Ciao Baldo! Un ricordo di Marinella Minetti

Con lo stesso piacere e la stessa emozione e lo stesso dolore con cui ho pubblicato i ricordi di Baldo pronunciati martedì scorso a Serralunga d’Alba da Maria Teresa Mascarello, Marta Rinaldi e Luis Cabases, pubblico oggi queste parole dedicate al nostro indimenticabile amico da Marinella Minetti, organizzatrice di eventi come Alba Wines Exhibition.

Ciao Baldo. Tutte le volte che mi sono trovata di fronte ad amici che ci hanno detto addio, c’è sempre stata in me la tristezza del non aver saputo dire, del non aver saputo esprimere, del non aver dato e detto come e quanto il cuore sognava di dare e di dire, perché il nostro corpo è certamente spazio di comunione ma anche difficoltà, fatica di comunicare nel modo giusto le nostre sensazioni.
Tanto più sento questo sentimento forte in me oggi, nei tuoi confronti, nonostante i tanti discorsi fatti insieme nel tuo giardino, all’ombra del tuo salice.
Qualcuno ha scritto che noi siamo le scelte che abbiamo fatto. Sembra che l’abbia scritto apposta per te. Perché per te è stato proprio così, e in modo assolutamente speciale: sei stato un tutt’uno con le tue scelte, intelligenti e coraggiose, sempre controcorrente, adottate quasi a prescindere, come se di ogni cosa ti divertisse trovare il contrario per poi sostenerlo con perseveranza,  in discussioni che sembravano interminabili ma che terminavano invece quasi per incanto, spesso con un sorriso, un simpatico distacco, davanti a un calice di Barolo, come per farti perdonare dal tuo interlocutore e fargli capire che quel che davvero ti importava era la sua amicizia, e che del resto ci sarebbe stato tempo per ritornare a parlarne ancora a lungo, altre volte.
Scelte oneste e coerenti, adottate sempre in direzione ostinata e contraria, da irriducibile: lo stesso atteggiamento che ha contraddistinto il tuo impegno, le tue battaglie, le tue intransigenti prese di posizione volte a togliere un po’ di ipocrisia dal mondo di chi si sente sempre dalla parte giusta e a rivendicare la dignità del mestiere di vignaiolo e di artigiano del vino.
Di te, caro  Baldo, abbiamo ricordo, memoria incancellabile e visibile e più di me e meglio di me parleranno tanti amici.
Vorrei invece farmi vicina, con queste parole, a colui che rappresenta il vero, autentico tuo  grande capolavoro:  Augusto tuo figlio. Augusto caro, sappiamo e sentiamo anche noi quanto è terribile e sconvolgente questo distacco ma è stato così meraviglioso vedere quanto non solo hai amato tuo padre ma soprattutto quanto  lo hai stimato. Il tuo sguardo e l’aspirazione profonda del tuo cuore erano continuamente posati su di lui. A lui guardavi come ad un uomo riuscito e ti scaldava il cuore il percepirne la profonda verità.
Nella tua vita e nei tuoi comportamenti continui a parlarci di lui: ci guardi con la stessa dolcezza, ci sorridi teneramente e ci abbracci in modo avvolgente come faceva lui. Questa è la grande e profonda eredità che papà ti ha lasciato. Non sarai solo, ti accompagneranno la delicatezza di  mamma e la speranza e la forza di  Elena, anche se il distacco da papà crea un vuoto che nessuno colma come nell’esperienza di ogni essere umano ma ti aiuteranno a rendere meno difficile il tuo cammino: condivideranno tutto con te e porteranno con te la fatica di riprendere e la gioia di continuare.
Sarà un cammino nuovo, diverso. Papà non più guida ma compagno di viaggio. È il segnale convenuto, il momento in cui capiamo di dover continuare il nostro volo basandoci su altre coordinate.
Ti saluto caro Baldo con questi pochi versi, tratti da una canzone scritta da un poeta, che potresti essere tu:
“Non sono che l’anima di un pesce con le ali, volato via dal mare per annusar le stelle.
Difficile non è nuotare contro la corrente, ma salire nel cielo e non trovarci niente.
Dal mio piccolo aereo di stelle io ne vedo, seguo i loro segnali, e mostro le mie insegne.
La voglio fare tutta questa strada, fino al punto esatto in cui si spegne Non sono che il contabile dell’ombra di me stesso se mi vedete qui a volare, è che so staccarmi da terra e alzarmi in volo come voialtri state su di un piede solo.
Difficile non è partire contro il vento, ma casomai senza un saluto.”
E noi siamo tutti qui per salutarti.
Marinella Minetti

0 pensieri su “Ciao Baldo! Un ricordo di Marinella Minetti

  1. Probabilmente è una grande fortuna il fatto che ognuno di noi sia unico, poiché ognuno porta dentro di sé un pezzetto di ricchezza suo proprio, che, pur assomigliando in qualcosa a quello di altri (d’altronde, le buone qualità sono in numero finito), se ne differenzia tuttavia sempre per qualche sottile sfumatura, che è ciò che permette di preservare l’univocità dell’apporto di ciascuno. Credo però che vi sia anche una differenza quantitativa in questo apporto, poiché la ricchezza interiore, come quella materiale nella società, non è ripartita equamente. E forse anche questo è un bene. Però, quando viene a mancare qualcuno che di questa ricchezza è depositario in maniera particolarmente elevata, ci si rende conto di quanto sia alto il prezzo da pagare per la nostra unicità: come in un puzzle, nessun altro pezzo potrà mai sostituire quello mancante.

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