Una settimana targata Toscana: trasferta (e pausa blog) per le Anteprime Docg

Tutti i dettagli li ho già raccontati qui, in questo articolo di presentazione che ho pubblicato sul sito Internet dell’A.I.S.
Da lunedì 15 a domenica 22 (lunedì 23 per gli operatori, importatori, enoteche, ristoratori, rappresentanti) sarà, per la gioia degli aficionados del genere, tempo di Anteprime Docg toscane e precisamente Vernaccia di San Gimignano, Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano e Brunello di Montalcino (ma senza dimenticare l’a me graditissimo Rosso).
Per una settimana mi sposterò, come molti altri colleghi giornalisti italiani e soprattutto esteri (non va dimenticato che la voce export è di fondamentale importanza per questi vini), nelle province di Firenze e Siena, per le degustazioni in anteprima delle nuove annate con cui questi prodotti simbolo della migliore e più autentica Toscana del vino si accingono a presentarsi, in questa situazione di innegabile difficoltà che ad esempio ha visto il comparto del vino toscano perdere negli Stati Uniti nei primi nove mesi del 2008 circa il due per cento rispetto allo stesso periodo del 2007 (e poi, purtroppo, le cose sono andate peggiorando, come testimonierà prima o poi la forza dei numeri…), sui vari mercati.
Non amo particolarmente, anche se sono
ormai collaudate e di ampio successo, ambite da tutto il mondo della stampa che desidera parteciparvi, queste manifestazioni organizzate sul territorio di produzione dei rispettivi vini.
Il loro unico pregio è che consentono agli interessati di prendere contatto in anteprima (non casualmente sono chiamate Anteprime) con le caratteristiche delle nuove annate dei vini che stanno per entrare in commercio.E questo grazie alla degustazione comparativa di un vastissimo numero di campioni che le aziende aderenti ai Consorzi che sono un po’ i motori organizzativi di questi eventi decidono di presentare. Campioni necessariamente da prendere, come dovrebbe essere sempre nel caso di queste manifestazioni, “cum grano salis” e considerando queste degustazioni soprattutto una grande opportunità per farsi un’idea dello stile e del livello generale delle annate, dei loro pregi e difetti, delle peculiarità, delle differenze rispetto ad altre annate, e non certo, come spesso accade, per stilare graduatorie di merito.
Questo soprattutto in ragione del fatto che molti vini presentati sono imbottigliati da pochissimo o addirittura campioni da botte e quindi ancora ben lontani da uno stato di “forma” ideale o da condizioni di equilibrio e armonia tali da poter essere una degna rappresentazione fotografica di quello che potranno diventare dopo un giusto periodo di affinamento in bottiglia.
Ma come ha ben sottolineato in un post (leggete qui) che condivido in toto, pubblicato sul suo blog Esalazioni etiliche, l’amico Roberto Giuliani, questa manifestazioni alla fine si riducono ad essere delle grandi kermesse dove non si degusta di certo nelle migliori condizioni e si finisce per essere un po’ tutti, giornalisti, degustatori vari, cronisti del vino più o meno titolati, produttori e Consorzi organizzatori, pedine di un grande Circo Barnum.
Comunque, consapevole dei limiti che queste presentazioni hanno e senza la pretesa di stilare in assoluto graduatorie di merito, promozioni e bocciature, sarò anch’io, pur senza troppi entusiasmi, cercando di sottolineare più gli aspetti positivi, la possibilità di incontrare qualche amico produttore che stimo profondamente, di confrontarmi con tante persone, di tastare il polso al mondo del vino toscano mediante molti contatti, e di passare alcuni giorni, spero sereni e operosi, in una regione che è indubbiamente una delle più belle e accoglienti regioni italiane, in terra di Toscana.
E portandomi avanti, visto che ci arriverò già domenica mattina, sarò dal 15 al 22, data del mio ritorno, membro della carovana che si sposterà da San Gimignano (lunedì 16 l’anteprima della Vernaccia 2008 e della riserva 2007), a Firenze, per la cosiddetta Chianti Classico Collection, ovvero la presentazione delle nuove annate, base 2007, riserva 2006 e anteprime da botte 2008, di Chianti Classico.
E poi a Montepulciano per l’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano annata 2006 nonché la Riserva 2005, ed infine a Montalcino per Benvenuto Brunello, la classica manifestazione dedicata al celeberrimo vino base Sangiovese, al suo “fratello minore”, il Rosso di Montalcino e agli altri vini Doc ilcinesi, come il Moscadello ed il Sant’Antimo.
Di scena l’attesissima annata 2004, le poche riserve prodotte di 2003, quindi il Rosso di Montalcino 2007 nonché le varie annate, che cambiano a seconda delle aziende, del Moscadello e per gli amanti del genere del Sant’Antimo.
Dopo l’horribilis annus 2008 e le mille polemiche legate ad uno scandalo che non si è ancora concluso e che potrebbe ritornare a far discutere non appena la Magistratura renderà note le conclusioni alle quali prima dovrebbe pure essere arrivata, è una grande occasione per tornare a parlare, riferendosi a Montalcino, solo di vini.
Ci si augura di una qualità e di un’autenticità tali da mettere d’accordo tutti e restituire a questo piccolo borgo toscano la centralità che merita nel panorama vitivinicolo italiano. E’ questo l’augurio più grande che mi sento di formulare, accingendomi a questa trasferta e prendendomi un piccolo congedo sabbatico da questo blog per ricaricare le pile e raccogliere il più ampio numero di sensazioni, dati, notizie, idee, storie, di cui farvi partecipi al mio ritorno.

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