Vino spettacolo: la Regione Veneto convoca due (ex) veline al Vinitaly

A furia di ripeterlo (piaccia o non piaccia al signor Berlusconi che dopo aver perfezionato l’Opa su A.N. ci invita a consumare come se nulla fosse o come se avessimo i suoi conti in banca…) lo hanno imparato anche i bambini che siamo in piena crisi economica e che quindi, anche ai più goderecci, anche a quelli che sono abituati a spassarsela, magari a spese altrui, sono richieste scelte e comportamenti più sobri, senza inutili lussi e sfarzi e sperpero di denaro, soprattutto se pubblico.
Invece cosa succederà, in quella fiera delle vanità e delle illusioni che continua ad essere il Vinitaly e non nello stand di un privato produttore, ma come si può leggere qui, nello stand della Regione Veneto, a cura di politici e assessori della terra del baccalà, del Prosecco e del pandoro?
Accadrà che giovedì 2, alle 14.30, presso il padiglione 4, stand D4, con l’affollamento e la cagnara che è facile prevedere, ci sarà una sorta di lezione sul vino, pardon, un “galateo del vino”, e che a ritrovarsi per un veloce corso di “Galateo del vino in chiave veneta”, (del resto il Monsignor Della Casa anche se fiorentino di nascita operò molto in Veneto sino ad introdurvi il Tribunale dell’Inquisizione) i geniali signori della Regione Veneto hanno pensato bene di convocare, perché ricevano una lezione di “sciabolatura” (o forse di sabrage) impartita dalla medaglia d’oro olimpionica di spada Matteo Tagliariol (uno che non ha disdegnato di partecipare ad un reality show), nientemeno che la coppia di veline di Striscia la notizia più celebri, quella formata (vedi foto) da Elisabetta Canalis e Maddalena Corvaglia.
La news ci dice che riceveranno anche una seconda lezione, la decantazione del vino rosso. Visto che è in dirittura d’arrivo il federalismo fiscale, possiamo sapere cosa costerà ai cittadini italiani, pardon, ai cittadini della regione Veneto, questa “brillante” trovata di convocare al Vinitaly, per una comparsata sicuramente ben compensata, e perfettamente in tema, la velina mora già morosa di Bobo Vieri  e conduttrice di Controcampo e la velina bionda che secondo i gossip, dopo essere stata la compagna di Enzo Iacchetti ora avrebbe una love story con tale Morgan cantante e giudice della trasmissione televisiva X Factor?
Domanda: ma che c’azzecca questa convocazione, figlia di una stravagante (e datata) idea del vino spettacolo, del vino glamour, con il Vinitaly e con la crisi che anche il mondo del vino sta conoscendo?

40 pensieri su “Vino spettacolo: la Regione Veneto convoca due (ex) veline al Vinitaly

  1. Il Vinitaly è vecchio e i vecchi sbavano dietro le veline.
    Capisco che il Vinitaly muove enormi somme di denaro, ma mi domando quanto ritorno reale c’è. Ancora in molti non hanno capito che le cose cambiano e che se per attirare le attenzioni sul vino si ricorre alle veline vuol dire che non si comprendono i cambiamenti.

  2. Buongiorno.
    Caro Paolo, io tanto vecchio non sono ma, fisicamente, Elisabetta Canalis (non me ne voglia la Corvaglia, preferisco le brune) una certa ipersalivazione me la stimola……..
    Al di là delle battute, è molto semplice e meno moralistico: target GDO, testimonial da primetime.
    Buona giornata.

  3. Franco, lo dovresti sapere che ci sono cose che (at)tirano di più di un carro di buoi, no? Del resto, dopo l’intero oliveto campano capovolto e appeso al soffitto ammirato al Sol un paio di anni fa (se vuoi ti mando la foto), di che ti sorprendi?
    A presto,

    Stefano

  4. accidentaccio, se ci saranno le veline… avrò una concorrenza spietata!! Non sarò più la “più bella del reame”…
    Che ne dici Franco, mentre impazzerà lo show ce ne andiamo da qualche altra parte a farci un calice? (di acqua minerale ovviamente…)

  5. E’ sempre il discorso delle “pubbliche relazioni” e della “comunicazione”.
    Fino a quando chi tiene i cordoni della borsa ascoltera’ gli Studi Barabino et similia che “ripuliscono l’immagine del Brunello offuscata da giornalisti che non comprendono la necessita’ di modernizzazione” e che pensano di fare conoscere il vino attraverso “nuove strategie d comunicazione” come le veline saremo sempre al punto di partenza.
    Come diceva Nicolas Boileau-Despréaux :
    Un Sot trouve toujours un plus Sot qui l’admire.((Uno scemo trova sempre uno piu’ scemo di lui che lo ammira). La cosa e’ aggravata dal fatto che uno “scemo” e’ pagato con i soldi degli altri e l’altro “scemo” e’ quello che ha sempre predicato la necessita’ di tagliare le spese inutili.
    Irene Pivetti che presenta il vino dei Vip a Cortina, il Bonarda Style, Gianni Morandi che sponsorizza un Barolo , Josè Carreras che tiene un concerto per promuovere i vini della casa Vinicola Scarpa etc. sono l’espressione di questa mentalità.
    La Corvaglia che ha gia’ fatto da testimonial alla rassegna dei vini dell’Oltrepò Pavese non mi risulta abbia spostato
    d’una sola bottiglia la vendita di tali prodotti. Dati i brillanti risultati la si chiama in coppia a fare comparsate inutili anche da un’altra parte.
    Il giorno 2 Aprile, per protesta, sia pure inutile, solitaria e personale, andro’ a Villa Boschi pregando lo spirito di Baldo Cappellano affinche’ scenda a prendere a calci nel didietro queste Vanna Marchi da strapazzo ed i loro ben peggiori adulatori,finanziatori, imitatori,scimmiottatori, “comunicatori” ed “addetti alle pubbliche relazioni”.

  6. Non mene vogliate, ma in fin dei conti “basta non andarci” e già hai risolto il problema democraticamente.

    A me quello che mi fa letteralmente sorridere è che si usa il Vinitaly come qualunque altra occasione per generare attenzione. Ma almeno, dico, le veline si spogliano? Almeno ci sarebbe un buon motivo sul perchè tanta gente si accalca!

    Mah!

  7. Concordo con quanto scritto da cantabruna…. Da Veneto posso solo vergognarmi di simili iniziative: assurdo parlare di cultura del vino, del vino come espressione della civiltà e del territorio (a proposito di territorialità: cavolata per cavolata poteva essere almeno una miss della Valpolicella oppure di Soave?) qui diamo solo esempio di inciviltà e sperpero del denaro pubblico.
    E’ vero che basta disertare questa performance di bassa lega per non avallarla, ma è giusto che si sappia cosa riescono a partorire certe prolifiche menti….

    Grazie per avercelo detto.
    Alessandro

  8. Per rispondere alla domanda di Franco riporto un dialogo che ho avuto con un mio conoscente, risalente a pochi giorni fa.
    Tutto autentico, purtroppo.

    “Marco, volevo dirti che quest’anno vengo al Vinitaly, ho prenotato in bus con l’associazione xxx”
    “Tu al Vinitaly? Ma se l’unica volta che ti ho visto bere vino era mescolato con la gassosa. Ti sei convertito all’improvviso?”
    “Ma cosa me ne frega del vino. Ci vengo perché mi hanno detto che oramai c’è più gnocca lì che al Motorshow”

    Ecco.

  9. ma non era la vetrina professionale del vino italiano? Se ormai ci si va per la “gnocca” e per rimorchiare mi sa che continuiamo ad essere molto ma molto lontani dallo stile e dallo spirito di rassegne come Vinexpo, la London Wine Trade Fair, Prowein… E’ proprio per questo che “limiterò i danni” venendo in fiera solo il primo giorno, quello meno caotico (si spera) per poi passare alla rassegna di Vini Veri e poi tornarmene tranquillamente a casa. Non sono come certi “colleghi” che di Vinitaly ne vorrebbero tre all’anno, impegnati come sono ad operare come uffici stampa di aziende e consorzi, a presentare le iniziative di questo o quell’assessorato, della Regione, dell’associazione XYZ… Per loro il Vinitaly é un vero business…

  10. Passera dietro Silvio ieri al congresso di Roma, passera ad invogliare l’acquisto e promozione di vino veneto…… passera che Espresso e Panorama non mettono più in copertina perchè ormai non fa vendere più copie….
    Anche il buongusto è latitante in questo paese.

  11. Ma il calice controluce, l’annusata pensosa, gli schiocchi della lingua,un sentore di sottobosco, uno di fragole, uno di cuoio antico. Ma cosa cambiano questi ipocriti rituali dalla ipocrisia delle veline.Ma soprattutto cosa c’entrano con il vino?

  12. E’ un pò la conferma dei due volti del Vinitaly, da un lato fiera business, dall’altro nazional popolare.

    E il fatto più discutibile, politica dei testimonials a parte, resta a mio avviso il posizionamento sul week end, invece che lu-gio, che so.

  13. @alessandro carlassare

    Le Miss venete e soprattutto veronesi, non mancavano: Silvia Battisti (Miss Italia 2007) e’ nata a Verona (Vr) il 7 marzo 1989 e residente a San Martino Buon Albergo, Marcellise (Vr). Secondo le statistiche negli ultimi cinquant’anni il Veneto risulta in testa come numero di Miss Italia elette: Beatrice Faccioli (1957), Mirka Sartori (1964), Eleonora Benfatto (1989), Gloria Zanin (1992), Eleonora Pedron (2002).
    Occorre pero’ capire che la Battisti ed, eventualmente, la Pedron non potevano essere chiamate (le altre sono ormai fuori concorso) in quanto lo studio di Pubbliche relazioni
    XYZ che cura l’immagine della Regione Veneto non ha lo stesso target al quale punta l’agente Fefe Dora che cura invece l’immagine, per conto del noto direttore Emilio Fido, del Telegiornale nel quale una ex Miss Italia parla (si fa per dire) di previsioni del tempo. Per quanto riguarda l’altra Miss lo studio Pistolino and co che ne cura l’immagine ha avuto contrasti con il Responsabile comunicazione Assessorato Agricoltura per cui si e’ preferito puntare su donne “alloctone”.
    Ministro Zaia, Presidente regione Veneto, assessorato agricoltura Regione Veneto, Vinitaly basta monade!
    No basta la mona per non far figura del mona.

  14. Tutti voi che andate al Vinitaly cercate di non farvi tamponare le automobili, che e’ gia’ un bel risultato, anzi un successo. E cercate di uscire da quel casino prima che vi venga quel mal di testa che e’ divenuto ormai d’abitudine, quasi una malattia professionale. Magari con una delle piu’ belle gonne del vino, anzi dell’acqua minerale, sottobraccio…

  15. @rob

    Credo che ci sia un pochina di differenza tra in fiasco bevuto con pane e salame e un barolo magari di 10 anni fa…..magari l’approccio al vino e’ differente…….e anche i gesti e le riflessioni sullo stesso….poi ci sta tutto…..come la velina mezza nuda sul calendario di max con un bicchiere un pergole torte ’88………

  16. Scusate se mi intrometto, ma mi sembrate un bel club di(finti?)ingenui.

    Intanto complimenti alle due veline che, spero fortemente, si saranno fatte pagare molto bene dalla committenza!
    Ma l’uso di quella che @Marco Arturi cita come “gnocca” non è sparito affatto dalla cosiddetta comunicazione (border line).
    Certo che alle DONNE DEL VINO il vino gli andrà di traverso.
    Almenos un hombre, accidenti!
    Forse el hombre ci sarà in un altro ‘evento’? Allora CHE SIA UN BEL GNOCCO, per favore!

    Ma, giusto per dirla fino in fondo, quest’uso della succitata “gnocca” non è mai (quasi mai) espressione di pubblicitari professionisti, che si sono accorti – da qualche decennio – che più di metà del potere d’acquisto è in mano all’altra metà del cielo.

  17. Uno degli aspetti di subalternità della cultura contadina che pensa di mettersi al passo con la modernità incrociandone solo questi aspetti ludici e per certi versi deteriori. Il Sud è pieno di assessori che chiamano la starletta decaduta per fare un po’ di scena con la tv locali. E il Veneto, almeno la parte rurale, è quella che più riflette questa mentalità sradicata dal pudore. Basta vedere come si vestono e come si pettinano. E’ cafone, oggi, non colui che zappa, bensì chi adotta un modello estetico che gli è estraneo per ceto sociale o per cultura. Terribile, come se la Napa Valley si facesse promuovere da Pamela Anderson

  18. l’anno scorso la regione MArche ha fatto indossare a delle standiste le magliette con su scritto “passerina” davanti e “pecorino ” di dietro. la terra di Ampelio Bucci
    Io cercherò di concentrarmi, di bere bene, di sorridere con i produttori e le produttrici che mi stanno simpatici, vino buono a parte. Senza fare del moralismo chi scopre oggi che le fiere sono motivo anche di incontri extra? Un sonoro chissenefrega, il miglior vino per me rimane quello che bevi con chi ha da dirti qualcosa

  19. Afrore di sottobosco e sentore di prugn.. ehm.. di fragola, di qui alla tappezzeria di geishe il passo e’ nullo.
    I have a dream, sperando che l’attivita’ onirica non mi porti sculo: ricordo un tempo in cui un’enoteca (anzi: un’Enoteca) si chiamava Italica ed era Permanente, prima che la febbre del meidinitali e complessi dell’Italia littoria la ribattezzassero Italiana e ci appiccicassero il tricolore. L’idea di quel che poi si e’ svolto e impiantato a Verona, nacque li’, e ancora molti sono a chiedersi cos’e’ stato che… Fra l’era del vino a bottiglioni e quella piu’ razionale (ma sobria) del vino di domattina, c’e’ stato in mezzo il lungo momento della rinascita (sarebbe meglio dire della nascita) con tutte le sue manifestazioni febbrili ed esantemi dell’infanzia. Possiamo dire concluso questo momento? Possiamo permetterci di pensare con un po’ di cura questo domattina? “Torniamo allo Statuto..”?

  20. Il vinitaly non è il posto migliore per fare molti discorsi approfonditi, sono sempre dell idea che queste trovate alla fine qualche nuovo bevitore lo portano alla causa

  21. Pingback: Bassa Lega? | Dissapore

  22. Sono nuovo del mondo del vino, e spero che sia la trovata di qualche allegro bontempone senza idee.
    Mi spiacerebbe buttarmi in un mondo dove il senso del gusto si banalizzi.

  23. L’articolo sulle veline ha mosso tre volte i commenti di Vino al Vino, forse perchè talvolta si ama parlare anche di cose leggere. Temo che ormai ad alcune manifestazioni come Vinitaly la gente ci va perchè bisogna esserci. Se il fine è cosi banale come quello dell’amico del sig Arturi, allora…
    Tenere alto il numero di presenze con qualsiasi espediente non fa che confermare il processo di decadimento della manifestazione.
    Io andro’ a Villa Boschi, perche’ voglio assaggiare vini veri e non serve alcun contorno.

  24. ed io penso che trovate del genere possano avvicinare alla causa del vino solo persone che é meglio perderle che trovarle (visto che sono più interessate a Venere che Bacco) oppure solo l’ingenuo autore di un simile stravagante commento…

  25. Dopo aver riportato il dialogo sconfortante avuto con il mio conoscente, segnalo con stato d’animo opposto “Donne di spirito”, un’iniziativa organizzata dagli amici di divinoscrivere.it che presenta sotto ben altra luce l’universo femminile al Vinitaly.

    http://www.divinoscrivere.it/cms/album/filealbum/847_0.pdf

    Con tanti saluti alle veline, al Motorshow – che è una bella manifestazione ma che è un’altra cosa – e, non me ne voglia il signor Gori, al “nuovo bevitore” che si avvicina al vino in questo modo.

  26. un amico mi ha scritto tramite Facebook il seguente messaggio:
    “Le Veline fanno parte della scuderia ITC Eventi e io siccome avevo contattato l’agenzia per un altro loro artista, ho chiesto il cachet delle due:
    Elisabetta Canalis viaggia su i 15.000 e Maddalena Corvaglia poco meno. (13.000). 15+13= 28 per eccesso 30.000”.
    Ricordo che si tratta non di denaro speso (e buttato) dall’azienda privata X, Y, Z, ma di denaro pubblico speso dalla Regione Veneto. Per evitare speculazioni politiche: penso che analoghi comportamenti tengano anche Regioni dove il colore e lo schieramento degli amministratori é diverso.
    Che dire? Solo VERGOGNATEVI!

  27. @ cantabruna

    Che dire? La mia, era ovvio, sulle miss venete era una solo provocazione bella e buona, ed invece grazie alla tua risposta scopro un aspetto che nella mia ingenuità mai avrei sospettato.
    Sono basito ed anche un pò incazzato (o forse molto incazzato?), veramente inaudito!
    Grazie a te per la precisazione ed a chi, con questo blog, ci permette di venirne a conoscenza.
    Alessandro

  28. Sciùr Franco, credo che quel cachet sia giornaliero.
    Nel 1999 la Canalis prendeva 8 milioni di lire a sera per presenziare alle inaugurazioni delle discoteche, libera lei di chiedere la cifra che vuole. Mi piacerebbe sentire invece cosa ha da dire sui soldi pubblici, sprecati questa volta non dalla solita Roma ladrona, il sindaco di Verona.

  29. Leggendo il puntuale intervento di Pignataro mi è venuto da ridere. Penso infatti che Luciano mentre scriveva di “starletta decaduta” avesse presente quella canzone di Morgan (adesso in una liason da rotocalco proprio con la Corvaglia), La ragione delle piogge, in cui deprecava proprio ciò che attualmente vive (o meglio dire: spuntava preventivamente nel piatto in cui mangia):

    alle notizie il matrimonio segreto
    Di un famosissimo attore americano, sull’altro canale
    le banalità di una stella
    caduta in Italia a farsi promozione
    Bisogna essere profondamente convinti che il
    mondo è orripilante
    per essere felici

  30. Pingback: Vinitaly 2009. Non vieni? Accendi il PC at Wino il blog dedicato al marketing online del vino

  31. Scusate:visto che il mio è quasi il quarantesimo commento mentre gli altri articoli a malapena arrivano a dieci, vuol dire che ha ragione la Regione (cacofonico) Veneto. Se moltiplichiamo il 40 (di persone, almeno sembra, non proprio facilmente influenzabili dal “velinaggio”) in un qualsiasi luogo pubblico figuratevi cosa succederà domani. Mi dispiace ammetterlo: avranno speso bene i loro soldi perchè si parlerà di Veneto e veline a più non posso. Il gusto, l’etica, l’eleganza? tertium non datur oramai da tempo.

  32. C’è solo un piccolo problema Carlo: i soldi , non sono loro, sono i nostri, pubblici, usciti dalle tasche dei cittadini veneti…

  33. Gentile Rangoni@ la mia invocazione allo “gnocco” appartiene alla categoria del sarcasmo.
    Ohibò, non mi avrà mica presa sul serio. Nel caso, eccomi qui a precisare che era solo una battutaccia rivolta al piccolo club di maschiacci, intervenuti qui sopra.

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