pubblicato sul rinnovato sito Internet dell’A.I.S.), e proseguirà sino a venerdì 5, la terza edizione del Simposio Internazionale sul Sangiovese, un convegno di studi che prevede la partecipazione dei più grandi esperti mondiali di viticoltura ed enologia.
Tre giorni per sapere tutto, ma proprio tutto, degli studi in corso sulla varietà principe toscana, quella che fa la nobilitate di larga parte dei grandi vini a denominazione d’origine della Toscana, ma quella stessa che qualcuno, anzi, come ha scritto la Procura di Siena, parlando di “molte imprese coinvolte” che “hanno violato i disciplinari di produzione dei vini Brunello e Rosso di Montalcino” a Montalcino trova superata, fuori moda, inadatta per realizzare quei Grandi Vini che piacciono tanto alle guide, a Wine Spectator e Mr. Parker.
A proposito: quanti produttori di Montalcino (località che dista da Firenze solo 120 chilometri) hanno colto e coglieranno l’occasione per seguire questa tre giorni dedicata a Messer Sangiovese e imparare di più, magari a voler bene, rispettare e onorare, su questo grande vitigno? A naso direi ben pochi…

0 pensieri su “Simposio internazionale sul Sangiovese da oggi a Firenze: da Montalcino (120 km.) quanti parteciperanno?

  1. qualcuno l’ho visto, ma molti più chiantigiani ed enologi (tra cui luca d’attoma e stefano de blasi), i ragazzi de Le Sorgenti e lo staff di Petra.
    Piuttosto Mauro fregoni, al termine della sua relazione su terroir e vino ha detto “Se il terroir è la carta di identitò di un vino, allora qui in Italia e in Toscana qualcuno gira con la carta d’identità falsificata”
    Come inizio non c’è male!

  2. …credo pochi,ma molto pochi………….
    e questo dimostra tutta la ipocrisia che si e’ vista di questi tempi a montalcino…………
    che pena,tutta questa ignoranza ed ipocrisia da parte di tanti produttori ,che dovrebbero essere l’orgoglio dell’italia nel mondo,ma in realta stanno demonizzando l’immagine del buon made in italy……..

  3. Buongiorno.
    Gentile Walter, siamo sicuri che sia “ignoranza ed ipocrisia” e non superbia?
    Gentile Andrea Gori, bella la sferzata del prof. Fregoni ma forse un po’ tardiva, no?
    Buona giornata.

  4. E cosa centrano la Fattoria le Sorgenti e Petra wines con il sangiovese?? Erano a rappresentanza di coloro con la carta d’identità falsa? 🙂

  5. lo so che non ve ne frega niente ma a Petra di sangiovese ne fanno eccome e vendono pure qualche migliaio di bottiglie di Ebo sangiovese (80%) merlot (20%). E la Fattoria le Sorgenti produce un grandissimo Chianti Colli Fiorentini con Sangiovese Colorino e un goccio di Trebbiano. Tutti e due vini dall’ottimo qualità prezzo, ma dimentico sempre che qui siete dei signori e bevete solo soldera, beati voi! noi sapete com’è siamo gente da poco e ci interessano un pochino di più i vini dal rapporto qualità prezzo un pochino più decente

  6. Ma…guarda Andrea, io sto a pochissimi km da Petra…e lì credimi a tutto pensano tranne che alla salvaguardia dell’identità del Sangiovese…purtroppo! Non mi sono stupito della presenza dei Manetti, ma della loro. Probabilmente andare al simposio fa fico e territoriale…ed è molto più snob che bere Soldera 99!

  7. Ciao Franco, una piccolissima polemica. Per partecipare al simposio è necessario sborsare 250,00 Euro. Non esistono sconti per studenti universitari (Agraria) e studenti medi (ITA). Vista l’alta partecipazione di professori universitari (anche di prima fascia) ed i generosi contributi della Regione Toscana, una tariffa agevolata verso coloro che dovrebbero più di altri acquisire la cultura di un concetto fondamentale della viticultura toscana sarebbe stato doveroso, anche in vitù delle notevoli tasse che questi studenti pagano. Salutoni

  8. Fatto sta che, buoni o non buoni che siano i vini, le due aziende suddette hanno tutto il diritto a partecipare al simposio, o no?
    Non mi pare che le parole di Andrea siano state incongrue.

  9. @Maurizio
    Certo che avevano il diritto…anche la Banfi avrebbe avuto il diritto di partecipare. Anche loro mettono del Sangiovese nei loro vini. Il punto non è tanto su chi aveva o meno il diritto di partecipare (giustamente garantito). Quanto che due aziende, che certo non hanno nel Sangiovese il loro vitigno di punta, siano presenti ad un evento del genere. Che contributo potranno mai dare?
    P.S.:In teoria avrebbe potuto partecipare anche Tachis con il suo 10% di Sangiovese nel Guidalberto…no? 🙂
    P.P.S.: Avrebbero avuto più diritto a partecipare gli studenti di Agraria di Firenze come sottolinea, giustamente, Carlo.

  10. e sopratutto chi è intervenuto citando la presenza di quelle aziende (magari amiche) non ha capito, eppure non era difficile farlo, quale fosse l’interrogativo tema centrale del post: c’é un convegno internazionale sul Sangiovese a Firenze, 120 chilometri di distanza da casa, quante aziende di Montalcino parteciperanno mostrando di essere interessate al tema, al bene-maleamato Sangiovese?

  11. io ho riportato le aziende che ho riconosciuto e gli enologi che conosco personalmente. Le aziende che ho citato sono aziende interessate ai risultati del convegno e in genere ad un simposio (ma li avete letti gli abstract delle precedenti edizioni?) si va per capire lo stato dell’arte della ricerca scientifica di un certo tema, in questo caso sangiovese.
    E quanto a sconti per studenti, forse non aveto letto che gl studenti hanno un ingresso a tariffa ridotta (150 invece che 250).
    Inoltre per i sommelier ais, come riportato sul mio blog tempo fa, è prevista la possibilità di assistere a determinate sessioni in maniera GRATUITA.
    poi uno fa le polemiche che vuole…

  12. Alla degustazione c’erano anche enologi di molte altre aziende,se è per questo ma suvvia, torniamo al post di Franco. Di produttori di Montalcino non ne ho visti il che riporta all’aspetto centrale della vicenda: del sangiovese sappiamo già tutto e quindi è inutile partecipare a questi simposi? Oppure un sano confronto su come viene trattato il sangiovese in altre zone, e soprattutto in altri stati è sempre utile?

  13. Direi che anche Banfi ha diritto a partecipare, fino a prova contraria.
    E te le dice uno che di quell’azienda non ha mai comprato una bottiglia.

  14. ..banfi e’ quello che meno mi aspetterei di vedere……..
    ma si dovrebbero vedere altri produttori che hanno votato a favore del vecchio disciplinare,ed erano contrari alla modifica………
    credo che ci sia il continuo di una ipocrisia,e la presa in giro dei consumatori,che hanno seguito la vicenda dello scandalo del brunello…

  15. gentile Franco e Giulio, ci terrei personalmente a conoscere questo giulio. mi sorprende signor franco, dopo le passate mail intercorse fra di noi e qualche buon parere espresso sui nostri vini in passato, vederla attaccare andrea gori così furiosamente perchè noi (come pochi altri) eravamo presenti al convegno. devo dire che ho trovato il suo atteggiamento, sig. franco davvero fuori luogo, tra l’altro il convegno peccava davvero di ricerche interessanti..
    trovo davvero da snob e da persone che di vino ne sanno poco, lo scrivere che noi, le sorgenti non potevamo essere ad un simposio sul sangiovese!!!!! questo perchè in una parte della mia terra devo necessariamente coltivare dei vitigni intrnazionali che per altro vanno tutti a formare un igt di nome scirus, che voi due forse, franco e giulio non avete mai assaggiato……troppo poco degno di nota capisco.
    gentile giulio il suo lavoro qual’é?? stare seduto dietro un computer o viaggiare in treno e aereo per andare ad assaggiare vini a sparlarne come ormai si fa nei giornalini scandalistici??? il vino non è davvero questo e prima di dare giudizi, si dovrebbe davvero conoscere. potrei pensare di farle scivere dal mio legale perchè le sorgenti nella sua umile zona di produzione non ha mai potuto fare ricorso a falsi stratagemmi per vendere il suo vino a prezzi tra l’altro decenti, ha sempre dovuto stare molto attenta a non sbagliarsi. le nostre rese di sangiovese ad ha sono di 35 qli di vino, sig. franco prima di parlare così di noi o prima di difendere a spdada tratta un valgiano e attaccare a morte un testamatta, cerchi di farsi una cultura maggiormente reaslitica di quello di cui scrive. gradirei una risposta pubbllica con delle scuse da parte di tutti e due. grazie filippo ferrari fattoria le sorgenti

  16. Signor Filippo Ferrari, io non devo scusarmi proprio di niente perché non mi sono mai sognato (perché mai avrei dovuto farlo?) di criticare la presenza sua o di altri produttori meritoriamente presenti al Simposio sul Sangiovese. Nel mio post, eppure scrivo in un italiano credo comprensibile, mi ero chiesto: c’é un convegno internazionale sul Sangiovese a Firenze, 120 chilometri di distanza da casa, quante aziende di Montalcino parteciperanno mostrando di essere interessate al tema, al bene-maleamato Sangiovese? Non ho mai scritto, rilegga e me ne darà atto, che “che noi, le sorgenti non potevamo essere ad un simposio sul sangiovese”. Quanto alla mia cultura sul vino, cercherò, come faccio ogni giorno da oltre vent’anni, di migliorarla, stia pure tranquillo. Quanto alle speculazioni e al mestare nel torbido di qualche personaggio, al quale va attribuita la confusione creata, non posso farci niente, é solo farina del loro sacco, non mia…

  17. mi sembra non ci sia voglia di parlare sinceramente. rilegga i post intercosi tra lei, questo giulio e gori. riporto qui sotto due battute:

    E cosa centrano la Fattoria le Sorgenti e Petra wines con il sangiovese?? Erano a rappresentanza di coloro con la carta d’identità falsa? 🙂

    Giulio, bisognerebbe chiederlo alla persona che le ha incongruamente citate, tra l’altro scambiando il professor Mario Fregoni per tale “Mauro”…

    non mi sembra affatto inoffensivo nei miei confronti. ma lei e giulio c’eravate al simposio??

    tra l’altro ero presente con un’amica che fa brunello, si chiama cupano.

    attendo ancora delle scuse e non cerchi di rigirare la frittata con la storia dei 120km…..prima di riposndere questo, ha detto ben altro, è qui da leggere per tutti.

  18. Ferrari, ribadisco quello che ho già scritto: non ho mai criticato la sua presenza al Simposio sul Sangiovese né detto che non fosse giustificata. La mia replica era rivolta a chi ha tirato in ballo produttori di altre zone toscane, come lei, quando il mio post si rivolgeva chiaramente ai produttori di Montalcino e si chiedeva quanti avessero partecipato al Simposio. Nessuna critica, da parte mia, né alla sua presenza, che é stata meritoria, né ai suoi vini, né alla sua azienda, sulla quale non mi sono sognato di scrivere una sola parola. Si doveva parlare di produttori di Brunello assenti o presenti al Simposio, sono altri che hanno tirato incongruamente in ballo produttori toscani del Chianti o di altre zone. Mi spiace che la sua azienda sia stata incongruamente tirata in ballo, ma non da me. Non ho nulla di cui scusarmi perché nessuna accusa, nessuna critica, nessuna cosa fuori posto é stata detta da parte mia nei confronti della Fattoria Le Sorgenti. Io parlavo di Montalcino e basta. E con questo non ho altro da aggiungere, credendo di essere stato sufficientemente chiaro. Mi dispiace solo di aver risposto, invece di ignorare quanto scriveva, alla persona che ha tirato in ballo la sua azienda, creando l’equivoco di cui si lamenta. Ma, lo ripeto, non é colpa mia, non c’é traccia di alcuna critica verso la sua azienda ed i suoi vini nelle mie parole.

  19. Signor Ferrari, mi sembra chiarissimo che quando Ziliani ha risposto alla domanda di un lettore che chiedeva “E cosa centrano la Fattoria le Sorgenti e Petra wines con il sangiovese?? Erano a rappresentanza di coloro con la carta d’identità falsa? :-)” con queste parole “Giulio, bisognerebbe chiederlo alla persona che le ha incongruamente citate, tra l’altro scambiando il professor Mario Fregoni per tale “Mauro” non pensasse certo di definire incongrua la presenza della sua azienda al Simposio né di criticare la sua azienda ed i suoi vini, ma semplicemente dire che non c’entravano i produttori chiantigiani o di altre aree della Toscana in un discorso che riguardava solo Montalcino ed i produttori di Brunello che hanno “la carta d’identità falsa”. Non si faccia trascinare in strumentalizzazioni, e non continui a sostenere che l’autore del blog così rispondendo ha criticato lei. Criticava chi ha tirato in ballo la sua azienda senza alcun motivo, e andando o.t. rispetto al post…

  20. Come ho gia avuto modo di scrivere altrove, purtroppo non ho potuto partecipare al convegno perche’ero all’estero. Capisco che la provocazione lanciata da Ziliani e’ un altra, ed e’ consguente all’affaire Brunello, ma se si puo’ passare oltre vorrei dire che il Sangiovese, ed in genere la ricerca vitivinicola dovrebbero interessare tutti i produttori du vino toscani.
    Io sono un laureato in Agraria, proprio a Firenze, e devo lamentare pero’ l’assenza della comunicazione della ricerca, il suo tradursi in linee guida pratiche per i viticoltori, ed in generale uno scollamento tra la realta’ produttiva e la realta’ della ricerca applicata. Certo un bel convegno di alto livello e’ sempre utile, ma la mancanza dei produttori che fossero di Montalcino o di Scanansano o di Gaiole, e’ comunque un segnale che a quel livello li’ non arriva nulla di quello che e’ stato detto in queste sedi.
    Ci lamentiamo sempre di come la Francia sia avanti a noi nella conoscenza del suo territorio, e poi di fatto crediamo che con un convegno come quello di Firenze, per quanto immagino ben fatto, si possa colmare il vuoto e la distanza. Se non si trovano forme di coinvolgimento serie e fattibili che mettano in relazione queste due identita’, la ricerca e la produzione, non si andra’ mai de nessuna parte. Io sono laureato in agraria, ho un dottorato di ricerca e post dottorato, faccio vino, ma in dieci anni mai ho trovato qualcuno che mi proponesse sperimentazioni sul campo, o che fosse disponibile ad ascoltare la mia categoria. A volte mi sembra che l’unica cosa che interessi alle associazioni di categoria, agli uffici agricoltura delle province e dei comuni, agli enti pubblici di ricerca, sia l’euroburocrazia, le graduatorie dei PSR, e qualche convegno o pubblicazione che rimane stampata in mille copie in qualche scantinato (come per es’ quella sull’Ansonica che ho dovuto far cercare col lanternino neglu uffici della provincia di Grosseto).
    Tutt’altro voglio fare che implementare il benaltrismo, ma davvero, dov’e’ la ricerca in campo vitivinicolo, in mano a un pugno di enologi, alcuni dei quali neanche passati attraverso un corso universitario degno di questo nome? E poi ci lamentiamo se non abbiamo i cru, le zone, le sottozone, e i disciplinari sconquassati e inutili?

  21. visto l’equivoco sorto e l’intervento seccato e offeso dell’azienda Le Sorgenti, preciso, per l’ennesima volta, che nessuno voleva di certo dire che l’azienda in soggetto o altre chiantigiane non avessero le carte in regola per essere al Simposio, ho detto che ero d’accordo con Giulio perché aveva criticato il fatto che fossero state chiamate in causa, da altra persona, due aziende che non c’entravano nulla con Montalcino, con le aziende di Montalcino che non hanno le carte in regola perché avevano taroccato i vini. Nessuno voleva criticare l’azienda Le Sorgenti né i suoi vini, né la sua presenza al Simposio. Il discorso, tra me e Giulio, voleva esclusivamente dire questo: ma cosa c’entrano due produttori chiantigiani in un discorso chiaramente rivolto, si rilegga il titolo del post e quanto ho scritto, ai produttori di Montalcino scarsamente presenti o assenti al Simposio? Tutto qui, le aziende con la carta d’identità falsa erano quelle di Montalcino che non hanno rispettato il disciplinare del Brunello, non certo Le Sorgenti. Mi dispiace e mi scuso per questo equivoco che sono certo di aver chiarito ma di cui non sono colpevole di certo

  22. @Gianpaolo

    Ti segnalo che la SIVE (Società Italiana di Viticoltura e Enologia, http://www.vinidea.it/sive) ha appena lanciato la II edizione del Premio “Ricerca Italiana per lo Sviluppo” (http://www.infowine.com/docs/Premio%20SIVE%20Ricerca_2009.pdf), destinato – cito dal bando – proprio “a quei ricercatori che, oltre a svolgere un lavoro di alto valore scientifico, indirizzano la propria ricerca su temi importanti e strategici per la vitivinicoltura moderna e danno particolare rilevanza agli aspetti applicativi e pratici, nonché alla divulgazione dei loro risultati presso i produttori”.

    Sempre la SIVE si sta attivando per “raggruppare” gruppi di cantine su progetti finalizzati, in modo da poter disporre di un budget sufficientemente importante di fronte a contribuiti relativamente modesti delle singole aziende; uno dei progetti in rampa di lancio riguarda proprio il Sangiovese, e sarò lieto di mandarti ulteriori informazioni in merito, se ti interessa.

    giuliano boni

  23. @ Fattoria le Sorgenti
    Chiedo scusa se qualcuno si è offeso per un mio commento inserito in questo post. Ma cosa c’entra il legale?? Siamo seri. In Italia a qualsiasi cosa che non torna si risponde sempre nominando un avvocato (ma forse è questo che ci insegna la società d’oggi). Io non ho criticato il fatto della vostra “presenza fisica” al simposio ci mancherebbe, siamo in una democrazia. Ognuno può andare dove vuole e DIRE ciò che vuole sempre nel rispetto delle leggi. Le fa onore la presenza ad un simposio di tale importanza e sta a testimoniare l’enorme interesse che il nostro vitigno principe riscuote. Ma come sottolinea lei il vostro vino di punta non è certo un sangiovese in purezza ed io lo conosco. Quindi il commento voleva sottolineare come aziende come la vostra abbiano trovato (giustamente) interessante partecipare mentre altre, che dovrebbero veramente puntare tutto sul sangiovese, non si sono sognate neanche lontanamente di venire a Firenze.
    Saluti

  24. gentile giulio, finalmente una risposta. le assicuro che non ho apprezzato (come neanche la mia amica cupano di montalcino) l’aver pagato per partecipare ad un convegno veramente scarso in quanto a ricerche di un certo livello. tanti agricoltori non sapevano nemmeno dell’esistenza di tale simposio, si è mai reso conto del fatto che tante cantine non hanno neanche internet e che le più grandi invece sono direttamente coinvolte nei progetti, quindi perchè sarebbero dovuto venire così tanti produttori?? personalmente ero in veste non solo di produttore ma anche di consulente, quelle persone che poi vanno a riferire alla aziende cosa sta facendo la ricerca….comunque se lei conoscesse bene le sorgenti saprebbe che uno dei suoi vini di punta da una punto di vista di successo è sempre stato il chianti, saprebbe anche che stiamo crescendo negli anni un igt al pari di scirus però di sangiovese, saprebbe anche che uso il sangiovese per il vin santo e che siamo in conversione biodinamica come tutte le aziende dove lavoro ecc, ecc, ecc. finiamola qui ma non fate polemica così semplice. andate nelle aziende a parlare con i produttori invece di aspettare che loro vengano a voi. buona fortuna.

  25. Io vado nelle aziende che mi interessano e sanno essere interessanti. Non posso conoscere tutte le mosse future della Fattoria le Sorgenti, sono solo un appassionato. Se punterete sul Sangiovese tanto piacere, ma non era su di voi la polemica e lei secondo me si è sentito tirato dentro senza motivo. Comunque mi dispiace per l’equivoco.
    A presto.
    Giulio Carli

  26. no Giulio, l’azienda in oggetto non si é sentita “tirata dentro senza motivo”, é stata indotta, da un fastidioso grillo parlante suggeritore ad entrare in una polemica che non aveva alcuna ragione d’essere, perché né tu né io avevamo criticato la presenza dell’azienda stessa al Simposio del Sangiovese né ci eravamo sognati di criticare, in qualsiasi modo, i suoi vini. Questo per la precisione

  27. “E cosa centrano la Fattoria le Sorgenti e Petra wines con il sangiovese?? Erano a rappresentanza di coloro con la carta d’identità falsa?”
    Uno dice una cosa del genere, che più chiara di così non si può, e stiamo a negare l’evidenza??? Mah.
    Però lo so anch’io, è tutta colpa di Gori…Mah!!!Povero Andrea. Chissà perchè, ultimamente è sempre colpa sua…

  28. Maurizio, io non so perchè ritorna sopra ad un argomento ormai chiuso. Tenterò di spiegare nuovamente allora caro mio!! La battuta che lei cita non voleva essere un impedimento di nessun genere alla partecipazione di nessuna azieda sulla faccia della terra al simposio in questione. Solo che mi sembrava strano che partecipassero aziende come Le Sorgenti e Petra Wines invece di aziende che decisamente puntano (o dovrebbero puntare) tutto sul sangiovese (vedi Montalcino ma anche chianti classico, nobile morellino…).Il discorso della “carta d’identità falsa” non c’entra proprio niente con le due aziende citate dato che i rispettivi disciplinari permettono di utilizzare qualsiasi tipo di uvaggio per i loro vini. Era, dunque, solo una battuta!!! Tutto quà!! Sono stato chiaro??? Spero proprio di sì e spero che nessuno in futuro continui ad alimentare polemiche inutili e faziose!
    Saluti.
    Giulio

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