A Col d’Orcia déjeuner sur l’herbe: riuscito “matrimonio” tra Bugatti e Brunello

Montalcino nei giorni scorsi é stata teatro di una simpatica iniziativa alla quale, invitato, non ho potuto essere presente. Presso la tenuta Col d’Orcia proprietà del conte Francesco Marone Cinzano (past presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino) si è svolta la prima tappa del raduno mondiale delle Bugatti d’epoca, in occasione del centenario del prestigioso marchio automobilistico.
Come scrive il comunicato stampa, “
un’occasione veramente unica per poter ammirare oltre 30 modelli di Bugatti d’epoca provenienti da tutto il mondo, eccezionalmente riuniti per festeggiare il centenario dello storico marchio. Per l’occasione i bugattisti hanno assaporato in pieno relax l’atmosfera delle colline senesi e hanno vissuto in prima persona l’esperienza della visita ad una cantina straordinaria”.
La giornata è stata allietata da una colazione all’aperto, allestita nella dolce ombra degli alti cipressi toscani e da una degustazione del Brunello prodotto in azienda, e l’iniziativa, nata dalla volontà di far incontrare due miti dell’eccellenza, la Bugatti, con il suo patrimonio di prestigio e unicità, e il Brunello di Montalcino, indiscussa perla dell’enologia mondiale, ha fatto registrare, cosi dicono i presenti, un grande successo.
Ma che clima si respirato per un giorno, lontano dagli scandali e dalle polemiche che hanno investito
Montalcino nel 2008, nella patria del Brunello e di una delle aziende che ne tengono più alto il blasone?
Ce lo racconta una testimone d’eccezione, l’amica Silvana Biasutti, già assessore alla cultura della Provincia di Siena e organizzatrice della rassegna Terra di Libri, primo Salone Internazionale del Libro dedicato al territorio, ai viaggi, alle terre e agli itinerari del mondo. Il suo è il racconto ironico, divertente e divertito, di una bella giornata, una di quelle di cui Montalcino avrebbe sicuramente bisogno per affermare la capacità del vino di essere espressione della cultura e di un turismo di gusto e qualità… f.z.

“E’ stata una Type 13 Brescia  – seguita dagli altri centodiciotto spettacolari esemplari di Bugatti che si sono radunati in Toscana per celebrare i cent’anni del prestigioso marchio – a prendere il via per prima, lungo le colline di Maremma, per arrivare a Montalcino nella tenuta Col d’Orcia, accolta da un team di musicisti jazz all’ombra di piante secolari. Immaginate una lunghissima tavolata di oltre trecento persone, allestita tra due filari di cipressi svettanti, imbandita con erbe aromatiche e deliziose specialità toscane, al centro di uno di quei paesaggi per cui Montalcino è famosa in tutto il mondo esattamente quanto il suo Brunello. Immaginate trecento persone abituate al bello, appassionate di arte, cultura e design (e di Toscana!), che hanno attraversato la splendida campagna maremmana in una calda mattinata di sole estivo per giungere in un’oasi di gusto e bellezza, all’ora di pranzo. Avrete negli occhi una scena da film, uno di quei set concepiti per storie d’amore ‘sotto il sole della Toscana’.
Amore per la terra e per il buon gusto; per quella semplicità che lascia spazio al bello e allo stile; per la cucina semplice fatta di ingredienti conosciuti cucinati con le ricette della tradizione; amore per la buona educazione, la cultura e il cosmopolitismo. Insomma un set perfetto per il Brunello di Montalcino, riconosciuto dagli ospiti appagati e dai numerosi giornalisti quale protagonista in binomio elegante con il marchio Bugatti e la sua storia. Numerosi gli idiomi parlati lungo la bianca chilometrica tavolata (il Brunello promuove la buona conversazione) con prevalenza però dell’inglese; grandissima curiosità per le intrepide Bugatti e gli sportivissimi equipaggi: auto e loro proprietari provengono da tredici paesi diversi – inclusi Nuova Zelanda, California e Giappone – ma persino chi è giunto in Toscana dalla vicina Olanda ha preferito spedire la propria auto con un air cargo.
Verso la fine del pranzo – in procinto di visitare le cantine di Col d’Orcia e poi riprendere la via della Maremma – qualcuno, ancora munito di bicchiere (solo i navigatori, ovviamente!) smanettava con perizia accanto alla propria auto e uno stuolo di fotografi si dava da fare con l’imbarazzo della scelta tra colori e modelli, uno più strepitoso dell’altro. Le 118 Bugatti stavano disseminate nel vasto prato della tenuta – a suo tempo sapientemente piantato da una designer di giardini – accostate in modo sparso nell’ombra di alberi e grandi arbusti, spesso con il vano motore aperto a respirare l’aria di Montalcino (non così fresca, quel giorno, quanto avrebbe voluto il padrone di casa, il conte Francesco Marone Cinzano, ma gradevolissima e profumata dalle intense fioriture di maggio).
Sono state le ginestre, infatti, la cornice olfattiva predominante in cui i trecento commensali hanno degustato i piatti tipici e lo splendente Brunello, mentre lesti scoiattoli si arrampicavano su per gli antichi tronchi sbirciando i commensali. Intanto il quintetto jazz suonava musiche perfettamente intonate alle auto, e gli ospiti si godevano l’ultimo spicchio dell’ospitalità elegante e affabile, con visite alla cantina, gelati e caffè sotto l’ampio portico, chiacchiere e galanterie attorno ai tavoli del dessert, ultime richieste di blues. Ed è a ritmo di blues che i primi equipaggi si sono congedati da quel paradiso, avviandosi per  tornare verso la Maremma, ma lentamente – come ammonisce un segnale sulla strada che costeggia la tenuta Col d’Orcia – messo a proteggere l’incolumità degli intraprendenti scoiattoli che a pomeriggio inoltrato hanno ritrovato la piena disponibilità del doppio filare di cipressi. Silvana Biasutti”

3 pensieri su “A Col d’Orcia déjeuner sur l’herbe: riuscito “matrimonio” tra Bugatti e Brunello

  1. Sempre apprezzabili le cronache di Donna Biasutti,che da milanese veramente lungimirante mi fece innamorare delle terre di Montalcino già negli anni ’70,cosa della quale continuo ad esserle grata ora che vivo in Alto Monferrato circondata dal dolcetto. Silvia Imperiale

  2. Questa , invece , non è un’americanata alla Forbes , anzi , è un incentivo equilibrato al turismo intellettuale .

  3. Un racconto così non poteva che essere frutto della dialettica di Biasuttik.
    Un testo che mi ha fatto passare davanti agli occhi le immagini dell’intera giornata… è sempre un piacere “viaggiare” con te Sil.

    Cate (piccina)

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