“Baldo torna a trovarmi”. Un ricordo di Maria Teresa Mascarello

Pubblico con grande piacere il bellissimo ricordo di Teobaldo Cappellano pronunciato da Maria Teresa Mascarello, figlia dell’indimenticabile Bartolo e grande amica di Baldo, alla commemorazione del “re del Barolo Chinato” martedì scorso a Serralunga d’Alba. Parole bellissime, piene d’affetto.

“Baldo torna a trovarmi”. Così Baldo iniziava il suo ricordo affettuoso di Bartolo Mascarello, il 14 di marzo del 2005, davanti al cimitero di Barolo. Oggi, 24 febbraio 2009, a soli 4 anni di distanza, mi trovo io nella sua Serralunga, davanti al suo feretro, a dargli l’ultimo saluto e a rivivere in un certo qual modo con la stessa intensità e profondità quegli stati d’animo e sentimenti di allora perché in fondo Baldo era per me non solo un amico vero, ma uno di famiglia: un fratello maggiore, un riferimento importante.
Il mio primo ricordo di Baldo è nel cortile di casa Rinaldi quando lui, allora Presidente dell’Enoteca Regionale del Barolo, veniva spesso a trovare mio prozio Battista Rinaldi ed io, ragazzina, in quel cortile, in visita a mia nonna e a mio prozio, lo salutavo quasi intimorita dalla sua mole e dalla sua carica, e incuriosita dall’appartarsi poi dei due in casa, un appartarsi per me quasi misterioso.
Più tardi, ed io cresciuta, lo rivedevo nell’ufficio di mio padre, la distanza tra noi si era già accorciata, ma pur sempre mediata dalla figura di mio padre. Costante era quell’appartarsi, quasi come in un confessionale, e discutere, discutere, discutere pacatamente e appassionatamente.
E da tutto quell’appartarsi e discutere, nel passaggio da una generazione all’altra, si è dipanata una storia di legami forti, di interessi, passioni e sensibilità comuni, di valori condivisi, di impegno civile e di battaglie, nel campo del vino, della politica o semplicemente della vita.
Ed è stato poi naturale, morto mio padre, l’essere accolta in quel mondo dell’appartarsi, in quel discutere, discutere, discutere pacatamente e appassionatamente da Baldo e da Beppe. Baldo che non osservavo più con quegli occhi intimoriti di ragazzina, ma che mi faceva sentire, nel confronto, alla pari, che mi considerava una sua interlocutrice, Baldo o il dottor Cappellano (perché così con affetto e ironia lo chiamavo) che mi ascoltava, che mi incoraggiava, che mi dava fiducia, che mi spronava o che semplicemente mi sorrideva. Baldo che mi ha aiutata a crescere.
Di Baldo mi colpivano, e quasi invidiavo, il suo entusiasmo, che era pure contagioso, la sua ironia, il suo perseverare nelle battaglie senza mai perdersi d’animo, la sua capacità di sognare anche e ancora a sessantacinque anni, il suo idealismo, il suo essere fanciullesco, il suo darsi affettuoso agli altri, il suo operare disinteressato per il bene collettivo fuori e dentro le istituzioni, la sua voglia di pur sempre ricominciare, la sua capacità di aggregare.
Tanti sono i ricordi che in questo momento si accavallano e si confondono nella mia mente: Bartolo, Beppe e Baldo, Beppe e Baldo, Baldo e Beppe, le degustazioni insieme, il nostro teatrino, le battaglie nel Consorzio, gli ultimi Mohicani, il salone del vino di Torino, il triumvinato, le “cappellanate”, “Baldo scendi dalle nuvole”come gli diceva affettuosamente a volte mio padre quando si addentrava in discorsi cavillosi e nebbiosi.
Baldo che in questo “ménage” a tre ci mancherà e come ci mancherà. Ma in questo trascorrere della vita, nel succedersi e nell’intrecciarsi delle generazioni, sarà Augusto a occupare il posto di suo padre, Baldo, e ad essere accolto da Beppe e da me in quel mondo dell’appartarsi e del discutere, discutere, discutere pacatamente e appassionatamente. Grazie Dottor Cappellano!
Maria Teresa Mascarello

0 pensieri su ““Baldo torna a trovarmi”. Un ricordo di Maria Teresa Mascarello

  1. Che bello leggere le parole di Maria Teresa. Il cuore si stringe, ma si gonfia di gioia per l’eredità meravigliosa che ha ricevuto insieme ad Augusto. Valori, quelli profondi, quelli che tanto ci mancano, svaniti come la neve dell’inverno che sta finendo. Ma nelle loro case sono presenti e radicati. Si può semplicemente procreare, oppure trasmettere la vita come in questo caso. Così nulla finisce.

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