L’AV (Anonima Vignaioli) presenta Zero, 5 per 5 Vignettisti per il buon bere

Al Vinitaly e a Villa Boschi la satira contro la cultura del divieto e la “sbornia proibizionista”

 

L’amico Marco Arturi, collaboratore di Porthos, mi gira questa comunicazione relativa a questa interessante iniziativa. f.z.


Un’esposizione itinerante di vignette satiriche, nei giorni e nei luoghi delle fiere enologiche veronesi: è quella organizzata dall’Anonima Vignaioli, entità non meglio definita che ha deciso di ricorrere all’arma della satira per esprimere il proprio dissenso nei confronti del progetto di legge relativo all’abbassamento da 0,5 a 0,2 grammi per litro di sangue del limite di alcolemia consentito per mettersi alla guida di un veicolo.
Le tavole, realizzate da autori come Gianni Carino, Leonardo Cemak, Didi Coppola, Ro Marcenaro e Cesare Reggiani verranno esposte sulle pareti degli stand dei produttori implicati nella vicenda, al Vinitaly e a Villa Boschi.
Impossibile fornire in questo momento coordinate molto precise riguardo ai luoghi dell’esposizione, dal momento che i disegni verranno spostati più volte nel corso delle giornate del 2,3 e 4 aprile, secondo criteri non specificati, in una sorta di “anarchia gestionale” in tono con lo spirito dell’iniziativa.
Del resto non sono ben chiari nemmeno il numero è l’identità dei produttori aderenti, che hanno scelto l’anonimato al fine di evitare strumentalizzazioni e accuse relative a interessi di tipo pubblicitario.
Le uniche indicazioni certe sono quelle di Villa Boschi – dove si svolgerà l’edizione 2009 di Vino, Vino, Vino – e dei padiglioni di Campania e Toscana al Vinitaly, che ospiteranno gli stand dei due ideatori, gli unici autorizzati – per ragioni organizzative – a rivelare la loro identità: si tratta del cilentano
Bruno De Conciliis e di Saverio Petrilli della Tenuta di Valgiano, azienda delle colline lucchesi.
Lo scopo dell’iniziativa è quello di richiamare l’attenzione sui rischi connessi all’approvazione di un provvedimento che appare demagogico e di dubbia utilità. Con il nuovo limite
sarà infatti sufficiente aver bevuto un bicchiere di vino per essere passibili di pesanti sanzioni economiche nonché della sospensione della patente.
Secondo gli organizzatori di “Zero,5 per 5…” i parlamentari promotori della proposta di legge vogliono colpire chi ne beve uno per educare chi ne beve cento, seguendo
una logica sanzionatoria che mira a rendere punibile il consumo responsabile senza porre freno a quello irresponsabile.
A infastidire i produttori è anche il fatto che il provvedimento implica una sostanziale
equiparazione tra il vino, alimento da sempre protagonista sulle nostre tavole, e un qualsiasi superalcolico industriale. Secondo gli organizzatori dell’iniziativa, “non è così che si incoraggia la moderazione né quel consumo “colto” del quale il vino di qualità è rappresentante”.
Le vignette avranno come oggetto anche il principio di “tolleranza zero” che si sta diffondendo nella società italiana. E’ stato realizzato anche un catalogo dell’esposizione, che verrà stampato in alcune migliaia di copie è sarà distribuito negli stand dei produttori coinvolti.
Conterrà al suo interno tutte le vignette nonché un testo del direttore di “Musica Jazz”
Filippo Bianchi. “Il luogo e il momento scelto non sono certo casuali – spiegano i vignaioli anonimi – anzi, sarebbe bene a nostro avviso domandarsi quale sarà il futuro di queste manifestazioni nel caso dell’entrata in vigore della nuova normativa: l’anno venturo, usciti dal Vinitaly potremmo essere tutti “colpevoli” non appena saliti sulla nostra auto, per quanto il nostro comportamento possa essere stato responsabile”. Insomma, per l’Anonima Vignaioli questa non è una cosa seria.
Quindi nemmeno la scelta della satira è casuale: se una risata non riuscirà a seppellirli – dicono – forse potrà aiutarci a prendere coscienza.

0 pensieri su “L’AV (Anonima Vignaioli) presenta Zero, 5 per 5 Vignettisti per il buon bere

  1. Chissà che nel prossimo futuro non ci vengano messi veti anche per la guida dopo un panino al salame perchè la digestione rallenta i riflessi o ai portatori di occhiali da sole che falsano i colori o per chi ha il raffreddore e rischia lo sbandamento da starnuto… Ecco la serietà di certe disposizioni inventate da chi non pensa perchè non ne ha affatto bisogno!
    Auto blu con autista, portafoglio gonfio per le prossime 7 generazioni e totale mancanza di rispetto della cultura e dell’educazione. Gran bell’esempio. In secondo piano, ma non così poco importante, è la situazione economica già al disastro, che viene ulteriormente punita. Mi associo all’Anonima Vignaioli, e do la mia disponibilità per la difesa di un principio che si chiama “libertà di vivere la cultura”.

  2. Egregio Ziliani, quando Lei scrive “provvedimento che appare demagogico e di dubbia utilità”, riguardo l’ipotesi di ridurre il tasso di alcolemia dallo 0,5 allo 0,2 come limite massimo consentito per porsi alla guida di un veicolo, utilizza la frase più appropriata.
    Premesso che preservare anche una sola vita vale ogni sforzo, proprio nel TG2 di ieri sono apparsi i dati relativi alle “stragi del sabato sera”: 325 ragazzi (non precisata l’età di riferimento) morti nel corso del 2008 in incidenti stradali.
    Dai successivi esami (autoptici nel caso il morto fosse il conducente) è risultato che il 9,7% delle persone alla guida avesse un tasso alcolico oltre il limite legale….
    La domanda è semplice: è gli altri 90,3% per quale motivo hanno impattato? Stupidità, distrazione, alta velocità o mera sfortuna?
    Un legislatore serio, oltre a preoccuparsi di quel 9,7, farebbe una riflessione sul restante (e preponderante) 90,3….
    Grazie dell’ospitalità.
    Alessandro

  3. Caro Ziliani,
    sono anch’io convinta che il provvedimento in oggetto sia una pecetta demagogica.
    Ciò detto, credo che si potrebbe fare molto per evitare che si segua la strada della banale demagogia; perciò intervenendo su questo blog – dedicato al mondo del vino: produttori, appassionati, enoteche, eccetera – mi aspett(erei) che proprio questo mondo, i cui interessi vengono toccati da tali provvedimenti, si attivasse in concreto. Da una parte per educare al bere con cognizione di causa (perciò anche responsabilmente); dall’altra per capire quanto conti l’ebbrezza (da vino e distillati), e quanto invece contino la polvere bianca praticamente di uso comune (scorre ben più dell’alcol financo nelle patrie fogne), la musica a palla, l’esagitazione, l’arroganza, l’incoscienza e i comportamenti criminali.
    Credo infatti che nessun adulto NORMALE, dopo aver bevuto un paio di bicchieri cenando, sentendosi annebbiato si metterebbe al volante. D’altro canto penso che sia abbastanza difficile che un paio di bicchieri di vino possano annebbiare.
    Ma se i bicchieri vanno a sommarsi all’esagitazione, alla coca, ad altre bumbe praticamente in libera vendita, alla stupidità (che mi sembra il connotato più grave, più diffuso e pericoloso), ecco che lo schianto diventa probabile.
    E allora mi viene da osservare che, se vi fosse certezza di una pena esemplare (causando danni a una persona, alla guida di un’auto in stato di ubriachezza, l’imputazione diventasse “ferimento o omicidio volontario”, e la patente divenisse un sogno), tutti, salvo i criminali incalliti (a cui i limiti del tasso alcolemico fanno rosina)diventerebbero assai più prudenti.
    Ma, ripeto, sono convinta che l’alcol sia (possa essere) una componente, non il responsabile principale.
    Infine, sarebbe interessante che ristoratori e produttori si mettessero a pensare e a fare proposte, magari un po’ più creative di quella di cui leggo oggi su repubblica (passare alla mezza bottiglia!), che mi pare palliativa e povera di neuroni. (Non che io abbia qualcosa contro la mezza bottiglia, ma la trovo triste e priva di appeal; mio padre l’avrebbe definita ‘un rimedio contro il piacere del bere’).
    Perché non parlarne, invece che limitarsi a proposte di ‘arretramento’, invece che cedere al pensiero debolissimo?! Siamo o no un paese che produce vini meravigliosi?
    O abbiamo già ceduto le armi alla banalità? Qualcuno scriveva che il vino è cultura; cioè tutto il contrario di certi comportamenti.

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