E ora Gaja telefonerà anche a Craig Camp? Ma che spudorati quei wine bloggers!

Ha proprio ragione Robert Parker, la spudoratezza dei wine bloggers, da lui ribattezzati “blobbers”, non ha proprio limiti! Benissimo ha dunque fatto, come si può leggere qui, a rimetterli a posto definendoli “fonte di molta di quella disinformazione, distorsione ed considerevole falsità che vengono diffuse su Internet”.
Questo perché non è possibile che un Tyler Colman qualsiasi, anche se vincitore di ben due American Wine Blog Award nel 2007, e solo finalista, ancora in due categorie, nel 2009, con il suo wine blog Dr. Vino, possa mettere in dubbio (leggete qui e poi ancora qui) la professionalità ed i sistemi del guru wine writer, nonché “esperto mitico”, con un atteggiamento di “saccenza”che qualcuno potrebbe definire…alla Ziliani!
Bisogna rimetterli subito a posto quegli spudorati di winebloggettari, anche se poi magari sono professori universitari e autori di libri di successo o più semplicemente giornalisti di vasta esperienza e lungo corso (che scrivono su blog ma anche su non sconosciute riviste italiane ed estere), prima che si prendano troppo sul serio. E soprattutto che vengano presi troppo sul serio, mettendo in discussione la “cupola”, pardon, il monopolio dell’informazione sul vino, dagli appassionati.
Qui se non li si rimette al più presto in carreggiata, diffidandoli dal criticare i grandi, quelli che fanno parte delle nazionali enologiche convocate da grandi personaggi del vino italiano, quelli che, loro sì!, sanno fare vini dalle dimensioni leonine e rinocerontesche, si rischia l’anarchia, la rivoluzione!
Spero proprio pertanto che Mister Parker, proprio come ha fatto con me il re del Langhe Nebbiolo, rampognandomi telefonicamente per aver avuto la spudoratezza di raccontare che il Barolo 2004 del suo amico Rivetti non era andato proprio bene in una degustazione pubblicata da Decanter, magari mettendosi d’accordo con Monsù Gaja, che con i wine blogger americani dovrebbe già avercela un po’, visto il simpatico sfottò (anche se per la serie “just for fun”) che gli hanno dedicato gli amici Jeremy Parzen & Alfonso Cevola (leggete qui), si faccia prontamente sentire, con una vibrata protesta, da un altro wine blogger born in Usa.
“Tale” Craig Camp (una lunga esperienza come wine manager e importatore), che sul suo Wine Camp blog, (uno dei più seguiti negli States, dal significativo sottotitolo di “a point free zone”) cogliendo l’occasione di una degustazione di Barolo, Barbaresco e Langhe Nebbiolo fatta in California, cui ha partecipato perché “attratto come da una calamita”, si è poi permesso di scrivere un post dal titolo Nebbiolo (leggete qui) assolutamente vergognoso.
Come fosse uno Ziliani qualsiasi cosa ha difatti scritto quello spudorato di Camp del blasonatissimo, universalmente super premiato (92/100 per il collaboratore di Parker Antonio Galloni), pluribicchierato, stellato, grappolato Barbaresco Vigneto Gallina 2004 della Spinetta?
Ecco a voi il testo, nell’originale versione inglese
La Spinetta Barbaresco, Vigneto Gallina Vursu, 2004 ($120)Ever see the huckster selling sham wows on late night TV? He must be the marketing director of La Spinetta. This is an almost silly wine at a price that would be silly too – except that some people actually pay it. A rip off. Why would anyone pay $120 for this wine when you can buy a great Zinfandel (which this wine tastes more-or-less like) for a quarter of the price. Anyone who drops $120 on this wine is a fool. The wine version of the Emperor’s New Clothes” e in traduzione italiana: “La Spinetta Barbaresco, Vigneto Gallina Vursu, 2004 ($120) — Avete mai visto il televenditore che vende shamwows (cosa siano gli shamwows lo potete capire qui https://www.shamwow.com e dal video su You Tube citato da Camp – ndt) a tutte le ore della notte in TV? Scommetto che é il responsabile marketing de La Spinetta. Questo vino è quasi ridicolo e il prezzo sarebbe altrettanto ridicolo se certe persone non fossero disposte a pagarlo. Una fregatura. Non si capisce perché la gente possa pagare questo vino 120 dollari quando si può comprare un grande Zinfandel (più o meno simile al palato) per un quarto del prezzo. Chiunque sprechi $120 per questo vino è un pazzo. La versione vinicola degli abiti nuovi dell’imperatore”.
Sono pronto a scommettere che sapendo di poter contare sull’intervento diretto e sulla pronta reprimenda di Parker, in questo caso Monsù Gaja si guarderà bene dal telefonare a Craig Camp urlandogli “shame of you” e dandogli del “sectarian
“…

0 pensieri su “E ora Gaja telefonerà anche a Craig Camp? Ma che spudorati quei wine bloggers!

  1. Franco, onestamente non so se ringraziarti per il link al forum di Parker, o addebitarti il disappunto che la lettura ha generato. Una roba così vacua e irritante non la vedevo da un po’, e siccome tendo a starne alla larga, appunto non so se essere grato per l’info o avercela con te; quando questo bel tomo scrive “passion can be a great asset,but it can be dangerous as well…the Taliban has passion is just one example” ho fatto back button. Soliti sproloqui sui blogger talebani, sugli irresponsabili, solita selva di insulti. Io ne conosco di più coloriti, ma queste teste vuote non si meritano mezzo bit del mio tempo.
    Certo che, se ci pensi, pure il nostro gaio enomondo, volendo, riesce a metter su mezze baruffe quasi paragonabili a Striscia e Bottura. Ma sono le solite beghe “blogger-VS-giornalisti”, il cui esito, dalle mie parti, si dà per archiviato. Ogni tanto arriva pure qualche produttore a farci la reprimenda, è tutto molto bello.

  2. Certo che la recensione di Craig Camp è un tantino più spinta della Sua. Ma è alla maniera americana di criticare le cose, siano queste vini films o dischi. E chi se le becca (le critiche) deve farsene una ragione!

  3. Ho la presunzione di pensare che quando Ziliani parla di “esperto mitico” e “saccenza…..alla Ziliani” si riferisca all’articolo da me scritto sul blog Di gusto mangiando, che, del resto, ha già liquidato con un commento al fulmicotone.
    Dal momento che non ho avuto modo di disquisire con lui, a causa della levata di scudi succitata, ho scritto qualche considerazione, in merito all’accaduto, sul mio blog sperando, questa volta, di non suscitare le ire di nessuno, ma semplici risposte.

  4. Se talvolta, in questo mondo in cui impera la trasgressione e la maleducazione, dove l’informazione da enfasi o annebbia le notizie a proprio piacimento, non si guardasse al mezzo, ma al fine e in questo caso al messaggio finale…
    Il sig. Craig Camp mette in guardia il consumatore dallo spendere 120 dollari per un Barbaresco Gallina di un’azienda di moscatisti.

  5. non ci vedo niente di strano se uno preferisce vini rinocerontati e per giunta è disposto a pagarli tanto , succede in tutte le nostre scelte . Una persona con gli orecchini mi piace , purchè non sul naso , eppure per quella sono io a non capire . Non tollero invece chi , raggiunto il successo , cerca di vietare il dissenso .

  6. Caro Franco,
    non fare di ogni erba un fascio. La questione è diversa. Nessuno dubita della cattiva informazione fatta spesso dalla stampa (vinicola e non: chi frequenta Vino al Vino sa come la penso e quindi non mi ripeto in merito alla scarsa professionalità di molti colleghi gioirnalisti), ma al tempo stesso nessuno dovrebbe dubitare della “disinformazione, distorsione ed considerevole falsità che vengono diffuse su Internet”. Su questo Parker ha ragionissima. A prescindere dalle sue responsabilità e opinioni personali. Del resto, continuo anche a non capire perchè mai i giornalisti-blogger non iscrivano i loro blog come testate giornalistiche e li utilizzino poi come tali, cioè per fare informazione e pertanto il loro mestiere. Concordo con Sartore: “blogger-VS-giornalisti” è un film già visto, ma soprattutto una contrapposizione fuorviante. Ferme le colpe dei giornalisti (che comunque, non dimentichiamolo, sono responsabili ex lege di ciò che scrivono in quanto tali, al contrario dei bloggers), mi pare ridicolo idealizzare il mondo dei blog come fonte di verità, purezza e disinteresse perchè tutti sappiamo benissimo come vanno spesso le cose (devo ricordarti, caro Franco, le prodezze di certi nostri “amici” recentemente e pubblicamente sbugiardati?).
    Se invece si vuole difendere a prescindere il mondo dei blog, anche quando funge da mera bacheca per parole in libertà, giudizi sferzanti, incompetenza dilagante e insulti, il tutto spesso nascosto da un comodo anonimato, si faccia pure.
    Ma io mi dissocio.
    A presto,

    Stefano

  7. Pingback: Daily News About Wine : A few links about Wine - Wednesday, 29 April 2009 09:57

  8. Sig. Ziliani,
    una domanda… leggo sul suo post (critico rivetti e chi mi telefona insultandomi…..) questo:“Fazioso”, sempre a detta del signor Gaja, sarei stato perché non ho scritto che tra i 28 vini giudicati dal panel tasting di Decanter “fair” e confinati a “due stelle”, accanto al Vigneto Campé della Spinetta c’erano anche il Barolo Falletto di Bruno Giacosa, il Sorì Ginestra di Conterno Fantino. Oltre, aggiungo io, il Carobric di Paolo Scavino, il Villero di Boroli, l’Etichetta Nera di Parusso, i vini di Silvio Grasso, il Tortoniano di Michele Chiarlo, ecc…
    Sugli insulti, la telefonata, i modi ho già espresso il mio dissenso.
    Ma la mia domanda era: non è stato accusato di essere “fazioso” perchè ha dato una notizia forte estrapolandola puramente da un’ articolo che se fosse stato pubblicato per intero avrebbe dato un’altro “gusto” al suo post??
    Perchè ora Craig dovrebbe ricevere una telefonata??
    Non ha estrapolato nulla da nulla…Ha solo espresso il suo personalissimo pensiero su diversi vini bastonandone alcuni ed esaltandone altri..
    Siccome i contenuti di quella telefonata li sapete solo voi due vorrei capire, con tutta franchezza, se mi sbaglio…..oppure se non ho capito…oppure se mi sbaglio,non ho capito ed in più sono un cretino??
    Cosa c’entra ora la telefonata?? Dovrebbe ora ,Gaja, telefonare a tutti quelli che scrivono contro Rivetti??
    Non capisco, Sig. Ziliani, c’è qualcosa di personale tra lei ed i sopra citati Spinetta e Gaja?Saremo per sempre costretti a vedere e parlare (dopo un qualsiasi ed onorevole articolo sulla spinetta) di Gaja se telefona oppure no?? Non vorrei fosse così anche perchè distogliamo l’ attenzione dai problemi ben più grossi da lei (e forse solo lei…sic) spesso ricordati.
    Sono d’accordo sulla sua “causa” ma ora, sta telefonata, mi sembra solo un modo per farsi una super ed estremamente lecita e sacrosanta pubblicità.
    Non ne ha bisogno Sig. Ziliani. Davvero!!
    Le ribadisco la mia stima…casomai non uscisse fuori dal mio post!
    Senza ironia.
    Grazie.

  9. Ma dai, Stefano, cos’è questa storia dei blogger non responsabili ex lege? A me non risulta. Chiunque scriva nefandezze può essere chiamato a rispondere davanti ad un giudice, sia questo un giornalista, un blogger, un commentatore da blog o da forum. Quanto all’anonimato, è assai inefficace. Hai qualche esempio da farmi?

  10. Questo post è divertentissimo! Di sicuro, Franco, se qualcuno infastidito ti togliesse la patente di giornalista di vino a suon di bottigliate, potresti continuare come umorista! 🙂

  11. Per Sartore.
    Cercando di essere breve, e non volendo ripetere quanto già detto in post precedenti, non mi sono spiegato bene. Certo che chiunque è responsabile civilmente e penalmente di ciò che dice o scrive, blogger, giornalista o uomo della strada che sia. Il fatto è che oltre alle norme generali, i giornalisti sono (giustamente) soggetti alle leggi sulla stampa e a quelle istitutive dell’Ordine, che pongono la categoria su un piano di doveri (correttezza, controllo delle fonti, mancanza di commistione tra pubblicità e informazione, etc) diverso e superiore agli altri.
    Lasciamo perdere se poi tali norme non sono sempre rispettate o applicate: esistono e sono finalizzate alla tutela della verità.
    Da qui il senso di scindere la posizione e i diritti/doveri dei blogger da quelli dei giornalisti e/o giornalisti/blogger. Donde la mia domanda, rimasta però finora senza risposta, del perchè un giornalista che è anche blogger non iscriva il suo blog in tribunale come testata giornalistica, ricevendone in cambio i diritti e i doveri legati comunque alla sua qualifica di iscritto all’OdG.
    Saluti,

    Stefano Tesi

  12. sarebbe bastato , siamo in una discussione aperta , che Catone il Censore anzichè telefonare scrivesse . Come facciamo noi . Minimo , Catone il Censore non ci giudica all’altezza .

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