G8 dell’Agricoltura: vertice vero o spot per il Prosecco e l’Alta Marca?

Riesce davvero difficile non pensare che il G8 Agriculture Ministers Meeting indetto con gran pompa magna dal 18 al 20 aprile nel maniero di Castelbrando a Cison di Valmarino in provincia di Treviso dal ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia, non sia anche, per il politico nativo proprio di quelle zone e per la Marca Trevigiana, la terra del Prosecco, ieri Doc e prossimamente Docg, una grande operazione promozionale.
Basta leggere sul sito Internet dedicato al summit, le dichiarazioni di “Super Luca”, o Dr. Zaia come ama definirlo il mio amico Alfonso Cevola sul suo blog, tipo “tre giorni che passeranno alla storia. Da questo incontro uscirà un manifesto per ridisegnare l’agricoltura del nuovo secolo”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia”, oppure quest’altra dichiarazione, sempre dell’attivissimo ministro, secondo il quale “all’evento sono stati accreditati ben 482 giornalisti, “l’80% dei quali sono stranieri. Ciò dimostra che gli occhi del mondo sono puntati sulla provincia trevigiana, pronta, grazie al contributo degli enti locali che ringrazio, ad accogliere i partecipanti al vertice”, per averne il sospetto.
Un grande spot insomma, da parte di un politico trevisano, per la sua terra, fatto però con i soldi di tutti i contribuenti italiani, confermato anche dall’informazione, presentata nel sito, nella pagina relativa alla stampa, che “domenica 19, nel pomeriggio, la Marca Trevigiana e i suoi consorziati sono lieti di invitare i giornalisti ad uno dei tour previsti per domenica 19 aprile, con partenza alle 13.30 dall’all’albergo. Ciascuno dei 4 itinerari prevede la visita ad un’azienda agricola o cantina, con degustazione dei prodotti tipici, la visita ad un’azienda rappresentante di una delle tante eccellenze del settore industriale o artigiano del territorio, una tappa culturale ed una cena in ristorante con menù della tradizione agroalimentare locale”.
Nel clima di festa e di grande promo per il Prosecco (quello storico della zona di Conegliano e Valdobbiadene o quello esteso, anche su indicazione di note potenti aziende venete e gradito anche al ministro, al Friuli Venezia Giulia?) rientrano anche momenti un po’ da sagra paesana, tipo quello, di cui si parla nel comunicato stampa di una notissima azienda produttrice, che riferisce che “ieri, prima della conferenza stampa di apertura del G8 dell’Agricoltura, il Ministro Luca Zaia si è soffermato con tutte le istituzioni presenti davanti alla bottiglia dei record, la più grande bottiglia di spumante del mondo.
Una bottiglia strettamente legata alla presenza del Prosecco – ha dichiarato il Ministro –  elemento quindi inconfondibile per la forma in vetro che si lega indissolubilmente al prodotto. Per noi non è solo un’unità di misura, ma un’occasione per ricordare che quando si stappa una bottiglia di Prosecco c’è una festa”.
Spot proseccheggiante anche quello del Presidente della Provincia di Treviso Muraro, ovviamente compagno di partito di Zaia, che definisce il mega bottiglione “Una sfida amichevole che abbiamo voluto lanciare allo Champagne francese  in quanto il Prosecco, oltre ad aver conquistato le tavole e il mercato del mondo intero, è una grande garanzia di qualità per i consumatori. Lanciare una sfida mediatica significa far valere ancora di più il nostro vino”.
Del resto lo dice bene il comunicato stampa della azienda produttrice, “emblema della tradizione enologica veneta, il Prosecco Doc di Conegliano e Valdobbiadene sarà co-protagonista del G8 dell’Agricoltura che si sta svolgendo a Cison di Valmarino” con “la più grande bottiglia di spumante del mondo, che sarà riempita il giorno dell’assegnazione del Guinness con il Prosecco di una storica casa spumantistica, la prima  nel mondo a produrre il Prosecco dal 1868”.
Ci manca solo, con questa operazione Guinness del Prosecco “che batterà i cugini francesi, che al momento detengono il record con una bottiglia di Champagne da 117 litri realizzata nel 1998”, che qualcuno, magari dopo qualche ombra di troppo, se ne esca con uno stentoreo “spezzeremo le reni allo Champagne e ai francesi!”…
Ma non doveva essere un serissimo, impegnativo, importante, storico, pardon, Agriculture Ministers Meeting, un incontro destinato a “
ridisegnare l’agricoltura del nuovo secolo”?
p.s. da leggere i testi, e soprattutto vedere foto e filmati, che appaiono su questo sito Internet:

0 pensieri su “G8 dell’Agricoltura: vertice vero o spot per il Prosecco e l’Alta Marca?

  1. Complimenti Franco. Sei una persona onesta. Del resto le prime dichiarazioni di superZaia da ministro furono: “finalmente un Veneto!” Curiosa interpretazione del ruolo di un ministro della repubblica (che vorrebbe dire cosa pubblica, cioè di tutti). Mi chiedo cosa dirà il “g8” agricolo del suo decreto delle quote latte, altra iniziativa altamente rispondente all’interesse nazionale e improntata al rispetto della legalità e del denaro pubblico. Prevedo: nulla. Ma poi penso che a Treviso, città di mia madre, il sonno della ragione genera mostri come Gentilini e allora viva Zaia. Con un “ministro finalmente veneto” ci poteva andar peggio.

  2. noi produttori dovremmo,quanto meno fare una rivoluzione!!!!!questo non accadra’ perchè siamo dei pecoroni, abbiamo paura delle ripercussioni!!!ma cosa ci aspettavamo da un ministro leghista che andasse a fare il G8 agricoltura a Canicattì? tutti zitti e bravi, come zitti e bravi stiamo a Verona dove tutti gli anni (da 60)ci facciamo puntualmente maltrattare,ma accettiamo tutto.Tutti abbiamo delle rimostranze da fare,ma l’anno successivo siamo tutti in fila ,magari sotto la pioggia ,ad aspettare che i signori si decidano ad aprire i cancelli(per gli espositori alle 8.30……sic!!!!!)
    viva l’Italia!!!!!

  3. Il Vinitaly ha bisogno di sede più consona di quella dell’attuale Verona. Del resto non voglio parlare, becero localismo e provincialismo da vomito, la gran parte dell’Italia ha fatto 20 anni fa la “secessione” da queste mediocrità.

  4. dobbiamo prima metterci d’accordo sull’uso di questo blog : noi e il nostro amore per il vino o il vino nella società , anche degli astemi ? io da tempo prima decido cosa voglio bere , poi il cibo , ma vale solo per quelli come me .L’operazione Zaia-prosecco è una delle tante commerciali , oggi il prosecco , a venti metri Armani o l’ultimo libro di Camilleri .

  5. Egregio Ziliani, credo che anche la persona più partigiana e sciovinista debba riconoscere che quanto Lei scrive corrisponde al vero: a noi stessi (trevigiani) la riunione “ G8 agricoltura”, appena svolta in quel di Castel Brando, è sembrato più uno spot territoriale che una riunione di necessita.
    Alla sera cene nei ristoranti più famosi di zona, di giorno colazioni e visite presso le vinicole “di nome” (Sig Ministro: un produttore piccolo ma più capace, dal punto di vista qualitativo, sarà mai incluso in tale lista?), sino alla presentazione della bottiglia più grande del mondo per entrare nei Guinnes dei primati (mancava solo l’uomo più piccolo del mondo assieme a quello più peloso con Barbara d’Urso e si era pronti per l’ennesima puntata dell’orribile trasmissione che ogni tanto viene propinata su Canale 5) vero aspetto da sagra.
    Quindi le do ragione su tutti i fronti, la mia domanda/osservazione è però un’altra: pur riscontrando un eccesso di partigianeria nei confronti del’Onorevole Zaia, non trova fuori luogo certi eccessi di critica? Ovvero, peggio un Luca Zaia eccessivamente partigiano ma competente per passione e formazione (Enotecnico diplomato e poi laureato in Scienze delle riproduzioni animali) oppure un Filippo Maria Pandolfi, degnissima persona ma che a capo dell’allora Ministero dell’Agricoltura fu solo capace di barattare le quote latte per un po’ di acciaio da lavorarsi in quel di Taranto?
    Meglio il Zaia autarchico e “nemico degli ananas”, che però quando parla dei prodotti della terra sa come classificarli senza ricorrere al tecnico di turno, oppure un avvocato mancato come Pecoraro Scanio il quale sarà stato forse (forse) un buon ministro dell’ambiente, ma come responsabile delle Politiche Agricole nell’Amato II non ha certo lasciato tracce?
    Potrebbe essere esempio lo “scandalo Brunello” cui Lei ha dedicato tanto spazio: prima di Zaia si sarebbe minimizzato (“ma no, sono poche aziende, non rappresentano nulla…”) mentre, almeno a livello di propaganda, mi sembra che il nostro conterraneo non abbia esitato a chiedere massimo rigore nelle indagini.
    Magari, nascosta sotto la coltre di propaganda e pubblicità (inutile), il vertice ha dato risposte più concrete ed attese di quanto si può supporre.
    A volte la fretta e brutta consigliere: attendiamo si diradino i fumi dei fuochi d’artificio, poi potremmo (eventualmente) criticare.
    Grazie dell’ospitalità.

    Alessandro

  6. caro Carlassare, ça va sans dire che questo ministro capisce molto di più di cose agricole di gran parte delle persone, di ogni provenienza e orientamento politico, che l’hanno preceduto al Ministero delle Politiche Agricole. Ma proprio perché tecnico e non digiuno di cose agricole, il ministro dovrebbe ricordarsi che é ministro di un governo della Repubblica Italiana e non della Serenissima Repubblica Veneta e non dimostrare, come ha fatto molto sollecitamente trovando una “soluzione” per la vicenda del Prosecco, di avere soprattutto a cuore gli interessi della Marca Trevigiana e di quel Veneto di cui, dicono i rumors, potrebbe in un recente futuro diventare Governatore. Meno “spot territoriali”, come li definisce efficacemente, ed un attivismo a 360 gradi (magari senza uscite comiche come la proposta di boicottare l’ananas…), sarebbe opportune…

  7. Meno spot territoriali e più attivismo anche perchè, a conti fatti ed a convegno concluso, non è stato deciso niente e soprattutto nessuno ha fatto delle proposte.

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