Ipocrisie e scuse mai pervenute…

Ho già espresso domenica, (leggete qui) la mia indignazione per l’inqualificabile (oddio io un modo per qualificarlo ce l’avrei anche…) comportamento del “Signor” Angelo Gaja che tre mesi dopo lo svolgimento del dibattito sul Brunello, che ha visto civilmente confrontarsi le tesi mie e quelle di Ezio Rivella (e quelle di Vittorio Fiore e Teobaldo Cappellano) su presente e futuro del celebre Sangiovese di Montalcino, se n’è uscito affermando testualmente “Ignorato dai produttori, il confronto RIVELLA/ZILIANI brilla per volgarità e cafonaggine, rinfocolando commenti da “Bar Sport”. Gli estremisti danno prova di essere cattivi maestri schierati ostinatamente come sono su posizioni inconciliabili, quando invece i produttori andrebbero spronati ad usare buon senso e capacità di negoziazione. E’ servito alla causa di qualcun altro, non certamente a quella del BdM.”.
A conclusione del mio indignato post di domenica invitavo Gaja a non perdere tempo e “chiedere scusa, altrimenti taccia. Una persona che ricorre a questi mezzucci, a queste scorrettezze e che crede di poter parlare ed essere comunque ascoltato, perché si chiama Angelo Gaja, non merita più né considerazione, né attenzione, né tantomeno rispetto”. Siamo ancora qui, Ezio Rivella, Vittorio Fiore, Teobaldo Cappellano ed il sottoscritto, ad attendere le scuse di questo signore.
Cosa è successo nel contempo? E’ accaduto che domenica 18 Gaja abbia ricevuto presso la sua cantina la ventina di lettori e commentatori di blog e forum vinosi che aveva invitato e ai quali aveva originariamente espresso i suoi “stravaganti” giudizi sul dibattito sul Brunello, che poi uno di loro aveva pubblicamente reso noti sul forum del sito del Gambero rosso (leggete qui).
Ed è accaduto che ad apertura dell’incontro dibattito lo stesso “signore” che aveva tacciato di “volgarità e cafonaggine” il dibattito dichiarasse, come mi hanno detto alcuni amici presenti e come ha testimoniato anche Max-QM in un commento pubblicato su questo blog, che Gaja “si è scusato all’inizio del dibattito per i toni da lui usati nella lettera in cui cita l’incontro di Siena”.
Prendo atto di queste parole, che lasciano peraltro il tempo che trovano, e chiedo a voi: come si deve definire un signore che invece di scusarsi con i diretti interessati, che invece di intervenire qui su questo blog chiedendo scusa al sottoscritto, a Rivella, Fiore, Cappellano, alle persone che erano presenti all’incontro a Siena, a tutti coloro che l’hanno seguito via Internet, ad alcuni produttori presenti a Montalcino che mi hanno detto che di volgare e cafone nell’incontro non c’era stato nulla, pensa di cavarsela, alla chetichella, scusandosi solo con venti persone, di cui ne aveva offeso solo alcuni, ovvero Francesco Bonfio e Patrizia Signorini, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Associazione Vinarius che aveva organizzato e patrocinato l’incontro di Siena, e non con chi ha offeso?
Io una risposta ce l’ho e molto semplice: io un tipo così lo chiamerei un bell’ipocrita e una persona poco seria. E voi, cosa ne pensate?  

0 pensieri su “Ipocrisie e scuse mai pervenute…

  1. Io penso che sia uno che vuole promuoversi, utilizzando tutti i mezzi, incluso il blog di Ziliani; penso che sia uno a cui della situazione BdM non importa un fico secco. Penso anche che lei – Ziliani – dovrebbe lasciarlo bollire nel suo brodo.
    Non c’ero all’incontro senese del BdM, ma amici di Montalcino mi hanno detto che c’era un pienone, con produttori significativi: credo che il “bell’ipocrita” lo sappia benissimo e che detesti non esserne stato un protagonista.
    Si accontenti, Ziliani, e ci beva un sorso di BdM, del migliore, anzi del Migliore.

  2. Concordo con la sua analisi.

    Colgo l’occasione per dire che, forse, si potrebbe mettere in pratica un bell’antidoto che taglierebbe la testa al toro.

    Anche per rinutzzare tutti quei commenti astiosi che arrivano dal territorio ilcinese…

    Proviamo a fare il vino anche noi dei blog…

    Ci compriamo qualche ettaro – suddiviso in quote – e ci sporchiamo le mani…

    Secondo me di appassionati che vogliono veramente piegarsi le maniche ce ne potrebbero essere…

    Vuol mettere la soddisfazione di incalzare gli invidiosi sul loro stesso terreno?

    E per l’export Usa ci scegliamo Brad Pitt ed Angiolina Jolie come testimonial…

    Che ne pensa?

    Gianni “Morgan” Usai

  3. Sono d’accordo con lei sig.Ziliani,chi si comporta così non può essere sicuramente considerato un Signore.Ho seguito attentamente il confronto di Siena e a mio avviso è stato molto costruttivo.Se qualcuno lo ritiene “roba da bar” evidentemente ha la presunzione di essere onniscente e di ritenersi il Messia giunto sulla Terra per insegnare a noi comuni mortali quali sono le verità assolute sul mondo del vino e,in particolare,sul Brunello di Montalcino…Senza parole.

  4. Accidenti!!!!
    Palmiro Togliatti, il Migliore, produceva Brunello di Montalcino ed io non lo sapevo !!!!

    Ne vorrei 1917 casse 😉

    Ciao

  5. Sinceramente penso che le scuse, purtroppo, non le arriveranno mai, quindi si rassegni. Riguardo alla sua “uscita” a proposito dell’incontro di Siena, non mi trova d’accordo, perchè quell’incontro è stato sicuramente interessante e costruttivo, proprio perchè altro si scontravano faccia a faccia le due ali estremiste della questione. Non ho visto assolutamente cafonaggine e volgarità in quell’incontro: alcune battute magari risultavano informali e più dirette, ma proprio per questo più gradite, anche perchè spezzavano simpaticamente il dibattito, il quale, alla fine, è risultato decisamente interessante. A questo proposito spero che non venga mai tolto dall’home page del blog, perchè possa essere visto, consultato e seguito dal maggior numero di persone.
    Personalmente non mi aspettavo queste dichiarazioni del Sig. Gaja e sono rimasto francamente deluso, lo reputo un “signore” del vino italiano, ma questa uscita è stata proprio fuori luogo.

  6. @ vignadelmar.

    Piccolo particolare in cronaca storica.

    Palmiro Togliatti ha preso la maturità classica, appunto nel 1917, nel mio stesso liceo – Liceo Azuni – a Sassari.

    A Togliatti sono poi seguiti, Segni, Berlinguer, Cossiga…

    Oggigiorno però ometterei la qualifica di Migliore.

    Si informi invece su come era il Brunello “togliattiano”…

    Se non trovasse commenti o commentatori c’è sempre l’Ufficio Affari Riservati del Viminale…

    “Mirabilmente” retto per anni, da Federico Umberto D’amato a lungo commentatore enogastronomico su L’Espresso ( gruppo Caracciolo…)

    Gianni “Morgan” Usai

  7. Ciao Franco,
    mi esprimo a “titolo personale” su questa discussione.
    Non ho il piacere di conoscere il sig. Gaja, quindi non posso dare un giudizio, anche perchè sarebbe basato su quello che leggo qui e in altre pagine internet e non su uno scambio di parole e opinioni, su cui di solito baso i miei giudizi.
    Noto solo una evidente “antipatia” (passami il termine) tra voi due.
    Sempre piu’ spesso per le discussioni si utilizza Internet in tutti i suoi aspetti, blog, dirette streaming, filmati e cosi via, e sia Tu che il sig. Gaja ne siete due attenti utilizzatori, quindi perchè non organizzare una sorta di dibattito (magari anche come avvenuto già a siena) utilizzando internet, tra Voi due, parlando in modo ampio del vostro punto di vista sul vino, sul futuro del vino?
    Sarebbe un altro punto a favore del nostro caro amato vino.
    Sono sempre stato e sempre saro’ convinto che il confronto, il dialogo anche acceso e aspro (senza scendere troppo di livello!) sia utile a crescere e a far crescere chi lo sostiene ma anche chi lo ascolta.

    Andrea Terraneo

  8. Cari Amici, chiedo scusa ma a volte il gusto per l’ironia mi spinge a parallelismi un pò criptici…

    Nessuna ironia sul brunello “togliattiano” volevo solo sapere se qualcuno si ricordava com’era in realtà…

    Trattandosi di parecchio tempo fa è probabile che solo pochi collaboratori del Migliore sappiano qualcosa.

    Io sapevo solo che era innamorato del Dolcetto di Dogliani…

    Sul secondo punto Federico Umberto D’Amato/ Gault & Millau… l’ironia è invece molto amara perchè si intreccia con le stragi del nostro passato…

    Mi sa che anche per l’enogastronomia vale la regola del prof. Luciano Canfora il quale dice che per capire un paese bisogna studiare le elites.

    Anche quelle enogastronomiche…!

    Gianni “Morgan” Usai

  9. Caro Franco,
    come sai io a Siena c’ero e posso confermare che non fu una battaglia dialettica da bar sport ma, casomai, un colloquio tra sordi in cui le posizioni erano inconciliabili in partenza e tali rimasero anche dopo. Non c’è dubbio che Gaja abbia esagerato nelle critiche e nei toni, usati probabilmente ad arte, e che un po’ ad arte siano state anche le successive scuse. Che, più che scuse, mi sono parse in verità accuse ridimensionate, non a caso espresse in una riunione, convocata sempre ad arte, soprattutto per blandire (come dice un “quasi” celebre film) “i suoi numerosi fans”.
    Il personaggio lo conosciamo, una persona molto brillante e sempre bisognosa di far discutere, di restare sotto i riflettori, di far parlar di sè perchè questa è una parte essenziale della strategia di visibilità che alla base della sua politica di marketing.
    Stando così le cose, non mi sembra sia il caso di perderci ancora tempo. Sia la prima che la seconda uscita gajesca erano strumentali e tu, abboccando, non fai altro che fargli un piacere perpetuando gli effetti che egli desiderava.
    Sinceramente, se fossi in te lascerei perdere questo episodio che, nell’economia del dibattito sul BdM, mi sembra davvero marginale e lascerei che la polemica morisse da sola.
    A presto,

    Stefano

  10. Tutto sommato, visto che si è parlato di vino, mi sta bene anche la definizione “bar sport”. Sono sicura che Franco avrebbe il coraggio di esporre ovunque le sue opinioni, anche nel famoso suddetto bar, luogo di libero confronto e aggregazione spontanea. Non saprei se ciò corrisponde anche al carattere di Gaja… Però lo vedrei bene un altro confronto, stavolta Ziliani Gaja. Come si diceva altrove, chi ha le palle le tiri fuori.

  11. Se posso esprimere anch’io la mia modesta opinione, direi che mi trovo d’accordo con quanto detto poco sopra da Stefano Tesi. Ed anch’io penso che ci sia una certa “poca simpatia” tra Ziliani ed “un certo Gaja”.
    Per questa ragione, tra l’altro, credo che un eventuale confronto, così come auspicato da Laura Rangoni, otterrebbe un risultato simile a quello di Siena, cioè un colloquio tra sordi, non foss’altro che per non arretrare di un millimetro di fronte all’avversario…dialetticamente parlando s’intende.

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