Galeotto fu lo Champagne! Alberto Lupini in persona pretende le scuse di Fabrizio Del Noce

Incredibile ma vero! Dove non poterono le critiche dell’opposizione, più volte tutt’altro che tenera contro questo funzionario della Tv di stato dichiaratamente connotato politicamente e qualche volta addirittura arrivata a chiederne le dimissioni, forse potrà il direttore di Italia a tavola.
Non sto scherzando, a chiedere, ma per davvero, al più discusso direttore della storia di Rai Uno, ovvero Fabrizio Del Noce, “
scuse agli italiani per il messaggio falso e tendenzioso dato col questo gesto”, è, da Bergamo, dove dirige l’ex Lombardia a tavola, ora ribattezzata addirittura Italia a tavola, Alberto Lupini, che nella sua pagina su Facebook si descrive come “giornalista professionista, consulente di immagine e marketing, manager culturale”, per la serie ad abundantiam e non facciamoci mancare niente.
Ma cosa diavolo ha combinato Del Noce per meritarsi le reprimende del notissimo  e inflessibile giornalista? Non preoccupatevi, nessuna microfonata sui denti allo Staffelli di turno, nessuna dichiarazione pubblica a favore del Presidente del Consiglio, niente polemiche con ex collaboratori di Rai Uno o direttori della Mostra del Cinema di Venezia. Come racconta Lupini nel suo sdegnato editoriale pubblicato sulle pagine Web della rivista, dal titolo tutta un’indignazione di “I brindisi alla Del Noce fanno male all’Italia”, il direttore di Rai Uno, “uno dei più alti funzionari dello Stato italiano” come lo definisce, mentre la nazionale delle bollicine italiane, del trionfale “spumante italiano” spezzava le reni alla Champagne, le cui vendite in Italia, osserva Lupini con compiacimento, “calano finalmente”,  al direttore di Rai Uno “non è infatti sembrato vero di mostrare ancora una volta la sua totale insensibilità dando una mano ai cugini d’Oltralpe stappando in diretta la notte di Capodanno sul palco di Rimini una bottiglia di Dom Perignon”. Bruciando così – prosegue – “con un solo gesto “il lavoro che faticosamente a tutti i livelli (dai produttori ai ristoratori, dai giornalisti alle istituzioni) stiamo facendo per dare valore al Made in Italy a Tavola. Una delle poche risorse certe su cui possiamo pensare di costruire una ripresa della nostra economia”.
E non è finita, perché, oltre a chiedere a Del Noce “scuse agli italiani”, ormai totalmente calato nella parte del paladino delle italiche bollicine ecco Lupini definire “sconsiderato” il gesto della bottiglia di Champagne brandita da Del Noce, rifiutando sdegnosamente l’idea, diffusa un po’ in tutto il mondo, “che le bollicine francesi sono da sempre uno dei simboli delle feste” e ammonendo “che proprio contro questo luogo comune i produttori di spumante italiano combattono ogni giorno investendo milioni di euro in promozione. E magari proprio inutilmente sui canali tv, dove basta un gesto per bruciare in un secondo gli sforzi fatti…”.
E menomale che a salvare le sorti dello spumante italiano da questa dimostrazione di “provincialismo, mancanza di stile o scarso senso delle istituzioni” data dallo sconsiderato Fabrizio, abbia pensato, con un gesto salvifico, una sorta di esorcismo enoico, il prode cronista bergamasco, che fedele al dovere di montare la guardia al bidone del Made in Italy ovunque si trovi arriva a confessare, senza arrossire, che “trovandomi all’estero per il Capodanno, per non sbagliare, mi ero portato una bottiglia di spumante italiano…”. Concludendo poi il suo editoriale-reprimenda con l’assicurazione che “non ci resta che continuare a fare il nostro lavoro per tutelare e promuovere la ristorazione e il Made in Italy a Tavola e invitare i produttori di spumante a valutare bene dove investire i loro soldi perché non è solo in Rai che hanno brindato, anche se magari in forme meno eclatanti, con vino francese”.
Basterebbe già questo spreco di indignazione e di retorica (spesa magari pro domo sua, vista la quantità di pubblicità e di redazionali pubblicitari che la rivista diretta da Lupini riesce a raccogliere..), per farci due risate sopra e tacciare l’uscita dell’ex redattore dell’Eco di Bergamo di esagerata ed esagitata, visto che il gesto “sconsiderato” di Del Noce (in questa foto ritratto davanti ad una bottiglietta di acqua minerale con etichetta e logo aziendale in evidenza) in fondo non era altro che la dimostrazione del provincialismo un po’ burino di chi pensa di apparire ancora più potente mostrando di stappare e brindare a Champagne. Anche se non a casa sua o al ristorante, ma davanti alle telecamere del servizio pubblico.
La cosa però, come se per certe persone il senso del ridicolo fosse sconosciuto, è continuata, perché giovedì, sul sito Internet dello stesso giornale che lo ha proclamato, con ampia profusione di lodi, inchini e genuflessioni, rulli di tamburi e squilli di tromba “uomo dell’anno”, un amico e sodale dello stesso Lupini, nientemeno che il
Presidente Nazionale Asa – Associazione Stampa Agroalimentare Italiana, ovvero Roberto Rabachino (hai detto mai!) ha pensato bene di indirizzare (leggete qui), non come competenza semmai avrebbe richiesto al presidente della Rai, bensì al Ministro delle Politiche Agricole Zaia, e rivolgendosi a lui con sobrietà, chiamandolo “Illustre Ministro, carissimo Luca”, una lettera aperta per “esprimere tutto il mio risentimento e quello di moltissimi giornalisti di settore iscritti all’Asa per lo squalificante comportamento del direttore Rai1 Fabrizio Del Noce” colpevole di aver arrecato “un danno enorme d’immagine al nostro Paese” brandendo allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre una bottiglia di Champagne e non dell’italianissimo Prosecco.
Parole vibranti d’indignazione quelle del presidente dell’ASA, secondo il quale “l’agroalimentare è un comparto troppo importante e determinante. L’immagine del nostro Paese e fondamentale per l’economia stessa. Abbiamo il dovere di difenderla. Di questo deprecabile episodio noi daremo massimo risalto nelle nostre comunicazioni istituzionali e redazionali. A Te la richiesta d’intervenire per porre fine a queste manifestazioni che recano danno all’immagine dell’agroalimentare italiano”.
Ma insomma, tutti ‘sti paroloni ad effetto, tutta questa retorica a un tanto al chilo, questi sacri impegni di difesa dello spumante e dell’agroalimentare tricolore, questa roboante indignazione solo per una banalissima, stupida (anche se buona) bottiglia di Champagne maldestramente ostentata da Del Noce?
Non è che invece, sparando a zero sul direttore di Rai Uno questi signori pensino piuttosto di accreditarsi agli occhi di Zaia e dei produttori di italiche bollicine come zelanti servitori… della causa dello spumante italiano (parola che come ho già spiegato non significa un bel niente, dice tutto ed il contrario di tutto) e come portavoce di quel verbo ministeriale che invita autarchicamente a boicottare l’ananas e a consumare solo prodotti di casa nostra? Da “firme” che hanno la faccia tosta di presentarsi contemporaneamente, come sempre più spesso accade nell’ambiente, come giornalisti professionisti, consulenti di immagine e marketing, manager culturali, e che magari non avrebbero problemi a dichiarare di occuparsi, se lo facessero, anche di uffici stampa di aziende o di consorzi, c’è da aspettarsi veramente di tutto: avere amici potenti da compiacere serve sempre e può far fare carriera e non è forse la pubblicità l’anima del commercio?
   

p.s. le baruffa dello spumante continua, e mentre l’inossidabile Lupini rincara la dose protestando che “dalla tv di Stato non è venuta una sola spiegazione o una parola di scuse (che pure abbiamo formalmente richiesto)” come Italia a tavola puntualmente riferisce dopo Del Noce finisce sotto accusa anche Rai Uno, colpevole, secondo il vicepresidente della Regione Veneto nonché Assessore alle Politiche dell’Agricoltura e del Turismo Franco Manzato (leghista come Zaia) di boicottare il Prosecco e di proporre invece, come alternativa allo Champagne, il Franciacorta.
Domanda: ma questi simpatici personaggi quanti fiumi di Prosecco si sono scolati durante le Feste?

0 pensieri su “Galeotto fu lo Champagne! Alberto Lupini in persona pretende le scuse di Fabrizio Del Noce

  1. Ma benedetto Del Noce! Perche’ non sfrutti le competenze che hai in azienda ? Avendo in casa un “esperto” a tutto tondo come Bruno Vespa perchè non ti rivolgi a lui?
    Potevi anche chiedere a Veronica Pivetti : avrebbe messo una
    buona parola con la sorella Irene che , dopo avere discettato in quel di Cortina sui vini Vip ed avendo acquisito in tale modo la qualifica d'”esperta” , ti avrebbe senz’altro consigliato per il verso giusto…

  2. Dev’esserci un epidemia di giornalisti-consulenti al nord Italia!Ma come può un giornalista che scrive di banane (tutte le banane) essere consulente della “Chiquita”???Della serie “facciamoci amici quelli che non ci considerano nemmeno di striscio(se potenti e considerati)”perchè il nostro successo,passerà sicuramente da questi mezzucci,prima che dalla nostra reale professionalità.Come sempre povera Italia…

  3. Franco : a parte l’ ironia su Alberto Lupini, tu cosa ne pensi ? Pensavo di essere solo io a vederla come una mancanza di cultura, prima di ogni altra cosa. Se poi “Noisette”se lo e´comprato con i soldi suoi: peggio ancora. Doppia ignoranza. Nel privato puó ´fare quello che gli pare ma in occasioni ufficiali si deve ricordare chi gli paga lo stipendio (a meno che ovviamente qualche soldo in via amichevole non lo abbia preso proprio da Dom Perignon ). E se la sua risposta dovesse essere che migliaia di altri italiani hanno brindato con Dom Perignon o champagne, la risposta é: appunto, a casa loro. In Francia lo licenziavano se si presentava con uno spumante appena appena non francese. Indipendentemente dal prezzo: é una azione censurabilissima, da qualsiasi punto di vista la si guardi. Tieni presente che nelle varie trasmissioni Linea Verde etc della Rai, si fanno i salti mortali per non porre in favore di camera le etichette dei vini. Cosa che sarebbe molto piu´rilevante.

  4. A prescindere dalle esagerazioni quasi sciovinistiche del sciur Lupini (dubito che una qualunque cantina spenderebbe 1 euro per avere Del Noce come uomo immagine), rimane la pacchianeria e il cattivo gusto del gesto. Ma d’altra parte, da parte di un personaggio che più che da dirigente si comporta ostentatamente come una starlette, comparendo in tv più di Paolini, non ci si poteva aspettare di meglio

  5. ribadisco che giudico il gesto di Del Noce non solo una gaffe, ma, come ho scritto, una dimostrazione di provincialismo un po’ burino e una cafonata, ma trovo che siano ancora più ridicole le grida di scandalo delle vestali dello spumante italiano che si rivolgono (dandogli del tu) al ministro Zaia (che non mi risulta abbia competenza, quale ministro delle Politiche Agricole, sulla Rai) per chiedergli chissà quali punizioni per il reprobo. Lo spettacolo dei giornalisti che si rivolgono un po’untuosamente ai politici per chiedere punizioni e sanzioni per un collega giornalista é vergognoso e fa capire come vanno le cose in Italia. Tenersi buono e “lisciare” un potente o presunto tale, essere in qualche modo funzionali e paralleli al potere politico, é di uno squallore indicibile. Questo atteggiamento richiama in qualche modo quello della biografa di Farinetti che nel libro sul patron di Eataly mi liquida come “un certo Ziliani”, per compiacere con questa “carognatina” il biografato… C’é tutta una categoria di “giornalisti” (tra virgolette anche se magari sono iscritti all’Albo) in Italia che campa professionalmente essendo funzionale, parallela, sostenitrice del potere politico, che ripaga questi signori dando loro incarichi vari, consulenze, compiti più o meno dichiarati.

  6. Indipendentemente dalle esagerazioni di Lupini e dalle sue critiche Franco(forse un po’ troppo aspre) agli “indignati”, credo che tutto si riduca come di consueto alla totale mancanza di cultura, ad una superficilità, all’ennesima dimostrazione(diciamolo pure) di totale ignoranza dimostrata da Del Noce, che purtroppo rappresenta la Rai, che purtroppo dovrebbe rappresentare la televisione italiana, che purtroppo ecc. ecc…Io me lo vedo Del Noce che entra di corsa in un negozio prima di arrivare in trasmissione perchè si è dimenticato “la boccia” e prende la prima e la più cara che gli capita. Chi sa che non sia andata veramamente così….per dire, me lo aspetterei da lui poverino.
    Comunque io credo che non sia da sottovalutare il movimento che ha creato Lupini, evidentemente c’era qualcosa di latente, un malcontento generale che è venuto alla luce adesso e che ha preso spunto da questa gaffe.
    Un saluto Franco, la aspetto ad ALMA.
    Francesca Tagliavini

  7. Quella al ministro è una leccata bella e buona, fatta dal solito giornalista diciamo molto disponibile…
    Quella di Del Noce è una burinata che comunque meriterebbe una cacciata dall’azienda per qui lavora.
    Scusami ma come azionista, pagatore di canone, di quel carozzone di raccomandati che è la Rai, mi sono girati un tantinello …
    Un saluto
    Marco

  8. E’ una vecchia storia, Franco. Il giornalista è un mestiere difficile e, purtroppo, si cimentano in troppi (veri, falsi, iscritti all’albo e non) e in tanti troppo “affamati”.
    Voglia di apparire, nella migliore delle ipotesi, ma sopratutto voglia di collocarsi. Ecco l’effetto bandiera, sempre tesa in direzione del vento per sfruttarne visibilità.
    Del Noce burino, daccordo, ma anche scorretto per la concessione di pubblicità gratuita (?) fuori dai contratti di sponsorizzazione.
    Sul provincialismo di certe correnti di pensiero, che pensano di promuovere l’agroalimentare italiano a capodanno quando di lavoro ce ne sarebbe da fare in altre e più appropriate sedi, sono pienamente daccordo. Troppe le ferite, dalla mozzarella alla diossina al brunello puzzle.

  9. Vicenda tristissima e non da servizio pubblico. Le scuse non servono a nulla, ci vorrebbe solo un po’ di criterio nel giudicare chi sbaglia perchè di persone in grado di fare correttamente il direttore di rete ce ne sono tantissime.
    Che brutta occasione persa non aver optato per un bel Giulio Ferrari. In fondo è solo mancanza di carattere.

  10. scusate ma sullo zelantissimo giornalista Lupini che dice che per non sbagliare si era portato all’estero una bottiglia di spumante italiano per brindare mi é rimasta una curiosità: ma in quale Paese estero si trovava, a San Marino o nella Città del Vaticano? Se qualcuno avesse per caso ricevuto da lui una cartolina di saluti vacanzieri sia così gentile da farci sapere da quali lontani lidi arriva…

  11. Ma Del Noce non era quello che voleva fare lo sborone con Bruno Vespa (aneddoto citato dal Vespa stesso), offrendogli a cena un Opus One, ovvero a suo dire, il miglior vino del mondo?
    Ovvio che se deve risboronare usi uno Champagne..
    Il problema è che tutto ciò lo paghiamo noi, se lo dovesse pagare lui, vedi che il semplice ed economico (ma buonissimo, sia chiaro) Moscato d’Asti è già troppo lusso…..
    Max Perbellini

  12. Anche come tempistica e bersagli la polemica parte sgonfia, oltrechè provinciale…

    Le ultime notizie danno Zaia in pole-position per la candidatura alla presidenza della regione Veneto nelle prossime amministrative.

    L’importante per lui erano le quote-latte non quelle spumante…

    Gianni “Morgan” Usai

  13. la vera stranezza è che nessuno ricordi che poco più di un mese fa per festeggiare il trionfo elettorale abruzzese il presidente del consiglio fece uno spottone a reti unificate, replicato su tutti i tg per qualche giorno, a favore di uno champagne veuve clicquot del ’97.
    del noce si è semplicemente, come sempre, rifatto al suo capo e sponsor politico.
    con buona pace di quelli che non hanno mangiato ananas a natale.

  14. In aggiunta: ieri sera a Striscia La Notizia nela rubrica “I Nuovi Mostri” al 4° posto della settimana c’era appunto la patetica scena del Noisette e la sua bottiglia di D.P. di Capodanno.
    Patetica perchè uno non riusciva ad aprirla, due perchè l’ha bevuta a canna…
    Altro che lamentarsi perchè non aveva una bollicina italiana, lasciamolo volentieri agli altri un testimonial così!
    Io fossi nella Dom Perigon chiederei i danni…
    Masx Pigiamino Perbellini

  15. ..via,non fate”i cattivi”..in fondo..
    ”noisette si godeva la vita”(a spese dei soliti bischeri)…donne e champagne per l’ultimo dell’anno (il beato)…e poi sicuramente farà le proprie scuse,magari brindando l’anno prossimo con…un nocino..

  16. capisco l’indignazione di chi ancora fa la carità alle reti pubbliche, facendosi derubare del canone. Capisco che metà (e voglio essere generosa) dei papaveri stile del noce siano burini. mi fa sorridere l’indignazione dei colleghi: ma come, non è cresciuta esponenzialmente la vendita di spumante???
    Sinceramente, mi spiace molto che sia andata sprecata una bottiglia di dom perignon. E poi, dia, poteva almeno usare un bicchierino di plastica!

  17. Franco, per cortesia, se puoi copioincollare quel che dice la produttrice all’ottimo Luciano, te ne sarei grato. Io a facebook non do’ i miei dati personali. Gia’ che ci siamo, lo sai che stavo benssimo in Sardegna, che considero una madre adottiva e quindi da interista, ma accudiddu, non posso che esser contento del punto strappato a San Siro dalla squadra di Gasteddu…

  18. Della serie, sia Del Noce che Lupini, assicurarsi che il cervello sia connesso prima di attivare la lingua, la penna od il corpo……ed io aggiungo verificare che il cervello risulti di buona qualità……….caro Franco, pur tu conoscendo perfettamente le mie idee politiche non riesco ancora a capire i motivi (a parte il leccaculismo professionale) per cui personaggi come “noisette” riescano a rivestire certi ruoli, perdonami ma non riesco ancora a capacitarmi che il Berlusca non riesca a scegliere di meglio. Spezzo una lancia a favore di Lupini, a differenza di Del Noce, il suo cadreghino non lo paghiamo con le nostre tasse e se il suo servilismo gli procura tanta pubblicità merito suo, se il servilismo dell’altro gli procura potere e danaro è a nostre spese e pertanto non accettabile in par modo.

  19. Mi hanno parlato della lodevole intenzione da parte di una testata giornalistica italiana, sostenitrice della querelle, di mettere a disposizione gratuitamente tutte le pagine della rivista per 6 numeri consecutivi a sostegno della causa dello spumante italiano, così danneggiato dallo stappo dello Champagne a San Silvestro. Questa sì è una vera svolta: basta con le parole, si passa ai fatti. Ciò mi sembra molto corretto, anche a fronte di tutta la pubblcità gratuita che lo Champagne ha ricevuto in Italia dal 31 dicembre ad oggi. Bravi, bravi!
    Qualcuno sa qualcosa di questa indiscrezione?
    Many Kisses! 🙂
    Briscola

  20. Inviterei gentilmente tutti i commentatori a rileggersi questo bell’articolo http://vinoalvino.org/blog/2008/12/bollicine-italiane-cosa-non-si-scrive-sotto-natale-per-lanciarvi.html di “uncerto” Franco Ziliani (posso chiamarti cosi, adesso, amico mio?) dal titolo e sottotitolo molto chiari e cioe’: Bollicine italiane: cosa non si scrive (sotto Natale) per lanciarvi!
    Continua il diffuso e disinvolto favoleggiare di uno “spumante italiano” che non esiste.
    “Uncerto” Franco Ziliani giustamente contestava l’uso e l’abuso della definizione “spumante italiano”. Perche’ noialtri “uncerti” non andiamo a rileggercelo meglio e la smettiamo una buona volta di usare quella strampalata definizione?
    Comunque, buon anno a tutti!

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