Processo ai vini Frescobaldi: la competenza passa a Foggia

Come avevo già promesso (leggete qui), riferendo di un articolo apparso sul Corriere Fiorentino per pura completezza dell’informazione non posso che riferire oggi degli sviluppi dell’inchiesta e dello spostamento a Foggia, secondo quanto riferisce qui ancora il quotidiano di Firenze, “del processo in corso a Firenze sulla produzione di alcuni vini dell’azienda Frescobaldi”.
Scriveva testualmente il 20 aprile il Corriere Fiorentino: Processo al vino Frescobaldi, si va a Foggia
Il tribunale, accogliendo l’eccezione presentata da alcuni difensori, ha trasmesso gli atti a Foggia. L’eccezione si basa sul fatto che il reato più grave contestato, quello di falso, sarebbe stato commesso in Puglia.
È stato trasferito a Foggia il processo in corso a Firenze sulla produzione di alcuni vini dell’azienda Frescobaldi, che vede imputate tredici persone accusate, a vario titolo, di frode in commercio e falso in atto pubblico. Il tribunale del capoluogo toscano, accogliendo l’eccezione presentata da alcuni difensori, ha trasmesso gli atti al tribunale pugliese. L’eccezione si basava sul fatto che il reato più grave contestato, quello di falso, secondo la procura sarebbe stato commesso in Puglia.
Tra gli imputati figurano due dirigenti e due dipendenti dell’azienda Frescobaldi, difesi dagli avvocati Nino D’Avirro e Pier Matteo Lucibello. Oltre a loro, a processo sono finiti fornitori di uve, pugliesi e campani. Al centro delle indagini, iniziate nel 2005, presunte violazioni delle norme che regolano la protezione delle uve e i criteri per le denominazioni di origine dei vini.
In particolare, la procura fiorentina contesta agli imputati l’utilizzo di uve non toscane per la produzione di vini toscani”.
Sempre per completezza dell’informazione va ricordato che l’azienda dei Marchesi Frescobaldi, come scriveva all’epoca il Corriere della Sera, era tra quelle finite sotto inchiesta per la storiaccia dei
Brunello di Montalcino non conformi al disciplinare di produzione, e tra quelle per le quali (leggete qui) si è svolto il 10 aprile l’incidente probatorio per la stessa vicenda.
Domanda: ma cosa avranno mai fatto ai magistrati i celebri produttori toscani proprietari delle tenute Castel Giocondo, Castello di Pomino, Castello di Nipozzano per essere costantemente presi di mira?  

0 pensieri su “Processo ai vini Frescobaldi: la competenza passa a Foggia

  1. Una pagina triste che spero venga chiarita nel minor tempo possibile.
    Capisco poco questi vizi di forma e questo travaso del processo da Firenze a Foggia, ma si vede che l’origine del discorrere risiede in Puglia.
    Comunque come sede del processo sempre meglio Foggia che Catanzaro dove negli anni passati andavano a seppellire i processi.

  2. Ho visto ieri MONDOVINO (in ritardo, ma sarebbe stato meglio mai che tardi questa volta) e questo suo articolo sembra il terzo tempo del film.
    Buona giornata,
    Una bevitrice che studia per mantenersi sana

  3. cosa avranno fatto per essere costantemente presi di mira ? ma Franco , gli inventori e ancor più i precursori danno sempre fastidio .

  4. io so solo che i marchesi frescobaldi, nonostante la loro “pregiata” (?)produzione, si comprano il vino in enoteca a firenze!!!!! forse i loro vini li hanno annoniati???

  5. A parte Frescobaldi
    Anche il mondo enogastronomico misura una delle metastasi italiane. La giustizia con la g minuscola. Da ex cronista di giudiziaria, so farvi le previsioni precise: la difesa legittimamente ha proposto il cambio di Procura per competenza. Non perché a Foggia sono bravi e a Firenze cattivi, ma in tal modo i tempi si allungano, pensiamo solo a quelli necessari per il trasferimento di carte e relativa assegnazione. Lì la Procura è sotto organico e questo processo ai limiti dell’irregolarità amministrativa più che penale non avrà che le attenzioni garantite dall’organico in deficit.
    Tempi allungati, magari la prescrizione, al massimo una sentenza di rinvio a giudizio e un primo grado, poi l’appello, etc etc.
    Non c’è certezza della pena, e neanche di innocenza. Tutti noi italiani viviamo in un limbo. Quello degl imbecilli.
    Ma questo spiega perché tutti temono i giornalisti: tra dieci anni chi si ricorderà di un vecchio processo sul vino? Qualcuno si ricorda come finì quello del metanolo, ben più grave?
    Buon Primo Maggio a tutti.

  6. Grazie di questa spiegazione Luciano, credo hai proprio colto il bandolo della matassa.
    Con questa giustizia, con questi tempi, con questi azzecca-garbugli, qui in Italia c’è il terrore di essere onesti perché sono i soli che hanno qualcosa da perdere.

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