Champagne e “spumante italiano” al Gastronauta: la registrazione del programma in podcast

Vi avevo segnalato qui, venerdì scorso, la puntata della trasmissione di sabato mattina, sulle onde di Radio24, la radio del Sole 24ore, de Il Gastronauta, condotta dal giornalista Davide Paolini, dedicata al tema, quanto mai di attualità, “Spumanti italiani contro Champagne”, ovvero del presunto sorpasso dell’indistinto contenitore “spumanti italiani” avvenuto nei confronti del colosso francese e del significato di mettere a confronto, ed in concorrenza, prodotti tanto profondamente diversi.
E’ stata una puntata interessante, con diversi punti di vista a confronto, ed una giusta sottolineatura della specificità di vini della storia, dalle origini, dalle caratteristiche tanto diverse tra loro come Champagne, Franciacorta Docg, TrentoDoc, ma anche Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Doc e Asti Docg.
Per chi si fosse perso la trasmissione e volesse ascoltare cosa è stata detto nei circa 50 minuti ed il contenuto dei vari interventi di Maurizio Zanella della Cà del Bosco, Giuseppe Mongiardino della Moon Import, Marcello Lunelli della Ferrari di Trento, Bruno Ceretto, dell’omonima casa albese, Domenico Avolio del Centro Informazioni Champagne, dei sommelier Roberto Bellini e Giuseppe Palmieri, di Piero Tantini del Godot Wine Bar, nonché del sottoscritto, non deve far altro che ascoltare, tramite questo link, la registrazione in podcast della trasmissione, disponibile e scaricabile dal sito Internet del programma. Buon ascolto!

0 pensieri su “Champagne e “spumante italiano” al Gastronauta: la registrazione del programma in podcast

  1. Egregio Ziliani,
    ho riascoltato, con la dovuta calma, la trasmissione e credo si potesse arrivare ben oltre quanto sviscerato… (senza voleri insegnare nulla al bravissimo Paolini trovo assurdo sottrarre tempo agli interventi costruttivi di produttori, giornalisti ed operatori per concedere spazio ad inutili se non irritanti telefonate da parte di alcuni ascoltatori).
    Ritengo infatti che nel corso della trasmissione un aspetto non sia stato sottolineato con la dovuta cura, mentre un argomento, molto interessante, non è stato dibattuto.
    Non si è infatti sottolineato come, una volta stabilito l’assurdità di voler fare un generico “caglierone” della categoria spumanti versus gli Champagne, il sorpasso sia principalmente frutto di una disparità di prezzo incredibile. (ad onor del vero lei in parte lo ha fatto quando parlava del mercato britannico e statunitense)
    Se infatti vogliamo confrontarci basta entrare in un iper mercato: osserveremo che il più scontato prodotto dei cugini d’oltralpe (in offerta e certo non di nicchia) costa almeno 10 volte certi pseudo spumanti offerti a poco più di due euro e spiccioli….
    Logico che in quest’anno di crisi ci sia la “vittoria” (di Pirro) dell’armata Brancaleone rispetto ai Francesi…

    L’argomento non dibattuto prendeva spunto da una sua riflessione: assodato che certi mercati esteri sono momentaneamente conquistati, a discapito dello Champagne, dai più economici spumanti Charmat in virtù del loro minor costo (in primis il Prosecco), non era il caso di ragionare su come sfruttare quest’irripetibile occasione “pubblicitaria”?
    Concordo infatti con lei: una volta risolata questa crisi economica gli spumanti Italiani rischiano di diventare solo un ricordo, spodestati dal ritorno dello Champagne, e sarebbe il caso di ragionare seriamente su come sfruttare tale situazione per far conoscere l’Italico prodotto.
    Ringraziandola, la saluto.
    Alessandro

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