Serata Barbaresco a Brescia: o dell’eleganza del Nebbiolo

Anche se non so farmene una ragione, dato l’amore profondo che nutro per questa terra e l’assiduità con la quale cerco di frequentarla, trovando ad ogni nuovo incontro nuove ragioni per il mio amore e sempre rinnovate emozioni, per qualche insondabile motivo, soprattutto perché gli impegni di lavoro mi stanno portando da tempo da altre parti, manco da un sacco di tempo, da ottobre, dall’amatissima Terra di Langa.
Spero proprio di tornarci presto e di ritrovare quella magica alchimia, quel meccanismo inspiegabile che scatta ogni volta che la raggiungo e mi fa capire di trovarmi nella terra del vino del mio cuore, ma nell’attesa, anche se magari viaggio, da wine globe trotter, in altre lande vinose, sicuramente belle, ma prive di quella speciale malia, non mi dimentico certo, e cerco di dimostrarlo anche scrivendo, che sono il Barolo e Barbaresco, i vini che non mi stanco mai di bere e di raccontare.
E così, in attesa di una primavera che dovrebbe portarmi a condurre serate Barolo in località diverse, nonché del grande banco d’assaggio dei vini (48, di cui 41 Barolo) di 20 aziende di Serralunga d’Alba, che si svolgerà in quel di Roma presso l’Hotel Rome Cavalieri, lunedì 9 febbraio, (leggete qui e poi ancora qui il programma dettagliato, con vini e aziende partecipanti), mi “accontento”, come se non fosse la stessa grandissima gioia poter parlare dell’altro grande vino base Nebbiolo di Langa, di parlare di Barbaresco, di contribuire a farne conoscere l’eleganza, la ricchezza di sfumature, la classe innata (quando il vino sceglie orgogliosamente di essere Barbaresco e di non “scimmiottare” il Barolo o, peggio ancora, di “rinocerontizzare”, perdonatemi l’eno- neologismo, puntando su inusitate concentrazioni, colori improbabili, insopportabili note di legno che hanno del mostruoso) in una serie di serate condotte per l’Associazione Italiana Sommeliers.
Sono ormai storia di alcuni mesi fa le due splendide verticali, con oltre 100 persone partecipanti ad incontro, del Barbaresco riserva Bricco di Dante Rivetti realizzate con la delegazione di Modena, tra le più belle esperienze, insieme a due serate condotte ormai un anno fa per l’A.I.S. di Como, del mio itinerario di divulgatore della “buona novella barbareschiana”.
Ora, una decina di giorni dopo aver proposto in quel di Trento lo stesso tema (basandomi in larga parte sugli stessi vini), torno a condurre una Serata Barbaresco in Lombardia, in collaborazione con la delegazione A.I.S. di Brescia, venerdì 6 febbraio alle 20.30 presso il Park Hotel Cà Noa ( via Triumplina 66).  
I vini in degustazione, delle annate 2005 e 2004 (troppo presto per assaggiare la nuova annata, il 2006, che sta cominciando ad uscire dalle cantine, diamogli tempo per esprimersi appieno, che sarà sicuramente grande e da ricordare!) saranno:

Produttori del Barbaresco Barbaresco 2005

Cascina delle Rose Barbaresco Rio Sordo 2005

Fratelli Giacosa Barbaresco Basarin 2005

Castello di Verduno Barbaresco 2005

Cortese Barbaresco Rabajà 2005

Cascina Luisin Barbaresco Rabajà 2005

Bruno Giacosa Barbaresco Rabajà 2005

Rizzi Barbaresco Boito 2004

Niente male questo itinerario, mi pare, per avvicinarsi all’universo fantastico del Barbaresco, un grande vino che non ha bisogno di “re” o presunti tali, (in quella particolare democrazia che è il vino sono molto meglio tanti onesti “servitori” che non un solo monarca assoluto…) per essere grande…

Per informazioni e iscrizioni: tel 347.3145955

0 pensieri su “Serata Barbaresco a Brescia: o dell’eleganza del Nebbiolo

  1. Caro Franco, abbiamo sfondato il tetto delle 90 prenotazioni ed i telefoni non smettono di squillare. Mi sa tanto che dovremo proporne una replica.
    A venere
    Nicola

  2. Nicola, il Barbaresco, il Barolo, i grandi rossi base Nebbiolo di Langa esercitano sempre un fascino speciale sugli appassionati, che accorrono, lo vedo da anni, a questi appuntamenti. E poi diciamo che per la serata di venerdì ho messo assieme, senza ricorrere a “re” o presunti tali, una bella serie di vini che rappresentano un’ottima occasione per conoscere il Barbaresco… E se ci si aggiunge (perdonatemi questa leggera immodestia) un pizzico di curiosità, il vedere come tratterà il sottoscritto sul tema Barbaresco, ecco facilmente spiegato il sold out…

  3. Grazie a tutti voi che cercate con molto impegno di portare avanti l’immagine del Made in Italy nella maniera più pura proprio qui in Italia dove tutto nasce. Questo è quello che premia l’animo di chi lavora onestamente con dei principi che sembravano ormai obsoleti… ma che grazie a persone come voi hanno un po’ di ossigeno per continuare a crescere e credere di non essere dei poveri pazzi.

  4. Accidenti, facendo un rapido calcolo delle persone alle quali ho dovuto dire no saremmo comodamente arrivati a 130 partecipanti. Numeri d’altri tempi.

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