Un inedito Gaja getta la maschera e passa all’insulto

Ho voluto attendere la data di svolgimento dell’incontro, da lui organizzato per la mattina di questa domenica, 18 gennaio, presso la sua cantina in Barbaresco, che erroneamente nel titolo dell’invito è rivolto ai bloggers, ma che a parte l’amico Antonio Tombolini, che lo annuncia qui, vedrà partecipare soprattutto lettori e commentatori di cose vinicole su blog e forum, oltre che enotecari, osti e ristoratori, per rispondere al signor Angelo Gaja, che con una singolare tempestività ha deciso di dire la sua, tre mesi dopo, sul dibattito sul Brunello. Ovvero l’incontro che ha visto l’enologo Ezio Rivella ed il sottoscritto, rispettivamente affiancati da Vittorio Fiore e Teobaldo Cappellano, confrontare le proprie idee su quanto è accaduto a Montalcino nel 2008, il 3 ottobre presso l’Aula Magna storica dell’Università di Siena. Mica in un bar o nel circolo ricreativo del paese…
Queste idee il produttore che anni fa tentò di far modificare, a suo uso e consumo, il disciplinare del Barbaresco, uscendone con le ossa rotte al punto da essere costretto a declassare a Langhe Nebbiolo (il cui disciplinare consente l’utilizzo fino al 15% di altre uve oltre al Nebbiolo) i suoi preziosi Costa Russi e Sorì Tildin e Sorì San Lorenzo, le aveva originariamente espresse in una comunicazione inviata preventivamente, forse per dettare i temi di discussione e per “scaldarli”, ai partecipanti, ma poiché uno di loro l’ha resa nota, pubblicandola in un thread sul forum del sito Internet del Gambero rosso (leggete qui), non posso non replicare pubblicamente a Gaja, visti i toni apertamente e sorprendentemente offensivi adottati dal produttore piemontese con cantine e vigneti anche a Montalcino e Bolgheri.
Cosa ha scritto Gaja “ai bloggeristi che parteciperanno all’incontro di domenica 18”? A parte l’insistenza nel parlare di “bloggeristi” (curioso neologismo che dimostra quale confidenza abbia il signor Gaja con la blogosfera..) Gaja dice di voler “fare il punto della situazione Brunello di Montalcino” ed esordisce chiedendo “dopo la pubblicazione del mio articolo Il caso Brunello di Montalcino (leggete qui) cosa è successo nel frattempo?”
Ecco quello che a suo parere è accaduto.
3 Ottobre 2008 a Siena
Ignorato dai produttori, il confronto RIVELLA/ZILIANI brilla per volgarità e cafonaggine, rinfocolando commenti da “Bar Sport”.
Gli estremisti danno prova di essere cattivi maestri schierati ostinatamente come sono su posizioni inconciliabili, quando invece i produttori andrebbero spronati ad usare buon senso e capacità di negoziazione. E’ servito alla causa di qualcun altro, non certamente a quella del BdM. A squarciare l’inutilità dell’evento l’esilarante cronaca in diretta riportata dal blog del Gambero Rosso dal titolo “Dibattito sul Brunello (con Rivella ed altri)”.
22 Ottobre 2008
La Procura di Siena rilascia un comunicato secondo il quale sei milioni e cinquecentomila litri di BdM o vino atto a diventarlo sono stati posti sotto sequestro: delle partite di vino già inviate all’analisi parte è stata declassata ad IGT Toscana, mentre altre partite di vino restano ancora da analizzare. L’indagine resta aperta.
27 Ottobre 2008
A Montalcino l’assemblea dei produttori vota a maggioranza bulgara per il mantenimento del 100% di Sangiovese sia per il Brunello di Montalcino che per il Rosso di Montalcino. Anche gli intransigenti faticano a gioire. E’ la vittoria di un gruppo di produttori che sono riusciti a fare accettare che il voto venisse espresso in forma palese: non si è voluto lasciare esprimere le reali volontà dei produttori.
E’ apparso del tutto evidente che, con l’indagine in corso, i produttori in favore del cambio del disciplinare abbiano preferito non dichiararsi. Se ipocrisia c’è stata, è stata espressa dalle due parti. A Montalcino si è ancora sempre al punto di partenza. Occorre aiutare ad emergere la figura di un mediatore che sappia interpretare l’esigenza di un disciplinare in grado di tenere uniti i produttori: rimuovendo l’idea di un Brunello di Montalcino “come piace al produttore di farlo” o “come lo vuole il mercato”;attenuando l’intransigenza, che non ha ragione di essere ostinatamente sostenuta per una denominazione con ben più del 50% di vigneti iscritti all’albo senza che possiedano specifica vocazione al Sangiovese e che nessuna autorità potrebbe oggi declassare.
Mercato
Quali le conseguenze del caso Brunello sulle vendite del vino in Toscana, in Italia, nei Paesi esteri? L’annata 2004 ha tutti i requisiti per smentire i profeti di sventura … ma ora ci si è messa anche la crisi.
Angelo Gaja 8 Gennaio 2009”.
Non mi interessa assolutamente entrare nel merito delle proposte che Gaja si ostina ancora a fare, facendo capire che lui nonostante il chiaro pronunciamento, pro Sangiovese in purezza, dei produttori di Montalcino, non rinuncia a pensare ad un Brunello allargato, proprio come il Langhe Nebbiolo, ad altre uve.
E non voglio perdere tempo ad interpretare quello che, in forma un po’ criptica, il giorno precedente l’invio della comunicazione ai partecipanti al summit nella sua cantina (ai quali è stato chiesto, alla faccia della trasparenza e della comunicazione, di non raccontare nulla di quanto verrà detto nel corso della conversazione) Gaja aveva espresso in un altro degli ormai suoi numerosi “pronunciamenti” dal titolo “cosa insegna il caso Brunello di Montalcino” (leggete qui).
Quello che non posso tollerare è che un signore che crede di essere un padreterno e finisce poi per l’assomigliare più ad un “padrino” o ad “mammasantissima” stile corleonese, invece di esercitare, seppur tardivamente, il suo legittimo diritto di critica su un dibattito che, gli piaccia o meno, è stato uno degli eventi vinosi da ricordare dal 2008, (non lo dico io, lo sostiene, qui, il collega Luciano Pignataro, che definisce un evento da ricordare anche l’incontro con i lettori dei blog organizzato da Gaja nella sua azienda…) finisca non solo per il dire falsità, affermando che è stato “ignorato dai produttori” (per citarne solo alcuni erano presenti Donatella Cinelli Colombini, Andrea Cortonesi dell’Uccelliera, il management al completo della Castello Banfi, le sorelle Carli de Il Colle, Sergio Rossi della Gerla e poi parecchi altri), ma per dare lui prova di maleducazione, sostenendo che “il confronto RIVELLA/ZILIANI brilla per volgarità e cafonaggine, rinfocolando commenti da “Bar Sport”.
Quanto ai “cattivi maestri” e agli “estremisti” cui accenna, forse Gaja sta parlando di se stesso, perché solo un cattivo maestro e un incorreggibile estremista può ostinarsi ancora, con pervicacia degna di miglior causa, a pensare di poter modellare il disciplinare del Brunello di Montalcino secondo suo comodo e interesse.
Dimenticando che anche a Montalcino, se il Sangiovese in purezza gli va tanto stretto come stretto gli andava il Nebbiolo in purezza per i suoi costosissimi cru di Barbaresco e Barolo, lui e gli altri produttori ilcinesi dispongono del loro Langhe Nebbiolo, ovvero la Doc Sant’Antimo, con la quale monsù Gaja può sbizzarrirsi e fare vini creativi, secondo estro, come fa, libero da disciplinari storici, in quel di Bolgheri.
Non mi abbasso nemmeno a rispondere alla bassezza e la volgarità (questa sì!) secondo la quale il dibattito sul Brunello “é servito alla causa di qualcun altro, non certamente a quella del BdM”. Io ideando questo dibattito penso di aver offerto un mio personale e disinteressato servizio alla causa del Brunello, quello vero: lui cosa ha fatto per il Brunello, a parte proporre di super-tuscanizzarlo, in questi anni?
Voglio però dire a questo signore, che per anni ci siamo ostinati a pensare come una persona illuminata, intraprendente, corretta, impegnata a fare gli interessi dei produttori piemontesi e italiani, e che sarebbe ora che finalmente inquadrassimo nella sua vera luce di personaggio che cura gli interessi di una sola persona, se stesso, che non può assolutamente permettersi, con le sue uscite scomposte e a piedi uniti, di insultare non solo i partecipanti al dibattito, il professore universitario che l’ha moderato, l’Associazione delle enoteche Vinarius che ha voluto organizzare l’evento e che di questo confronto non si vergogna certo, visto che la registrazione dell’incontro è ancora disponibile sul sito Internet dell’Associazione.
Il “signor Gaja”, che è liberissimo di definire “inutile” o scarsamente significativo il dibattito, se gli aggrada, o di non gradire il contenuto di alcune ore di libero e civile confronto, non può permettersi di offendere tutti coloro che assistendo di persona o via Internet al dibattito non hanno trovato traccia della “volgarità e cafonaggine” di cui parla a sproposito. Ne fanno fede i commenti che hanno fatto seguito all’incontro e anche il punto di vista di Ezio Rivella, che ha accettato e apprezzato lo spirito con il quale le sue idee (e quelle di Vittorio Fiore) e le mie (e quelle di Baldo Cappellano) sono state messe a confronto.
Per cui se è il signor Angelo Gaja é davvero un uomo perbene, come dice di essere, si affretti a chiedere scusa, altrimenti taccia. Una persona che ricorre a questi mezzucci, a queste scorrettezze e che crede di poter parlare ed essere comunque ascoltato, perché si chiama Angelo Gaja, e trova ancora tanta gente disposta a considerarlo “le roi”, non merita più né considerazione, né attenzione, né tanto meno rispetto.

0 pensieri su “Un inedito Gaja getta la maschera e passa all’insulto

  1. Franco, credo che non si possa non riconoscere che l’iniziativa di Gaja e’ stata molto utile anche per il riconoscere il ruolo dei wine bloggers. Le sue opinioni sono state espresse con chiarezza e essenziale e’ stato il live coverage di Antonio Tombolini che e’ stata una chiave del successo perche’ ha reso l’evento “pubblico” e in futuro tutti potranno avere accesso al dibattito.

    Ai wine bloggers di prendere l’iniziativa nel futuro e organizzare eventi che sfruttino un wine bloggers network che in Italia e’ sempre piu’ sviluppato.

  2. Onestamente mi sembra strana, per non dire sospetta, questa uscita. Io un paio di appunti saprei farteli, cosí sul piano personale ma accusarti di “volgarità e cafonaggine” mi sembra fuori luogo e a sproposito anche il tuo valerti di “commenti da “Bar Sport”. Sul fatto poi che tu sia un estremista schierato su posizioni inconciliabili solo perché difendi una legge dello stato italiano, mi sembra un’affermazione un’anticchia azzardata. Gaja invoca buon senso, capacitá e conciliazione: ottimo. Ma non sarebbe stato segnale di buon senso e capacitá affermare: “Io il mio Brunello lo faccio e lo ho sempre fatto solo con i sangiovese grosso al cento per cento” ? Sbaglierò, anzi spero di sbagliare, ma mi sorge il dubbio che tutte queste manovre orchestrali non siano altro che cortine di fumo, diversivi, per celare qualche magagna e qualche quintalata di Brunello di Montalcino interpretato in maniera personale da Gaja, magari e senza dubbio con intenti migliorativi ed a ” a fin di bene”.
    Angelo fatte sentí e esci d’asso.

  3. Quanti produttori di vino in questo mondo sono riusciti a creare un prodotto, con totale approvazione del mercato mondiale, “parallelo” ad una grande DOCG in modo onesto, dichiarato in etichetta, e senza sofisticazioni o sotterfugi. Non era molto più semplice e tipico (in Italia) truffare il disciplinare con aggiunte illecite?? Mi sembra che il dibattito in questione parta proprio da un caso di sofisticazione di una delle nostre più grandi DOCG.
    Quindi, signor Ziliani, invece di criticare in modo osceno e senza basi le scelte enologiche dimostratesi vincenti e lungimiranti del signor Gaja, sarebbe meglio che, ancora una volta, riconosca il merito di una persona ONESTA che non ha rinunciato alle proprie idee (giuste o sbagliate che siano)e soprattutto SENZA TRUFFARE!!

  4. Ciao Franco,
    per quel che serve, Gaja si è scusato all’inizio del dibattito per i toni da lui usati nella lettera in cui cita l’incontro di Siena.
    Spero che dopo questa ammenda “semi-pubblica”, abbia la correttezza di rivolgerti la stessa ammenda in modo privato e diretto.
    Ciao,
    max

  5. le scuse, se si vogliono fare, vanno fatte ai diretti interessati, pubblicamente, e non ufficiosamente per interposta persona… Prendo atto di quanto riferisci, ma per me queste non sono scuse

  6. ma a siena a fara cosa??? Per partecipare ad un dibattito pieno di offese personali (vedi diatriba Mascarello-Rivella e Ziliani-Rivella) senza produttori di brunello seduti al tavolo. Era scontata la superficialità del dibattito dato che non sarà mai un giornalista o un personaggio in luce nel mondo del vino a cambiare le regole di un disciplinare. Solo i produttori VERI potranno ridiscutere le regole ove sia necessario.
    Sig. Ziliani non abbia la presunzione di poter ridettare le regole del Brunello senza i produttori al tavolo!!
    grazie per la sua cortese risposta anche sul post precedente.

  7. avevo messo in preventivo la discesa in campo dei pasdaran, dei difensori d’ufficio di Monsù Gaja, che come il Signor Luca Ovello preferiscono non spendere una parola sugli insulti gratuiti indirizzati dall’oggetto divorante della loro passione al sottoscritto e a partecipanti e organizzatori del dibattito sul Brunello e dimostrano, come in questo caso, ben poca lucidità, trascinati dal loro entusiastico difendere “le roi”. Contenti loro, ma poiché siamo in Italia, in una Repubblica, trovo questo loro difendere il presunto monarca un po’ patetico…
    Dire a me che avrei “la presunzione di ridettare le regole del Brunello senza i produttori al tavolo”, quando per mesi non ho fatto altro che richiamare al rispetto delle regole, é davvero stravagante!

  8. proprio ieri dicevo che da queste parti, più che scrivere, leggo.
    tuttavia.
    quando leggo la minchiata è più forte di me: mi tocca intervenire.

    l’incontro di ieri è stato piacevolissimo. per tanti motivi e al di là della convivialità, che chi c’era ha potuto vivere.
    la “censura” preventiva che gaja aveva richiesto era, chiaramente, una boutade. una boutade polemica, pure. uomini adulti queste cose le capiscono facilmente.
    [c’è davvero qualcuno dei presenti ieri che si sentiva impedito a parlare sul suo blog di quanto ha visto e sentito? e davvero, poi, se al silenzio si fosse voluto costringere tutti, non si sarebbe almeno vietata la presenza di un pc in sala? pc dichiaratamente collegato a internet e sul quale il buon tombolini ha allegramente smanettato per tre ore buone…]

    i motivi per cui gaja ha voluto l’incontro sono suoi personali. di sicuro c’era anche un desiderio di guardare in faccia le persone. le dietrologie non mi interessano e sulle motivazioni di gaja le mie opinioni contano come il famoso “fieto” di lupo.
    quello che posso dire è che ieri tutti hanno potuto dire la loro in totale serenità. nessuno, credo, ha cambiato la sua idea, ma lo scopo della discussione è (prima e piuttosto) arricchirsi, essere stimolati.
    io non ho il culto della personalità, non l’ho mai avuto. detto con il massimo rispetto, non mi sono strappato i capelli per platini ai tempi, non lo faccio per gaja, non lo farò per nessuno mai. distinguo tra ciò che (chi) mi piace e ciò che (chi) non mi piace. ragiono, sempre, con la mia testa.
    e ieri ho visto ospitalità magnifica, certo, ma anche una grande occasione di dibattito sereno.
    chi non c’era non vedo cosa possa obiettare… chi si sente insultato chiederà le scuse. se lo facesse senza insultare a sua volta a me piacerebbe di più, visto che preferisco la dialettica non cruenta.
    ma, appunto, a me nessuno ha recato offesa.
    e, come dicono gli indigeni, non tutti i gusti sono alla menta.

    si può essere polemici senza il sangue agli occhi.
    fate un sorriso in più, forza.
    aiuta.

    ivvivor.

  9. Citando testualmente Gaja, oggi il Brunello sarebbe “una denominazione con ben più del 50% di vigneti iscritti all’albo senza che possiedano specifica vocazione al Sangiovese e che nessuna autorità potrebbe oggi declassare”.
    Mi suona strano: si voleva, e molti ancora vorrebbero, modificare il disciplinare di una docg, ma non si potrebbe (…o non si vuole…?) declassare tutto il territorio non idoneo al sangiovese. Come è stato possibile allora aumentare negli anni i terreni iscritti all’albo, se oggi qualcuno afferma che non si può declassarli…boh!!!
    Eppure, come ha scritto qualcuno tempo fa sul blog, su quei terreni fino a pochi anni fa ci si coltivava il grano o ci pascolavano le pecore…

  10. Signor Ziliani evidentemente non mi sono spiegato a dovere o forse non mi ha capito.Innanzi tutto Gaja non ha bisogno, di sicuro, della mia difesa in quanto i fatti e le cifre parlano chiaro.

    Trovo molto patetico e di bassa fattura la sua presa di posizione anti-Gaja solo per crearsi una fama (Ziliani quello che spara a zero su Gaja,Banfi…)
    Nel dibattito di siena si sono sentite frasi indecenti da ambo le parti, frasi che nemmeno nei bar sport andrebbero dette,e voi siete riusciti a dirle all’interno di una università di quel calibro. (vedi mascarello:
    vedi Ziliani:

    Secodo lei questo dibattito è stato costruttivo?????
    Secondo me no anzi ha aiutato a diffondere ed a creare una pessima reputazione dell’ uva Sangiovese.
    Se fossi in lei spererei in poche visioni di questo “teatrino” da parte dei consumatori di Brunello altrimenti anche lei avrà contribuito attivamente allo sputtanamento in diretta dell’uva sangiovese e del vino brunello.

    Concludo ribadendo il fatto che non difendo nessuno a priori (come fa lei invece) ma difendo le MIE PERSONALI idee!!!
    Mi scuso se sono stato offensivo con qualcuno, assolutamente non era mia intenzione, e la invito a venirmi a trovare a Barbaresco per confrontarci faccia a faccia magari davanti ad una bella bottiglia..

    P.S: sono grande sostenitore del 100% e non sono in NESSUN modo legato all’azienda Gaja. Questo a dimostrazione che bisogna ammettere il successo di altri anche se non è conforme alle proprie idee.

  11. Signor Luca Ovello, si metta d’accordo, se ci riesce con se stesso: come fa una persona che sopra mi dice “Trovo molto patetico e di bassa fattura la sua presa di posizione anti-Gaja solo per crearsi una fama (Ziliani quello che spara a zero su Gaja,Banfi…)” a scrivere poi dopo “mi scuso se sono stato offensivo con qualcuno, assolutamente non era mia intenzione e la invito a venirmi a trovare a Barbaresco per confrontarci faccia a faccia”? Provi, lo ripeto, se ci riesce, a sincronizzare i suoi pensieri ed il suo modo di esprimersi e poi torni a farsi vivo…
    p.s. ovviamente non ho alcun interesse ad incontrare una persona come lei che non critica, ma proprio come fa il produttore che lei loda tanto, insulta. Salvo poi scusarsi, ma per interposte persone, senza avere il coraggio e la dignità di farlo personalmente…

  12. come non critico???? Come insulto?????? Penso che lei più che non interesse abbia paura ad un confronto con me. Legga bene i miei pensieri (se vuole) e mi risponda per quello senza andare nel personale.
    ci provi se riesce. Grazie

  13. paura di chi, di uno sconosciuto che si trincera dietro ad un nickname e che mostra di non conoscere le più elementari norme di buona educazione? E perché mai dovrei perdere il mio tempo a confrontarsi con lei? Ma mi faccia il piacere!

  14. cercavo solo di creare una discussione aperta visto che siamo su un blog.Ma evidentemente non riesce a tenere testa a queste verità sacrosante.
    Si tolga la maschera da paladino della giustizia e mi risponda.
    P.S sopra vedo quasi solo nickname. Si trincerano tutti?? o forse è un modo per mantenere l’anonimato visto che per postare qualcosa quì bisogna inserire la mail.
    Ziliani non faccia lei “le roi” adesso…

  15. Gentile Luca Ovello, il mio non è un nickname…

    Io c’ero a Siena, a spese mie, senza nessuna pelosa hospitality…

    Le comunico anche che sono un fervente repubblicano.

    Si ricordi che la Costituzione Italiana non riconosce alcun titolo nobiliare…

    Le-roy o non le-roy…

    Gianni “Morgan” Usai

  16. quanto parlare……non si dovrebbero prendere decisioni precise in certi casi….bisognerebbe partire dell’analisi attenta di quello che dice la persona imputata….vigne dove non dovrebbero esserci, produttori assenti aai dibattiti, ancora 100% sangiovese dove di sangiovese 100% ce n’è davvero poco….la questione purtroppo non si risolve qui tra noi….in certi casi però si deve accettare la sincerità senza criticarla….gaja ha detto la sua come lei ma ha dalla sua di essere un produttore ben affermato che se dice una cosa forse……dico sempre…iniziate davvero a girare per le aziende e vedere con i vostri occhi dove e come sono le vigne…..saluti e non litigate.. filippo

  17. forse scrivo in cinese… a me non interessa (per il momento) entrare nel merito di quello che Gaja ha sostenuto nel corso dell’incontro che ha avuto ieri con lettori e commentatori di blog e forum e qualche blogger. Questo post é nato semplicemente per informare come il signor Gaja per criticare, come é suo pieno diritto, i contenuti e lo svolgimento del dibattito sul Brunello del 3 ottobre, che a suo avviso, legittimo rilievo, non é stato né utile né interessante, sia ricorso non al libero esercizio della critica, bensì all’insulto. Poco conta che ieri, come mi é stato riferito da più un partecipante, abbia riconosciuto di aver ecceduto nei toni. Venga qui, visto che la sua uscita era diventata di dominio pubblico, a chiedere scusa e poi torneremo a discutere, civilmente, di quello che ha detto, di quanto sostiene e propone per il futuro del Brunello. Questo se é una persona seria e corretta come sostiene di essere. Resto comunque stupito dal fatto che praticamente nessuno abbia trovato smodate ed ineducate le espressioni del signor Gaja: cosa vuol dire, che al “re” o presunto tale é tutto consentito?

  18. mi rendo conto di essere “nessuno”, ma a me pareva di averlo detto, signor ziliani: che non capisco il senso di rispondere all’insulto con l’insulto.
    forse scrivo in cinese anche io, come dice lei.
    tuttavia, dal momento che gaja ha riconosciuto di avere esagerato nei toni, credo che la questione sia, casomai, tra voi due.
    una faccenda, come si dice, privata.
    non vedo perché e chi dovrebbe prendere posizione al riguardo.

  19. Decisamente di cattivo gusto certe affermazioni.
    Quanto al Brunello, è storia dell’enologia italiana. Brunello significa Sangiovese al 100% e non c’è alternativa.
    Se c’è un disciplinare da cambiare è quello della doc Sant’Antimo per renderla più efficace e gradita a chi ritiene di dover utilizzare anche uve internazionali. Perchè no, si potrebbe creare un Brunellino di Montalcino.

  20. alle 22.32 di un sabato sera un certo Massimo lascia il commento che trovate qui sopra e non commento. Sei minuti dopo, non essendo stato moderato il suo commento (magari alle 22.30 del sabato sera uno ha altro da fare che stare davanti al p.c.), il tale interviene nuovamente e blatera: “ho scritto un commento , non viene pubblicato,,,che censura che fa un certo ziliani”. L’ennesima occasione persa per tacere da parte di un tizio in cerca dei suoi 15 secondi di notorietà, dicendo scemate e falsità. Purtroppo la blogosfera é popolata anche di questi minus habens…

  21. Purtroppo di questi personaggi se ne trovano un’infinità su un numero altrettanto infinito di blog, e tutti sono accomunati da un’unico carattere distintivo: si celano sempre dietro il famigerato nickname, oppure si identificano solo con il nome (vero o presunto).
    Penso che a Franco Ziliani non si possa certo dire che censuri i commenti. Anzi, c’è forse più soddisfazione (intesa come onestà e trasparenza) a pubblicarli e a rispondere nel modo che meritano, come è già successo molte altre volte.
    Non conosco bene i meccanismi di impostazione di un blog, ma posso senz’altro testimoniare che, ultimamente, i miei pochi e modesti interventi su questo blog vengono subito inseriti, ma sempre con la dicitura “in attesa di verifica del moderatore” prima della pubblicazione definitiva. Sarà forse perché ho l’onestà di non nascondermi dietro a un nick, o perché i miei interventi non hanno mai avuto lo scopo di offendere qualcuno, o magari per entrambi i motivi…?

  22. Il dibattito va benissimo ma credo bisogna dire questo ai signori produttori di BdM, non a tutti ma ad alcuni:
    io – sono forse l’unico? – gradirei continuare a bere BdM con sangiovese in purezza ; Voi dare me BdM come da me richiesto, io dare Voi soldi – soddisfazione e complimenti anche – ; Voi dare me altro , io dirottare mie piccole finanze verso altre cose.
    grazie Ziliani .

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