Spropositi per l’anno nuovo: la finestra di Briscola

La conoscete bene, non aspettatevi da Briscola parole consolatorie e buoni propositi per l’anno vinoso che verrà. Anche nei prossimi dodici mesi quando le pungerà vaghezza la nostra misteriosa amica interverrà con il suo stile caustico e disincantato per commentare le enoiche italiche vicende.
Godetevi pertanto questi auguri, scritti alla sua maniera, a produttori e comunicatori del vino, i suoi (e anche nostri) buoni spropositi per l’anno nuovo che arriva…
f.z.

Caro 2009 che arrivi, speriamo che tu sia realmente l’anno di crisi che ci hanno predetto. Di dramma no, ma di crisi sì. Una crisi è una rottura, che esige cambiamenti. In quanto a rotture, già non ci mancano. Cambiamenti, però, pochini e sempre in peggio. Portaci ad esempio un po’ di vini buoni, di quelli che non s’arrabbiano mai e che non fanno arrabbiare, che non incutono terrore, che non prendono in giro, che non costano più di un monolocale in centro. Dei vini per bene, insomma. Porta ai produttori il coraggio del Leone, il cuore dell’Uomo di Latta… ops, questa era un’altra storia.
Portagli quel tanto che basta a dire come la pensano e come stanno le cose, anche se il loro pensiero è diverso dal pensiero comune, omologato e industriale.
Portagli la dignità di aprire la bocca, perché il vino non è dei Soloni ma di chi lo produce. A chi produce vino così così porta il coraggio della Dignità Dozzinale, che non pensino più di vendere come oro la mirra (what’s mirra?), perché i soldi sono pochi e la gente non è per niente fessa, ma sicuramente più povera e più attenta.
Ai comunicatori del vino porta la capacità di comunicare il vino. So che questa è l’impresa più difficile, perché comporta l’oblio del trendy, del glamour, del life style e di tutto il fumo negli occhi e nei bicchieri che ha alzato il prezzo del vino per un effimero uovo di oggi. L’uovo è finito in frittata e, surprise!, non c’è nemmeno la gallina del domani.
Fai gridare al bambino “L’Imperatore è nudo!” quando comparirà all’orizzonte un consulente esperto del fumo di cui sopra. Fai che lo promesse siano precedute da un deposito cauzionale di chi le fa, mi raccomando IN DENARO, perché caramelle non ne vogliamo più, rose e violini questa sera raccontale a un’altra…
Fai che nessuno dei nostri territori del vino si dichiari più la Champagne d’Italia, la piccola Borgogna del mondo greco-romano, la grande Alsazia del Mediterraneo, il Sudafrica dello Stivale, la California della Dorsale Appenninica, la Napa Valley della Bassa Padana. Abbiamo un nome, usiamolo. Non vergogniamoci del nostro nome, nemmeno della nostra storia, nemmeno dei nostri vini, magari coprendoli con un’etichetta supercalifragilistichespiralidosa, tanto per non dire subito da dove viene. Evitiamo di essere la piccola o la grande cosa di qualcos’altro: ricordiamoci che Napoleone era uno; dopo di lui, in molti hanno dichiarato di esserlo, ma qualche problema l’avevano e non di strategie belliche.
E fai che alcuni sedicenti comunicatori del vino possano accedere, se non a una biblioteca, almeno a “Chi vuol essere milionario?”, dove potrebbero scoprire, ad esempio, che Gandhi era astemio e indù. Quindi difficilmente si sarebbe prestato, in vita, a far da sponsor al con… testo del vino che ha riportato una citazione del Mahatma negli auguri natalizi, sentendosi “messaggero di Dio” (giurin giuretta, siamo alla fase apostolica dell’enologia!). Gandhi quale noto estimatore e testimonial di vini italiani ci mancava in chiusura di quest’anno bisestile!
Caro 2009, so che non potrai cancellare di colpo tutto ciò e m’aspetto di ricevere auguri di Pasqua con l’effige del Budda fra uno svolazzo di colombe e turgidi pampini, magari con una citazione evangelica, ma potrebbe arrivare anche in didascalia la prima strofa della Vispa Teresa, un passo della Divina Commedia, il lamento della Madre di Jacopone da Todi e il ritornello di Ufo Robot, tutto fa brodo.
Tutto fa vino? Malgrado ciò, sforzati di darci una mano a rendere un po’ più credibile questo mondo del vino, a non dare le fatiche dei produttori in mano ai maghi della comicità involontaria. Il vino italiano. Serio, buono. Un vino per bene.
Many kisses! Briscola

0 pensieri su “Spropositi per l’anno nuovo: la finestra di Briscola

  1. Ovviamente potrò essere tacciato da qualcuno per un le@@@@@lo ed uno sciacquino ma non posso che dire : Brava !
    I passi relativi alla comunicazione ed ai “comunicatori” ed il rimando alla novella di Andersen “I vestiti nuovi dell’imperatore” sono semplicemente da manuale.
    Hai solo dimenticato gli architetti e gli studi di design che con le loro “innovazioni”, relativamente alla costruzione delle cantine, spesso producono gli stessi effetti ottenuti da un geometra padano il quale si dimentico’ d’inserire nel progetto di una casa a piano rialzato la scala d’accesso. Fu aggiunta successivamente (ed in ferro) quando il proprietario, tolte le impalcature, non pote’ accedere al locale ch’egli aveva intenzione di destinatare a bar.
    Il locale e la connessa scala sono tuttora ben visibili alla vecchia uscita del casello di Casei Gerola dell’autostrada Milano-Genova.

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