Bianco del Veneto passito Igt Le Pergole del Sole 2006 Cavalchina

A differenza dall’amico Alessandro Masnaghetti, che ne è forse il massimo conoscitore e cultore in terra italica, sin dai tempi del Catalogo dei vini da meditazione curato per Veronelli editore parecchi anni orsono, non sono un grande appassionato di vini dolci, da dessert o da fine pasto.
Vin Santo toscano a parte, che quando è ben fatto m’intriga decisamente e al quale ho dedicato diversi articoli, ed il Moscato d’Asti (e parzialmente l’Asti) di cui sono un convinto sostenitore, i vini dolci, anche i più celebrati e prestigiosi, non mi accendono particolarmente la fantasia e m’inducono raramente a scriverne.
Puramente questione di gusti, (a tavola sono senza esitazioni dalla parte del salato piuttosto che del dolce) perché se dovessi invece tenere conto del lavoro paziente e meticoloso che c’è dietro alla produzione di questi nettari, spesso realizzati in piccolissime quantità, del loro essere “vini passione” più che vini dotati di una loro precisa logica economica, non potrei che esserne un tenace fan.
Mi capita pertanto di degustare una quantità di vini dolci decisamente inferiore al numero dei vini rossi, bianchi o spumanti che assaggio nel corso dell’anno, ma quando mi capita d’imbattermi in uno davvero buono e ben fatto, non posso evitare di raccontare come e perché mi sia piaciuto e quali emozioni mi abbia regalato.
E’ questo il caso, aperto il giorno dell’Epifania più per compiacere moglie e cognate che per gratificare me stesso, di un raro passito da uve Müller Thurgau prodotto in quel di Custoza, estrema propaggine dell’anfiteatro morenico del Garda e terra di due celebri battaglie risorgimentali, zona (sto parlando in questo caso della località di San Martino della Battaglia distanti solo una trentina di chilometri) dove già altre aziende, ad esempio la Spia d’Italia, producono questa volta da uve Tocai, ottimi ed inconsueti vini da dessert.
E’ ancora l’azienda agricola Cavalchina di Luciano Piona (produttore, nell’azienda sorella La Prendina di quel Garda Garganega Paroni, di cui ho recentemente scritto), la protagonista, con un vino, purtroppo quasi introvabile visto che viene prodotto in un quantitativo estremamente limitato in bottigliette da 375 ml., che considero uno dei più eleganti, raffinati e qualitativamente parlando eccellenti vini da dessert italiani che mi sia mai capitato di gustare.
Un vino, come racconta lo stesso Piona sul sito Internet, che ha una storia singolare, l’arrivo delle viti di
Müller Thurgau a Custoza nel lontano 1960, con la “speranza di ottenere il vino fresco e profumato che solitamente questo vitigno regala”. Invece, vinificato in bianco il Müller Thurgau non funziona e allora, considerato che all’epoca la nuova cantina non era ancora ultimata si prese la decisione di provare a far appassire le uve per vedere cosa succede.
Il riscontro fu sorprendente
ed il “Müller rivelò in appassimento una innata capacità di sviluppare muffe nobili e quindi tutti i presupposti per dare un grande vino passito”. Cosa successe poi è presto detto e appartiene alla storia di questa azienda: “i 2000Kg di uva che produce la vigna, dopo appassimento e selezione restituiscono non più di 500 litri di mosto che va a fermentare in botti nuove di rovere francese provenienti dalla foresta di Allier.
La fermentazione che inizia con un contenuto zuccherino di 320gr/litro dura per 3/4 mesi e si esaurisce naturalmente a circa 15% di alcol con un residuo zuccherino di circa 100gr/litro. Il vino rimane in barrique per altri 12 mesi e quindi messo in bottiglia”. Sono state prodotte solo una decina di annate in totale “poiché spesso, date le condizioni estremamente difficili in cui si effettua la vinificazione, non danno il risultato prefissato e quindi il vino non viene immesso al consumo”.
Ma quando le condizioni sono quelle giuste, come nel caso dell’annata 2006, che meraviglia!
Colore oro ambrato squillante, multiriflesso, vivacissimo nel bicchiere ed un naso che è un’autentica tavolozza variopinta di finissime, delicate sfumature aromatiche giocate sul doppio registro dolce-salato, floreale e fruttato, con venature di zafferano, spezie orientali, frutta secca. E poi accenni di miele, di pasta di mandorla e marzapane, frutta candita, agrumi, fiori d’arancio e biancospino, accenni di pietra focaia.
Ma è al gusto che questo Le Pergole del Sole offre il suo meglio, l’attacco nitido, pulito, nervoso, molto preciso, che poi si allarga a coda di pavone, avvolgente, suadente eppure fresco e vivo, la dolcezza calibrata e mai debordante, la ricchezza di sale, esaltata da una bellissima acidità che rende il vino scattante, pieno di energia, e regala una persistenza lunga, appuntita, piena di nerbo e di carattere, in una cornice di assoluto nitore che invita a bere e lascia la bocca pulita. Davvero un grandissimo vino, di livello assoluto: chapeau!

0 pensieri su “Bianco del Veneto passito Igt Le Pergole del Sole 2006 Cavalchina

  1. Buon giorno, Franco; concordo in pieno sull’ apprezzamento per questo particolare M.Thurgau e che ho potuto apprezzare qualche sera fa. La delegazione veronese dellìA.I.S. è stata ospite di Luciano Piona presso l’Azienda Cavalchina per l’annuale assemblea. Una serata veramente speciale: praticamente tutti i vini di Cavalchina e dell’azienda La Prendina erano presenti! Abbiamo ricevuto un’ospitalità squisita. Conosco da quasi vent’anni i Custoza e i Bardolino di Luciano e Franco Piona…è stata un’occasione unica per allargare la conoscenza a tutta la gamma, anche se mi sono soffermata in particolare sul Custoza Superiore Amedeo, e sul Paroni, da te citato. Tra i rossi, m’è parso molto bello il Faial da Merlot (io che non amo i vini che hanno dentro una parte di grappoli appassiti non m’entusiamano, ma qui mi son dovuta ricredere, ce n’è un 20%). Anche la prima prova del Valpolicella Superiore Morari 2006 è molto buona, prodotta nella terza arte dell’ azienda che si trova a Marcellise (Valpolicella Orientale) ed è la più recente. Un grazie rinnovato ai Fratelli Piona per la squisita ospitalità, e a te, Franco, per avermi dato l’occasione di farlo. Buon 2009!
    M. Grazia

  2. Gran bel vino, l’ho assaggiato per la prima volta 6-7 anni fa, e quella volta mi piacque parecchio.

    Condivido pure l’apprezzamento di Maria Grazia per il Faial: una bella bevuta di annata 2000 mi colpì molto, nell’ormai lontano 2003.

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