Alba Wines Exhibition: cinque giorni a tutta Langa!

… e naufragar m’è dolce in questo Nebbiolo…

Dimenticare le polemiche, quelle relative alla mancata partecipazione alla rassegna di produttori “aventiniani”, più o meno in buona fede, e andare oltre, come se nulla fosse, la parola d’ordine, la personale mission, della mia presenza, anche quest’anno, all’eccellente Alba Wines Exhibition, la bella manifestazione, organizzata dall’Unione Produttori Vini Albesi, con il braccio operativo della Wellcom.
Quattro giorni (che per me saranno quasi sei, perché sarò già in Langa domenica mattina, per una giornata all’insegna di visite ad amici, prima che produttori e ristoratori, tra Monchiero, Monforte d’Alba e dintorni, e rientrerò solo venerdì pomeriggio, dopo un salto in mattinata in quel di Vergne di Barolo), interamente dedicati all’uva che nel cor mi sta, Monsù Nebbiolo, e ai vini che più amo e conosco, Barolo e Barbaresco (sperando che questa volta anche il Roero mi dia qualche emozione di più).
Obiettivo l’incontro con le nuove annate, 2006 nel caso del Barbaresco e del Roero, di cui degusteremo anche la riserva, rispettivamente 2004 e 2005, e 2005 nel caso del Barolo, con uno spazio anche alle riserve 2003.
Quasi una settimana di puro godimento nebbiolesco, di turni d’assaggio tra il massacrante e l’insensato (perché degustare in una giornata 70 vini base Nebbiolo è consapevole pura follia, anche per quelli come me, o come il mio amico Juancho Asenjo, che il Nebbiolo l’ha nel sangue), ma questi, ci piacciano o meno, sono i ritmi e le scadenze di quel grande Barnum che è diventato il vino oggi e di cui noi cronisti-degustatori siamo in qualche modo “vittime” e “complici”.Perché se da un lato non ci costringe nessuno ad accettare queste mega-degustazioni ed il piacevolissimo e ambito invito che ci arriva dagli organizzatori, dall’altro, se vogliamo tenerci aggiornati e al corrente sulle nuove “uscite” dei vini che più c’interessano e scriverne per le testate cui collaboriamo, a meno di non trattenersi giorni e giorni girando per cantine oppure di chiedere, come io stesso a volte faccio, ai Consorzi di dare una mano ad organizzarmi un assaggio comparativo dei vini della loro denominazione, non v’è altro modo, per avere un’idea del livello complessivo di una nuova annata, per capire cosa capiti in una determinata zona vinicola, che partecipare a questi wine summit.
Sono sempre tantissimi, troppi, i vini che degusteremo, tra i 60 ai 70 o più in ogni turno, che si apre al mattino alle 9 e prosegue sino alle 13.30 (prima di un meritato spuntino, anche per controbattere la quantità di tannini che si è accumulata sui nostri palati), seguiti da un tot indefinito di altri vini che potremo degustare/bere o semplicemente “snasare” nel corso delle visite e degli incontri con produttori e nelle cene che la solerte organizzazione, prendendoci quasi piacevolmente “in ostaggio” ci ha organizzato per il pomeriggio e la sera.
Ma al momento attuale non esiste un’alternativa praticabile e reale a queste full immersion, un qualcosa che, nel caso di Alba Wines  (che resta la degustazione professionale meglio organizzata oggi in Italia) mi fa leopardianamente confessare che “il naufragar m’è dolce in questo Nebbiolo…”.
L’importante è farsi soprattutto un’idea dell’annata e non pretendere di poter aver capito tutto, di poter stilare un elenco attendibilissimo di “promossi e bocciati”, di vini da raccomandare e vini… da evitare, considerando che degusteremo dei vini, magari imbottigliati da poco tempo, solo all’inizio del loro percorso, con una personalità ancora da definire, spigoli da smussare, tannini la cui irruenza dev’essere addomesticata, e complessità – quell’aspetto che rende un grande Barolo e un grande Barbaresco magici, unici, inimitabili – ancora tutta da formarsi.
Pertanto, confidando nelle reciproche doti di resistenza ai wine tasting, in rimedi personalizzati tipo il training autogeno, la ripetizione del mantra preferito (a patto che non sia la parola Nebbiolo…), un po’ di footing su e giù per sorì, oppure in un più semplice augurio tipo “io speriamo che me la cavo”, puntualmente domenica mattina partirò, computer e bagagli, alla volta di Alba.
Corroborato come sarò da tajarin, agnolotti del plin, carne cruda all’albese, capretto all’Arneis, brasato al Barolo, bunet, oltre che da tutto quel Barbaresco e Barolo, mi sa che una volta rientrato a casa la bilancia scapperà a gambe levate dopo avermi visto…

p.s.  data la scaletta fitta di incontri e impegni la prossima settimana credo mi sarà davvero difficile postare sul blog nuovi articoli relativi alle degustazioni fatte. Mi limiterò a moderare i vostri commenti, e magari a fornire rapidissimi flash e impressioni sulle degustazioni, ma non lascerò Vino al Vino sguarnito, avendo programmato una serie di post che verranno pubblicati da lunedì a giovedì.        

0 pensieri su “Alba Wines Exhibition: cinque giorni a tutta Langa!

  1. Io mi auguro che, nel rispetto di chi fatica mesi in vigna e in cantina, le sensazioni e le percezioni che Voi giornalisti andrete a descrivere si mantengano sobriamente in un range di logica che tiene conto del fatto che trattasi di vini appena imbottigliati, che state assaggiando in breve tempo tanti vini, che un giorno un vino appare migliore di un altro, semplicemente perchè il nostro corpo un giorno apprezza maggiormente alcuni elementi invece che altri.
    Buona degustazione!

  2. Pingback: Alba Wine Exposition 2009 « Enofaber’s Blog

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