Testamatta ottiene 98/100 da Wine Spectator ed il Comune di Fiesole organizza un evento per festeggiare…

Quando si parla di denaro dei contribuenti sprecato o quantomeno utilizzato in maniera molto discutibile da Enti Pubblici, Comuni, Province o Regioni, o quel che resta delle Comunità Montane, bisognerebbe prendere ad esempio la festa (di cui ho avuto notizia solo in questi giorni, leggendo casualmente questo testo), che il Comune di Fiesole, pardon, la Città di Fiesole come ama farsi chiamare, posta in provincia di Firenze, ha organizzato lo scorso 4 novembre e di cui hanno dato conto diversi blog, ad esempio quello di Leonardo Romanelli, Quinto Quarto (leggi) o quello di Aldo Fiordelli, Consumazione obbligatoria, leggete qui, oppure su quest’altro marketing blog.
La festa, come dichiarato qui nel comunicato stampa che appare sul sito Web del Comune, era stata indetta dalla Città di Fiesole per  celebrare il “suo” vino, il Testamatta di Bibi Graetz, che con 98/100 aveva ottenuto “il punteggio più alto fra tutti i vini toscani attribuito da Wine Spectator che inserisce a pieno titolo Fiesole nella mappa dei grandi vini in Italia e nel mondo”.
Liberissimo il Comune di Fiesole e la Giunta presieduta dal Sindaco Fabio Incatasciato di organizzare quello che vogliono, e libero addirittura il TG4 di dedicare un servizio di Annalisa Garancini (ci piacerebbe conoscere le motivazioni ed il carattere di notizia di interesse pubblico che hanno condotto a decidere di realizzarlo) documentato da questo video. Se pensano ancora che un 98/100 di Wine Spectator sia una cosa seria, meritevole di essere addirittura festeggiata per ordinanza comunale, si accomodino…
Ma poiché quella festa, ospitata presso Villa San Michele, avrà comportato delle spese, viene da chiedersi come potranno giudicare i cittadini di Fiesole quest’uso del denaro pubblico, destinato al festeggiamento di un vino che avrà pure tutto il carattere di “vin de pays” e di vino municipale, visto che viene prodotto nel territorio fiesolano, nei pressi del castello di Vincigliata, ma ha un carattere ed una diffusione tutt’altro che popolare, visto che “una bottiglia in Italia costa tra 70 e 100 euro”.
Chiamatemi pure populista o qualunquista o in altro modo se faccio notare questa disinvolta politica della spesa pubblica, ma a me questa “gauche caviar” che spende i soldi dei cittadini per festeggiare un vino costosissimo per happy few, cult solo per gli snob, oltre che per Wine Spectator, appare molto ma molto lontana dal sentire popolare, autoreferenziale e radical chic. E poi si stupiscono se così facendo perdono le elezioni…

0 pensieri su “Testamatta ottiene 98/100 da Wine Spectator ed il Comune di Fiesole organizza un evento per festeggiare…

  1. questo episodio é la dimostrazione di come l’eccessiva considerazione attribuita ai punteggi e alle valutazioni di riviste come Wine Spectator abbia non solo “drogato” il mercato, condizionato importatori, distributori, monopoli, ma finisce addirittura delle amministrazioni a spendere denaro pubblico per festeggiare il vino (costosissimo) di un’azienda che ha ricevuto 98/100: allucinante!
    mi piacerebbe sapere se anche in Francia, in Spagna, in Germania, ma anche in California, ci siano state amministrazioni pubbliche che abbiano organizzato una manifestazione per celebrare il fatto che ad un vino di un’azienda che ha sede nel loro comune WS ha dato un punteggio altissimo. Sono pronto a scommettere di no: queste cose, come la doppia edizione di una rivista municipale, accadono solo in Italia. Pardon, nel Granducato di Toscana

  2. Onestà per onestà, ovvero pane al pane e ” vino al vino”, questa volta mi trovo d’accordo con il sig. Ziliani.
    Capisco la gioia del sig. Sindaco e della sua Giunta, ma spendere denaro pubblico per fare ” la festa ” e pubblicità al produttore Bibi Gratz, non credo sia una scelta oculata da parte di un pubblico amministratore.
    Ziliani, lo sa che spesso non condivido ciò che scrive, ma in questo caso Lei ha perfettamente ragione, eccome.
    Non si possono fare gli interessi di pochi, con i soldi di tutti, questo è , o perlomeno dovrebbe essere, un sacrosanto principio, che sempre piu’ spesso viene disatteso.
    Per curiosità, non è che cambia molto, la giunta di quella città di che colore è ??
    Nicola G.

  3. Mai avuto simpatie per giunte di sinistra ovunque ma conoscendo personalmente Paolo Becattini assessore alla Cultura del Comune di Fiesole e altri membri di giunta di quel comune (direi da una parte e dall’altra) non me la sento di condannare in maniera così netta questo evento. Il punteggio di Wine Spectator così alto significa visibilità per il Comune di Fiesole su circa 3milioni di americani, tutti potenziali clienti di una cittadina che fonda TUTTA la sue economia sul turismo e sull’arrivo di turisti americani, attratti ANCHE dal castello di Vincigliata e dal vino che vi viene prodotto che sfido chiunque l’abbia assaggiato a dire che non valga 98 punti di WS.
    é un vino per pochi? certo così come sono gli alberghi e i resort di lusso di Fiesole e quindi non vedo dove sta la polemica. Poi certo se Ziliani ha qualche esperienza in gestione di turismo e di municipalità può certamente mandare al sindaco di Fiesole i suoi suggerimenti per fare qualcosa di più utile con gli stessi prezzi (davvero bassi, se foste capitati in zona vi sareste accorti che davvero è stato fatto con pochissima spesa) per il comune.
    Che poi questo finisca per riconoscere a WS un potere forse anche troppo grande è fuori dubbio e probabilmente può scocciare ma di qui a dire che è uno spreco di denaro pubblico mi pare eccessivo stante così la realtà del mercato vinicolo e un eventuale boicottaggio del Comune di Fiesole su WS che effetto avrebbe?

  4. bene, prendiamo atto che il sommelier informatico giustifica la spesa di denaro pubblico decisa dal comune d Fiesole. Non é proprio la “notizia” di cui tutti sentivamo urgente bisogno il parere del Gori, ma ora che il “prezzemolino” si é pronunciato – magari blaterando di un “boicottaggio del Comune di Fiesole” che esiste solo nella sua fervida fantasia – possiamo proseguire, rassicurati da questa ennesima manifestazione del pensiero del suo autore, la nostra giornata

  5. Bé se proprio dovessi sfruttare, da amministratore pubblico, la cassa di risonanza di WS (aldilà dei gusti personali), più che un evento in casa propria (è come se un’azienda si facesse pubblicità ai propri dipendenti), proverei a spendere qualche soldo per collegare l’evento “punteggio” alla Città di Fiesole. Una tabellare su riviste specializzate, un’iniziativa insieme al produttore che possa collegare la bottiglia esposta in enoteca alla città. Qualcosa che comunque consenta di allargare il “mercato”.
    Marco

  6. @loste sentir parlare da un blogger di “pubblicità tabellare su riviste specializzate” come iniziativa promozionale interessante fa un pò specie… 😉

  7. La scorsa settimana la rivista americana Forbes diceva che Gaiole in Chianti era la meta più ambita per americani con tanti soldi da spendere.
    Il Sindaco era colmo di gioia per la notizia invece di sentire il tintinnar di betoniere che mettono a rischio il paesaggio e la tranquillità di cui tanto parlano.
    E a Fiesole che fanno? Festeggiano il Vangelo di San Giacomo?
    Quel vino nel suo nome la sà veramente lunga.

  8. Franco, credo che anche tu sia favorevole a interventi di promozione istituzionale diretti a produttori di vino o ristoratori, al di là della valutazione di WS, comunque meritevoli.
    Per non finire come gli Alajmo in Giappone quando aprirono il ristorante a Tokyo l’anno scorso: chiamarono l’Ansa e il corrispondente rispose: non ci interessa. Ma non siamo gli Alajmo… Chi? Eccetera…
    Tu stesso critichi, mi pare, non la promozione in sè, ma la promozione di un vino da 70/100 euro, non proprio popolare… Ma a Fiesole, anche un caffè costa 70 euro! af

  9. Mi permetto di essere parzialmente d’accordo con Gori. E poi, una volta tanto, condivido il voto alto di Ws per il Testamatta, che costerà tanto ma vale il suo prezzo. E adesso partite pure col tiro al piattello…

  10. non c’entra un tubo Tommaso che il vino in oggetto valga o meno il suo prezzo (ma lo pensi davvero?) e che il voto altissimo sia giustificato (ma le valutazioni sono sempre soggettive). Io trovo assurdo, allucinante, sbagliato, che si sia speso del denaro pubblico per il tipo di festeggiamento, di una cosa nemmeno importante come i 98/100 di WS, deciso e finanziato dal Comune di Fiesole. I soldi li spendano per cose più serie e più utili ai cittadini!

  11. Perchè Firenze e Fiesole Hanno bisogno di un vino scadente e dei “resorts” per attrarre turisti americani?? Se così fosse siamo messi male in Toscana.
    I “resorts”….ahahahahaha….che ridere!

  12. Non esiste in natura una bottiglia di vino che abbia il valore di 100€.
    Chiamiamolo status-simbol per chi lo stappa, chiamiamolo ottima campagna pubblicitaria e di marketing e buon per loro se riescono a venderlo a quelle cifre.
    Ma il vino è un alimento oltre che un piacere, e neanche dei più scarsi come quantità e qualità generale reperibile sul mercato.

  13. ..comunque giusto per buttare acqua sul fuoco, dato che abbiamo organizzato direttamente la manifestazione, vorrei dirvi che i costi sono stati supportati dalle due aziende “interessate” il comune di fiesole ha supportato soltanto le parte relativa alla comunicazione dell’evento per cui non vedo il motivo di questa polemica.
    michele (testamatta)

  14. Penso che abbia ragione Andrea Pagliantini quando dice che “Non esiste in natura una bottiglia di vino che abbia il valore di 100€”. E’ chiaro che a concorrere a formare un certo prezzo contribuiscono molti fattori (non nel senso di contadini…).
    E’ altrettanto chiaro comunque che qui non si parla solo di prezzo, più o meno valido, anche perché altrimenti anche il prezzo dei vini di Soldera (tanto per fare un esempio, e che se non ricordo male era stato oggetto di un articolo su questo blog appena poco tempo fa) o di chiunque altro sia, non ha e non potrà mai avere una ragione puramente economica.
    Che dire, altrimenti dei vini di Bordeaux 1ére cru?

  15. “due aziende” dove? La locandina, sopra riportata, con il logo della città di Fiesole, parla unicamente del Testamatta e non di vini di altre aziende. Anche se avesse “supportato soltanto le parte relativa alla comunicazione dell’evento” il Comune di Fiesole ha fatto la sua parte. Non sarebbe meglio che si occupasse di cose più utili ai cittadini piuttosto che di festeggiare un vino da happy few?

  16. “due aziende” intendevo l’azienda Testamatta e villa San Michele.. per quanto riguarda l’argomento “cose utili ai cittadini” si andrebbe a toccare temi dai quali si finirebbe in circoli infiniti. io ripeto l’ufficio stampa del comune di fiesole ha inoltrato la comunicazione per i propri canali di comunicazione, credo che di sprechi in giro se ne facciano ben altri..
    mic

  17. Michele, si rilegga qui
    http://www.comune.fiesole.fi.it/contenuti/comunicati/2008/novembre/testamatta.htm
    il comunicato stampa presente sul sito del Comune di Fiesole dove si parla unicamente del Testamatta e dell’azienda Bibi Graetz non di altre aziende. Resta pertanto un festeggiamento, ad personam, che a mio avviso non trova nessuna giustificazione. Anche perché organizzare una festa perché un giornale americano ha dato ad un vino élitario un punteggio di 98/100 é segno dell’inguaribile provincialismo italico

  18. In un momento economico e di crisi come questo, dove la gente campa in difficoltà, un pò di sana austerità nelle forme, nei lustrini e nelle parole, non guasta.
    Non è per fare il moralista, il vino non è l’argomento al centro dei problemi quotidiani delle famiglie neanche nella forma del Vangelo di San Giacomo.

  19. Franco dato che abbiamo direttamente organizzato la conferenza stampa le confermo che il tutto è stato seguito da Azienda Testamatta e il resort Villa San Michele che ha offerto il rinfresco, la sala stampa e ha seguito direttamente la conferenza. Per quanto riguarda il resto sono sue opinioni (provincialismo e facili punteggi) ma ripeto è inutile montare sparute polemiche.
    M

  20. Io credo che festeggiare un concittadino che ha nel suo campo dato lustro al proprio paese(perchè volenti o nolenti, indipendentemente dal giudizio personale, la rivista è tra le più lette al mondo) non sia un’azione così ignobile, soprattutto se alle spese ha concorso l’azienda stessa..
    Per cui quanto scrive Andrea mi trova d’accordo..
    Poi, l’allocazione di risorse per utilità è sempre un bel discorso ma pieno di sfumature..permettetemi un paradosso: se fosse stata solo l’utilità le piramidi sarebbero il più grande crimine della storia…
    Non cazziatemi, è un paradosso……

  21. Credo che la precisazione del sig. Michele porga fine a questa discussione, se le cose sono esattamente queste.
    Voglio però fare una mia considerazione personale : nessun vino al mondo può valere 100 euro, per il reale valore di quanto contenuto nella bottiglia. Al massimo 15/20 euro,tutto il resto è aria fritta, ma bene fanno i produttori che riecono a spuntare questi prezzi.
    Grazie
    Nicola G.

  22. Se Franco Ziliani ha torto oppure esagera ne consegue che i punteggi attribuiti da WS hanno assunto un valore in qualche modo istituzionale, come assume una valenza istituzionale anche l’attribuzione dei punteggi in centesimi ai vini in generale. Di conseguenza diventa incontestabile che i vini italiani meritevoli di figurare tra i migliori 100 siano soltanto 15, che siano proprio “quei” 15 (!) e che lo stesso Testamatta non faccia parte dell’elite enologica del pianeta. Se Ziliani ha torto, inoltre, diventa legittimo stanziare fondi pubblici – cento o centomila euro non cambia, sono i criteri quelli che contano – ogni qualvolta un’azienda privata riceverà un premio da chicchessia (a meno che qualcuno qui non voglia sostenere che Suckling e WS non sono chicchessia, ma la discussione diventerebbe lunga: io potrei controbattere che affermare, come fa WS, che il meglio del Barolo 2004 è rappresentato dai campioni di Pio Cesare, Seghesio e Stefano Farina è a parere di molti una bischerata monumentale). A differenza del sig. Gori io ho spesso avuto in simpatia le giunte di sinistra, ma questa del Comune di Fiesole mi sembra un’iniziativa decisamente inadeguata, a maggior ragione in un momento come quello che tanto il paese quanto il comparto enologico stanno attraversando.

  23. Signor Ziliani, mi chiedo, e soprattutto Le chiedo: ma che senso ha una polemica del genere? Qui negli Usa tutti ci hanno riso dietro per mesi per la vicenda del Brunellot e per come e’ stata gestita dalle autorita’ (in)competenti… a mio avviso sarebbe molto piu’ utile sfruttare ogni occasione per risollevare l’immagine dei vini toscani nel mondo e quindi ben vengano queste attivita’ di promozione!
    Poi si puo’ non essere d’accordo con i giudizi di Wine Spectator, ma prima di classificare come “non seria” su una rivista che vende milioni di copie in tutto il mondo… mah… Siamo sicuri di avere qualcosa di piu’ serio in Italia?
    Se c’e’ una cosa sulla quale credo sia impossibile criticare gli americani e’ proprio la loro capacita’ di fare “Marketing”, ed il comune di Fiesole ha , stavolta, colto un’ottima opportunita’ secondo me per fare marketing di se’ stesso; oltretutto trovando due entita’ private disposte a finanziare l’evento. Che vogliamo di piu?
    Ultima considerazione: ma che c’entrano le elezioni?

  24. Visto e considerato che il problema è stato posto da Franco Ziliani nel suo blog, mi sembra giusto rispondere in casa sua. Michele ha spiegato tranquillamente che il Comune non ha investito un euro: è un dato di fatto,non c’è stato spreco di denaro pubblico. Se ci si vuole attaccare al fatto dell’utilizzo dell’ufficio stampa comunale mi sembra che si cerchi una polemica pretestuosa. Considerando che spesso si accusano gli amministratori di non valorizzare il settore enogastronomico, mi sembra che questa sa stata una risposta efficace. Per quanto mi riguarda, come ho spiegato nel mio blog, ho fatto la cosa in amicizia con Bibi ed il fatto che la guida per cui scrivo non lo abbia mai premiato, la dice lunga su come tenga separati lavoro e amicizie. Gli altri argomenti trattati nei commenti sono pareri personali, sui quali mi sembra assurdo intervenire poiché ritengo che ognuno, alla fine, rimarrà della propria opinione:-))

  25. Leonardo non ti ho mai chiamato in causa e non entro nel merito della tua collaborazione con Bibi Graetz, prestata, come dici, in amicizia. Non era rivolta di certo a te la mia critica. Prendo atto che é difficile aspettarsi che chi vive e lavora in Toscana e magari collabora a titolo vario con amministrazioni e cooperative arrivi a criticare l’iniziativa, criticabilissima, di un’amministrazione pubblica come quella di Fiesole. E mi consola pensare che una “bischerata” del genere, ché tale continuo a considerarla e non sono il solo, i miei amici piemontesi non l’avrebbero (non l’hanno mai) fatta. Non é mai successo che il Sindaco di La Morra organizzasse una festa per celebrare i 100/100 dati da Wine Spectator ai Barolo di Roberto Voerzio e dubito che potrebbe mai accadere con le amministrazioni, di diverso colore, dei Paesi del Barolo e del Barbaresco. Mi piacerebbe piuttosto conoscere il punto di vista di qualche cittadino di Fiesole su questa bella pensata della sua amministrazione comunale…

  26. Autorevoli giornalisti intervengono sull’ argomento. Mi ero astenuto a dire la mia opinione poichè pensavo che la questione forse non meritava moltissima attenzione, ma evidentemente mi sbagliavo: la questione sta suscitando un piccolo vespaio tra gli addetti e non solo.
    Io penso che l’attenzione su un vino così costoso sia eccessiva sia da parte della Amministrazione di Fiesole, sia da parte di WS, sia da parte degli opinion leader italiani. Il merito di Ziliani è quello di aver provocato la discussione… il che fa sempre bene, per riflettere, al di la del fatto che abbia ragione o torto.

  27. Ma i soldi per questa manifestazione chi li ha cacciati ? se è come dice Michele il discorso è già chiuso e la polemica non ha piu’ ragione di esistere. Anzi, se il comune di Fiesole, non ha sborsato un euro, in questo caso ha fatto benissimo a caldeggiare la manifestazione, e perchè mai non avrebbe dovuto, se non c’è stato sperpero di pubblico denaro ??
    Nicola G.

  28. Se le cose stanno come dice Michele (e non ho motivo di dubitarne) esattamente la cosa che non va qual è? Che il vino premiato sia il Testamatta? Che il medesimo vino sia stato premiato da WS? O che la festa per un qualunque vino premiato da chiunque possa apparire una pacchianata? Non è per far polemica, Franco mi conosci, ma per capire esattamente cosa ti infastidisce. A naso direi che si tratta della terza che ho detto, ma “bischerata” è un termine un poco generico. Io l’ho interpretato nel senso che hai letto nella terza delle mie domande.

  29. Sul Testamatta, visto che qualcuno ne ha parlato: penso che non sia per null’affatto un “vino scadente”. Giulio scusami, dimmi un po’ quale annata hai provato, un giudizio così tranciante presuppone un assaggio attento. So bene che secondo alcuni commentatori è elegante non sbilanciarsi a proposito di vini costosi (soprattutto se premiati, e magari affinati in barrique), ma se dovessi buttare una bottiglia dalla torre non sarebbe certo quella del Testamatta.

  30. ripeto e ribadisco anche ad uso e consumo del buon Tommaso Farina: é una sciocchezza che un Comune organizzi una festa per celebrare un’azienda locale che ha ricevuto 98/100 da Wine Spectator. E sciocchezza resta anche se non fosse stato speso denaro pubblico. Che poi un’amministrazione di sinistra organizzi una festa per celebrare un vino per pochi che costa 100 euro é cosa ancora più “stravagante”, anzi, tipicamente toscana…

  31. giusto una piccola precisazione dato che non entro in merito alla polemica sulla quale ho espresso la mia opinione. Il Testamatta non è un vino “cheap” ma non costa più di 100 euro ma si trova in enoteca da 60 a 85 euro dalla prima annata ed è facile da controllare sui vari motori di ricerca. Domani sarò presente al Gran Hotel di Firenze per i vini dell’eccellenza dell’AIS. Vi aspetto se volete ci si potrà tranquillamente confrontare su questo tema e magari assaggiare il tanto discusso vino.
    michele

  32. Qui si parla di wine spectator come se non si sapesse di parlare del più autorevole e diffuso giornale enologico del pianeta.

    Wine spectator è importante perché decide gli orientamenti del mercato, perché viene letto regolarmente da milioni di persone. In una parola perché è in grado di determinare la fortuna di un vino o in certi casi di una intera regione produttiva.

    Le votazioni over 90 distribuite dai critici di questa rivista, e naturalmente la sua top-hundred, sono come gli oscar per la cinematografia. Cioé a dire sono, che piaccia o meno al signor Arturi, istituzionali. Stesso discorso per i punteggi in centesimi ormai universalmente adottati come unità di misura della qualità di un prodotto.

    Quindi festeggiare il 98 strappato dal testamatta è (a mio modo di vedere) logico e legittimo. Contestare polemicamente la partecipazione del municipio di Fiesole è incomprensibile e sa un po’ di moralismo fondamentalista. Io non sono di Fiesole, ma nel caso sarei stato molto orgoglioso di questo grande successo, che ritengo doveroso sottolineare e celebrare come un successo della città intera. Noi italiani dovremmo cercare di promuovere meglio i nostri prodotti e i nostri successi anche per contrastare l’attuale recessione economica. Un filo di ottimismo e positività, meno preconcetti ci farebbero bene.

    ps: non vedo nulla di cui scandalizzarsi nel prezzo di questo vino. Il signor Ziliani non si scandalizza, mi risulta, allo stesso modo per i prezzi di voerzio, Giacosa, quintarelli, Conterno, Dal Forno, Soldera, Biondi Santi, ecc… chissà perché?

  33. Gilberto prendo e incasso con piacere la sua definizione di “moralista fondamentalista”. Trovo immorale, oltre che assurdo – e ripeto quello che avevo già scritto – che “un Comune organizzi una festa per celebrare un’azienda locale che ha ricevuto 98/100 da Wine Spectator. E sciocchezza resta anche se non fosse stato speso denaro pubblico. Che poi un’amministrazione di sinistra organizzi una festa per celebrare un vino per pochi che un sacco di soldi é cosa ancora più “stravagante”, anzi, tipicamente toscana…”. E trovo inoltre che la difesa di questa bizzarra iniziativa del Comune di Fiesole sia una difesa puramente politica, perché ho criticato l’iniziativa di un Comune di sinistra.
    Per definizione quello che fa la sinistra é buono, pulito e giusto. Ma io avrei criticato questa assurda iniziativa, anche se il responsabile fosse un Comune amministrato dal centro-destra

  34. Egregio Ziliani,
    pur intervenendo molto poco nelle interessantissime e oltremodo piacevoli discussioni sul suo blog, cerco comunque di seguirne gli sviluppi con assiduità, per quanto mi è possibile.
    Come più volte ho già ribadito, ritengo di non avere sufficiente competenza e conoscenza del mondo del vino per potermi confrontare “alla pari” con gran parte delle persone presenti in queste discussioni, pur essendo affascinato e appassionato dall’ “universo enologico” in tutti i suoi aspetti.
    Tuttavia, se mi permette, vorrei porre l’accento su un passaggio di questo suo articolo, e magari gradirei una sua cortese replica.
    La questione principale dell’articolo, e del contendere, è stata già affontata e discussa in molti degli interventi precedenti, suoi e dei lettori. Affermare inoltre che il Testamatta è “un vino costosissimo per happy few, cult solo per gli snob” è ampiamente condivisibile anche dal sottoscritto, e lo ho già scritto nel mio precedente intervento. Ho avuto però l’impressione che, su questo particolare aspetto, lei abbia evitato, magari involontariamente, di rispondere a chi (non ultimo Gilberto…) le ha fatto notare che anche molti altri vini, peraltro meritevoli e da lei spesso menzionati, sono anch’essi vini costosissimi e per pochi snob.
    Purtroppo, io non posso permettermi di essere snob e poter assaggiare qualcuno di questi gioielli…

  35. Beh,allora dico la mia anch’io. Ma non sul fatto se sia legittima o no l’iniziativa del Comune di Fiesole. Decideranno i cittadini, alle prossime elezioni, se sia ben fatto mettere ancor più in vista una cittadina che, qualcuno dice, vive di turismo. Per quanto ne so,Fiesole potrebbe anche essere abitata solo da cittadini(quindi elettori)che amano vivere al di fuori del chiasso turistico. Si vedrà. Oramai sembrano maturi i tempi, invece, per parlare di prezzi. Non so se sia morale o meno chiedere 100 e più euro a bottiglia, non è una questione morale. Di sicuro non vi è alcuna ragione di carattere industriale o agricolo che giustifichi un prezzo simile. Ovviamente qualcuno disposto a spendere anche molto di più esiste ed esisterà sempre. Non sarebbe ora di chiedersi in quale parte della filiera si annidano le complicità che in qualche modo legittimano i produttori ad essere così ingordi? Saluti a tutti.

  36. Bravo Solaroli! Ha parlato bene di “complicità” da qualche parte della filiera che “in qualche modo legittimano i produttori ad essere così ingordi”. Finché larga parte della stampa specializzate, oltre alle guide, promuoveranno e pomperanno vini che senza avere una storia, una tradizione, una lunga costanza qualitativa, arrivano sul mercato a prezzi folli, come accade con il Testamatta e con tanti altri (troppi) vini, queste aziende si sentiranno legittimate a proseguire una politica di prezzi folli che non ha più alcuna ragion d’essere. Perché un conto sono i Biondi Santi, i Soldera, i Bruno Giacosa , i Quintarelli, i Gaja (mais oui!) che propongono i loro vini a prezzi elevati, ma con una storia alle spalle e anni e anni di livelli qualitativi elevati e un conto é inventarsi, magari facendosi sostenere dai media amici, il presunto “Super Vino” e proporlo come tale a chi abbocca…
    Vedo comunque che questa discussione, su un tema apparentemente minore e “ozioso” come i festeggiamenti del Comune di Fiesole al Testamatta continua ad interessare molti. Forse, e ripeto forse, con questo post ho colpito nel segno…

  37. Ho cercato di non intervenire nella discussione. Ma poiché si tirano in ballo questioni come la “morale” mi trovo costretto a dire la mia. Il problema non è lo spreco di soldi pubblici. Il problema è il pensiero che si cela dietro alla manifestazione. Da sinistra mi trovo spesso ad essere d’accordo su certe questioni con Franco Ziliani. In questo caso trovo assurda l’iniziativa del Comune di Fiesole. La trovo assurda come ho trovato assurdo, a suo tempo, quando in un paese delle Marche misero sui cartelli segnaletici del paese il riferimento al prestigioso premio enologico vinto dall’azienda locale. Sarò anch’io un moralista fondamentalista, ma credo che promuovere un territorio significhi promuovere una storia, una cultura, una comunità, dei valori. Reputo assurdo, soprattutto da una amministrazione di sinistra, uniformarsi al pensiero dominante, e cioé credere che promuovere significhi cavalcare un’onda, una moda, una opinione soggettiva. Un territorio, come un vino, ha dei valori in sé e non perché lo dice un famoso giornale. E’ un marketing di territorio pessimo quello di chi si uniforma anziché diversificare. E se domani quel vino prendesse 80/100 il territorio non sarebbe più degno di essere visitato? Ed allora lo dico senza ipocrisie: non è un problema di soldi, è proprio un problema morale e culturale. Il Rinascimento italiano asservito alle opinioni di un giornaletto americano. A sinistra siamo proprio bolliti…

  38. Caro Franco, Io trovo ‘inelegante’ il fatto che il Comune di Fiesole, in questo caso, abbia patrocinato un premio dato a una singola realtà, che comunque dovrebbe inorgoglire l’interezza del territorio, e non abbia invece colto l’occasione per valorizzare il proprio comparto vinicolo tutto. Che poi il pretesto sia stato un punteggio di WS è un altro discorso. Sarebbero nate polemiche per qualunque fonte di giudizio, che nessuno è immune, soprattutto su queste pagine. Tendo però a concordare con il primo commento di Gori, quando scrive che “Il punteggio di Wine Spectator così alto significa visibilità per il Comune di Fiesole su circa 3milioni di americani, tutti potenziali clienti di una cittadina [CUT]”.
    Un caro saluto.

  39. bene Jacopo allora c’é il “rischio” che grazie a questa geniale trovata del Comune e della festa del Testamatta Fiesole venga invasa, si spera solo pacificamente, da milioni di turisti born in Usa? Ma dai, siamo seri!

  40. ecco l’italietta del vino,ancora si da credito a chi fa il vino per i giornalisti, per le riviste di settore e per la diffusione delle guide che non sono altro che spreco di carta……… a tutto discapito di chi produce il vero vino che ha per presupposto il rispetto della materia prima.

  41. No, non ho detto questo.. Non era attività di promozione territoriale rivolta agli States, ma che Testamatta riceva 98 punti da WS si presume ricada sull’economia di Fiesole tutta. O almeno così mi auguro. Sbaglio?

  42. @Corrado Dottori
    Gli amministratori pubblici non sanno nemmeno lontanamente che cosa voglia dire promuovere “una storia, una cultura, una comunità, dei valori”; altrimenti l’Italia non sarebbe diventata l’italietta, Toscana inclusa.
    Le amministrazioni di sinistra non sono certo diverse da quelle di destra, a questo proposito. Promuovono quelli che sanno già promuoversi da sé, oppure iscritti e simpatizzanti del proprio partito. Giorgia

  43. Il testamatta è un vino ” per ricconi “, mentre il brunello del caro amico Soldera a 120/150 euro è cosa per tutti i poveri operai metalmeccanici.
    Per favore….
    Nicola G.

    P.S. ) All’inizio del post le avevo dato pure ragione, credendo fossero stati spesi soldi pubblici, invece ora veedo un suo accanimento, solo perchè di mezzo c’è WS, una rivista per la quale lei non scriverà mai, e lo vorrebbe tanto invece. Magari come responsabile del mercato italiano, ancora meglio se delle Langhe e di Montalcino ( cosi’ potrebbe dare un aiutino ai suoi amici )

  44. @farina
    Caro Farina, parlare di annate (perchè ne hai qualcuna che preferisci?) per un vino come il testamatta mi sembra un pò eccessivo. La produzione vanta 😉 infatti otto vendemmie che più o meno si somigliano tutte….per il legno eccessivo intendo. Hai mai provato a bere di meglio? Tipo chennesò…flaccianello, pergole torte, fontalloro…per dire solo alcuni nomi che oltre ad essere sangiovesi in purezza, oltre ad essere elevati in barriques….sono molto più toscani di qualunque vino di fiesole.

  45. Giulio che banalità proporre vini come quelli che hai proposto in alternativa a Tommaso! Non sono abbastanza glamour, innovativi, originali. E poi vuoi mettere l’originalità del chiamare un vino Testamatta o addirittura avere il guizzo di classe e di raffinatezza di chiamare Soffocone (cosa significa? provare a cercare su google per avere un’idea…) come si chiama il vino, pardon un’altra geniale creazione dello stesso produttore…?

  46. che pena Signor Ziliani,”piatto ricco mi ci ficco”,forse lei scrive circa il vino e forse di vino sa poco o nulla………….auguri di buon Natale

  47. ..chissa se ”quel 4 Novembre ’08”all’ora di cena,dietro o lì intorno al municipio di Fiesole in qualche ristorantino turistico, che vino(toscano) ”davano a bere” ai turisti di passaggio della ”Città di Fiesole? (sul’olio credo di immaginarlo)..

  48. A quanto pare c’è la saga dei Nicola. Pregasi se possibile specificare. Non trovo eccessivo che in tempi di guerra come questi necessiti sparare tutte le munizioni disponibili. Poi se è aria fritta si rivela da sola. Aspettare il “nemico” (mercato) di questi tempi è dura. Filosofia Testammatta o orientale?

  49. cati tutti,
    mi rendo sempre più conto che l’articolo su “Pinocchio” che ho scritto sul web del circolo tirso http://www.circolotirso.net/?p=193 o quello su acquabuona http://www.acquabuona.it/2008/10/la-guida-dei-famosi/ o perfino lo scherzo (pienamente riuscito) di http://www.acquabuona.it/2008/11/il-vino-e-coriolis/ sono sempre più azzeccati rispetto allo stato attuale del mondo del vino. Il vino si “parla” sempre di più e si beve sempre di meno (visti i prezzi). E le guide sarebbero veramente da bruciare in un rogo unico. Forse così sparirebbero anche certi blog (non certo questo) assatanati sui punteggi e sulle note “tecniche”(?!)

  50. comunque grazie a questo post ieri al GRand HOtel c’era la fila davanti al Testamatta!
    Almeno dobbiamo essere felici per il potere del web…

  51. …si dica quel che si dica,e’ una cosa assurda che un comune appoggi un’azienda come questa,che ha gia’ i suoi ricavi,allora cosa dovevano fare nelle langhe,nell’anno in cui Parker aveva giudicato i barolo e barbaresco come vini sublimi ed eccellenti,cioe’ si era toccata la perfezione?
    ma dai! che ipocrisia!
    ah! vedo che nicola g. continua a sparare c…..e,mi sa che quello che di vino non ne capisce nulla e lei,speravo che fosse caduto nel buco nero della sua ignoranza enologica(uguale livello alcolico del latte di suocera 90 gradi),quando scrive cerchi di dire cose sensate,perche’,davvero non c’e cosa piu’ brutta che l’ignoranza…………

  52. Ci dica sig. Gori, come l’ha trovato effettivamente stò vino : verità per verità, ci dica solo la verità tutta la verità, nient’altro che la verità, ed alla fine dica lo giuro .
    ?????

  53. come già scritto altrove l’ho trovato riassaggiandolo ieri sera di un naso ancora segnato dal legno ma dai profumi floreali ben in evidenza e uno speziato ricchissimo, decisamente però poco sangiovese. IN bocca invece il sangiovese si sentiva eccome con freschezza e viola che si spandeva per il palato. Un tannino solo un pò da finire di evolvere in un vino comunque decisamente elegante, persistente ricco ma delicato. Non do mai punteggi quindi non so indicarvelo nè ho la presunzione (non avendone assaggiati così tanti) che sia il miglior vino italiano dell’anno ma buono di sicuro lo era e se potessi permettermi di spendere 70 euro per un vino lo comprerei anche volentieri.

  54. Sconcertante anche la copertina di WS riportata nel post. Un vino Antinori, un vino Frascobaldi e poi il resto a caso tanto quel che conta è sponsorizzare le due casate. Allora un anno tocca all’Oreno, un altro al tenuta nuova poi al testamatta e al redigaffi. Questa è la loro volgare idea di vino toscano. Ma non c’è da colpevolizzarli, siamo stati noi a seguire i loro dettami ele loro mode!

  55. Pingback: Tuscan city celebrates 98 points in Wine Spectator « Do Bianchi

  56. anche il mio amico Jeremy Parzen sul suo blog Do Bianchi non ha potuto esimersi dal sottolineare come esempio deteriore di un certo provincialismo italico la trovata del Comune di Fiesole che organizza una festa per celebrare i 98/100 dati da Wine Spectator al vino di un’azienda presente nel suo territorio. Queste cose, ahimé, accadono solo in Italia e nella nostra povera Italietta del vino…
    http://dobianchi.wordpress.com/2008/12/15/tuscan-city-celebrates-98-points-in-wine-spectator/

  57. Leggendo il blog di Jeremy non ho trovato nessuna sottolineatura di “esempio deteriore di un certo provincialismo italico…”, neppure una parola.. forse la Sua, signor Ziliani, e’ stata una traduzione dall’inglese piuttosto “naif”.
    Ammetto di aver scoperto questo blog soltanto di recente ma ho l’impressione, e glieLo dico schiettamente, che la Sua critica a Wine Spectator, James Suckling o Bibi Graetz sia a prescindere, ed anche gratutitamente acida.
    Ma perche’ si va a cercare la polemica dove non ha senso che ve ne sia una? Gioiamo insieme per questo premio importante per la Toscana e cerchiamo ti trarne i maggiori benefici possibili per tutti, invece di fomentare critiche controproducenti, queste si caratteristiche del “provincialismo italico”.
    Le garantisco che siamo considerati la “..povera Italietta del Vino..” quando dall’estero ci vedono becchettarci tra di noi o quando si cerca di fare i furbi per aggirare le regole.. Ma non di certo quando ci vedono tutti uniti e orgogliosi a festeggiare per un premio importante e riconosciuto, che piaccia o no, in tutto il mondo.

  58. sor Osvaldo, ho forse attribuito a Jeremy, con quel virgolettato che lei usa furbescamente ed in maniera impropria e al quale io non ho fatto ricorso, quella mia definizione di esempio deteriore di un certo provincialismo italico? Niente affatto. La sua é pertanto una forzatura che rispedisco al mittente. Se lei vuole gioire “per questo premio importante per la Toscana”, da cui trarre “i maggiori benefici possibili per tutti” faccia pure: a me questa trovata, come ripeto, sembra una sciocchezza. Quanto al “premio importante e riconosciuto da tutto il mondo” questo é solo nella sua fantasia…

  59. come sempre c’è chi gioisce e chi ne fa un dramma,che dilemma,ben ci sta a chi vuole,e chi non, lo esprime,per me va anche bene,alla luce degli altarini nascosti,
    ci sarà l’intento dell’ingegno giusto?
    dire non dire, o fare e disfare,peccato che qualche volta la nostra Ansonica faccia il teatrino senza volerlo,ha se potesse parlare e dire a tutti,sono buona ma complessa quasi come voi.
    Giuseppe Brancatelli

  60. @ Osvaldo scrive

    ” Ammetto di aver scoperto questo blog soltanto di recente ma ho l’impressione, e glieLo dico schiettamente, che la Sua critica a Wine Spectator, James Suckling o Bibi Graetz sia a prescindere, ed anche gratutitamente acida. ”

    caro Osvaldo vedo che non ci ha messo troppo tempo a capire “il personaggio”, ma se avrà la costanza e la pazienza di venire piu’ spesso, ogni giorno troverà una critica nuova per una persona diversa, ma sempre di critica acida e distruttiva si tratterà.
    Il nostro non sa fare niente di meglio, a quanto pare.
    Nicola G.

  61. scrivano pure quello che vogliono i vari nicola g, osvaldo & co (che magari sono sempre la stessa persona…), a me interessa il consenso che mi esprimono molti lettori cui solo una persona in malafede e maleducata può dare dei lecca… e, attraverso questo articolo pubblicato sul suo sito http://www.lucianopignataro.it/articolo.php?pl=5222 uno stimato collega come Luciano Pignataro. Moralista fondamentalista anche lui come me?

  62. Pingback: Quinto quarto » Vi ricordate del Testamatta? Che confusione sta venendo fuori!

  63. Piu’ che altro si potrebbe discutere, come gia’ si sta facendo per Montalcino e Montepulciano (e guai ad indagare oltre…), di quanto effettivo Sangiovese c’e’. Le analisi della proporzione degli antociani potrebbero dare in questo caso risposte assai chiare: analisi ufficiosa e anche giustamente contrastata quando un merlot concorre in percentuale minore (10, 20, 30%), darebbe risultati eclatanti in un caso come questo… Poi, come lei ben sa, “Wine Dictator” (come viene chiamato dai piccoli improtatori di qualita’ in USA e Canada) trova nelle pagine pubblicitarie e in vini “facili” (frutta nera, ipermorbidezza, ph alti, ecc.) il proporio ago della bilancia nelle valutazioni… Un po’ come ar Tufello. Saluti e complimenti per il Suo ottimo lavoro.

  64. Pingback: Toscana IGT – Bibi Graetz, Testamatta 2003 | Enoiche Illusioni

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