Gli irriducibili (del cambio di disciplinare) a Montalcino ci riprovano ancora

Non so se esistano i tempi tecnici per presentare una loro lista alle prossime elezioni europee, che magari potrebbe intercettare i voti dei delusi e nostalgici di AN confluiti (loro malgrado, dopo la Opa del Berlusca) nel Pdl e gli ex comunisti oggi entrati nel PD accanto ai vecchi “nemici” democristiani, ma a Montalcino, manco fossimo in una curva da stadio, tra ultras e boys, gli irriducibili continuano a farsi sentire.
Lo dimostra il fatto che proprio oggi, nell’assemblea degli associati del Consorzio del Brunello che si terrà nella celebre località toscana, ci proveranno ancora, in extremis, pardon, in zona Cesarini, a presentare una loro proposta (che parte già minoritaria) per cambiare le carte in tavola e creare, manco se ne sentisse il bisogno, l’ennesima nuova denominazione, una Doc (che poi diventerebbe Dop o Igp?) che vorrebbero battezzare, ma che bella pensata!, nientemeno che Montalcino.
Irriducibili che non vi rassegnate al legame naturale Brunello-Sangiovese, quando la finirete, una volta per tutte, di perdere e far perdere tempo alla gente?  

0 pensieri su “Gli irriducibili (del cambio di disciplinare) a Montalcino ci riprovano ancora

  1. Sai, quello che trovo incredibile è la incapacità dei protagonisti di questa storia di percepire come sia cambiato l’atteggiamento degli appassionati verso il Brunello. Addossano la colpa ai giornalisti, ma fino a prova contraria nessuno di noi ha messo merlot o cabernet nel sangiovese.

  2. Caro Franco,
    come sai, e senza riaprire nel merito una querelle già ampiamente dibattuta, io credo che quello che tu chiami il partito degli irriducibili sia, aldilà delle prese di posizione formali, assai più ampio e trasversale di quanto non si pensi e che pertanto, oggi o la prossima volta, ci siano buone probabilità che il progetto venga portato a compimento.
    Stiamo a vedere. Del resto, se questa è la volontà dei produttori e loro sono contenti…
    Ciao,

    Stefano

  3. D’accordo, è una mozione che parte sconfitta in partenza. Questo, se si guarda al risultato (definito “bulgaro”) del pronunciamento dello scorso anno del medesimo Consorzio.
    All’epoca, qualcuno obiettò che a far due conti, confrontando i volumi del prodotto complessivo, quello che si supponeva Tarocchello e la ripartizione dei votanti, le cifre non tornavano mica tanto.
    Un pò confuso, sono andato a rivedermi questo articolo http://www.italiaatavola.net/articoli.asp?cod=5982
    ed ho visto che ricordavo bene, ossia che il comportamento dei votanti era stato bulgarico solo su due dei quesiti proposti, ossia:
    1) Sono favorevole a modificare la base ampelografica del Disciplinare del vino Brunello di Montalcino? SI 30 NO 672
    4) Sono favorevole alla creazione di una nuova denominazione “Montalcino”, che raggruppi i Disciplinari dei vini Brunello di Montalcino, Rosso di Montalcino, Moscatello di Montalcino, lasciando il Sant’Antimo separato. SI 6 NO 684

    Gli altri tre, invece, hanno visto un atteggiamento diverso:
    2) Sono favorevole a modificare la base ampelografica del Disciplinare del vino Rosso di Montalcino? SI 160 NO 540
    3) A prescindere dalle risposte date alle domande 1 e 2, sono favorevole ad apportare modifiche ad altre parti (abbassamento resa/ettaro, introduzione resa a ceppo, tagli tra annate, uso esclusivo del Mcr, ecc.) dei Disciplinari dei vini Brunello di Montalcino, Rosso di Montalcino, Moscatello di Montalcino, S.Antimo. SI 228 NO 474
    5) Sono favorevole alla creazione di una nuova denominazione “Montalcino”, che raggruppi i Disciplinari dei vini Rosso di Montalcino, Moscatello di Montalcino e Sant’Antimo, lasciando il Brunello di Montalcino separato. SI 118 NO 572

    L’idea di creare la nuova denominazione era stata quindi già introdotta e sondata, ottenendo un risultato favorevole. Dunque l’odierna iniziativa degli Irriducibili dimostra quindi di avere un senso, magari non dei nomi già scritti, ma una dimensione ed un peso decisamente sì.
    Circa il 23% dei produttori si è detto interessato a modificare la struttura del Rosso, il 32% a modificare i disciplinari di tutti i vini (si tratta di orientamento a migliorare la produzione, o l’apertura di uno spiraglio per introdurre dei metodi di contaminazione meno evidenti degli attuali?), ed il 17% alla creazione della nuova denominazione “Montalcino”.
    Scontata deduzione: i soggetti sono tutti puritani, puristi, rispettosi delle norme ed onesti verso il consumatore lo sono riguardo al Brunello, ma sono ad esso.
    Malfidatamente, ingenuamente, mi ri-chiedo quanto sulle decisioni di voto abbia pesato dell’indagine della magistratura e dei media, che titolavano allo scandalo del “Brunello” in quanto tipologia di prodotto, ma non certo mai alla reale valorizzazione del territorio di Montalcino.
    Sempre perfidamente: e se la nuova votazione fosse fatta a scrutinio segreto, anziché come per alzata di mano come l’altra volta, come andrà, questa volta?
    Sembra un po’, sai comè, come non è, come quando ciò che ci si toglie, obtorto collo, da una tasca, debba essere cacciato nell’altra.
    Dunque mi chiedo se la vittoria del 27 ottobre non l’abbia avuta Pirro, altrimenti detto anche San Giovese.

    Ugo

  4. Intanto, nell’ottica di un generale razionalizzazione al disciplinare della DOCG Chianti, una “ritoccatina” alla percentuale del sangiovese l’hanno data.

  5. Visto, si passa al 70%. bel lavoro, mi sembra comuqnue la classica battaglia di retroguardia. ora che molti riscoprono vini un po’ più reali e umani si da un ulteriore via libera a vini che appartengono più ad un’altra epoca. faccio un solo esempio: sono stato inviato ad una cena e nell’ordine sono state aperte : giorgio I 1998 – tignanello 2000 – siepi…non ricordo se 2000 o 2001. personalemnte sono riuscito a bere praticamente solo il tignanello, ma il giorgio I è rimasto (era un 3l) drammaticamente sul tavolo….vorra dire qualcosa? vogliono massacrae così anche il brunello? pensavo si fosse messo un argine all’avidità e al dio mercato, ma sembra proprio di no.
    ciao
    francesco

  6. Pingback: On the eve of Vinitaly, a push to create a Montalcino DOC « Do Bianchi

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