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	<title>Commenti a: Deciso finalmente il divorzio tra Gambero rosso e Slow Food?</title>
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	<description>Il Blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: Giovanni Arcari</title>
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		<dc:creator>Giovanni Arcari</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 09:55:31 +0000</pubDate>
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		<description>@Cianferoni:si sbaglia,non sono i miei colleghi.Per il resto,personalmente spero che qualcuno parli di conflitto d&#039;interessi anche nel campo della scienza.Purtroppo non credo sia una domanda che possa porre all&#039;interno di questo spazio dedicato al vino,tantomeno a me.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Cianferoni:si sbaglia,non sono i miei colleghi.Per il resto,personalmente spero che qualcuno parli di conflitto d&#8217;interessi anche nel campo della scienza.Purtroppo non credo sia una domanda che possa porre all&#8217;interno di questo spazio dedicato al vino,tantomeno a me.</p>
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		<title>Di: valentino</title>
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		<dc:creator>valentino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 07:24:28 +0000</pubDate>
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		<description>essendo in Asia per lavoro, per un problema al computer, no ho visto pubblicato il mio post ed allora l&#039;ho ripetuto, mi dispiace aver preso cosi&#039; tanto spazio ed essere stato ripetitivo.
Valentino</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>essendo in Asia per lavoro, per un problema al computer, no ho visto pubblicato il mio post ed allora l&#8217;ho ripetuto, mi dispiace aver preso cosi&#8217; tanto spazio ed essere stato ripetitivo.<br />
Valentino</p>
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		<title>Di: valentino</title>
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		<dc:creator>valentino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 03:44:06 +0000</pubDate>
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		<description>@ Bonilli
Effettivamente sono stato molto sintetico nel mio racconto ma, trattandosi del racconto di fatti oggettivi, non credevo occorressero troppi approfondimenti.
D&#039;altronde ho iniziato mettendo in evidenza che la guida, non certo per merito mio, aveva raggiunto un grande successo e credito sul mercato e tutti i produttori premiati ne avevano tratto dei grandissimi benefici. Il primo errore e&#039; stato quello di permettere ai produttori di trarre vantaggio indiscriminato ai danni dei consumatori per i premi ricevuti, non si puo&#039; mica pensare che sia normale arrivare a triplicare o quadruplicare i prezzi in una diecina di anni? Non posso neanche credere che un vino meriti lo steso puntegggio, sia che costi 15 Euro, sia che ne costi 60. Se si lavora per il consumatore (ed ogni guida solo per lui dovrebbe lavorare), occorre essere vigili su questo. In ogni caso, dal mio punto di vista i problemi della Guida, sono cominciati proprio con i suoi successi; tutti volevano gli ambiti Tre Bicchieri, ricchi industriali entravano nel settore perche&#039; fiutavano il business facile, gli editori si erano impegnati un po troppo finanziariamente in altri investimenti che le entrate delle sole vendite della guida non avrebbero mai potuto coprire. In tutto questo contesto, entrano in scena i possibili conflitti di interesse, con l&#039;editore che comincia a chiedere pubblicita&#039;, per tutte le sue nuove iniziative editoriali e televisive, i curatori centrali o regionali, fiutano l&#039;affare anche loro ed improvvisamente si creano agenzie di marketing intestate a mogli e parenti stretti, presso le quali i produttori &quot;scaltri&quot; fanno la fila a fare munifiche donazioni per servizi di discutibile valore reale; i premi crescono e la coerenza nelle valutazioni, va a farsi benedire. A tutto questo va aggiunta la pagina dedicata agli enologi super consulenti, che con impressionate dono di obiquita&#039;, riescono a seguire nei critici 20 giorni di vendemmia anche 100 aziende contemporaneamente, esaltando terroir molto lontani ai vigneti delle cantine e molte volte, anche alla ns. nazione. In tutto questo tourbillion di euforia, i vini si trasformano e snaturano, si possono veder premiati un Barolo (esempio casuale) campione di &quot;culturismo&quot; con 40 punti di colore e 40 di estratti secchi, dimenticando le caratteristiche delle uve di provenienza, i produttori di macchine per la concentrazione dei vini fanno affari d&#039;oro e, mentre tutti o quasi godono, il consumatore italiano comincia a diffidare della guida e dei suoi giudizi bizzarri a vantaggio di vini ingiustificatamente carissimi. Sui mercati esteri, questo folle e rozzo inseguimento allo stile del &quot;nuovo mondo&quot;, viene vissuto malissimo dai consumatori che premiano quei vini che certi risultati li raggiungono in modo naturale e quindi mantenedo quell&#039;equilibrio ed elegnza che hanno fatto la fortuna della ns. enologia. Mentre tutti correvano alla conquista/acquisto del premio, il mercato si allontanava definitivamente dalla guida e ne realizzava una nuova e vincente: &quot; la guida dei vini di successo&quot;, questa non era scritta su cartaceo e, neanche su internet ma, sui dati contabili delle ns. aziende piu&#039; sane, mentre allo stesso tempo, si sono avuti editori in bolletta e industriali di successo con cantine boutique, piene di premi e ......... di vini!!!!
Per gli amici del Blog, debbo anche concedere un approfondimento speciale al famoso Road Show ideato dal Gambero Rosso che porta in giro per il mondo e carissimo prezzo (30/40.000Euro cad.) oltre 50 produttori che non paghi delle numerosissime fiere mondiali di settore, delle nnmerevoli iniziative dell&#039;ICE (Istituto per il Commecio Estero), Regioni, Camere di Commercio, Provincie, Comuni, Consorzi e. chi piu&#039; ne ha, piu&#039; ne metta, sentivano il disperatro bisogno di fare questa ulteriore &quot;donazione&quot; al Gambero Rosso.
Se ho commesso degli errori nella mia ricostruzione, saro&#039; ben felice di discuterne con lei ma, vorrei anche che lei ci facese il favore di dirci chhi si cela dietro la proprieta&#039; di una societa&#039; che potrebbe ergersi a giudice che e&#039; anche parte in causa.
la ringraziop er una sua risposta.
Valentino</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Bonilli<br />
Effettivamente sono stato molto sintetico nel mio racconto ma, trattandosi del racconto di fatti oggettivi, non credevo occorressero troppi approfondimenti.<br />
D&#8217;altronde ho iniziato mettendo in evidenza che la guida, non certo per merito mio, aveva raggiunto un grande successo e credito sul mercato e tutti i produttori premiati ne avevano tratto dei grandissimi benefici. Il primo errore e&#8217; stato quello di permettere ai produttori di trarre vantaggio indiscriminato ai danni dei consumatori per i premi ricevuti, non si puo&#8217; mica pensare che sia normale arrivare a triplicare o quadruplicare i prezzi in una diecina di anni? Non posso neanche credere che un vino meriti lo steso puntegggio, sia che costi 15 Euro, sia che ne costi 60. Se si lavora per il consumatore (ed ogni guida solo per lui dovrebbe lavorare), occorre essere vigili su questo. In ogni caso, dal mio punto di vista i problemi della Guida, sono cominciati proprio con i suoi successi; tutti volevano gli ambiti Tre Bicchieri, ricchi industriali entravano nel settore perche&#8217; fiutavano il business facile, gli editori si erano impegnati un po troppo finanziariamente in altri investimenti che le entrate delle sole vendite della guida non avrebbero mai potuto coprire. In tutto questo contesto, entrano in scena i possibili conflitti di interesse, con l&#8217;editore che comincia a chiedere pubblicita&#8217;, per tutte le sue nuove iniziative editoriali e televisive, i curatori centrali o regionali, fiutano l&#8217;affare anche loro ed improvvisamente si creano agenzie di marketing intestate a mogli e parenti stretti, presso le quali i produttori &#8220;scaltri&#8221; fanno la fila a fare munifiche donazioni per servizi di discutibile valore reale; i premi crescono e la coerenza nelle valutazioni, va a farsi benedire. A tutto questo va aggiunta la pagina dedicata agli enologi super consulenti, che con impressionate dono di obiquita&#8217;, riescono a seguire nei critici 20 giorni di vendemmia anche 100 aziende contemporaneamente, esaltando terroir molto lontani ai vigneti delle cantine e molte volte, anche alla ns. nazione. In tutto questo tourbillion di euforia, i vini si trasformano e snaturano, si possono veder premiati un Barolo (esempio casuale) campione di &#8220;culturismo&#8221; con 40 punti di colore e 40 di estratti secchi, dimenticando le caratteristiche delle uve di provenienza, i produttori di macchine per la concentrazione dei vini fanno affari d&#8217;oro e, mentre tutti o quasi godono, il consumatore italiano comincia a diffidare della guida e dei suoi giudizi bizzarri a vantaggio di vini ingiustificatamente carissimi. Sui mercati esteri, questo folle e rozzo inseguimento allo stile del &#8220;nuovo mondo&#8221;, viene vissuto malissimo dai consumatori che premiano quei vini che certi risultati li raggiungono in modo naturale e quindi mantenedo quell&#8217;equilibrio ed elegnza che hanno fatto la fortuna della ns. enologia. Mentre tutti correvano alla conquista/acquisto del premio, il mercato si allontanava definitivamente dalla guida e ne realizzava una nuova e vincente: &#8221; la guida dei vini di successo&#8221;, questa non era scritta su cartaceo e, neanche su internet ma, sui dati contabili delle ns. aziende piu&#8217; sane, mentre allo stesso tempo, si sono avuti editori in bolletta e industriali di successo con cantine boutique, piene di premi e &#8230;&#8230;&#8230; di vini!!!!<br />
Per gli amici del Blog, debbo anche concedere un approfondimento speciale al famoso Road Show ideato dal Gambero Rosso che porta in giro per il mondo e carissimo prezzo (30/40.000Euro cad.) oltre 50 produttori che non paghi delle numerosissime fiere mondiali di settore, delle nnmerevoli iniziative dell&#8217;ICE (Istituto per il Commecio Estero), Regioni, Camere di Commercio, Provincie, Comuni, Consorzi e. chi piu&#8217; ne ha, piu&#8217; ne metta, sentivano il disperatro bisogno di fare questa ulteriore &#8220;donazione&#8221; al Gambero Rosso.<br />
Se ho commesso degli errori nella mia ricostruzione, saro&#8217; ben felice di discuterne con lei ma, vorrei anche che lei ci facese il favore di dirci chhi si cela dietro la proprieta&#8217; di una societa&#8217; che potrebbe ergersi a giudice che e&#8217; anche parte in causa.<br />
la ringraziop er una sua risposta.<br />
Valentino</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Filippo Cintolesi</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2009/03/deciso-finalmente-il-divorzio-tra-gambero-rosso-e-slow-food.html#comment-13630</link>
		<dc:creator>Filippo Cintolesi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 23:41:41 +0000</pubDate>
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		<description>Pur con i dovuti distinguo, se non mi sto sbagliando sembrerebbe che il sistema descritto nell&#039;ultimo commento di Giovanni Arcari fosse sostanzialmente un peer reviewing. Perche&#039; nel campo della comunicazione dei lavori scientifici in ambito internazionale nessuno parla di conflitto d&#039;interessi a proposito di scienziati (in attivita&#039;) che recensiscono (e magari bocciano) i lavori dei colleghi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pur con i dovuti distinguo, se non mi sto sbagliando sembrerebbe che il sistema descritto nell&#8217;ultimo commento di Giovanni Arcari fosse sostanzialmente un peer reviewing. Perche&#8217; nel campo della comunicazione dei lavori scientifici in ambito internazionale nessuno parla di conflitto d&#8217;interessi a proposito di scienziati (in attivita&#8217;) che recensiscono (e magari bocciano) i lavori dei colleghi?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Luca-di-vino</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2009/03/deciso-finalmente-il-divorzio-tra-gambero-rosso-e-slow-food.html#comment-13629</link>
		<dc:creator>Luca-di-vino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 13:49:55 +0000</pubDate>
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		<description>Una considerzione che non è stata fatta però è anche che una certa &quot;pluralità&quot; (di guide) forse permette di avere un miglior riscontro di quelli che sono i giudizi &quot;appoggiàti&quot; e quelli sinceri... o no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una considerzione che non è stata fatta però è anche che una certa &#8220;pluralità&#8221; (di guide) forse permette di avere un miglior riscontro di quelli che sono i giudizi &#8220;appoggiàti&#8221; e quelli sinceri&#8230; o no?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Quinto quarto &#187; Gambero Rosso-Slow Food..è la fine? A Los Angeles salta anche la degustazione dei Tre Bicchieri</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2009/03/deciso-finalmente-il-divorzio-tra-gambero-rosso-e-slow-food.html#comment-13628</link>
		<dc:creator>Quinto quarto &#187; Gambero Rosso-Slow Food..è la fine? A Los Angeles salta anche la degustazione dei Tre Bicchieri</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 10:36:00 +0000</pubDate>
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		<description>[...] della Guida. Qui invece trovate il commento di Stefano Bonilli su &#8220;Papero Giallo&#8221; e qui quello di Franco Ziliani sul suo blog. Primo commento sui commenti: Francesco fa una cronaca [...] </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] della Guida. Qui invece trovate il commento di Stefano Bonilli su &#8220;Papero Giallo&#8221; e qui quello di Franco Ziliani sul suo blog. Primo commento sui commenti: Francesco fa una cronaca [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Valentino</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2009/03/deciso-finalmente-il-divorzio-tra-gambero-rosso-e-slow-food.html#comment-13627</link>
		<dc:creator>Valentino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 10:10:09 +0000</pubDate>
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		<description>@Bonilli
il mio post e&#039; stato di un oggettivita&#039; estrema, non ho negato i meritati successi della guida, ne ho omesso o addomesticato alcuna verita&#039; su cose che quasi tutti conoscono. il mio intervento e&#039; stato per cos8i&#039; dire matematico.
Piu&#039; che prendere una difesa generalistica, dal Sig. Bonilli, mi sarei atteso dei chiarimenti o delle correzzioni sulle parti dove avrei potuto sbagliare, solo in questo caso avrei potuto puntualizare e documentare anche io.
se poi vogliamo dire che la perdita di credibilita&#039; e fiducia nella guida sia avvenuta per interventi divini, lo possiamo anche fare ma, dobbiamo essere coscenti che stiamo mettendola testa sotto la sabbia.
I conflitti di interesse ci sono stati e ci sono tutti!
Gli errori nel lasciare manolibera ai produttori nel monetizzare i premi pure, chi no ha notato prezzi che sono aumentati di tre o quattro volte in 12/13 anni? Forse non competeva alla guida controllarli? non sono d&#039;accordo, se si lavora per il consumatore, occorre farlo e non mi si puo&#039; dire che un vino che, a parita&#039; di livello qualitativo, merita lo stesso puntegio se costa 10 o se costa 40.
Cosi&#039; come non si puo&#039; negare la tendenza per troppi anni a premiare le mega concentrazioni &quot;artificiali&quot;, i grandi tenori alcolici e l&#039;uso un po smodato del legno e tutto discapito della eleganza, della tipicita&#039; e della bevibilita&#039;. Premiare un Barolo con 40 punti di colore e con  40 grammi di estratti secchi, significa non capire nulla di vino dal punto di vista tecnico e se poi questo produttore (esempio del tutto casuale) e&#039; anche sponsor generoso di editore, o curatore, o moglie di curatore o anche, di responsabiloe delle degustazioni regionali, la cosa esce fuori dai limiti dell&#039;errore di valutazione.
non vorrei buttarla sulla polemica, anche per il fatto che parliamo di fatti noti a tutti, penso lei incluso, ma, ci sono cose che non si possono tacere o ignorare. Se cinquanta e piu&#039; produttori pagano al Gambero Rosso 30/40.000 Euro per inutili Road Show, pensa che lo facciano perche&#039; non sono appagati dalle tantissime fiere di settore, degustazioni quasi gratuite organizzate da enti regionali (provinciali e comunali), degustazioni ICE, degustazioni di importatori etc. etc.? Siamo seri, il settore e&#039; malato e va curato! Senza inutili polemiche o clamori ma, con molto buon senso e, finalmente si dica chi e&#039; il proprietaio del ambero Rosso, non e&#039; corretto per una societa&#039; che vuole fare il &quot;giudice&quot; nascondere una eventuale proprieta&#039; di una parte in causa!!!!
Mi dispiace dover dire a lei cose alle quali dovrebbero essere oggi altri a rispondere ma, dato che ttendersi un loro risposta e&#039; troppo, un suo contributo potrebbe senz&#039;altro chiarire molte cose.
La ringrazio per quella disponibilta&#039; che, a differenza di altri, ha dimostrato
Valentino</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Bonilli<br />
il mio post e&#8217; stato di un oggettivita&#8217; estrema, non ho negato i meritati successi della guida, ne ho omesso o addomesticato alcuna verita&#8217; su cose che quasi tutti conoscono. il mio intervento e&#8217; stato per cos8i&#8217; dire matematico.<br />
Piu&#8217; che prendere una difesa generalistica, dal Sig. Bonilli, mi sarei atteso dei chiarimenti o delle correzzioni sulle parti dove avrei potuto sbagliare, solo in questo caso avrei potuto puntualizare e documentare anche io.<br />
se poi vogliamo dire che la perdita di credibilita&#8217; e fiducia nella guida sia avvenuta per interventi divini, lo possiamo anche fare ma, dobbiamo essere coscenti che stiamo mettendola testa sotto la sabbia.<br />
I conflitti di interesse ci sono stati e ci sono tutti!<br />
Gli errori nel lasciare manolibera ai produttori nel monetizzare i premi pure, chi no ha notato prezzi che sono aumentati di tre o quattro volte in 12/13 anni? Forse non competeva alla guida controllarli? non sono d&#8217;accordo, se si lavora per il consumatore, occorre farlo e non mi si puo&#8217; dire che un vino che, a parita&#8217; di livello qualitativo, merita lo stesso puntegio se costa 10 o se costa 40.<br />
Cosi&#8217; come non si puo&#8217; negare la tendenza per troppi anni a premiare le mega concentrazioni &#8220;artificiali&#8221;, i grandi tenori alcolici e l&#8217;uso un po smodato del legno e tutto discapito della eleganza, della tipicita&#8217; e della bevibilita&#8217;. Premiare un Barolo con 40 punti di colore e con  40 grammi di estratti secchi, significa non capire nulla di vino dal punto di vista tecnico e se poi questo produttore (esempio del tutto casuale) e&#8217; anche sponsor generoso di editore, o curatore, o moglie di curatore o anche, di responsabiloe delle degustazioni regionali, la cosa esce fuori dai limiti dell&#8217;errore di valutazione.<br />
non vorrei buttarla sulla polemica, anche per il fatto che parliamo di fatti noti a tutti, penso lei incluso, ma, ci sono cose che non si possono tacere o ignorare. Se cinquanta e piu&#8217; produttori pagano al Gambero Rosso 30/40.000 Euro per inutili Road Show, pensa che lo facciano perche&#8217; non sono appagati dalle tantissime fiere di settore, degustazioni quasi gratuite organizzate da enti regionali (provinciali e comunali), degustazioni ICE, degustazioni di importatori etc. etc.? Siamo seri, il settore e&#8217; malato e va curato! Senza inutili polemiche o clamori ma, con molto buon senso e, finalmente si dica chi e&#8217; il proprietaio del ambero Rosso, non e&#8217; corretto per una societa&#8217; che vuole fare il &#8220;giudice&#8221; nascondere una eventuale proprieta&#8217; di una parte in causa!!!!<br />
Mi dispiace dover dire a lei cose alle quali dovrebbero essere oggi altri a rispondere ma, dato che ttendersi un loro risposta e&#8217; troppo, un suo contributo potrebbe senz&#8217;altro chiarire molte cose.<br />
La ringrazio per quella disponibilta&#8217; che, a differenza di altri, ha dimostrato<br />
Valentino</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2009/03/deciso-finalmente-il-divorzio-tra-gambero-rosso-e-slow-food.html#comment-13626</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 09:05:40 +0000</pubDate>
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		<description>Sig. Arcari lei ha perfettamente ragione, quello che afferma altro non è che lo specchio della nostra società marcia e bizantina. Parafrasando, può un rettore universitario facilitare il concorso per l&#039;immissione alla docenza dei figli dei suoi colleghi perchè si taciti che i propri figli sono docenti nello stesso ateneo grazie ad un concorso a porte chiuse e candidato unico? O che la moglie del rettore diriga una società di consulenza che dallo stesso ateneo viene costantemente consultata e profumatamente pagata con i soldi dei contribuenti? Tutto questo accade regolarmente e c&#039;è anche chi beatamente si crogiola con l&#039;adagio &quot;tanto fanno tutti così&quot;. Ha ragione quindi il prof. Sartori, politologo, a dire che l&#039;Italia non è una repubblica, ma un sultanato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sig. Arcari lei ha perfettamente ragione, quello che afferma altro non è che lo specchio della nostra società marcia e bizantina. Parafrasando, può un rettore universitario facilitare il concorso per l&#8217;immissione alla docenza dei figli dei suoi colleghi perchè si taciti che i propri figli sono docenti nello stesso ateneo grazie ad un concorso a porte chiuse e candidato unico? O che la moglie del rettore diriga una società di consulenza che dallo stesso ateneo viene costantemente consultata e profumatamente pagata con i soldi dei contribuenti? Tutto questo accade regolarmente e c&#8217;è anche chi beatamente si crogiola con l&#8217;adagio &#8220;tanto fanno tutti così&#8221;. Ha ragione quindi il prof. Sartori, politologo, a dire che l&#8217;Italia non è una repubblica, ma un sultanato.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2009/03/deciso-finalmente-il-divorzio-tra-gambero-rosso-e-slow-food.html#comment-13625</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 08:55:09 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;errore della guida è stato far credere ai neofiti, con belle parole, che il mondo del vino era quello e basta. Al di fuori di quello non esisteva altro. Tutto fatto all&#039;ombra di autorevoli ombrelli che col tempo si sono rotti lasciando intendere cosa c&#039;era sotto. Paradossalmente sono state le guide &quot;alternative&quot;, fatte peggio e senza ombrelli, a far sgretolare la credibilità generale di un sistema autoreferenziale. Il risultato è che le librerie hanno pile di guide invendute anche se le propongono scontate.
Quello che da consumatore ogni tanto mi chiedo è se in Italia esiste qualcuno che esprima onestamente un giudizio su qualcosa, poi mi ricordo che a parte un paio, gli altri sono già tutti morti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;errore della guida è stato far credere ai neofiti, con belle parole, che il mondo del vino era quello e basta. Al di fuori di quello non esisteva altro. Tutto fatto all&#8217;ombra di autorevoli ombrelli che col tempo si sono rotti lasciando intendere cosa c&#8217;era sotto. Paradossalmente sono state le guide &#8220;alternative&#8221;, fatte peggio e senza ombrelli, a far sgretolare la credibilità generale di un sistema autoreferenziale. Il risultato è che le librerie hanno pile di guide invendute anche se le propongono scontate.<br />
Quello che da consumatore ogni tanto mi chiedo è se in Italia esiste qualcuno che esprima onestamente un giudizio su qualcosa, poi mi ricordo che a parte un paio, gli altri sono già tutti morti.</p>
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		<title>Di: Giovanni Arcari</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2009/03/deciso-finalmente-il-divorzio-tra-gambero-rosso-e-slow-food.html#comment-13624</link>
		<dc:creator>Giovanni Arcari</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 20:40:58 +0000</pubDate>
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		<description>Vignadelmar,è argomento di pertinenza di tutti,compreso lei(visto che dobbiamo darci del lei)dei consumatori di vino,di chi compra le guide ecc...Io non ho certezze a differenza sua;provi a rieleggere quanto ha scritto,poi riparliamo di certezze.Io ho dubbi che non sono ancora stati smentiti da nessuno.Le faccio un esempio:io dirigo due aziende che producono vino in Franciacorta e al contempo degusto per una guida,tutti i vini delle aziende presenti in quella zona(oltre alle mie naturalmente) e li giudico.Pensa che gli altri produttori franciacortini siano entusiasti di questo?Oppure:lavoro per un consorzio e valuto i vini proprio dello stesso e di altri limitrofi,sempre per una guida &quot;giudicante.Sarei corretto?I membri degli altri consorzi mi offrirebbero le loro figlie in sposa?Pensa che in questi due esempi ci sia correttezza da parte di chi divulga e informa,oppure qualche dubbio verrebbe anche a lei???Non le verrebbe il dubbio che forse io possa privilegiare i miei interessi,visto che di interessi si parla,visto che io con il vino ci vivo e faccio vivere altre persone?Poi,posso essere la persona più onesta del mondo,ma il ruolo che ricopro per la guida potrebbe far sorgere molti dubbi da parte di chiunque...e come biasimarli di fronte al mio perpetuo silenzio?
Mah.........................</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vignadelmar,è argomento di pertinenza di tutti,compreso lei(visto che dobbiamo darci del lei)dei consumatori di vino,di chi compra le guide ecc&#8230;Io non ho certezze a differenza sua;provi a rieleggere quanto ha scritto,poi riparliamo di certezze.Io ho dubbi che non sono ancora stati smentiti da nessuno.Le faccio un esempio:io dirigo due aziende che producono vino in Franciacorta e al contempo degusto per una guida,tutti i vini delle aziende presenti in quella zona(oltre alle mie naturalmente) e li giudico.Pensa che gli altri produttori franciacortini siano entusiasti di questo?Oppure:lavoro per un consorzio e valuto i vini proprio dello stesso e di altri limitrofi,sempre per una guida &#8220;giudicante.Sarei corretto?I membri degli altri consorzi mi offrirebbero le loro figlie in sposa?Pensa che in questi due esempi ci sia correttezza da parte di chi divulga e informa,oppure qualche dubbio verrebbe anche a lei???Non le verrebbe il dubbio che forse io possa privilegiare i miei interessi,visto che di interessi si parla,visto che io con il vino ci vivo e faccio vivere altre persone?Poi,posso essere la persona più onesta del mondo,ma il ruolo che ricopro per la guida potrebbe far sorgere molti dubbi da parte di chiunque&#8230;e come biasimarli di fronte al mio perpetuo silenzio?<br />
Mah&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
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